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Quando si parla di “nervi della schiena infiammati” si fa spesso riferimento a una sofferenza o compressione dei nervi spinali, come accade nella sciatica o in altre forme di radicolopatia. Capire se il dolore alla schiena è di origine nervosa, e non solo muscolare o articolare, è importante per orientare la diagnosi e scegliere il percorso di cura più adatto, evitando sia allarmismi inutili sia sottovalutazioni pericolose.
Questa guida spiega in modo chiaro e strutturato quali sono i sintomi tipici del coinvolgimento dei nervi, le cause più frequenti, come si arriva alla diagnosi e quali sono le principali opzioni di trattamento e prevenzione. Non sostituisce il parere del medico o dello specialista, ma può aiutare a comprendere meglio i segnali del proprio corpo e a prepararsi a una visita più consapevole.
Sintomi dell’infiammazione dei nervi
Il primo passo per capire se i nervi della schiena sono coinvolti è osservare con attenzione il tipo di dolore e gli altri disturbi associati. Il dolore di origine nervosa (neuropatico o radicolare) tende a essere diverso dal classico mal di schiena muscolare: spesso è descritto come bruciante, elettrico, pungente, talvolta accompagnato da scosse o fitte improvvise. Può irradiarsi lungo il decorso del nervo interessato, per esempio dalla zona lombare verso il gluteo, la coscia, la gamba e il piede nel caso del nervo sciatico, oppure dal collo verso la spalla e il braccio se sono coinvolti i nervi cervicali. Questo dolore “a percorso” è un segnale importante di possibile sofferenza nervosa.
Oltre al dolore, sono molto frequenti alterazioni della sensibilità: formicolii (parestesie), sensazione di “spilli” o “punture di aghi”, intorpidimento, percezione ridotta del caldo, del freddo o del tatto in alcune aree della pelle. Questi sintomi possono essere continui o comparire a crisi, peggiorare in certe posizioni (per esempio seduti a lungo o piegandosi in avanti) e migliorare con il riposo o cambiando postura. Quando il dolore alla schiena si associa in modo persistente a formicolii o perdita di sensibilità lungo un arto, il sospetto di un coinvolgimento dei nervi spinali diventa più concreto e merita una valutazione medica accurata. Per una panoramica sui medicinali comunemente utilizzati nella gestione del dolore è possibile consultare una guida dedicata ai farmaci per il dolore e le loro caratteristiche.
Un altro segnale importante è la comparsa di debolezza muscolare in una zona specifica. Se, per esempio, diventa difficile sollevare il piede, stare sulle punte o sulle ginocchia, o se si ha la sensazione che una gamba “ceda” più facilmente, potrebbe esserci un interessamento delle radici nervose che controllano quei muscoli. La debolezza può essere lieve e notata solo in alcune attività (salire le scale, alzarsi da una sedia) oppure più marcata, fino a limitare la deambulazione. In questi casi è fondamentale non rimandare la visita, perché un danno nervoso prolungato può diventare in parte irreversibile.
Esistono poi sintomi di allarme che richiedono una valutazione urgente: perdita improvvisa del controllo di vescica o intestino (incontinenza o impossibilità a urinare), anestesia a “sella” nella zona tra le gambe, debolezza importante e rapida di uno o entrambi gli arti inferiori, dolore violento e improvviso alla schiena dopo un trauma. Questi quadri possono indicare una compressione severa delle strutture nervose (per esempio sindrome della cauda equina) e rappresentano un’emergenza neurologica o neurochirurgica. Anche senza arrivare a questi estremi, la presenza di dolore notturno che sveglia, dimagrimento non spiegato, febbre o storia di tumori richiede un approfondimento tempestivo.
Cause dell’infiammazione nervosa
Le cause di infiammazione o sofferenza dei nervi della schiena sono numerose e possono interessare sia le strutture della colonna vertebrale sia i nervi periferici. Una delle situazioni più frequenti è la radicolopatia da ernia o protrusione discale: il disco intervertebrale, che funge da “ammortizzatore” tra una vertebra e l’altra, può degenerare e sporgere verso il canale vertebrale, comprimendo una radice nervosa. Quando questo avviene nella regione lombare, può manifestarsi la classica sciatalgia, con dolore irradiato lungo la gamba; a livello cervicale, invece, si possono avere dolori e formicolii al braccio. Non sempre la compressione è dovuta a un’ernia vera e propria: anche piccole protrusioni o un restringimento del canale (stenosi) possono irritare i nervi.
