Subutex: è un farmaco sicuro? Come funziona?

Subutex (Buprenorfina Cloridrato) - E' un farmaco sicuro? Come funziona? Quali interazioni ha? Scopritelo con noi!

Subutex (Buprenorfina Cloridrato): sicurezza e modo d’azione

Subutex (Buprenorfina Cloridrato) è un farmaco che serve per curare le seguenti malattie:

Terapia sostitutiva nella dipendenza da oppiacei, all’interno di un trattamento medico, sociale e psicologico.

Subutex: come funziona?

Ma come funziona Subutex? Qual è il suo esatto meccanismo d’azione? Su quali organi del corpo agisce? Vediamolo insieme.

Farmacodinamica di Subutex

Categoria farmacoterapeutica: Altri farmaci del sistema nervoso; farmaci usati nei disturbi da disassuefazione; farmaci usati nella dipendenza da oppioidi

Codice ATC: N07BC01

La buprenorfina è un agonista/antagonista oppiaceo parziale che si lega ai recettori ? e ? del cervello. La sua attività nella terapia di mantenimento è attribuibile al suo legame reversibile in modo lento con il recettore ? che, in un periodo prolungato, minimizza la necessità della droga per i pazienti tossicodipendenti.

Buprenorfina presenta un ampio margine di sicurezza dovuto alla sua parziale attività agonista/antagonista, che limita i suoi effetti depressivi, in particolar modo sulle funzioni cardiaca e respiratoria.

Durante gli studi clinici in soggetti con dipendenza da oppiacei, la buprenorfina ha dimostrato un effetto tetto per alcuni parametri, quali l’umore, la sensazione di benessere e la depressione respiratoria.


Subutex: come si assorbe e si elimina?

Abbiamo visto qual è il meccanismo d’azione di Subutex, ma è altrettanto importante conoscere in quanto tempo viene assorbito dall’organismo per capire quanto tempo il farmaco impiegherà ad agire, attraverso quali vie viene eliminato (ad esempio fegato o reni) per sapere quali organi va ad impegnare e, per ultimo, in quanto tempo viene eliminato per avere idea di quando non avremo più il farmaco nell’organismo.

Tutte queste informazioni sono indicate nel paragrafo “Farmacocinetica” che segue.

Farmacocinetica di Subutex

Assorbimento

Quando somministrata per via orale, la buprenorfina è sottoposta ad un processo metabolico di “first-pass” epatico con N-dealchilazione e glicuronoconiugazione nell’intestino tenue. Perciò l’uso di questo farmaco per via orale è inappropriato. Le concentrazioni plasmatiche al picco sono raggiunte 90 minuti dopo la somministrazione sublinguale e la relazione dose massimale-concentrazione è lineare tra 2 e 16 mg.

Distribuzione

L’assorbimento di buprenorfina è seguito da una rapida fase di distribuzione ed una emivita compresa tra 2 e 5 ore.

Metabolismo

Eliminazione

L’eliminazione di buprenorfina è bi- o tri-esponenziale, con una lunga fase di eliminazione terminale di 20-25 ore, dovuta in parte al riassorbimento della buprenorfina dopo idrolisi intestinale del derivato coniugato, ed in parte alla natura altamente lipofilica della molecola.

Buprenorfina è essenzialmente eliminata nelle feci per escrezione biliare dei metaboliti glicuronoconiugati (70%), la parte restante viene eliminata con le urine (vedere paragrafo 4.2).

Compromissione Epatica

L’effetto della compromissione epatica sui parametri di farmacocinetica di buprenorfina è stato osservato in uno studio clinico post marketing dopo somministrazione di una singola dose di buprenorfina/naloxone 2,0/0,5 mg compresse sublinguali in soggetti sani e in soggetti con differenti gradi di compromissione epatica.

Con riferimento ai parametri farmacocinetici della buprenorfina è stato osservato che, rispetto ai soggetti sani, la Cmax aumentava di 1,2 volte, 1,1 volte e 1,7 volte, rispettivamente nei soggetti con compromissione epatica lieve (Child-Pugh Class A), moderata (Child-Pugh Class B) e grave (Child-Pugh Class C). I valori di AUC nei soggetti con compromissione epatica lieve erano simili ai soggetti sani, mentre nei soggetti con compromissione epatica moderata e grave erano aumentati rispettivamente di 4,6 e 2,8 volte.


