La sindrome di Churg-Strauss, attualmente denominata granulomatosi eosinofila con poliangioite (EGPA), è una rara vasculite sistemica che colpisce i vasi sanguigni di piccolo e medio calibro. Questa patologia è caratterizzata da asma, eosinofilia periferica e coinvolgimento multiorgano, con manifestazioni che possono interessare polmoni, pelle, sistema nervoso periferico, cuore e tratto gastrointestinale. L’EGPA è classificata tra le vasculiti ANCA-associate, sebbene la positività agli anticorpi anticitoplasma dei neutrofili (ANCA) sia presente solo in una percentuale dei pazienti.
Cos’è la sindrome di Churg-Strauss (EGPA)
La granulomatosi eosinofila con poliangioite (EGPA), precedentemente nota come sindrome di Churg-Strauss, è una vasculite sistemica rara che coinvolge i vasi sanguigni di piccolo e medio calibro. Questa malattia è caratterizzata da un’infiammazione granulomatosa e da un’elevata presenza di eosinofili nel sangue e nei tessuti. L’EGPA colpisce principalmente i polmoni, ma può interessare anche altri organi come la pelle, il cuore, i reni e il sistema nervoso periferico. La patologia si manifesta tipicamente in individui con una storia di asma o rinosinusite cronica.
L’eziologia dell’EGPA non è completamente compresa, ma si ritiene che fattori genetici e ambientali contribuiscano allo sviluppo della malattia. Studi hanno evidenziato un’associazione tra l’EGPA e alcuni geni coinvolti nella risposta immunitaria, come quelli del complesso maggiore di istocompatibilità (HLA). Fattori ambientali, come infezioni o esposizione ad allergeni, potrebbero agire come trigger in individui geneticamente predisposti. L’asma è considerato un importante fattore di rischio, essendo presente nella maggior parte dei pazienti con EGPA.
La diagnosi di EGPA si basa su criteri clinici, laboratoristici e istopatologici. I pazienti presentano spesso eosinofilia periferica significativa, con conteggi di eosinofili superiori al 10% del totale dei leucociti. La presenza di anticorpi ANCA, in particolare quelli diretti contro la mieloperossidasi (p-ANCA), è riscontrata in una percentuale variabile di casi. L’esame istologico dei tessuti colpiti rivela tipicamente vasculite necrotizzante con formazione di granulomi ed infiltrati eosinofilici.
Il trattamento dell’EGPA prevede l’uso di corticosteroidi e immunosoppressori per controllare l’infiammazione e prevenire danni d’organo. Nei casi refrattari o gravi, possono essere utilizzati farmaci biologici come il mepolizumab, un anticorpo monoclonale che inibisce l’interleuchina-5, riducendo così l’eosinofilia. La prognosi varia in base all’estensione del coinvolgimento d’organo e alla tempestività del trattamento, ma con le terapie attuali molti pazienti riescono a ottenere una remissione duratura.

Sintomi respiratori e sistemici
I sintomi respiratori rappresentano una caratteristica distintiva dell’EGPA. L’asma è spesso il primo segno della malattia e può precedere di anni altre manifestazioni cliniche. I pazienti riferiscono episodi di dispnea, respiro sibilante e tosse persistente, spesso resistenti ai trattamenti standard per l’asma. La rinosinusite cronica è un altro sintomo comune, caratterizzata da congestione nasale, secrezioni mucopurulente e, in alcuni casi, poliposi nasale.
Oltre ai sintomi respiratori, l’EGPA può manifestarsi con una varietà di sintomi sistemici. La febbre di origine non chiara è frequente e può essere accompagnata da malessere generale e perdita di peso involontaria. I pazienti possono sperimentare dolori muscolari e articolari, che contribuiscono alla sensazione di affaticamento e debolezza. L’eosinofilia periferica può causare infiltrati eosinofilici in vari organi, determinando sintomi specifici a seconda dell’organo coinvolto.
Il coinvolgimento cutaneo è comune e si manifesta con eruzioni cutanee, noduli sottocutanei o porpora palpabile, principalmente sugli arti inferiori. Queste lesioni sono il risultato dell’infiammazione vascolare e dell’infiltrazione eosinofilica nei tessuti cutanei. I pazienti possono anche sviluppare neuropatia periferica, che si presenta con sintomi come intorpidimento, formicolio o debolezza agli arti. La mononeurite multipla è una forma comune di neuropatia associata all’EGPA, risultante dall’infiammazione dei vasi sanguigni che alimentano i nervi periferici.
Il coinvolgimento cardiaco, sebbene meno frequente, rappresenta una delle complicanze più gravi dell’EGPA. I pazienti possono sviluppare miocardite eosinofilica, che può portare a insufficienza cardiaca congestizia, aritmie o pericardite. I sintomi includono dolore toracico, palpitazioni e dispnea. Il coinvolgimento cardiaco richiede un’attenta valutazione e gestione, poiché è associato a un aumento della mortalità nei pazienti con EGPA.
