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Le emorroidi interne sono una condizione molto frequente, spesso accompagnata da sintomi fastidiosi come prurito, bruciore, sanguinamento e sensazione di peso o corpo estraneo a livello anale. Le creme rettali e anali rappresentano uno dei trattamenti locali più utilizzati per alleviare questi disturbi, soprattutto nelle fasi iniziali o nei casi lievi-moderati. Tuttavia, per ottenere il massimo beneficio e ridurre il rischio di irritazioni o complicanze, è importante sapere come preparare correttamente l’area, come usare l’applicatore e con quale frequenza applicare il prodotto, sempre nel rispetto delle indicazioni del medico e del foglio illustrativo.
Questa guida pratica spiega passo dopo passo come applicare la crema per le emorroidi interne in modo sicuro e igienico, senza sostituirsi al parere dello specialista. Verranno affrontati gli aspetti principali: dalla preparazione della zona anale alle modalità di inserimento della crema con cannula o applicatore, dalla frequenza di utilizzo ai possibili effetti collaterali, fino ai segnali che richiedono una valutazione medica urgente. Le informazioni sono di carattere generale e non intendono fornire indicazioni personalizzate: in presenza di dubbi, sintomi intensi o persistenti, è sempre opportuno rivolgersi al proprio medico o a uno specialista in gastroenterologia o proctologia.
Preparazione dell’area
Una corretta preparazione dell’area anale prima dell’applicazione della crema per le emorroidi interne è fondamentale per ridurre il rischio di infezioni, irritazioni e per favorire l’assorbimento del prodotto. Idealmente, l’applicazione dovrebbe avvenire dopo l’evacuazione, quando possibile, in modo da prolungare il tempo di permanenza del farmaco a contatto con la mucosa rettale. Prima di iniziare, è consigliabile lavare accuratamente le mani con acqua e sapone, asciugandole con un asciugamano pulito o con salviette monouso. Successivamente, è importante detergere delicatamente la zona anale con acqua tiepida, eventualmente associata a un detergente delicato a pH fisiologico, evitando prodotti profumati o troppo aggressivi che potrebbero peggiorare il bruciore o il prurito.
Dopo il lavaggio, la zona deve essere tamponata con cura, senza strofinare, utilizzando carta igienica morbida, garze sterili o un asciugamano pulito dedicato, per non traumatizzare ulteriormente i tessuti già infiammati. È preferibile evitare l’uso di salviette umidificate contenenti alcol o profumi, che possono irritare la cute perianale. Una volta asciutta la zona, il paziente può assumere una posizione comoda per l’applicazione: in genere si consiglia di sdraiarsi sul fianco con le ginocchia leggermente flesse verso il torace, oppure di mettersi in piedi con il busto leggermente inclinato in avanti. Questa fase di preparazione è utile anche per chi utilizza creme per le emorroidi esterne, che richiedono comunque un’igiene accurata e movimenti delicati, come spiegato in molte guide pratiche dedicate all’applicazione della crema sulle emorroidi esterne come mettere la crema per emorroidi esterne.
Un altro aspetto spesso sottovalutato nella preparazione riguarda il controllo del materiale necessario prima di iniziare: è utile avere a portata di mano il tubo di crema, l’applicatore o la cannula rettale fornita nella confezione, eventuali guanti monouso in lattice o nitrile (soprattutto se si preferisce non entrare in contatto diretto con la zona anale) e qualche garza o fazzoletto pulito per rimuovere l’eccesso di prodotto. Verificare che l’applicatore sia integro, pulito e privo di residui di applicazioni precedenti è essenziale per mantenere un buon livello di igiene. Se l’applicatore è riutilizzabile, deve essere lavato e asciugato secondo le indicazioni del foglio illustrativo dopo ogni uso, per evitare contaminazioni batteriche.
Infine, prima di procedere, è opportuno leggere con attenzione il foglio illustrativo del medicinale o del dispositivo medico, per conoscere la quantità di crema raccomandata, la modalità di montaggio dell’applicatore e le eventuali controindicazioni. Alcuni prodotti contengono anestetici locali, corticosteroidi o altre sostanze attive che richiedono particolare cautela in caso di uso prolungato o in presenza di determinate patologie (come diabete, immunodeficienze, malattie dermatologiche locali). Preparare l’area significa quindi non solo curare l’igiene, ma anche informarsi correttamente sul prodotto che si sta utilizzando, in modo da ridurre i rischi e ottimizzare i benefici del trattamento locale.
