Come capire se ho un’infezione ai reni?

Infezione renale (pielonefrite): sintomi, cause, diagnosi, cure e prevenzione delle complicanze ai reni

Capire se si ha un’infezione ai reni (pielonefrite o infezione del tratto urinario alto) ĆØ molto importante, perchĆ© si tratta di una condizione che può evolvere rapidamente e, se non riconosciuta e trattata in tempo, può causare complicanze anche gravi. Molte persone confondono i sintomi di un’infezione renale con quelli di una semplice cistite o di un mal di schiena, rischiando di sottovalutare segnali che invece richiedono una valutazione medica urgente. Conoscere i sintomi tipici, i fattori di rischio e i percorsi diagnostici aiuta a capire quando ĆØ il momento di rivolgersi al medico o al Pronto Soccorso.

Questa guida offre una panoramica chiara e basata sulle evidenze su come riconoscere un’infezione renale, quali sono le cause più frequenti, come viene posta la diagnosi e quali sono i trattamenti generalmente utilizzati. Non sostituisce in alcun modo il parere del medico, ma può aiutare a interpretare meglio i segnali del proprio corpo e a prepararsi al colloquio con lo specialista, soprattutto in presenza di febbre alta, dolore lombare e disturbi urinari che non migliorano spontaneamente.

Sintomi di un’infezione renale

I sintomi di un’infezione renale tendono a essere più intensi e sistemici rispetto a quelli di una semplice infezione delle basse vie urinarie, come la cistite. Uno dei segnali più tipici ĆØ la febbre alta, spesso superiore a 38–38,5 °C, accompagnata da brividi e una sensazione generale di malessere, stanchezza marcata e dolori muscolari diffusi, simili a quelli di una forte influenza. A questa sintomatologia generale si associa spesso un dolore localizzato nella parte bassa della schiena, di solito da un lato, in corrispondenza della loggia renale: ĆØ un dolore sordo, continuo, che può peggiorare con i movimenti o alla palpazione della zona. Alcune persone riferiscono anche nausea, vomito e perdita di appetito, segni che indicano un coinvolgimento più importante dell’organismo e che dovrebbero spingere a consultare rapidamente il medico.

Oltre ai sintomi generali, un’infezione renale ĆØ spesso accompagnata da disturbi urinari che possono ricordare quelli della cistite, ma in un quadro clinico più severo. Si possono avvertire bruciore o dolore durante la minzione (disuria), bisogno di urinare molto spesso anche con piccole quantitĆ  di urina (pollachiuria) e urgenza minzionale, cioĆØ la sensazione di dover correre in bagno per non perdere urina. L’urina può apparire torbida, avere un odore più intenso del solito o contenere tracce di sangue, visibili come una colorazione rosata o rossastra. Quando questi sintomi urinari si associano a febbre alta e dolore lombare, ĆØ più probabile che l’infezione abbia risalito le vie urinarie fino ai reni, superando il quadro di semplice cistite acuta e sue cause infettive.

Un altro aspetto importante da considerare ĆØ la rapiditĆ  con cui i sintomi possono comparire e peggiorare. In alcune persone, soprattutto giovani e in precedenza sane, l’infezione renale può esordire in modo brusco, con febbre improvvisa, brividi intensi e dolore lombare acuto che compare nell’arco di poche ore. In altri casi, soprattutto nei soggetti anziani o con malattie croniche, i sintomi possono essere più sfumati: può esserci solo un lieve rialzo febbrile, un peggioramento della stanchezza abituale, confusione o disorientamento, riduzione dell’appetito e un generico peggioramento dello stato generale. In queste situazioni, il dolore lombare può essere poco evidente o assente, rendendo più difficile riconoscere subito l’origine renale del problema.

ƈ fondamentale prestare attenzione anche a segnali di allarme che possono indicare una possibile complicanza, come la diffusione dell’infezione al sangue (sepsi). Tra questi segnali rientrano la febbre molto alta che non risponde ai comuni antipiretici, il respiro accelerato, il battito cardiaco molto rapido, la sensazione di confusione o di ā€œtesta vuotaā€, la pressione arteriosa che tende ad abbassarsi con sensazione di svenimento. In presenza di questi sintomi, soprattutto se associati a dolore lombare e disturbi urinari, ĆØ necessario rivolgersi immediatamente al Pronto Soccorso. Anche nelle donne in gravidanza, nei bambini piccoli e nelle persone con un solo rene o con insufficienza renale nota, qualsiasi sospetto di infezione renale richiede una valutazione urgente, perchĆ© il rischio di complicanze ĆØ maggiore.