Con l’avanzare dell’età, l’artrosi vertebrale e i cambiamenti degenerativi delle articolazioni posteriori (faccette articolari) e dei legamenti possono contribuire a ridurre lo spazio a disposizione delle radici nervose. In questi casi, la sofferenza nervosa può essere più subdola e progressiva, con dolore che peggiora stando in piedi o camminando a lungo e migliora sedendosi o piegandosi in avanti. Anche traumi, fratture vertebrali, scivolamenti di una vertebra sull’altra (spondilolistesi) o deformità della colonna (scoliosi marcata) possono alterare l’anatomia del rachide e creare conflitti meccanici con i nervi spinali, generando infiammazione e dolore irradiato.
Non tutte le sofferenze dei nervi della schiena dipendono però da problemi strutturali della colonna. Alcune malattie sistemiche, come il diabete mellito, possono danneggiare progressivamente i nervi periferici (neuropatia diabetica), dando luogo a formicolii, bruciori e perdita di sensibilità che spesso iniziano ai piedi e possono risalire verso le gambe. Anche carenze vitaminiche (per esempio di vitamina B12), malattie autoimmuni, infezioni virali (come l’herpes zoster, responsabile del “fuoco di Sant’Antonio”) e l’esposizione a sostanze tossiche o a determinati farmaci possono causare neuropatie che si manifestano con sintomi a carico della schiena e degli arti.
Esistono infine fattori di rischio e condizioni predisponenti che, pur non essendo cause dirette, aumentano la probabilità di sviluppare un’infiammazione o una compressione dei nervi spinali. Tra questi rientrano il sovrappeso e l’obesità, che sovraccaricano la colonna; la sedentarietà prolungata, soprattutto in posizioni scorrette; i lavori pesanti con sollevamento ripetuto di carichi; il fumo di sigaretta, che peggiora la vascolarizzazione dei dischi e dei nervi; e la debolezza della muscolatura di sostegno del tronco. Anche una predisposizione familiare a problemi discali o artrosici può giocare un ruolo. Riconoscere questi elementi è utile non solo per capire l’origine dei sintomi, ma anche per impostare una strategia di prevenzione mirata.
Diagnosi dell’infiammazione dei nervi
La diagnosi di un’infiammazione o sofferenza dei nervi della schiena inizia sempre da una visita medica accurata. Il medico raccoglie l’anamnesi, cioè la storia dei sintomi (quando sono iniziati, come si sono evoluti, cosa li peggiora o migliora) e le eventuali malattie concomitanti, traumi, interventi chirurgici o assunzione di farmaci. Durante l’esame obiettivo valuta la colonna e gli arti, osservando la postura, la mobilità, la presenza di punti dolorosi alla palpazione e di eventuali deviazioni o rigidità. Un passaggio fondamentale è l’esame neurologico: si testano la forza muscolare, i riflessi tendinei (per esempio il riflesso rotuleo), la sensibilità al tatto, al dolore e alla temperatura in diverse aree del corpo, alla ricerca di pattern che corrispondano al territorio di specifiche radici nervose.
In base ai risultati della visita, il medico può decidere se sono necessari esami strumentali. Le radiografie (RX) della colonna mostrano la struttura ossea, la presenza di artrosi, scoliosi o fratture, ma non visualizzano direttamente i nervi o i dischi. La risonanza magnetica (RM) è l’esame di scelta per valutare i dischi intervertebrali, il midollo spinale e le radici nervose: permette di identificare ernie, protrusioni, stenosi del canale e altre lesioni che possono comprimere i nervi. La tomografia computerizzata (TAC) è utile soprattutto per studiare in dettaglio le strutture ossee, per esempio in caso di fratture o malformazioni, e talvolta viene associata a mielografia (iniezione di mezzo di contrasto nel canale spinale) in situazioni particolari.
Quando si sospetta una neuropatia periferica o si vuole quantificare il grado di sofferenza dei nervi, può essere indicata l’elettroneuromiografia (ENMG), che comprende l’elettroneurografia e l’elettromiografia. Si tratta di un esame neurofisiologico che misura la velocità di conduzione degli impulsi lungo i nervi e registra l’attività elettrica dei muscoli. In pratica, consente di capire se il problema è localizzato a livello della radice nervosa, del tronco nervoso periferico o del muscolo, e se il danno è prevalentemente demielinizzante (della guaina che riveste il nervo) o assonale (della fibra nervosa stessa). Queste informazioni sono preziose per definire la diagnosi, la gravità del quadro e la prognosi.
