Quale medicina prendere per tosse e raffreddore?

Farmaci da banco e rimedi naturali per tosse e raffreddore: sintomi, quando usare medicinali e quando rivolgersi al medico

Tosse e raffreddore sono tra i disturbi più comuni nei mesi freddi, ma possono presentarsi in qualsiasi periodo dell’anno. Spesso compaiono insieme, perché molte infezioni delle vie respiratorie superiori (come i comuni raffreddori virali) irritano naso, gola e bronchi, provocando naso che cola, starnuti, mal di gola e tosse secca o grassa. Capire quali sintomi osservare e come si evolvono nel tempo è il primo passo per scegliere in modo consapevole se e quali medicinali da banco utilizzare, evitando sia il “fai da te” eccessivo sia l’uso inappropriato di farmaci non necessari.

Questa guida offre una panoramica generale sui sintomi di tosse e raffreddore, sui principali medicinali da banco disponibili in farmacia e sui rimedi non farmacologici che possono dare sollievo. Le informazioni hanno carattere divulgativo e non sostituiscono il parere del medico o del farmacista: ogni persona ha una storia clinica diversa e alcune condizioni (come gravidanza, allattamento, malattie croniche o assunzione di più farmaci) richiedono particolare prudenza. Verranno inoltre indicati i segnali di allarme che rendono opportuno consultare il medico per una valutazione più approfondita.

Sintomi di Tosse e Raffreddore

La tosse è un riflesso di difesa dell’organismo, utile per liberare le vie respiratorie da muco, secrezioni o corpi estranei. Nel contesto di un raffreddore o di un’infezione virale delle alte vie respiratorie, la tosse può iniziare come secca, cioè senza produzione di catarro, spesso associata a bruciore o prurito in gola, e trasformarsi successivamente in tosse produttiva, con espettorazione di muco. È importante distinguere tra queste forme perché la scelta del medicinale cambia a seconda che si voglia calmare una tosse irritativa o favorire l’eliminazione del catarro. Anche la durata è un elemento chiave: una tosse acuta legata a un raffreddore di solito si risolve in 1–3 settimane, mentre una tosse che persiste oltre questo periodo richiede una valutazione medica per escludere altre cause.

Il raffreddore è generalmente causato da virus (come rinovirus, coronavirus “stagionali” e altri) che infettano la mucosa nasale e faringea. I sintomi tipici includono naso chiuso o che cola, starnuti frequenti, mal di gola lieve-moderato, sensazione di “testa pesante” e talvolta una modesta febbre, soprattutto nei bambini. Spesso si associa una tosse leggera, inizialmente secca, che può diventare più produttiva man mano che aumenta la produzione di muco. La presenza di secrezioni nasali che da chiare diventano più dense e giallo-verdi non indica necessariamente un’infezione batterica, ma piuttosto l’evoluzione naturale della risposta infiammatoria. È fondamentale osservare l’andamento complessivo dei sintomi, la durata e l’eventuale comparsa di disturbi sistemici importanti come febbre alta o marcata stanchezza.

Oltre ai sintomi respiratori, tosse e raffreddore possono accompagnarsi a disturbi generali che influenzano la qualità di vita quotidiana. Mal di testa, lieve dolore muscolare, riduzione dell’olfatto e del gusto, irritabilità e difficoltà a dormire sono frequenti, soprattutto quando la tosse si intensifica durante la notte. Nei bambini, il raffreddore può determinare irritabilità, inappetenza e difficoltà a riposare, con conseguente stanchezza anche per i genitori. Negli adulti che soffrono di patologie croniche respiratorie (come asma o broncopneumopatia cronica ostruttiva) un semplice raffreddore può peggiorare i sintomi di base, rendendo la tosse più intensa e il respiro più affannoso: in questi casi è ancora più importante monitorare attentamente la situazione e seguire le indicazioni del medico curante.

Un altro aspetto da considerare è la localizzazione dei sintomi lungo le vie respiratorie. Quando prevalgono naso chiuso, starnuti e mal di gola, il quadro è tipicamente limitato alle alte vie respiratorie. Se invece compaiono dolore toracico durante la tosse, respiro sibilante, fiato corto o catarro abbondante e denso, può essere coinvolto anche l’albero bronchiale. La presenza di febbre alta persistente, dolore al torace, respiro affannoso a riposo o sangue nell’espettorato non rientra nel quadro di un semplice raffreddore e richiede sempre un consulto medico tempestivo. Riconoscere questi segnali di allarme aiuta a distinguere le forme lievi, gestibili con farmaci da banco e rimedi domestici, dalle situazioni che necessitano di una valutazione clinica più approfondita.