Cause e fattori di rischio

La causa più frequente di infezione renale ĆØ la risalita di batteri dalle basse vie urinarie verso i reni. Nella maggior parte dei casi, i microrganismi responsabili provengono dall’intestino, in particolare ceppi di Escherichia coli, che possono colonizzare l’uretra e la vescica e, se non eliminati, progredire lungo gli ureteri fino al parenchima renale. Questo meccanismo ā€œascendenteā€ ĆØ favorito da condizioni che alterano il normale flusso dell’urina o la sua completa eliminazione, come ostruzioni, ristagno o reflusso vescico-ureterale. Più raramente, l’infezione può raggiungere i reni per via ematica, cioĆØ attraverso il sangue, a partire da un altro focolaio infettivo presente nell’organismo, ad esempio un’infezione cutanea o una batteriemia legata a dispositivi medici.

Esistono diversi fattori di rischio che aumentano la probabilitĆ  di sviluppare un’infezione renale. Il sesso femminile ĆØ uno dei principali, perchĆ© l’uretra ĆØ più corta e più vicina all’area anale, facilitando la risalita dei batteri intestinali verso la vescica e, successivamente, i reni. Le infezioni urinarie ricorrenti, come gli episodi ripetuti di cistite, rappresentano un ulteriore elemento di rischio, soprattutto se non adeguatamente trattate o se si tende ad assumere antibiotici in modo discontinuo o non appropriato. Anche alcune abitudini, come trattenere a lungo la pipƬ, bere poco durante la giornata o non svuotare completamente la vescica, possono favorire il ristagno urinario e quindi la proliferazione batterica, creando le condizioni per un’infezione più estesa.

Tra i fattori di rischio più rilevanti rientrano anche le condizioni che ostacolano il normale deflusso dell’urina. Negli uomini, l’ipertrofia prostatica benigna può comprimere l’uretra e rendere difficile lo svuotamento completo della vescica, predisponendo a infezioni che possono risalire ai reni. In entrambi i sessi, la presenza di calcoli renali o ureterali, stenosi (restringimenti) delle vie urinarie, malformazioni congenite o esiti di interventi chirurgici urologici può creare punti di ristagno dove i batteri trovano un ambiente favorevole alla crescita. Anche l’uso prolungato di cateteri vescicali, soprattutto in ambito ospedaliero o nelle persone allettate, rappresenta un importante fattore di rischio per infezioni urinarie complicate, che possono facilmente estendersi ai reni.

Un ruolo significativo ĆØ svolto anche dallo stato generale del sistema immunitario e dalla presenza di malattie croniche. Le persone con diabete mellito, in particolare se mal controllato, hanno un rischio aumentato di infezioni urinarie e renali, sia per l’alterazione delle difese immunitarie sia per la presenza di glucosio nelle urine, che favorisce la crescita batterica. Anche chi assume farmaci immunosoppressori, come cortisonici ad alte dosi o terapie per malattie autoimmuni e trapianti, ĆØ più esposto a infezioni severe. L’etĆ  avanzata, la fragilitĆ , la disidratazione cronica e la ridotta mobilitĆ  contribuiscono ulteriormente a rendere più probabile un’infezione renale e a mascherarne i sintomi, rendendo fondamentale un monitoraggio attento di qualsiasi disturbo urinario o febbrile in queste categorie di pazienti.

Diagnosi e test medici

Quando si sospetta un’infezione renale, il primo passo ĆØ una valutazione clinica accurata da parte del medico, che raccoglie l’anamnesi (storia dei sintomi, eventuali episodi precedenti, malattie concomitanti, farmaci assunti) ed esegue un esame obiettivo completo. Durante la visita, il medico presta particolare attenzione alla presenza di febbre, allo stato generale del paziente, alla pressione arteriosa e alla frequenza cardiaca, oltre a ricercare il dolore alla palpazione della regione lombare, spesso evocabile con la manovra di Giordano (percussione delicata della loggia renale). La combinazione di febbre, dolore lombare e disturbi urinari orienta fortemente verso una pielonefrite, ma per confermare la diagnosi e valutare la gravitĆ  sono necessari esami di laboratorio e, talvolta, indagini strumentali.