È importante sottolineare che non tutti i pazienti con mal di schiena o sospetta sofferenza nervosa hanno bisogno di esami complessi. In molti casi, soprattutto se i sintomi sono recenti, non gravi e senza segni di allarme, il medico può proporre inizialmente un trattamento conservativo e rivalutare la situazione dopo qualche settimana. Gli esami di imaging e neurofisiologici vengono di solito riservati ai casi con dolore persistente o ingravescente, deficit neurologici (debolezza, perdita di sensibilità marcata), sospetto di cause specifiche (infezioni, tumori, fratture) o quando si valuta un eventuale intervento chirurgico. Affidarsi al giudizio dello specialista aiuta a evitare sia esami inutili sia ritardi diagnostici.
Trattamenti disponibili
Il trattamento dell’infiammazione o sofferenza dei nervi della schiena ha diversi obiettivi: ridurre il dolore, migliorare la funzionalità e la qualità di vita, prevenire l’aggravamento del danno nervoso e, quando possibile, intervenire sulla causa che lo ha determinato. Nelle fasi iniziali o nei quadri meno gravi, si privilegiano in genere approcci conservativi. La gestione del dolore può prevedere l’uso di farmaci analgesici e antinfiammatori, secondo le indicazioni del medico, eventualmente associati a farmaci specifici per il dolore neuropatico in situazioni selezionate. In alcuni casi, possono essere utilizzati miorilassanti per ridurre la contrattura muscolare riflessa che spesso accompagna il dolore nervoso, sempre valutando attentamente benefici e rischi.
La fisioterapia e la riabilitazione giocano un ruolo centrale nel trattamento non chirurgico. Programmi personalizzati di esercizi mirati possono aiutare a rinforzare la muscolatura di sostegno della colonna (core stability), migliorare la flessibilità, correggere posture scorrette e ridurre la pressione sui nervi. Tecniche come la terapia manuale, le mobilizzazioni articolari, gli esercizi di allungamento e il lavoro sul controllo motorio vengono adattati al singolo paziente e alla fase della malattia. In alcuni casi, possono essere utilizzate anche terapie fisiche (calore, freddo, TENS, ultrasuoni) come supporto alla riduzione del dolore, sempre all’interno di un percorso strutturato e supervisionato da professionisti qualificati.
Quando la sofferenza nervosa è legata a condizioni sistemiche, come il diabete o le neuropatie da carenze vitaminiche, è fondamentale intervenire sulla causa di base: migliorare il controllo glicemico, correggere le carenze nutrizionali, rivedere eventuali farmaci potenzialmente neurotossici insieme al medico curante. In questi casi, la sola terapia del dolore non è sufficiente se non si agisce sul fattore che continua a danneggiare i nervi. Allo stesso modo, in presenza di infiammazioni di origine autoimmune o infettiva, possono essere necessari trattamenti specifici (per esempio immunomodulanti o antibiotici/antivirali) decisi dallo specialista in base al quadro clinico complessivo.
Nei casi in cui vi sia una compressione nervosa significativa documentata dagli esami (per esempio una grossa ernia discale con deficit neurologici importanti, una stenosi severa del canale spinale o una sindrome della cauda equina), può essere indicato un intervento chirurgico. Le tecniche chirurgiche variano a seconda della causa (discectomia, decompressione, stabilizzazione vertebrale, ecc.) e vengono valutate caso per caso dal neurochirurgo o dal chirurgo vertebrale, tenendo conto dell’età, delle condizioni generali del paziente e dei rischi/benefici attesi. Anche dopo un eventuale intervento, la riabilitazione resta essenziale per recuperare forza, mobilità e sicurezza nei movimenti, riducendo il rischio di recidive.