Subutex: è un farmaco sicuro?

Abbiamo visto come Subutex agisce e come si assorbe e si elimina; ma come facciamo a sapere se Subutex è un farmaco sicuro?

Prima di tutto è necessario leggere quali sono i dati sulla sicurezza che vengono riportati nella scheda tecnica del farmaco.

Si tratta di dati forniti dalla casa produttrice e basati su un certo numero di lavori scientifici eseguiti prima della commercializzazione: si tratta dei cosiddetti “Dati preclinici di sicurezza”, che riportiamo nel prossimo paragrafo.

Subutex: dati sulla sicurezza

La tossicità acuta di buprenorfina è stata determinata nel topo e nel ratto a seguito di somministrazione orale e parenterale.

La dose media letale (DL50) nel topo era pari a 26, 94 e 261 mg/kg per somministrazione endovenosa, intraperitoneale ed orale, rispettivamente.

I valori di DL50 nel ratto erano 35, 243 e 600 mg/kg per somministrazione endovenosa, intraperitoneale ed orale, rispettivamente.

Quando somministrata in continuo sottocute a cani beagle per un mese, a scimmie rhesus per via orale per un mese ed a ratti e babbuini per via intramuscolare per sei mesi, buprenorfina evidenziava una tossicità bassa sia tissutale sia biochimica.

Gli studi nei ratti e nei conigli hanno evidenziato fetotossicità compresa la perdita post-impianto. Inoltre, la somministrazione orale di elevate dosi durante la gravidanza e l’allattamento hanno comportato un lieve ritardo nello sviluppo di alcune funzioni neurologiche in ratti neonati (riflesso di raddrizzamento e risposta di allarme).

Non c’è alcun effetto indesiderato sulla fertilità o sulla funzione riproduttiva generale nei ratti, sebbene alla dose intramuscolare più elevata (5 mg/kg/giorno) le madri hanno avuto difficoltà nel parto e si è verificata un’elevata mortalità neonatale (vedere paragrafo 4.6).

Dopo 52 settimane di trattamento per via orale alla dose di 75 mg/kg/giorno si è verificata nei cani trattati un’iperplasia dei dotti biliari di grado da minimo a moderato con associata fibrosi peribiliare.


Dopo la commercializzazione di un farmaco, vengono tuttavia attuate delle misure di controllo dagli organi preposti, per monitorare comunque tutti gli effetti collaterali che dovessero manifestarsi nell’impiego clinico.

Tutti gli effetti collaterali segnalati nella fase di commercializzazione del farmaco, vengono poi riportati nella scheda tecnica nei paragrafi “effetti indesiderati” e “controindicazioni”.

Subutex: si può prendere insieme ad altri farmaci?

Un altro importante capitolo da non dimenticare per valutare se un farmaco è sicuro o no, è quello delle interazioni con altri farmaci.

Può infatti capitare che un farmaco, di per sé innocuo, diventi pericoloso se associato ad alcuni altri farmaci.

Questo è vero anche per i prodotti erboristici: classico è l’esempio dell’ “Erba di San Giovanni” (Iperico) che interagisce con alcuni farmaci anticoagulanti aumentandone l’efficacia e mettendo quindi il paziente a rischio di emorragie.

Esaminiamo allora quali sono le interazioni possibili di Subutex

Subutex: interazioni

SUBUTEX deve essere usato con cautela quando somministrato con:

Alcol: l’alcol incrementa l’effetto sedativo della buprenorfina, SUBUTEX non deve essere assunto con bevande alcoliche e deve essere utilizzato con precauzione con farmaci contenenti alcol (vedere paragrafì 4.4, 4.7 e 4.8).

SUBUTEX deve essere usato con cautela insieme a:

Farmaci sedativi come benzodiazepine o farmaci correlati: l’uso concomitante di oppioidi e medicinali sedativi come benzodiazepine o farmaci correlati aumenta il rischio di sedazione, depressione respiratoria, coma e morte a causa dell’effetto depressore additivo sul SNC. La dose e la durata dell’uso concomitante devono essere limitate (vedere paragrafo 4.4). I pazienti devono essere strettamente monitorati quando tale associazione viene prescritta e questa associazione deve essere evitata laddove vi sia il rischio di abuso. I pazienti devono essere avvisati dell’estremo pericolo legato all’autosomministrazione di benzodiazepine non prescritte durante l’assunzione di questo medicinale e informati del fatto che l’uso di benzodiazepine in concomitanza con questo medicinale deve avvenire unicamente in base a una prescrizione (vedere paragrafì 4.4 e 4.8);