Modalità di applicazione
La modalità di applicazione della crema per le emorroidi interne varia leggermente a seconda del tipo di prodotto, ma in generale prevede l’uso di una cannula o applicatore rettale che consente di distribuire il farmaco all’interno del canale anale. Dopo aver preparato l’area e assunto una posizione comoda (sdraiati sul fianco o in piedi con il busto flesso), si avvita l’applicatore sul tubo di crema, assicurandosi che sia ben fissato. In molti casi è consigliabile spremere una piccola quantità di prodotto fino a riempire l’estremità dell’applicatore, in modo da lubrificarlo e facilitare l’introduzione, riducendo il rischio di fastidio o microtraumi. L’inserimento deve essere lento e delicato, senza forzare: se si avverte dolore intenso o resistenza marcata, è opportuno interrompere e consultare il medico.
Una volta inserita la cannula per alcuni centimetri nel retto, si esercita una leggera pressione sul tubo per far fuoriuscire la quantità di crema indicata nel foglio illustrativo o dal medico. Non è necessario svuotare completamente il tubo: in genere è sufficiente una piccola dose, distribuita in modo uniforme lungo il canale anale. Dopo l’erogazione, l’applicatore va estratto lentamente, continuando eventualmente a premere leggermente il tubo per lasciare un sottile strato di crema anche sulla parte più esterna del canale. Alcuni pazienti associano all’uso interno anche una piccola quantità di crema applicata esternamente, massaggiando delicatamente la zona anale per lenire prurito e bruciore, sempre seguendo le indicazioni del prodotto. Per un sollievo più completo, oltre alla corretta applicazione locale, può essere utile intervenire anche sulle abitudini alimentari e sullo stile di vita, ad esempio seguendo consigli specifici su cosa mangiare per sfiammare le emorroidi cosa mangiare per sfiammare le emorroidi.
Dopo l’applicazione, è importante rimanere in posizione sdraiata o comunque evitare di recarsi subito in bagno, per consentire al prodotto di distribuirsi e agire sulla mucosa rettale. Se possibile, si consiglia di attendere alcuni minuti prima di alzarsi, in modo da ridurre il rischio che la crema fuoriesca. L’applicatore deve poi essere rimosso dal tubo, lavato accuratamente con acqua tiepida e, se previsto, con un detergente delicato, quindi asciugato e conservato in un luogo pulito e asciutto, lontano da fonti di calore. In caso di applicatori monouso, questi vanno smaltiti secondo le indicazioni riportate sulla confezione, evitando di riutilizzarli per non aumentare il rischio di infezioni.
È bene ricordare che l’applicazione non deve mai essere forzata: se le emorroidi sono molto dolorose, trombizzate o se si sospettano altre patologie anali (come ragadi, fistole o infezioni), l’introduzione dell’applicatore può risultare particolarmente fastidiosa o addirittura controindicata. In queste situazioni è fondamentale rivolgersi al medico prima di procedere, per valutare se il trattamento topico interno sia appropriato o se sia preferibile limitarsi all’applicazione esterna o ad altre terapie. Inoltre, l’uso prolungato di creme contenenti corticosteroidi o anestetici locali deve essere sempre supervisionato da uno specialista, per evitare assottigliamento della mucosa, sensibilizzazioni o altri effetti indesiderati.
Frequenza di utilizzo
La frequenza di utilizzo della crema per le emorroidi interne dipende dal tipo di prodotto, dalla gravità dei sintomi e dalle indicazioni del medico. In molti casi, nelle fasi acute caratterizzate da dolore, bruciore intenso o sanguinamento lieve, si consiglia un’applicazione due-tre volte al giorno, preferibilmente dopo l’evacuazione e prima di coricarsi, per sfruttare le ore notturne in posizione sdraiata. Alcuni preparati prevedono una riduzione graduale della frequenza man mano che i sintomi migliorano, fino a passare a un uso “al bisogno” o a cicli brevi in caso di riacutizzazioni. È essenziale non superare la dose massima giornaliera indicata nel foglio illustrativo, soprattutto se la crema contiene principi attivi come corticosteroidi o anestetici locali.
Un errore comune è quello di aumentare autonomamente la frequenza di applicazione nella speranza di ottenere un sollievo più rapido: in realtà, un uso eccessivo può irritare ulteriormente la mucosa, alterare il film protettivo naturale e, nel caso di alcuni principi attivi, favorire effetti sistemici indesiderati. Al contrario, interrompere il trattamento troppo presto, appena i sintomi iniziano a migliorare, può favorire ricadute rapide, soprattutto se non si interviene sulle cause predisponenti come stitichezza, sforzo evacuativo e dieta povera di fibre. Per questo motivo, è utile concordare con il medico una durata indicativa del ciclo di terapia locale e rivalutare la situazione se, dopo alcuni giorni di uso corretto, non si osserva alcun miglioramento.