Diagnosi con criteri ACR
La diagnosi dell’EGPA si basa su criteri clinici stabiliti dall’American College of Rheumatology (ACR). Nel 1990, l’ACR ha definito sei criteri classificativi per l’EGPA:
- Asma (storia di asma bronchiale).
- Eosinofilia periferica superiore al 10% del totale dei leucociti.
- Neuropatia mono o polineuropatia (danno a uno o più nervi periferici).
- Infiltrati polmonari migratori o transitori.
- Anomalie dei seni paranasali (sinusite).
- Presenza di eosinofili extravascolari in tessuti.
La presenza di almeno quattro di questi sei criteri consente di classificare un paziente come affetto da EGPA con una sensibilità dell’85% e una specificità del 99,7%. Questi criteri aiutano a distinguere l’EGPA da altre vasculiti e malattie eosinofiliche. È importante notare che la diagnosi definitiva richiede una valutazione clinica completa, inclusa l’anamnesi dettagliata, l’esame obiettivo e gli esami di laboratorio. La biopsia tissutale può essere necessaria per confermare la presenza di vasculite eosinofilica e granulomi.
Gli esami di laboratorio tipicamente mostrano eosinofilia periferica marcata, con conteggi che possono superare i 1.500 eosinofili per microlitro di sangue. Gli anticorpi ANCA sono presenti in circa il 40% dei pazienti, principalmente della sottoclasse p-ANCA diretti contro la mieloperossidasi. Altri esami possono rivelare elevati livelli di IgE totali e aumento degli indici di infiammazione come la velocità di eritrosedimentazione (VES) e la proteina C-reattiva (PCR). L’imaging toracico può evidenziare infiltrati polmonari non cavitari, spesso migratori o transitori.
La diagnosi differenziale dell’EGPA include altre vasculiti sistemiche, sindromi ipereosinofiliche e malattie allergiche. Una diagnosi accurata è fondamentale per instaurare un trattamento appropriato e prevenire complicanze potenzialmente gravi. La collaborazione multidisciplinare tra reumatologi, pneumologi, allergologi e altri specialisti è spesso necessaria per una gestione ottimale della malattia.
Coinvolgimento multiorgano
La sindrome di Churg-Strauss, o granulomatosi eosinofila con poliangioite (EGPA), è una vasculite sistemica che può interessare diversi organi e apparati. Il coinvolgimento multiorgano è una caratteristica distintiva della malattia e contribuisce alla sua complessità clinica. (msdmanuals.com)
Il sistema respiratorio è frequentemente colpito, con manifestazioni che includono asma persistente, sinusite cronica e infiltrati polmonari. Questi sintomi possono evolvere in polmonite eosinofila o pneumopatia interstiziale, con tosse, dispnea ed emottisi.
Il sistema nervoso periferico è coinvolto in circa il 70% dei casi, presentando neuropatia sensitivo-motoria o mononeurite multipla. I pazienti possono sperimentare parestesie, debolezza muscolare e dolore neuropatico. (apacs-egpa.org)
Il cuore è interessato nel 27-47% dei pazienti, con manifestazioni che vanno da miocardite ed endocardite a pericardite e aritmie. L’infiltrazione eosinofila del miocardio può portare a insufficienza cardiaca e rappresenta un fattore prognostico negativo.
Terapie immunosoppressive
Il trattamento dell’EGPA si basa principalmente sull’uso di corticosteroidi, come il prednisone, per controllare l’infiammazione e l’eosinofilia. Nei casi più gravi o refrattari, si associano immunosoppressori come ciclofosfamide, azatioprina o metotrexato per ottenere una remissione duratura.
Negli ultimi anni, l’introduzione di terapie biologiche ha migliorato la gestione della malattia. Il mepolizumab, un anticorpo monoclonale anti-IL-5, è stato approvato per il trattamento dell’EGPA, dimostrando efficacia nel ridurre le recidive e la necessità di corticosteroidi. (it.wikipedia.org)
La durata e l’intensità del trattamento immunosoppressivo dipendono dalla gravità del coinvolgimento d’organo e dalla risposta individuale alla terapia. È fondamentale monitorare attentamente i pazienti per bilanciare l’efficacia del trattamento con i potenziali effetti collaterali.
La gestione dell’EGPA richiede un approccio multidisciplinare, coinvolgendo reumatologi, pneumologi, cardiologi e altri specialisti, per ottimizzare il trattamento e migliorare la qualità di vita dei pazienti. (ospedaleniguarda.it)
Per approfondire
Manuale MSD: Panoramica completa sulla granulomatosi eosinofila con poliangioite, inclusi sintomi, diagnosi e trattamento.
Ospedale Niguarda: Articolo informativo sulla sindrome di Churg-Strauss, con focus sulle fasi della malattia e approcci terapeutici.
APACS: Associazione Pazienti Sindrome di Churg-Strauss offre risorse dettagliate su sintomi, diagnosi e gestione della malattia.
Wikipedia: Voce enciclopedica sulla sindrome di Churg-Strauss, con informazioni su epidemiologia, sintomatologia e terapia.