L’esame delle urine rappresenta uno dei test di base più importanti. Attraverso un semplice campione di urina, raccolto preferibilmente con tecnica del ā€œmitto intermedioā€ per ridurre le contaminazioni, ĆØ possibile valutare la presenza di globuli bianchi (leucociti), globuli rossi (ematuria), nitriti e batteri. Un’elevata leucocituria associata a batteriuria ĆØ fortemente suggestiva di infezione urinaria. Spesso viene eseguito anche un esame colturale, l’urinocoltura, che permette di identificare con precisione il microrganismo responsabile e di eseguire l’antibiogramma, cioĆØ il test di sensibilitĆ  agli antibiotici. Questo passaggio ĆØ fondamentale per impostare o adeguare una terapia antibiotica mirata, soprattutto nei casi complicati, recidivanti o in presenza di fattori di rischio per resistenze batteriche.

Gli esami del sangue sono altrettanto importanti per valutare l’estensione e la gravitĆ  dell’infezione renale. Un emocromo completo può mostrare un aumento dei globuli bianchi (leucocitosi) come risposta all’infezione, mentre gli indici di infiammazione, come la proteina C reattiva (PCR) e la VES, risultano spesso elevati. La creatinina e l’azotemia permettono di valutare la funzione renale, che può essere temporaneamente compromessa in caso di infezione severa o di ostruzione delle vie urinarie. Nei casi più gravi, o quando si sospetta una sepsi, possono essere richieste anche emocolture per ricercare la presenza di batteri nel sangue, un elemento che guida la scelta della terapia antibiotica endovenosa e la gestione in ambiente ospedaliero.

Le indagini strumentali, come l’ecografia renale e delle vie urinarie, hanno un ruolo centrale soprattutto quando si sospetta un’infezione complicata o quando i sintomi non migliorano con la terapia. L’ecografia ĆØ un esame non invasivo, privo di radiazioni, che consente di valutare le dimensioni e la struttura dei reni, la presenza di dilatazioni delle vie urinarie (idronefrosi), calcoli, raccolte di pus (ascessi) o altre anomalie anatomiche. In situazioni selezionate, ad esempio in caso di sospetto ascesso renale, ostruzione complessa o mancata risposta alla terapia, può essere indicata una tomografia computerizzata (TC) con mezzo di contrasto, che offre una visione più dettagliata del parenchima renale e delle strutture circostanti. La scelta degli esami viene sempre personalizzata dal medico in base al quadro clinico e ai fattori di rischio del paziente.

Trattamenti e gestione

Il trattamento di un’infezione renale si basa principalmente sulla terapia antibiotica, che deve essere iniziata il prima possibile una volta posta la diagnosi clinica, senza attendere necessariamente il risultato definitivo dell’urinocoltura, soprattutto nei casi con febbre alta e compromissione dello stato generale. In genere, il medico sceglie inizialmente un antibiotico ā€œempiricoā€, cioĆØ attivo contro i batteri più frequentemente responsabili delle infezioni urinarie, tenendo conto delle caratteristiche del paziente e dell’eventuale presenza di fattori di rischio per resistenze. Successivamente, la terapia può essere modificata in base all’esito dell’antibiogramma, per garantire la massima efficacia e ridurre il rischio di fallimento terapeutico o recidive. La durata del trattamento ĆØ in genere più lunga rispetto a quella di una semplice cistite, proprio perchĆ© il tessuto renale ĆØ coinvolto e richiede tempi maggiori per una completa risoluzione dell’infezione.

La scelta tra trattamento domiciliare e ricovero ospedaliero dipende dalla gravitĆ  del quadro clinico e dalle condizioni generali del paziente. Le persone giovani, senza malattie croniche importanti, con sintomi moderati e in grado di assumere liquidi e farmaci per bocca possono spesso essere trattate a casa, con controlli medici ravvicinati. Al contrario, il ricovero ĆØ raccomandato in presenza di febbre molto alta, vomito che impedisce l’assunzione di farmaci orali, segni di disidratazione, pressione bassa, sospetto di sepsi, gravidanza, etĆ  avanzata con fragilitĆ , insufficienza renale preesistente o ostruzione delle vie urinarie. In ospedale ĆØ possibile somministrare antibiotici per via endovenosa, monitorare più strettamente i parametri vitali e intervenire rapidamente in caso di complicanze, ad esempio con procedure urologiche per drenare un rene ostruito.