Nel lungo periodo, la gestione delle emorroidi interne non può basarsi solo sulla crema: è fondamentale agire anche sullo stile di vita, aumentando l’apporto di fibre e liquidi, praticando attività fisica regolare e limitando la permanenza prolungata in posizione seduta o in bagno. In molti casi, una dieta equilibrata e mirata a ridurre l’infiammazione intestinale e la stitichezza consente di ridurre la necessità di applicazioni frequenti, riservando la crema alle fasi di riacutizzazione. Alcuni pazienti trovano utile tenere un diario dei sintomi e delle applicazioni, per monitorare la risposta al trattamento e fornire al medico informazioni più precise durante le visite di controllo.
Infine, è importante sottolineare che, sebbene molte creme per emorroidi interne siano disponibili senza obbligo di prescrizione, ciò non significa che possano essere utilizzate indefinitamente o senza supervisione. Un uso prolungato oltre le tempistiche consigliate, soprattutto in presenza di sanguinamento ricorrente, dolore intenso o modifiche dell’alvo, può ritardare la diagnosi di altre patologie del retto e del colon, talvolta più serie. Se i sintomi persistono oltre una o due settimane nonostante un uso corretto e regolare della crema, è opportuno sospendere il trattamento e consultare il medico per approfondimenti diagnostici.
Effetti collaterali comuni
Come tutti i trattamenti farmacologici o dispositivi medici applicati localmente, anche le creme per le emorroidi interne possono causare effetti collaterali, generalmente lievi e transitori, ma che è importante conoscere per riconoscerli tempestivamente. Tra i disturbi più frequenti rientrano una sensazione di bruciore o pizzicore immediatamente dopo l’applicazione, soprattutto se la mucosa è molto irritata o se sono presenti piccole fissurazioni. In molti casi, questa sensazione tende a ridursi spontaneamente dopo pochi minuti; tuttavia, se il bruciore è intenso, persistente o peggiora con le applicazioni successive, può trattarsi di una reazione di sensibilità al prodotto o a uno dei suoi eccipienti, e richiede la sospensione del trattamento e il parere del medico.
Altri possibili effetti indesiderati includono arrossamento, prurito accentuato, gonfiore locale o comparsa di piccole vescicole o eruzioni cutanee nella zona anale e perianale. Questi segni possono indicare una dermatite da contatto o una reazione allergica, più probabile in caso di prodotti contenenti profumi, conservanti o determinati principi attivi. In presenza di tali manifestazioni, è consigliabile interrompere l’uso della crema e rivolgersi al medico o al farmacista, che potranno suggerire un prodotto alternativo con formulazione più semplice o ipoallergenica. È importante non applicare contemporaneamente più creme o unguenti diversi senza indicazione specialistica, perché la combinazione di sostanze può aumentare il rischio di irritazione.
Nel caso di preparati contenenti corticosteroidi, un uso prolungato oltre le tempistiche raccomandate può determinare assottigliamento della mucosa anale, maggiore fragilità dei tessuti, ritardo nella cicatrizzazione di eventuali lesioni e, raramente, effetti sistemici se il farmaco viene assorbito in quantità significative. Per questo motivo, tali prodotti dovrebbero essere utilizzati per periodi limitati e sotto controllo medico, soprattutto nei pazienti con altre patologie croniche. Anche gli anestetici locali, se usati in modo eccessivo o su mucose molto danneggiate, possono dare luogo a fenomeni di sensibilizzazione o, in casi eccezionali, a effetti sistemici come vertigini o malessere generale.
Un ulteriore aspetto da considerare è che la comparsa di nuovi sintomi durante il trattamento, come sanguinamento più abbondante, dolore improvviso e intenso, febbre o secrezioni maleodoranti, non va attribuita automaticamente alla crema come effetto collaterale, ma può segnalare una complicanza delle emorroidi (ad esempio trombosi, strangolamento) o la presenza di un’altra patologia anale o rettale. In queste situazioni, è fondamentale sospendere l’applicazione e consultare tempestivamente il medico, evitando di prolungare l’autotrattamento nella speranza che i sintomi si risolvano da soli. Riconoscere e gestire correttamente gli effetti collaterali consente di utilizzare le creme per emorroidi interne in modo più sicuro ed efficace.
