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Raddoppiati negli ultimi 4 mesi i casi di Listeriosi nel Lazio

Negli ultimi 4 mesi il Servizio Regionale per l’Epidemiologia, Sorveglianza e controllo delle Malattie Infettive (SERESMI) ha registrato un aumento di 2 volte dei casi di infezione da Listeria monocytogenes con quadri clinici di sepsi o meningite rispetto a quanto osservato nello stesso periodo degli anni precedenti.

Sono in corso le indagini epidemiologiche, microbiologiche e molecolari congiunte di sanità umana, veterinaria e degli alimenti per la conferma della possibile presenza di una correlazione tra i casi e di una possibile fonte comune.

Al momento non è stato identificato un prodotto alimentare specifico né uno specifico sito di produzione.

Listeria monocytogenes, responsabile della listeriosi, è un batterio ubiquitario, che può essere presente nel suolo, nell’acqua e nella vegetazione e può contaminare diversi alimenti (latte, verdura, formaggi molli, carni poco cotte, insaccati poco stagionati).

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La principale via di trasmissione per l’uomo è quella alimentare.

Il periodo di incubazione è in genere da una a due settimane, ma può variare tra alcuni giorni e fino a 90 giorni.

Si richiama l’attenzione dei medici operanti nel nostro territorio a porre il sospetto di infezione da Listeria monocytogenes nei quadri clinici compatibili di sepsi e meningite.

Nell’uomo, il rischio di sviluppare la malattia è particolarmente elevato per donne in gravidanza, neonati, anziani ed individui imrnunocompromessi ed è associato al consumo di alimenti contaminati anche con bassi livelli di carica batterica.

Gli alimenti più frequentemente contaminati da Listeria monocytogenes sono le carni fresche e lavorate, i prodotti lattiero-caseari, i vegetali e i prodotti ittici.

Gli alimenti pronti al consumo (ready to eat) sono quelli che presentano i rischi maggiori, in quanto consumati senza ulteriori trattamenti di mitigazione del rischio (cottura, riscaldamento) e conservati a temperatura di refrigerazione che comunque non impedisce al batterio di sopravvivere e moltiplicarsi durante la vita commerciale degli alimenti.

Fondamentale l’attività di comunicazione e di informazione relativa alle corrette pratiche di manipolazione, preparazione e conservazione degli alimenti quali ad esempio:

  • la cottura completa e corretta dei cibi;
  • il lavaggio accurato delle verdure fresche prima del consumo;
  • la separazione dei cibi crudi da quelli cotti e pronti al consumo;
  • la conservazione accurata dei cibi refrigerati, secondo le indicazioni in etichetta;
  • il lavaggio accurato di coltelli, taglieri e mani dopo aver maneggiato cibi crudi;
  • il consumo dei cibi deperibili rispettando la data di scadenza.

Egualmente per quanto riguarda i congelati/surgelati è indispensabile attenersi alle norme di preparazione dell’alimento riportate sulla confezione, che normalmente comportano la cottura prima del consumo.

Si invitano i medici che hanno in cura donne in gravidanza, soggetti immunodepressi o in terapia immunosoppressiva imrnunomodulante, inclusi farmaci biologici, e altri soggetti fragili a fornire indicazioni per una adeguata condotta alimentare al fine di ridurre il rischio di infezione.

Al fine di garantire la pronta attivazione delle indagini epidemiologiche e delle conseguenti misure di sicurezza alimentare è necessaria la massima vigilanza e la pronta segnalazione dei casi presso le strutture ospedaliere.

La tempestiva notifica, secondo quanto indicato nella Circolare del Ministero della Salute 008252 del 13.03.2017 “Sorveglianza e prevenzione della Listeriosi” e nella nota regionale prot. n. 0382804 del25.07.2017, è fondamentale per la messa in atto delle appropriate misure preventive da parte dei Servizi territoriali, quali la ricerca attiva della fonte di infezione, con prelievo di appropriati campioni degli alimenti consumati dal paziente e l’avvio di una indagine epidemiologica.

In caso di focolaio epidemico in cui si evidenzi una correlazione con il consumo di alimenti, è necessario che i servizi SIAN (Servizi Igiene Alimenti e Nutrizione)/SIAOA (Servizi di Igiene degli Alimenti di Origine Animale) territorialmente competenti, attivino tempestivamente il Sistema Rapido di Allerta per alimenti e mangimi (RASFF), attraverso, il Punto di Contatto Regionale, indicando le azioni intraprese sul prodotto alimentare sospetto e, appena disponibile, provvedano ad inviare unarelazione dettagliata sul caso.

Le forme neurologiche di Listeriosi rientrano nel quadro della sindrome neurologica acuta a sospetta eziologia infettiva.

Per la segnalazione dei casi con quadro neurologico andranno, pertanto, seguite anche le indicazioni presenti nel Decreto del Commissario ad Acta 27 aprile 2018, n.U00162 “Riorganizzazione della sorveglianza e miglioramento diagnostico delle sindromi neurologiche di sospetta origine infettiva nella Regione Lazio”.

Tale documento prevede inoltre l’invio di un’aliquota di liquor al Laboratorio Regionale di Riferimento, presso il Laboratorio di Virologia dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani.

Infine, per l’invio degli isolati umani si raccomanda di prendere contatto con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana per la tipizzazione sierologica e molecolare.

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