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L’insufficienza renale cronica (IRC) rappresenta una sfida clinica significativa, richiedendo un approccio terapeutico che integri interventi farmacologici e modifiche dietetiche mirate. Una gestione nutrizionale adeguata può rallentare la progressione della malattia, prevenire complicanze metaboliche e migliorare la qualità di vita dei pazienti.
Target proteici per stadi CKD e chetoanaloghi
La gestione dell’apporto proteico nei pazienti con malattia renale cronica (CKD) varia in base allo stadio della malattia. Nei primi stadi (1-2), si consiglia un apporto proteico di 0,8-1,0 g/kg di peso corporeo al giorno, mentre negli stadi avanzati (3-5), l’apporto dovrebbe essere ridotto a 0,6-0,8 g/kg/die per limitare l’accumulo di scorie azotate e rallentare la progressione del danno renale. educazionenutrizionale.granapadano.it.
L’integrazione con chetoanaloghi degli aminoacidi essenziali è raccomandata nei pazienti con restrizione proteica significativa. Questi composti, privi di azoto, vengono metabolizzati in aminoacidi essenziali, contribuendo al mantenimento dello stato nutrizionale senza aumentare il carico azotato. L’assunzione di chetoanaloghi, in combinazione con una dieta ipoproteica, può migliorare il controllo dei livelli di urea nel sangue e ritardare la necessità di dialisi. fresenius-kabi.com.
È fondamentale garantire un apporto calorico adeguato (30-35 kcal/kg/die) per prevenire la malnutrizione proteico-energetica. Un’adeguata energia supporta il metabolismo basale e preserva la massa muscolare, riducendo il rischio di catabolismo proteico.
La personalizzazione del piano nutrizionale, considerando le condizioni cliniche individuali, è essenziale. La collaborazione tra nefrologi e dietisti è cruciale per monitorare l’efficacia della dieta e apportare le necessarie modifiche terapeutiche.

Fosforo, potassio e sodio: guida agli alimenti
Il controllo dell’apporto di fosforo, potassio e sodio è fondamentale nella gestione dell’IRC per prevenire complicanze come iperfosfatemia, iperkaliemia e ipertensione. Il fosforo è presente in alimenti come latticini, tuorlo d’uovo e prodotti industriali contenenti additivi fosfati. Si consiglia di limitare il consumo di questi alimenti per mantenere livelli sierici di fosforo entro i limiti normali. fondazioneitalianadelrene.org.
Il potassio è abbondante in frutta e verdura, come banane, arance, pomodori e patate. Nei pazienti con rischio di iperkaliemia, è opportuno moderare l’assunzione di questi alimenti e adottare metodi di cottura che riducano il contenuto di potassio, come la bollitura.
Il sodio, presente principalmente nel sale da cucina e in alimenti trasformati, contribuisce all’ipertensione e alla ritenzione idrica. Si raccomanda di non superare i 5 g di sale al giorno, includendo quello già presente negli alimenti, e di preferire cibi freschi e non processati.
Educare i pazienti a riconoscere e limitare l’assunzione di questi minerali attraverso la dieta è essenziale per il controllo delle complicanze associate all’IRC.
Come leggere le etichette: additivi a rischio
La lettura attenta delle etichette alimentari è cruciale per identificare e limitare l’assunzione di additivi contenenti fosforo, potassio e sodio, che possono aggravare le condizioni dei pazienti con IRC. Gli additivi fosfati sono spesso indicati con sigle come E338-E341 e E450-E452; è consigliabile evitare prodotti che li contengono. dietistalivorno.it.
Gli additivi contenenti potassio, come il sorbato di potassio (E202) e il bicarbonato di potassio (E501), sono presenti in alcuni prodotti da forno e bevande; la loro assunzione dovrebbe essere monitorata per prevenire l’iperkaliemia.
Il sodio è spesso presente sotto forma di glutammato monosodico (E621) e nitrito di sodio (E250), utilizzati come esaltatori di sapidità e conservanti; è opportuno limitare il consumo di alimenti che li contengono per controllare l’apporto di sodio.
Educare i pazienti a interpretare correttamente le etichette alimentari e a scegliere prodotti con basso contenuto di questi additivi è fondamentale per una gestione dietetica efficace dell’IRC.
Menu 7 giorni con equivalenze cotto/crudo
La pianificazione di un menu settimanale per pazienti con insufficienza renale cronica (IRC) richiede attenzione particolare all’apporto proteico, al contenuto di fosforo, potassio e sodio. È fondamentale garantire un’adeguata assunzione calorica per prevenire la malnutrizione, mantenendo al contempo il controllo dei nutrienti critici. L’utilizzo di prodotti aproteici, come pane e pasta specifici, consente di ridurre l’apporto proteico senza compromettere il piacere del pasto. dottorcarta.it.
Per facilitare la gestione delle porzioni e garantire l’aderenza alle restrizioni dietetiche, è utile conoscere le equivalenze tra alimenti crudi e cotti. Ad esempio, 100 g di pasta cruda corrispondono a circa 200-250 g di pasta cotta, mentre 100 g di carne cruda si riducono a circa 70-80 g dopo la cottura. Queste conversioni aiutano a calcolare con precisione l’apporto proteico e calorico giornaliero.