Quando consultare un medico
Nonostante molte creme per le emorroidi interne siano disponibili senza prescrizione, il coinvolgimento del medico è fondamentale in numerose situazioni. È opportuno richiedere una valutazione specialistica quando i sintomi compaiono per la prima volta, soprattutto dopo i 40-50 anni, per escludere altre cause di sanguinamento rettale o dolore anale, come polipi, malattie infiammatorie intestinali o, più raramente, tumori del colon-retto. Anche se le emorroidi sono una causa molto comune di sangue rosso vivo sulla carta igienica o nelle feci, non bisogna mai dare per scontato che si tratti sempre di questa patologia senza una visita adeguata. Il medico potrà eseguire un esame obiettivo, eventualmente associato a esplorazione rettale o indagini endoscopiche, e indicare il trattamento più appropriato.
È inoltre importante consultare il medico quando, nonostante un uso corretto e regolare della crema per alcuni giorni, i sintomi non migliorano o addirittura peggiorano. Un dolore intenso e improvviso, un rigonfiamento duro e molto dolente a livello anale, febbre, secrezioni purulente o un sanguinamento abbondante sono segnali di allarme che richiedono una valutazione urgente, talvolta in pronto soccorso. In questi casi, continuare ad applicare la crema senza un controllo medico può ritardare interventi più adeguati, come procedure ambulatoriali, terapie sistemiche o, in rari casi, un intervento chirurgico. Anche la comparsa di sintomi generali come stanchezza marcata, calo di peso non intenzionale o alterazioni persistenti dell’alvo deve essere riferita al medico.
Le donne in gravidanza o in allattamento, le persone con patologie croniche importanti (come malattie cardiovascolari, diabete, disturbi della coagulazione) e i pazienti che assumono farmaci anticoagulanti o antiaggreganti dovrebbero sempre confrontarsi con il proprio medico prima di iniziare qualsiasi trattamento, anche topico, per le emorroidi interne. Alcuni principi attivi potrebbero non essere indicati o richiedere particolari precauzioni in queste condizioni. Inoltre, se si è già stati sottoposti a interventi chirurgici proctologici o si soffre di altre malattie anali (ragadi, fistole, malattie dermatologiche), il medico potrà personalizzare le indicazioni sull’uso delle creme e sulla necessità di controlli periodici.
Infine, è consigliabile rivolgersi a uno specialista in gastroenterologia o proctologia quando gli episodi di riacutizzazione delle emorroidi interne diventano frequenti, interferiscono con la qualità di vita o richiedono cicli ripetuti di terapia locale. In questi casi, oltre a ottimizzare il trattamento farmacologico, lo specialista potrà valutare l’opportunità di procedure ambulatoriali mini-invasive (come legatura elastica, scleroterapia, coagulazione) o, nei casi più avanzati, di un intervento chirurgico. Un confronto tempestivo con il medico permette di evitare l’abuso di creme e di impostare una strategia di gestione a lungo termine che includa modifiche dello stile di vita, prevenzione delle recidive e monitoraggio di eventuali complicanze.
In sintesi, la corretta applicazione della crema per le emorroidi interne richiede attenzione all’igiene, rispetto delle modalità d’uso e della frequenza di applicazione indicate, oltre a un monitoraggio attento dei sintomi e di eventuali effetti collaterali. Le creme possono offrire un sollievo significativo dal dolore, dal prurito e dal bruciore, soprattutto nelle fasi iniziali o nelle forme lievi-moderate, ma non sostituiscono una valutazione medica accurata, in particolare in presenza di sanguinamento, dolore intenso o sintomi persistenti. Integrare il trattamento locale con adeguate abitudini alimentari, una buona idratazione e uno stile di vita attivo rappresenta la strategia più efficace per ridurre le recidive e migliorare la qualità di vita delle persone che soffrono di emorroidi interne.
Per approfondire
Ministero della Salute – Sezione dedicata alle malattie dell’apparato digerente, con informazioni istituzionali aggiornate su prevenzione, diagnosi e gestione delle principali patologie gastrointestinali.
Istituto Superiore di Sanità – Gastroenterologia – Pagina informativa con riferimenti a linee guida e documenti tecnici prodotti in collaborazione con le società scientifiche italiane di gastroenterologia.
AIFA – Banca dati farmaci – Consente di consultare i fogli illustrativi ufficiali dei medicinali per uso rettale e anale, inclusi quelli indicati nel trattamento delle emorroidi, con informazioni su indicazioni, controindicazioni ed effetti indesiderati.
European Society of Coloproctology – Sito della società europea di coloproctologia, con accesso a linee guida e documenti di consenso sul trattamento delle patologie del colon-retto e dell’ano.
Società Italiana di Chirurgia Colo-Rettale (SICCR) – Portale della società scientifica italiana dedicata alla chirurgia colo-rettale, con aggiornamenti, documenti e riferimenti utili sulla gestione delle malattie emorroidarie e di altre patologie proctologiche.
