Come si chiamano le pillole che si sciolgono in bocca?

Compresse orodispersibili: cosa sono, come funzionano, quando usarle e quali alternative esistono

Le “pillole che si sciolgono in bocca” sono sempre più diffuse in farmacia e spesso vengono consigliate a chi ha difficoltà a deglutire o preferisce assumere il farmaco senza acqua. In ambito medico e farmacologico vengono chiamate compresse orodispersibili o compresse a rapida disintegrazione orale, e rappresentano una forma farmaceutica studiata per sciogliersi rapidamente nel cavo orale grazie all’azione della saliva.

Capire come funzionano queste compresse, in quali situazioni possono essere utili, quali limiti presentano e quali alternative esistono è importante sia per i pazienti sia per i professionisti sanitari. In questa guida analizziamo in modo chiaro e basato sulle evidenze cosa sono le pillole orali disintegranti, come si usano correttamente e quali precauzioni è bene conoscere, senza sostituire il parere del medico o del farmacista.

Cosa sono le pillole orali disintegranti?

Le pillole orali disintegranti, in termini tecnici compresse orodispersibili o “orally disintegrating tablets” (ODT), sono forme solide di farmaco progettate per sciogliersi rapidamente in bocca, in genere in meno di uno–due minuti, senza bisogno di acqua. A differenza delle compresse tradizionali, che devono essere deglutite intere e si disgregano nello stomaco o nell’intestino, le ODT si disintegrano già nel cavo orale grazie alla saliva e a eccipienti specifici che favoriscono la rottura della compressa. Per il paziente l’esperienza è quella di una compressa che si “scioglie” sulla lingua, trasformandosi in una sospensione o pasta facilmente deglutibile.

Queste compresse sono nate per combinare i vantaggi delle forme solide (stabilità, dosaggio preciso, facilità di trasporto) con quelli delle forme liquide (maggiore facilità di assunzione per chi ha difficoltà a deglutire). In letteratura si trovano anche altri sinonimi, come “fast disintegrating tablets”, “fast-melting tablets” o “compresse a rapida dissoluzione orale”, che indicano formulazioni con caratteristiche molto simili: disintegrazione rapida in bocca, spesso entro pochi secondi o pochi minuti, e possibilità di assunzione senza acqua, aspetto particolarmente utile in alcune situazioni cliniche o di vita quotidiana.

Dal punto di vista della tecnologia farmaceutica, le compresse orodispersibili contengono, oltre al principio attivo, una serie di eccipienti disgreganti e porogeni (cioè in grado di creare pori) che favoriscono la penetrazione della saliva all’interno della compressa. Questo porta a una rapida rottura della struttura solida in particelle più piccole, che possono essere deglutite facilmente. Spesso vengono aggiunti anche aromi e dolcificanti per migliorare il gusto, perché il farmaco si trova a contatto diretto con la mucosa orale per un tempo più lungo rispetto alle compresse tradizionali.

È importante distinguere le compresse orodispersibili da altre forme orali particolari, come le compresse masticabili o le compresse sublinguali. Le compresse masticabili devono essere frantumate con i denti prima di essere deglutite, mentre le sublinguali sono pensate per essere tenute sotto la lingua per un assorbimento diretto attraverso la mucosa, con un effetto spesso più rapido e una via di assorbimento diversa. Le ODT, invece, sono progettate principalmente per disintegrarsi in bocca e poi essere deglutite, con assorbimento che avviene prevalentemente a livello gastrointestinale, anche se in alcuni casi può esserci una quota di assorbimento orale.

Come funzionano le pillole orali disintegranti?

Il funzionamento delle pillole orali disintegranti si basa sull’interazione tra la compressa e la saliva. Una volta posta sulla lingua, la saliva penetra rapidamente nella matrice della compressa grazie alla presenza di eccipienti idrofili (che “amano” l’acqua) e disgreganti. Questi eccipienti si gonfiano o si dissolvono a contatto con il liquido, rompendo la struttura compatta della compressa in frammenti molto piccoli o in una sospensione semi-liquida. Il paziente percepisce questa trasformazione come un “scioglimento” in bocca, anche se tecnicamente si tratta di disintegrazione più che di vera e propria dissoluzione completa del principio attivo.