Medicinali da Banco

I medicinali da banco (o OTC, “over the counter”) sono farmaci che si possono acquistare senza ricetta medica, ma ciò non significa che siano privi di rischi o adatti a chiunque. Nel caso di tosse e raffreddore, le principali categorie comprendono analgesici-antipiretici, decongestionanti nasali, antistaminici, sedativi della tosse e mucolitici/espettoranti. Gli analgesici-antipiretici, come paracetamolo o ibuprofene, sono utilizzati per ridurre febbre, mal di testa e dolori muscolari associati alle infezioni respiratorie; vanno però assunti rispettando dosi, intervalli e controindicazioni, soprattutto in presenza di malattie epatiche, renali, gastriche o cardiovascolari. I decongestionanti nasali, disponibili in spray o gocce, riducono temporaneamente il gonfiore della mucosa nasale, ma non devono essere usati per periodi prolungati per evitare fenomeni di “rimbalzo” con peggioramento della congestione.

Per la tosse secca e irritativa, che disturba il sonno e non è accompagnata da catarro, si utilizzano in genere sedativi della tosse (antitussivi), che agiscono riducendo lo stimolo tussigeno a livello centrale o periferico. È importante non associare in modo indiscriminato sedativi della tosse e mucolitici, perché in presenza di abbondante catarro la tosse ha una funzione utile di pulizia delle vie respiratorie. Per la tosse grassa, invece, si impiegano mucolitici ed espettoranti, che fluidificano le secrezioni rendendole più facili da eliminare. Anche per questi prodotti è fondamentale rispettare le indicazioni riportate nel foglietto illustrativo e chiedere consiglio al farmacista o al medico, soprattutto in caso di altre terapie in corso o di patologie croniche. Un esempio di prodotto specifico per la tosse, disponibile in diverse formulazioni, è rappresentato da alcuni sciroppi e compresse indicati per calmare l’irritazione o favorire l’espettorazione, come riportato nelle relative schede farmaco, ad esempio quelle dedicate ai trattamenti per la tosse presenti su Torrinomedica, tra cui la scheda di Neoborocillina Tosse.

Molti prodotti da banco per raffreddore e tosse sono “multisintomo”, cioè combinano più principi attivi in un’unica compressa o bustina (per esempio un analgesico, un decongestionante e talvolta un antistaminico). Queste associazioni possono risultare comode, ma aumentano il rischio di assumere sostanze non necessarie o di duplicare principi attivi già presenti in altri farmaci che si stanno assumendo (come paracetamolo in più prodotti diversi). Per questo è essenziale leggere con attenzione la composizione, evitare di assumere contemporaneamente più medicinali contenenti lo stesso principio attivo e informare il farmacista di tutti i farmaci, integratori o rimedi erboristici che si stanno utilizzando. Nei bambini, l’uso di combinazioni multisintomo richiede ancora maggiore prudenza e va sempre valutato con il pediatra.

Un capitolo a parte riguarda l’uso degli antibiotici, che non sono medicinali da banco e richiedono sempre prescrizione medica. Gli antibiotici non sono efficaci contro i virus, che sono la causa più frequente di tosse e raffreddore, e il loro impiego inappropriato contribuisce allo sviluppo di resistenze batteriche, un problema di salute pubblica di grande rilevanza. Solo il medico, dopo una valutazione clinica, può stabilire se vi siano segni di sovrainfezione batterica (come febbre alta persistente, peggioramento improvviso dopo un iniziale miglioramento, dolore localizzato a orecchio o seni paranasali, espettorato francamente purulento associato a compromissione generale) che giustifichino una terapia antibiotica. In assenza di questi elementi, la gestione di tosse e raffreddore si basa principalmente su farmaci sintomatici da banco e misure di supporto non farmacologiche.