Di seguito, un esempio di menu settimanale ipoproteico, ipofosforico e iposodico, con indicazioni sulle porzioni e le equivalenze cotto/crudo:
- Lunedì: Pranzo: 80 g di pasta aproteica con zucchine e olio d’oliva; 100 g di petto di pollo alla griglia (circa 130 g crudo); insalata mista con 50 g di lattuga e 50 g di cetrioli; 30 g di pane aproteico. Cena: 200 g di minestrone di verdure; 70 g di ricotta; 30 g di pane aproteico; una mela sbucciata.
- Martedì: Pranzo: 80 g di riso aproteico con pomodorini e basilico; 100 g di merluzzo al vapore (circa 130 g crudo); 150 g di carote bollite; 30 g di pane aproteico. Cena: 200 g di crema di zucca; 50 g di frittata con albumi; 30 g di pane aproteico; una pera sbucciata.
- Mercoledì: Pranzo: 80 g di pasta aproteica con melanzane e olio d’oliva; 100 g di tacchino al forno (circa 130 g crudo); 150 g di zucchine grigliate; 30 g di pane aproteico. Cena: 200 g di passato di verdure; 70 g di mozzarella; 30 g di pane aproteico; una pesca sbucciata.
- Giovedì: Pranzo: 80 g di riso aproteico con peperoni e olio d’oliva; 100 g di sogliola al limone (circa 130 g crudo); 150 g di fagiolini bolliti; 30 g di pane aproteico. Cena: 200 g di vellutata di carote; 50 g di frittata con albumi; 30 g di pane aproteico; una banana piccola.
- Venerdì: Pranzo: 80 g di pasta aproteica con broccoli e olio d’oliva; 100 g di pollo al curry (circa 130 g crudo); 150 g di insalata mista; 30 g di pane aproteico. Cena: 200 g di zuppa di lenticchie; 70 g di ricotta; 30 g di pane aproteico; una mela sbucciata.
- Sabato: Pranzo: 80 g di riso aproteico con zucchine e olio d’oliva; 100 g di orata al forno (circa 130 g crudo); 150 g di carote bollite; 30 g di pane aproteico. Cena: 200 g di crema di spinaci; 50 g di frittata con albumi; 30 g di pane aproteico; una pera sbucciata.
- Domenica: Pranzo: 80 g di pasta aproteica con melanzane e olio d’oliva; 100 g di vitello alla griglia (circa 130 g crudo); 150 g di zucchine grigliate; 30 g di pane aproteico. Cena: 200 g di passato di verdure; 70 g di mozzarella; 30 g di pane aproteico; una pesca sbucciata.
È importante personalizzare il menu in base alle esigenze individuali del paziente, considerando le indicazioni del nefrologo e del dietista. L’uso di prodotti aproteici facilita il rispetto delle restrizioni proteiche, permettendo al contempo una varietà alimentare soddisfacente. farmaciaospedalemanerbio.it.
Monitoraggio: crampi, edemi, iperkaliemia
Il monitoraggio dei sintomi e dei segni clinici è essenziale nella gestione dell’insufficienza renale cronica (IRC). Crampi muscolari, edemi e iperkaliemia sono manifestazioni comuni che richiedono attenzione e interventi appropriati.
I crampi muscolari possono derivare da squilibri elettrolitici, in particolare ipocalcemia o ipomagnesemia, frequenti nei pazienti con IRC. È fondamentale monitorare regolarmente i livelli sierici di calcio e magnesio, intervenendo con supplementazioni o modifiche dietetiche quando necessario.
Gli edemi, ovvero l’accumulo di liquidi nei tessuti, sono spesso indicativi di sovraccarico di volume o di ipoproteinemia. La restrizione dell’apporto di sodio e la gestione accurata dei liquidi sono strategie chiave per prevenire e trattare gli edemi. In alcuni casi, può essere necessario l’uso di diuretici sotto stretta supervisione medica.
L’iperkaliemia, definita come un aumento del potassio sierico oltre i 5,5 mmol/L, può avere conseguenze gravi, inclusi disturbi del ritmo cardiaco. Le cause includono ridotta escrezione renale di potassio, acidosi metabolica e l’uso di farmaci che aumentano i livelli di potassio. Il trattamento prevede la restrizione dell’apporto di potassio, la correzione dell’acidosi e, in situazioni urgenti, l’uso di calcio gluconato, insulina o dialisi. msdmanuals.com.
Per approfondire
Fondazione Italiana del Rene: Informazioni dettagliate sulla dieta ipoproteica per pazienti con insufficienza renale cronica.
Manuali MSD – Iperkaliemia: Descrizione completa dell’iperkaliemia, delle sue cause, sintomi e trattamenti.
Toscana Medica: Approfondimento sulla terapia nutrizionale nei pazienti con malattia renale cronica.
Nurse24: Ruolo dell’infermiere nella gestione nutrizionale dell’insufficienza renale cronica.
Farmacia Ospedale Manerbio: Informazioni