Il tempo di disintegrazione è un parametro chiave: per essere considerate orodispersibili, molte farmacopee e linee guida tecniche indicano che le compresse devono disgregarsi in bocca entro un intervallo di tempo relativamente breve, spesso inferiore a 3 minuti, e in molte formulazioni anche in meno di 30–60 secondi. Questo tempo dipende dalla tecnologia produttiva utilizzata (liofilizzazione, stampaggio, compressione diretta, sublimazione, spray-drying) e dalla composizione in eccipienti. Formulazioni ottenute per liofilizzazione, ad esempio, tendono a essere molto porose e a disintegrarsi quasi istantaneamente, ma possono risultare più fragili dal punto di vista meccanico.

Dopo la disintegrazione, la sospensione di particelle di farmaco e eccipienti viene deglutita e raggiunge lo stomaco e l’intestino, dove avviene l’assorbimento sistemico del principio attivo. In alcune formulazioni, una piccola parte del farmaco può essere assorbita direttamente attraverso la mucosa orale, contribuendo a un inizio d’azione più rapido, ma questo non è un meccanismo universale e dipende molto dalle caratteristiche chimico-fisiche del principio attivo. Per questo motivo non si può generalizzare dicendo che tutte le compresse orodispersibili agiscono più velocemente delle compresse tradizionali: il profilo di assorbimento e di efficacia deve essere valutato caso per caso.

Un altro aspetto importante del funzionamento delle ODT riguarda il mascheramento del gusto. Poiché il farmaco rimane in bocca per un certo tempo, è fondamentale che il sapore sia accettabile, soprattutto in ambito pediatrico. Le tecnologie moderne prevedono l’uso di rivestimenti delle particelle di principio attivo, complessazione con ciclodestrine o altri sistemi per ridurre l’amaro, associati a dolcificanti e aromi. Questo migliora l’aderenza alla terapia, ma richiede un equilibrio delicato tra gusto, velocità di disintegrazione, stabilità all’umidità e resistenza meccanica della compressa, elementi che il farmacologo e il tecnologo farmaceutico devono considerare in fase di sviluppo.

Quando utilizzare le pillole orali disintegranti?

Le pillole orali disintegranti sono particolarmente utili in tutte quelle situazioni in cui deglutire una compressa tradizionale risulta difficile o poco pratico. Un primo gruppo di pazienti è rappresentato da chi soffre di disfagia, cioè difficoltà nella deglutizione, condizione frequente negli anziani, nei pazienti con esiti di ictus, in alcune malattie neurologiche o in presenza di patologie del cavo orale e dell’esofago. In questi casi, una compressa che si disgrega in bocca e si trasforma in una sospensione più facile da deglutire può ridurre il rischio di mancata assunzione del farmaco o di frantumazione non corretta delle compresse convenzionali, pratica che può alterare il rilascio del principio attivo.

Anche in ambito pediatrico le compresse orodispersibili trovano un impiego crescente. Molti bambini hanno difficoltà a deglutire compresse o capsule, e spesso rifiutano forme liquide dal sapore sgradevole. Le ODT, soprattutto in formato mini-compresse o con aromi gradevoli, possono rappresentare un compromesso efficace: mantengono la precisione del dosaggio tipica delle forme solide, ma risultano più accettabili e facili da assumere. Naturalmente, la scelta della formulazione più adatta deve essere sempre valutata dal pediatra, che considera età, peso, capacità di collaborazione del bambino e caratteristiche del farmaco.

Un altro contesto in cui le pillole che si sciolgono in bocca possono essere vantaggiose è quello della vita quotidiana, quando non si ha facilmente accesso all’acqua (viaggi, lavoro all’aperto, situazioni di emergenza). In questi casi, poter assumere un farmaco senza dover cercare un bicchiere d’acqua può migliorare l’aderenza alla terapia, soprattutto per trattamenti che richiedono assunzioni multiple durante la giornata. Anche in pazienti con nausea o vomito, l’idea di deglutire una compressa grande può essere sgradevole, e una formulazione orodispersibile può risultare più tollerata, pur non essendo una soluzione per i casi di vomito incoercibile, che richiedono valutazione medica.