Rimedi Naturali

Accanto ai medicinali da banco, molte persone ricorrono a rimedi naturali per alleviare i sintomi di tosse e raffreddore. Tra i più diffusi vi sono le bevande calde (come tisane, brodi, latte e miele), che aiutano a mantenere una buona idratazione, fluidificano le secrezioni e danno una sensazione di sollievo alla gola irritata. Il miele, in particolare, è spesso utilizzato come calmante naturale della tosse grazie alla sua consistenza viscosa e alle proprietà emollienti; può essere assunto da solo o sciolto in una bevanda tiepida, ma non va somministrato ai bambini sotto l’anno di età per il rischio, seppur raro, di botulismo infantile. Anche l’umidificazione dell’ambiente, tramite umidificatori o semplicemente posizionando contenitori d’acqua vicino alle fonti di calore, può ridurre la secchezza delle mucose e attenuare la tosse notturna.

Un altro gruppo di rimedi naturali comprende i lavaggi nasali con soluzioni saline, isotone o ipertoniche, che aiutano a liberare il naso dal muco, ridurre la carica virale locale e migliorare la respirazione. Questi lavaggi sono particolarmente utili nei bambini, che non sempre riescono a soffiarsi il naso in modo efficace, ma possono essere impiegati a tutte le età. L’uso regolare di soluzioni saline, in spray o con dispositivi specifici, contribuisce a mantenere la mucosa nasale idratata e a prevenire la formazione di croste. È importante seguire le istruzioni del prodotto per evitare fastidi o irritazioni e utilizzare soluzioni sterili, soprattutto nei più piccoli. I lavaggi nasali non sostituiscono i farmaci quando necessari, ma rappresentano un valido complemento, spesso consigliato anche dai medici per la gestione delle infezioni delle vie respiratorie superiori.

Molte persone si affidano anche a prodotti di origine vegetale, come estratti di piante balsamiche (per esempio eucalipto, timo, pino, menta) o preparati a base di erbe tradizionalmente utilizzate per la tosse. Questi prodotti possono essere presenti sotto forma di sciroppi, caramelle, tisane o inalazioni. Alcuni contengono oli essenziali che, se usati correttamente, possono dare una sensazione di sollievo e favorire la percezione di un respiro più libero. Tuttavia, gli oli essenziali non sono privi di rischi: in concentrazioni elevate o se usati in modo improprio possono irritare le mucose, scatenare reazioni allergiche o risultare pericolosi nei bambini piccoli, soprattutto se somministrati per via orale o applicati direttamente sulla pelle senza diluizione. È quindi fondamentale attenersi alle indicazioni riportate sui prodotti e, in caso di dubbi, chiedere consiglio al medico o al farmacista.

È importante ricordare che “naturale” non significa automaticamente “sicuro” o “privo di effetti collaterali”. Alcuni rimedi erboristici possono interagire con farmaci di uso comune (come anticoagulanti, antipertensivi o antidiabetici) o essere controindicati in gravidanza, allattamento o in presenza di determinate patologie. Inoltre, la qualità e la concentrazione dei principi attivi nei prodotti di origine vegetale possono variare da un produttore all’altro, rendendo difficile prevedere con precisione l’effetto. Per questo motivo, anche quando si scelgono rimedi naturali per tosse e raffreddore, è prudente informare il proprio medico o farmacista di tutti i prodotti che si stanno assumendo e diffidare di promesse di “guarigione rapida” o di soluzioni presentate come miracolose. I rimedi naturali possono essere un utile complemento, ma non sostituiscono una corretta valutazione clinica quando i sintomi sono importanti o persistenti.

Quando Consultare un Medico

Nella maggior parte dei casi, tosse e raffreddore sono disturbi autolimitanti, che tendono a migliorare spontaneamente nel giro di pochi giorni o settimane con l’aiuto di farmaci sintomatici e rimedi domestici. Tuttavia, esistono situazioni in cui è opportuno consultare il medico per una valutazione più approfondita. È consigliabile rivolgersi al proprio medico di famiglia se la tosse persiste oltre 2–3 settimane senza segni di miglioramento, se i sintomi peggiorano dopo un iniziale miglioramento o se compaiono febbre alta (per esempio superiore a 38–38,5 °C) che dura più di 3 giorni, dolore toracico, difficoltà respiratoria, respiro sibilante o sensazione di “fame d’aria”. Questi segni possono indicare un coinvolgimento più profondo delle vie respiratorie (come bronchite o polmonite) o l’esacerbazione di una malattia respiratoria cronica preesistente.