Prevenzione e gestione
Prevenire l’infiammazione dei nervi della schiena significa, in larga misura, prendersi cura della propria colonna e dei fattori che possono danneggiare i nervi nel tempo. Un elemento chiave è il mantenimento di un peso corporeo adeguato: il sovrappeso aumenta il carico sui dischi intervertebrali e sulle articolazioni vertebrali, favorendo degenerazione e protrusioni che possono comprimere le radici nervose. Un’attività fisica regolare, adattata alle proprie condizioni, aiuta a rinforzare la muscolatura del tronco e a migliorare la postura, riducendo lo stress meccanico sulla schiena. Discipline come il cammino, il nuoto, la bicicletta e programmi di ginnastica posturale possono essere particolarmente utili, se eseguiti con gradualità e sotto guida competente in caso di problemi già presenti.
L’ergonomia sul lavoro e nella vita quotidiana è un altro pilastro della prevenzione. Chi svolge attività sedentarie dovrebbe curare l’altezza della sedia e del tavolo, il posizionamento dello schermo, il supporto lombare e la possibilità di alzarsi e muoversi a intervalli regolari. Chi invece esegue lavori manuali pesanti deve imparare tecniche corrette di sollevamento dei carichi (piegando le ginocchia e non la schiena, tenendo il peso vicino al corpo) e, quando possibile, utilizzare ausili per ridurre lo sforzo. Anche piccoli accorgimenti domestici, come evitare di piegarsi a lungo in avanti o di ruotare bruscamente il tronco con un peso in mano, contribuiscono a proteggere la colonna e i nervi.
La gestione delle malattie croniche che possono danneggiare i nervi è altrettanto importante. Un buon controllo del diabete, della pressione arteriosa e dei livelli di colesterolo, insieme alla cessazione del fumo, migliora la circolazione sanguigna e la nutrizione dei nervi, riducendo il rischio di neuropatie. Una dieta equilibrata, ricca di vitamine del gruppo B e di altri micronutrienti essenziali, aiuta a mantenere in salute il sistema nervoso periferico. In presenza di sintomi sospetti (formicolii, bruciori, perdita di sensibilità) è opportuno parlarne con il medico senza attendere che diventino invalidanti, perché la diagnosi precoce offre maggiori possibilità di recupero.
Infine, la gestione quotidiana del mal di schiena di origine nervosa richiede spesso un approccio multidisciplinare e una buona educazione del paziente. Imparare a riconoscere le posizioni e le attività che peggiorano i sintomi, alternare momenti di riposo a periodi di movimento, utilizzare correttamente eventuali tutori o ausili, seguire con costanza i programmi di esercizi prescritti e aderire alle terapie farmacologiche secondo le indicazioni sono tutti aspetti che contribuiscono a mantenere il problema sotto controllo. Un dialogo aperto con il medico, il fisioterapista e gli altri professionisti coinvolti permette di adattare nel tempo il piano di cura alle esigenze reali della persona, con l’obiettivo di preservare il più possibile autonomia e qualità di vita.
In sintesi, capire se i nervi della schiena sono infiammati significa saper riconoscere alcuni segnali caratteristici, come il dolore irradiato, i formicolii, l’intorpidimento e la debolezza muscolare, senza però cadere nell’autodiagnosi. Le cause possono essere molteplici, dalla compressione meccanica per ernia o artrosi alle neuropatie legate a malattie sistemiche, e richiedono un inquadramento medico accurato con visita, eventuali esami di imaging e test neurofisiologici. I trattamenti spaziano dagli approcci conservativi (farmaci, fisioterapia, modifiche dello stile di vita) agli interventi chirurgici nei casi selezionati, con un ruolo centrale della prevenzione e della gestione a lungo termine. Rivolgersi tempestivamente al proprio medico o a uno specialista quando compaiono sintomi sospetti è il modo più sicuro per proteggere la salute della colonna e dei nervi.
Per approfondire
Dolore alla schiena – Humanitas offre una panoramica aggiornata sulle principali cause del mal di schiena, inclusa la sofferenza dei nervi spinali, e indica quando è opportuno rivolgersi al medico e quali esami possono essere necessari.
Sciatica – Humanitas descrive in dettaglio che cos’è la sciatica, come si manifesta il dolore irradiato lungo il nervo sciatico e quali sono le tappe del percorso diagnostico, dagli esami clinici all’imaging e agli esami neurofisiologici.
Neuropatia periferica – Humanitas approfondisce le diverse forme di neuropatia, i sintomi sensitivi e motori e il ruolo dell’elettroneuromiografia e della diagnosi precoce per limitare il danno ai nervi e favorire il recupero.