Infine, le compresse orodispersibili possono essere considerate quando si vuole semplificare lo schema terapeutico in pazienti polimedicati, come molti anziani, riducendo lo stress associato alla deglutizione di numerose compresse. Tuttavia, non tutti i farmaci esistono in forma orodispersibile e non sempre questa è la scelta migliore: alcuni principi attivi richiedono formulazioni a rilascio modificato o hanno caratteristiche che non si prestano a una disintegrazione rapida in bocca. Per questo è fondamentale confrontarsi con il medico o il farmacista prima di richiedere o sostituire una formulazione con una ODT, evitando decisioni autonome che potrebbero compromettere l’efficacia o la sicurezza della terapia.

Effetti collaterali delle pillole orali disintegranti

Gli effetti collaterali delle pillole orali disintegranti dipendono in gran parte dal principio attivo contenuto, esattamente come per le compresse tradizionali. Se un farmaco può causare, ad esempio, sonnolenza, disturbi gastrointestinali o reazioni cutanee, questi effetti indesiderati saranno possibili anche nella sua versione orodispersibile. La forma farmaceutica, di per sé, non elimina il rischio di reazioni avverse legate al meccanismo d’azione del medicinale. Per questo è sempre essenziale leggere con attenzione il foglio illustrativo e discutere con il medico o il farmacista eventuali dubbi, soprattutto in caso di terapie croniche o di uso concomitante di più farmaci.

Oltre agli effetti sistemici legati al principio attivo, le compresse orodispersibili possono presentare alcuni effetti locali specifici dovuti al contatto prolungato con la mucosa orale. Alcuni pazienti riferiscono sensazione di formicolio, lieve irritazione o secchezza in bocca durante la disintegrazione della compressa. In rari casi possono comparire reazioni di ipersensibilità agli eccipienti (ad esempio aromi o dolcificanti), con sintomi come bruciore, gonfiore delle labbra o della lingua, prurito orale. In presenza di questi segni è opportuno sospendere l’assunzione e consultare rapidamente un medico, perché potrebbero indicare una reazione allergica.

Un altro aspetto da considerare è il rischio, seppur generalmente basso, di aspirazione nei pazienti con disfagia grave o con ridotto controllo della deglutizione. Anche se le ODT sono pensate per facilitare l’assunzione, in soggetti molto compromessi la presenza di materiale semi-liquido in bocca può comunque rappresentare un rischio se la coordinazione tra respirazione e deglutizione è alterata. In questi casi la valutazione del logopedista o del team multidisciplinare che segue il paziente è fondamentale per stabilire se le compresse orodispersibili siano effettivamente sicure o se sia preferibile ricorrere a formulazioni alternative, come soluzioni, sospensioni addensate o vie di somministrazione diverse.

Infine, va ricordato che alcune compresse orodispersibili contengono zuccheri o dolcificanti che, se assunti frequentemente, possono avere un impatto sulla salute orale, favorendo la comparsa di carie o disturbi in pazienti con particolari condizioni metaboliche (ad esempio intolleranza al fruttosio o fenilchetonuria, nel caso di alcuni dolcificanti). Anche la presenza di sodio in alcuni eccipienti può essere rilevante per chi deve seguire diete iposodiche rigorose. Tutte queste informazioni sono riportate nel foglio illustrativo e dovrebbero essere discusse con il medico o il farmacista, soprattutto in pazienti con patologie croniche o esigenze dietetiche specifiche.

Alternative alle pillole orali disintegranti

Per le persone che hanno difficoltà a deglutire o che non tollerano le compresse orodispersibili, esistono diverse alternative farmacologiche. Una delle opzioni più comuni sono le formulazioni liquide, come sciroppi, gocce orali, soluzioni o sospensioni. Queste permettono di adattare più facilmente la dose, soprattutto in ambito pediatrico, e possono essere più semplici da assumere per chi non riesce a gestire forme solide. Tuttavia, presentano anche alcuni svantaggi: possono avere un sapore sgradevole, richiedono spesso conservazione attenta (ad esempio in frigorifero dopo l’apertura) e possono essere meno pratiche da trasportare, oltre a contenere zuccheri o alcol in alcune formulazioni.

