Spiridazide 25 mg + 25 mg capsule rigide (Spironolattone + Idroclorotiazide): sicurezza e modo d’azione
Spiridazide 25 mg + 25 mg capsule rigide (Spironolattone + Idroclorotiazide) è un farmaco che serve per curare le seguenti malattie:
Spiridazide è indicata per stati edematosi da iperaldosteronismo secondario (scompenso cardiaco congestizio, cirrosi epatica in fase ascitica, sindrome nefrosica).
Spiridazide 25 mg + 25 mg capsule rigide: come funziona?
Ma come funziona Spiridazide 25 mg + 25 mg capsule rigide? Qual è il suo esatto meccanismo d’azione? Su quali organi del corpo agisce? Vediamolo insieme.
Farmacodinamica di Spiridazide 25 mg + 25 mg capsule rigide
Categoria farmacoterapeutica: Diuretici ad azione diuretica minore e farmaci risparmiatori di potassio, Codice ATC: C03EA01
Spiridazide rappresenta una razionale associazione di due diuretici con differente meccanismo di azione, i cui effetti si potenziano consentendo così di conseguire favorevoli risultati terapeutici in diverse situazioni cliniche. I due principi attivi sono lo spironolattone (acido 7-acetiltio-3-cheto-17-idrossi-17-pregn-4-ene-21- carbossilico,-lattone) e l’idroclorotiazide (6-cloro-3,4-diidro-7-sulfamoil-1,2,4-benzotiadiazina-1,1-diossido). Il primo è uno steroide ottenuto per via sintetica, dotato di effetto diuretico in relazione alla sua capacità di antagonizzare fisiologicamente l’aldosterone, la cui presenza, in quantità superiore alla norma, favorisce la
formazione degli edemi; è noto che diverse situazioni morbose sono accompagnate da uno stato di iperaldosteronismo (scompenso cardiaco, cirrosi epatica, sindrome nefrosica, asciti, ecc.).
L’idroclorotiazide invece, aumenta l’escrezione del sodio e dell’acqua soprattutto inibendone il riassorbimento, grazie alla sua azione sul segmento prossimale dei tubuli contorti.
Di particolare importanza clinica è la complementarietà dei due principi attivi della Spiridazide: lo spironolattone infatti riduce al minimo la perdita di potassio tipicamente indotta dai tiazidici, perdita che, come è noto, può portare a gravi conseguenze cliniche. Inoltre la frazione spironolattonica della Spiridazide si rivela assai efficace nel contrastare l’iperaldosteronismo reattivo, talora conseguente alla somministrazione dei diuretici tiazidici. Il sinergismo dei due farmaci è dimostrato dal fatto che la Spiridazide esplica un marcato effetto diuretico anche in pazienti con edemi od ascite refrattari ad altri trattamenti.
Spiridazide 25 mg + 25 mg capsule rigide: come si assorbe e si elimina?
Abbiamo visto qual è il meccanismo d’azione di Spiridazide 25 mg + 25 mg capsule rigide, ma è altrettanto importante conoscere in quanto tempo viene assorbito dall’organismo per capire quanto tempo il farmaco impiegherà ad agire, attraverso quali vie viene eliminato (ad esempio fegato o reni) per sapere quali organi va ad impegnare e, per ultimo, in quanto tempo viene eliminato per avere idea di quando non avremo più il farmaco nell’organismo.
Tutte queste informazioni sono indicate nel paragrafo “Farmacocinetica” che segue.
Farmacocinetica di Spiridazide 25 mg + 25 mg capsule rigide
L’azione diuretica della Spiridazide si manifesta già dal primo giorno di trattamento per raggiungere il suo massimo al terzo e persistendo per due-tre giorni dopo la sospensione della terapia.
Il prodotto è rapidamente assorbito a livello gastrointestinale; l’idroclorotiazide viene eliminata per più del 95% con le urine, ha un t/2 di 2,5 ore, ma l’effetto diuretico, che è legato alla concentrazione tubulare del farmaco, perdura per 8/12 ore; lo spironolattone è rapidamente metabolizzato ed infatti il t/2 è di circa 10 minuti, ma la sua massima attività è esplicata dopo 24 ore e l’azione si mantiene per altre 12/24 ore.
Spiridazide 25 mg + 25 mg capsule rigide: è un farmaco sicuro?
Abbiamo visto come Spiridazide 25 mg + 25 mg capsule rigide agisce e come si assorbe e si elimina; ma come facciamo a sapere se Spiridazide 25 mg + 25 mg capsule rigide è un farmaco sicuro?
Prima di tutto è necessario leggere quali sono i dati sulla sicurezza che vengono riportati nella scheda tecnica del farmaco.
Si tratta di dati forniti dalla casa produttrice e basati su un certo numero di lavori scientifici eseguiti prima della commercializzazione: si tratta dei cosiddetti “Dati preclinici di sicurezza”, che riportiamo nel prossimo paragrafo.
Spiridazide 25 mg + 25 mg capsule rigide: dati sulla sicurezza
La DL 50 nel ratto per os è superiore a 250 mg/Kg.