Oltre agli antibiotici, la gestione di un’infezione renale comprende misure di supporto fondamentali. L’idratazione adeguata, preferibilmente per via orale se possibile, aiuta a mantenere un buon flusso urinario e a favorire l’eliminazione dei batteri. In caso di nausea o vomito importanti, può essere necessario ricorrere alla somministrazione di liquidi per via endovenosa. Gli analgesici e antipiretici, prescritti dal medico, contribuiscono a controllare il dolore lombare e la febbre, migliorando il comfort del paziente. ƈ importante evitare l’automedicazione con farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) senza indicazione medica, soprattutto in presenza di sospetta compromissione renale, perchĆ© questi farmaci possono peggiorare la funzione dei reni in alcune condizioni. Il riposo ĆØ essenziale nelle fasi acute, mentre la ripresa graduale delle attivitĆ  avviene man mano che i sintomi migliorano.

Un aspetto spesso sottovalutato ĆØ la prevenzione delle recidive e la gestione dei fattori predisponenti, soprattutto nelle persone che hanno giĆ  avuto episodi di infezione renale o di infezioni urinarie ricorrenti. Il medico può consigliare alcune misure comportamentali, come bere regolarmente durante la giornata, non trattenere a lungo la minzione, curare l’igiene intima con prodotti delicati, urinare dopo i rapporti sessuali e, nelle donne in post-menopausa, valutare con il ginecologo eventuali terapie locali per migliorare il trofismo delle mucose. Nei casi in cui siano presenti calcoli, malformazioni o ostruzioni delle vie urinarie, può essere indicato un inquadramento urologico o nefrologico più approfondito per correggere, quando possibile, la causa predisponente. In alcune situazioni selezionate, il medico può valutare strategie di profilassi antibiotica o non antibiotica, sempre bilanciando benefici e rischi, con l’obiettivo di ridurre la frequenza degli episodi infettivi e proteggere nel tempo la funzione renale.

In sintesi, riconoscere precocemente un’infezione renale significa prestare attenzione alla combinazione di febbre, dolore lombare e disturbi urinari, soprattutto in presenza di fattori di rischio come infezioni urinarie ricorrenti, calcoli, ostruzioni o malattie croniche. Una diagnosi tempestiva, basata su visita medica, esami di laboratorio e, se necessario, indagini strumentali, consente di impostare rapidamente una terapia antibiotica adeguata e di ridurre il rischio di complicanze. La collaborazione tra paziente, medico di medicina generale, nefrologo e urologo ĆØ fondamentale non solo per trattare l’episodio acuto, ma anche per prevenire recidive e proteggere la salute dei reni nel lungo periodo, attraverso il controllo dei fattori predisponenti e l’adozione di stili di vita favorevoli al benessere dell’apparato urinario.

Per approfondire

Ministero della Salute – Portale istituzionale con schede aggiornate sulle infezioni delle vie urinarie, linee generali di prevenzione e indicazioni su quando rivolgersi al medico o al Pronto Soccorso.

Istituto Superiore di SanitĆ  (ISS) – Offre documenti tecnici e materiali divulgativi su infezioni batteriche, uso appropriato degli antibiotici e resistenze antimicrobiche, utili per comprendere le scelte terapeutiche.

Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) – Fornisce schede sui principali antibiotici, note informative e raccomandazioni sull’uso corretto dei farmaci antibatterici nelle infezioni urinarie e sistemiche.

Organizzazione Mondiale della SanitĆ  (OMS/WHO) – Contiene linee guida e approfondimenti internazionali sulla gestione delle infezioni, sulla sicurezza degli antibiotici e sulla prevenzione delle complicanze renali.

National Kidney Foundation – Sito di una fondazione internazionale dedicata alla salute renale, con sezioni specifiche su infezioni renali, fattori di rischio, diagnosi e consigli per proteggere la funzione dei reni.