Un’altra alternativa sono le compresse masticabili, che devono essere frantumate con i denti prima di essere deglutite. Sono utili per chi riesce a masticare ma ha difficoltà a deglutire compresse intere, e sono spesso disponibili per farmaci di uso pediatrico o per integratori. Esistono poi le compresse sublinguali o buccali, pensate per essere mantenute sotto la lingua o tra gengiva e guancia, con assorbimento diretto attraverso la mucosa orale. Queste formulazioni possono offrire un inizio d’azione più rapido per alcuni farmaci, ma richiedono una corretta tecnica di assunzione e non sono adatte a tutti i principi attivi.

In situazioni più complesse, come disfagia severa o impossibilità totale alla deglutizione, il medico può valutare vie di somministrazione alternative, ad esempio quella parenterale (iniezioni sottocutanee, intramuscolari o endovenose), transdermica (cerotti medicati) o rettale (supposte, clisteri). Queste opzioni vengono scelte in base al tipo di farmaco, alla durata della terapia, alle condizioni generali del paziente e al contesto assistenziale (domicilio, struttura residenziale, ospedale). È importante sottolineare che la scelta della via di somministrazione non è intercambiabile a piacere: modificare la forma farmaceutica senza indicazione medica può alterare profondamente l’efficacia e la sicurezza del trattamento.

Infine, per alcuni pazienti può essere utile un intervento educativo e riabilitativo sulla deglutizione, ad esempio tramite logopedia, associato a modifiche della dieta (consistenze addensate, cibi morbidi) e a una revisione complessiva della terapia farmacologica per ridurre il numero di compresse o scegliere formulazioni più adatte. In questo percorso, medico di medicina generale, specialista, farmacista e altri professionisti sanitari possono collaborare per individuare la soluzione più sicura e sostenibile nel tempo, valutando se e quando le compresse orodispersibili rappresentino la scelta migliore o se sia preferibile ricorrere ad altre forme di somministrazione.

Le pillole che si sciolgono in bocca, cioè le compresse orodispersibili, rappresentano una risorsa importante per migliorare l’aderenza alla terapia in molte situazioni, soprattutto in presenza di difficoltà di deglutizione, in età pediatrica e negli anziani. Offrono il vantaggio di poter essere assunte senza acqua e di combinare praticità e precisione del dosaggio, ma non sono prive di limiti: gusto, fragilità, sensibilità all’umidità e possibili effetti locali in bocca richiedono un uso consapevole. La scelta di una formulazione orodispersibile dovrebbe sempre essere condivisa con il medico o il farmacista, valutando attentamente caratteristiche del farmaco, condizioni del paziente e possibili alternative, per garantire il miglior equilibrio tra efficacia, sicurezza e qualità di vita.

Per approfondire

AIFA – Linea guida FDA su forma e dimensioni delle compresse per pazienti con disfagia – Sintesi delle raccomandazioni sulla progettazione delle forme orali solide per migliorare sicurezza e aderenza nei pazienti con difficoltà di deglutizione.

New Generation of Orally Disintegrating Tablets for Sustained Drug Release – PubMed – Revisione che descrive cosa sono le compresse orodispersibili, i tempi tipici di disintegrazione e i principali vantaggi rispetto alle compresse convenzionali.

Orally disintegrating tablets—advantages and drawbacks – PubMed – Articolo che analizza in dettaglio pro e contro delle compresse orodispersibili, inclusi aspetti di biodisponibilità, fragilità e sensibilità all’umidità.

Orally fast disintegrating tablets: developments, technologies, taste-masking and clinical studies – PubMed – Revisione focalizzata sulle tecnologie di produzione delle compresse a rapida disintegrazione orale e sulle strategie di mascheramento del gusto.

Do Orally Disintegrating Tablets Facilitate Medical Adherence and Clinical Outcomes in Patients with Post-stroke Dysphagia? – PubMed – Studio recente che valuta l’impatto delle compresse orodispersibili su aderenza terapeutica e outcome clinici in pazienti anziani con disfagia post-ictus.