Dopo la commercializzazione di un farmaco, vengono tuttavia attuate delle misure di controllo dagli organi preposti, per monitorare comunque tutti gli effetti collaterali che dovessero manifestarsi nell’impiego clinico.
Tutti gli effetti collaterali segnalati nella fase di commercializzazione del farmaco, vengono poi riportati nella scheda tecnica nei paragrafi “effetti indesiderati” e “controindicazioni”.
Spiridazide 25 mg + 25 mg capsule rigide: si può prendere insieme ad altri farmaci?
Un altro importante capitolo da non dimenticare per valutare se un farmaco è sicuro o no, è quello delle interazioni con altri farmaci.
Può infatti capitare che un farmaco, di per sé innocuo, diventi pericoloso se associato ad alcuni altri farmaci.
Questo è vero anche per i prodotti erboristici: classico è l’esempio dell’ “Erba di San Giovanni” (Iperico) che interagisce con alcuni farmaci anticoagulanti aumentandone l’efficacia e mettendo quindi il paziente a rischio di emorragie.
Esaminiamo allora quali sono le interazioni possibili di Spiridazide 25 mg + 25 mg capsule rigide
Spiridazide 25 mg + 25 mg capsule rigide: interazioni
La somministrazione concomitante di Spiridazide con i seguenti farmaci o fonti di potassio può determinare una grave iperkaliemia:
altri diuretici risparmiatori di potassio;
antagonisti recettoriali dell’angiotensina II;
antagonisti dell’aldosterone;
farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS), ad esempio, indometacina;
eparina ed eparina a basso peso molecolare;
altri farmaci noti per causare iperkaliemia;
integratori di potassio;
sostituti del sale contenenti potassio.
In aggiunta ad altri medicinali noti per causare iperkaliemia, l’uso concomitante di trimetoprim/sulfametossazolo (co-trimossazolo) con spironolattone/idroclorotiazide può provocare iperkaliemia clinicamente rilevante.
L’eventuale ipotensione ortostatica può aggravarsi con l’assunzione concomitante di alcool, barbiturici o anestetici.
L’effetto diuretico, natriuretico ed antiipertensivo dei diuretici dell’ansa, dei tiazidici e dei risparmiatori di potassio può essere attenuato dai farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS). La combinazione di diuretici risparmiatori di potassio con i FANS può causare iperkaliemia severa. Quindi, quando Spiridazide e FANS sono somministrati contemporaneamente, i pazienti devono essere controllati per determinare se è ottenuto l’effetto diuretico desiderato.
L’uso concomitante di corticosteroidi o di ormone adrenocorticotropo ACTH può intensificare la perdita di elettroliti ed in particolare indurre ipokaliemia.
Il trattamento con diuretici tiazidici può ridurre la tolleranza al glucosio. Può essere necessario l’adeguamento posologico di farmaci antidiabetici, inclusa l’insulina.
Sia lo spironolattone che idroclorotiazide causano una riduzione della risposta vascolare alle ammine pressorie. I pazienti sottoposti ad anestesie regionali o generali che assumono Spiridazide dovranno essere trattati con prudenza. I tiazidici possono anche potenziare la risposta alla tubocurarina.
La somministrazione concomitante di litio e di diuretici tiazidici comporta una riduzione della clearance renale del litio con un conseguente aumento dei livelli sierici di litio e del rischio di reazioni tossiche.
L’uso concomitante di digossina e di spironolattone può comportare una riduzione della clearance renale della digossina con aumento dei livelli sierici della stessa e conseguente tossicità digitalica. È necessario, pertanto, monitorare la risposta clinica ed i livelli sierici dei pazienti ed adeguare il dosaggio della digossina per evitare alterazioni dei livelli di digitale desiderati.
Spironolattone ed i suoi metaboliti possono interferire con il dosaggio radioimmunologico della digossina.
Spiridazide 25 mg + 25 mg capsule rigide: posso guidare la macchina se lo prendo?
Un capitolo poco noto e molto sottovalutato è quello degli effetti di un farmaco sui riflessi e quindi sulla capacità di guidare la macchina o di effettuare lavori pericolosi.
Molti farmaci riducono la capacità di reazione, oppure possono causare vertigini o abbassamenti di pressione che possono essere molto pericolosi per chi guida o effettua lavori in cui le capacità fisiche sono importanti: basti pensare agli operai che lavorano su impalcature o che operano su macchinari come presse o forni
E’ sempre bene quindi leggere attentamente questo piccolo ma molto importante paragrafo della Scheda Tecnica del farmaco.
Spiridazide 25 mg + 25 mg capsule rigide: effetti sulla guida e sull’uso di macchinari
Spiridazide può alterare lievemente o moderatamente la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari.
Se i pazienti che assumono Spiridazide soffrono di sonnolenza o capogiri, la loro capacità di reazione può essere compromessa.
Per approfondire l’argomento, per avere ulteriori raccomandazioni, o per chiarire ogni dubbio, si raccomanda di leggere l’intera Scheda Tecnica del Farmaco