Altri farmaci depressori del sistema nervoso centrale: combinare farmaci depressori del sistema nervoso centrale con la buprenorfina aumenta la depressione del sistema nervoso centrale (vedere paragrafì 4.4 e 4.8). Il ridotto livello di attenzione può rendere pericoloso la guida dei veicoli e l’uso di macchinari (vedere paragrafo 4.7). Esempi di depressori del sistema nervoso centrale sono: altri derivati dell’oppio (ad esempio, metadone, analgesici e sedativi della tosse), alcuni antidepressivi, sedativi antagonisti dei recettori H1, barbiturici, ansiolitici, neurolettici, clonidina e sostanze correlate;

Inibitori delle monoaminoossidasi (IMAO): in base a quanto accade con la morfina, è possibile un’accentuazione degli effetti di altri oppiacei. Evitare la somministrazione contemporanea e nelle due settimane successive all’interruzione del trattamento con IMAO (vedere paragrafo 4.3);

Analgesici oppiacei: le proprietà analgesiche di altri oppiacei quali il metadone e altri analgesici di livello III (idromorfone, ossicodone o fentanil) possono essere ridotte in pazienti trattati con buprenorfina per la dipendenza da oppiacei. Può essere difficile raggiungere un’adeguata analgesia quando viene somministrato un agonista completo degli oppioidi a pazienti trattati con buprenorfina. Per contro, deve essere considerata la possibilità di sovradosaggio con dosi di agonisti completi, quali metadone o analgesici di III livello, superiori a quelle usuali, soprattutto quando si tenta di contrastare gli effetti dell’agonista parziale buprenorfina o quando i livelli plasmatici di buprenorfina stanno diminuendo. Pazienti con necessità di analgesia e sottoposti a trattamento per dipendenza da oppiacei possono essere gestiti al meglio da team multidisciplinari che comprendano sia lo specialista per la terapia del dolore che quello per la dipendenza da oppiacei (vedere paragrafo 4.4, “Precìpìtazìone della sìndrome da astìnenza da oppìoìdì”);

Naltrexone: il naltrexone è un antagonista degli oppioidi in grado di bloccare gli effetti farmacologici della buprenorfina. Per i pazienti dipendenti da oppioidi, in trattamento con buprenorfina, l’antagonista naltrexone può scatenare l’improvvisa comparsa di sintomi intensi e prolungati di astinenza da oppioidi. Per i pazienti in trattamento con naltrexone, gli effetti terapeutici attesi della somministrazione di buprenorfina possono essere bloccati dall’antagonista naltrexone.


Subutex: posso guidare la macchina se lo prendo?

Un capitolo poco noto e molto sottovalutato è quello degli effetti di un farmaco sui riflessi e quindi sulla capacità di guidare la macchina o di effettuare lavori pericolosi.

Molti farmaci riducono la capacità di reazione, oppure possono causare vertigini o abbassamenti di pressione che possono essere molto pericolosi per chi guida o effettua lavori in cui le capacità fisiche sono importanti: basti pensare agli operai che lavorano su impalcature o che operano su macchinari come presse o forni

E’ sempre bene quindi leggere attentamente questo piccolo ma molto importante paragrafo della Scheda Tecnica del farmaco.

Subutex: effetti sulla guida e sull’uso di macchinari

SUBUTEX ha una moderata influenza sull’abilità di guidare e sull’uso di macchinari quando somministrato in pazienti dipendenti da oppioidi.

Il medicinale può causare sonnolenza, capogiri o confusione mentale, in particolar modo durante la fase di induzione del trattamento e di aggiustamento della dose. Quando assunto insieme ad alcol o a farmaci che esplicano una azione di tipo depressivo sul sistema nervoso centrale tale effetto rischia di

essere più marcato (vedere paragrafì 4.4 e 4.5). È opportuno rammentare ai pazienti di prestare massima attenzione nella guida di veicoli e nell’utilizzo di macchinari pericolosi nel caso in cui la buprenorfina incida sull’esecuzione di tali attività.

Per approfondire l’argomento, per avere ulteriori raccomandazioni, o per chiarire ogni dubbio, si raccomanda di leggere l’intera Scheda Tecnica del Farmaco