Nei bambini, nei soggetti anziani e nelle persone con patologie croniche (come malattie cardiache, respiratorie, diabete, insufficienza renale o condizioni di immunodeficienza), la soglia per consultare il medico deve essere ancora più bassa. In particolare, è importante richiedere una valutazione pediatrica se il bambino è molto piccolo (soprattutto sotto i 3 mesi), se rifiuta di alimentarsi o bere, se presenta sonnolenza marcata, irritabilità inconsolabile, respiro accelerato o rientramenti delle costole durante l’inspirazione. Negli anziani, la comparsa di confusione, peggioramento improvviso della stanchezza o cadute può essere un segno indiretto di infezione respiratoria più seria. In tutti questi casi, il medico potrà decidere se sono necessari esami di approfondimento, una terapia specifica o un eventuale invio in pronto soccorso.

È inoltre opportuno consultare il medico quando si hanno dubbi sull’uso corretto dei medicinali da banco o quando si assumono già numerosi farmaci per altre patologie. Alcune combinazioni possono aumentare il rischio di effetti indesiderati o interazioni, per esempio tra decongestionanti nasali sistemici e farmaci per la pressione, oppure tra alcuni antistaminici sedativi e altri medicinali che agiscono sul sistema nervoso centrale. Il medico o il farmacista possono aiutare a scegliere il prodotto più adatto, a valutare se sia preferibile un approccio più prudente (per esempio limitandosi a lavaggi nasali, idratazione e riposo) o se sia indicata una terapia farmacologica più strutturata. In presenza di allergie note a farmaci o a componenti di prodotti erboristici, è fondamentale segnalarle sempre prima di iniziare un nuovo trattamento.

Infine, è bene ricordare che il consulto medico non serve solo a “curare” ma anche a prevenire complicanze e a ricevere informazioni personalizzate su vaccinazioni e strategie di prevenzione delle infezioni respiratorie. Il medico di famiglia può, per esempio, consigliare la vaccinazione antinfluenzale o altre vaccinazioni raccomandate in base all’età e alle condizioni di salute, spiegare come ridurre il rischio di contagio in famiglia e sul luogo di lavoro, e chiarire quando è opportuno rimanere a casa per evitare di trasmettere l’infezione ad altre persone. Rivolgersi al medico in modo tempestivo, soprattutto nei soggetti più fragili, permette spesso di intervenire precocemente e di ridurre la durata e la severità dei sintomi, migliorando la qualità di vita e limitando l’uso inappropriato di farmaci.

In sintesi, tosse e raffreddore sono disturbi molto comuni che nella maggior parte dei casi possono essere gestiti con misure semplici, una corretta idratazione, riposo e l’uso ragionato di medicinali da banco, eventualmente affiancati da rimedi naturali sicuri. Riconoscere i sintomi tipici, distinguere tra tosse secca e produttiva, leggere con attenzione i foglietti illustrativi e chiedere consiglio al medico o al farmacista in caso di dubbi sono passi fondamentali per evitare sia il sottotrattamento sia l’uso eccessivo o inappropriato di farmaci. Prestare attenzione ai segnali di allarme e alle categorie più fragili (bambini piccoli, anziani, persone con malattie croniche) aiuta a individuare tempestivamente le situazioni che richiedono una valutazione clinica, garantendo una gestione più sicura e consapevole di questi disturbi frequenti.

Per approfondire

Ministero della Salute – Raffreddore e influenza Scheda istituzionale che illustra differenze tra raffreddore e influenza, sintomi, modalità di trasmissione e principali misure di prevenzione, utile per inquadrare correttamente i disturbi respiratori stagionali.

Istituto Superiore di Sanità – Raffreddore comune Approfondimento aggiornato sul raffreddore comune, con spiegazioni su cause virali, decorso clinico, possibili complicanze e indicazioni generali sulla gestione dei sintomi.

AIFA – Farmaci da banco e senza obbligo di prescrizione Pagina dedicata ai medicinali di automedicazione, con informazioni su uso appropriato, rischi del “fai da te” e importanza di leggere il foglietto illustrativo prima di assumere un farmaco.

Organizzazione Mondiale della Sanità – Common cold Scheda informativa sul raffreddore comune, in lingua inglese, che riassume epidemiologia, sintomi, trattamento sintomatico e raccomandazioni generali per la popolazione.

Mayo Clinic – Cold remedies: what works, what doesn’t Articolo divulgativo che analizza criticamente i principali rimedi farmacologici e naturali per raffreddore e tosse, evidenziando quali hanno prove di efficacia e quali sono di utilità limitata.