Eriodicto
Tratto da “Piante Medicinali – Chimica, Farmacologia e Terapa” di R. Benigni, C. Capra e P.F.Cattorini
(Eriodictyon californicum Green – Fam. Hydrophyllacee)
Eriodicto- Ultimo aggiornamento pagina: 27/02/2018
Indice dei contenuti
- Generalità
- Componenti principali
- Proprietà farmacologiche
- Estratti e preparati vari
- Preparazioni usuali e Formule
- Bibliografia
Generalità

Etimologia – Eriodyctyon, dalle parole greche erion = lana e dictuon = rete per le foglie la cui faccia inferiore è bianca, reticolata e tomentosa.
californicum – della California.
Nome volgare – Erba santa.
Habitat – California, Messico, Brasile.
Pianta erbacea.
Parti usate – Le foglie.
Componenti principali
Composti flavonici: crisoeriolo o 5,7,4'-triossi-3'-metossi-flavone C16H12O6 (1), eriodictiolo o 5,7,3',4'-tetraossi-flavanone C15H12O6 (2) e omoeriodictiolo o 5,7,4'-triossi-3'-metossiflavanone C16H14O6 ( 3). Inoltre piccole quantità di olio volatile, resina, tannino (4), un composto resinoso cui sono state attribuite proprietà deamarizzanti (5).

Proprietà farmacologiche ed impiego terapeutico
L'Eriodicto, detto anche erba santa, dai padri spagnoli della missione californiana, era noto ai nativi che la usavano contro il raffreddore, come antitermico, come amarotonico e come balsamico espettorante nelle bronchiti croniche ed anche nelle infiammazioni del tratto urogenitale. A seconda dei casi, veniva somministrato sotto forma di thè, di macerazione alcoolica (grappa) o in sciroppo di zucchero. Le foglie venivano anche fumate o semplicemente masticate (6).
Kier (7) nel 1879 richiamò l’attenzione sul marcato potere dell'Eriodicto come mascherante del sapore amaro della chinina. Tale sua attività si manifesta anche verso molti altri amari medicinali. Fantus e Dyniewicz (8) attribuiscono questa proprietà alle resine contenute nella droga, le quali sarebbero capaci di adsorbire le sostanze basiche. Secondo questi AA. le proprietà deamarizzanti dell'Eriodicto si manifesterebbero selettivamente verso gli amari basici (alcaloidei in particolare) e non verso quelli acidi quali per esempio i derivati dell'acido barbiturico. Gli AA. hanno osservato che 1 cc di estratto fluido di Eriodicto attenua decisamente l'amaro di 40 mg di cloridrato di chinina ma che è insufficiente per mascherare completamente il sapore di sostanze intensamente amare; essi tuttavia, lo riconoscono utile per la deamarizzazione dei sali meno solubili di chinina.
Da ricerche eseguite dalla D'Amico presso il nostro laboratorio risulta che l'estratto fluido di Eriodicto è dotato di un'attività batteriostatica verso lo Staph. di Oxford, lo Staph. aureus, lo Staph. albus, la E. coli, il B. antracis e il B. appendicularis (9).
Willaman (10) avendo studiato gli effetti biologici di numerosi flavonoidi, trovò che il flavonoide contenuto nell’Eriodicto, l'eriodictiolo, è dotato di azione diuretica ed inibitrice enzimatica.
In terapia l'Eriodicto è impiegato come tonico, balsamico, espettorante ed antiasmatico. Nella tecnica farmaceutica come deamarizzante delle sostanze amare basiche.
Estratti e preparati vari
Estratto fluido (g 1 = XXXVII gtt).
Dosi: g 1-6 pro die.
Preparazioni usuali e formule galeniche
Tintura
Estratto fluido eriodicto…………………………………………. g 20
Alcool di 25° …………………… g 80
(g 5-30 pro die)
Sciroppo
Estratto fluido eriodicto…………………………………………. g 10
Sciroppo semplice F.U………………………………………. g 90
(a cucchiai)
Sciroppo eriodicto composto
Estratto fluido eriodicto………………………………………. g 40
Soluzione idrato di potassio 5 %………………………… g 25
Tintura cardamomo composta……………………………. g 5
Tintura sassafrasso e limone………………………….. ana g 4,5
Tintura garofani………………………………………………….. g 4
Alcool di 95°………………………………………………………. g 32
Zucchero …………………………………………………………… g 800
Carbonato di magnesio……………………………………… g 5
Acqua q. b. per 1 litro
(a cucchiai)
BIBLIOGRAFIA
(1) POWER e TUTJN, Proc. Chem. Soc., 13, 133, 1907; LOVECY, ROBINSON e SUGASAWA, I. Chem. Soc., 817, 1930 – (2) RUSSEL e TODD, J. Chem. Soc., 421, 1937 – (3) GEISSMAN, I. Am. Chem. Soc., 62, 3258, 1940 – HA5LEY e GISVOLD, J.A.Ph.A., 33, 275, 1944 – (4) MOHR, Am. I. Pharm., 549, 1879 – (5) FANTUS e DYNIEWIECZ, J.A.Ph.A., 22, 323, 1933 • (6) NEUGEBAUER E. K., Acta Phytothera- peutlca, p. 19, febb. 1956; OSOL-FARRAR, The Dispensatory of the U.S.A. 25* ed. Llppincott Comp. Philadelphla-Montreal 1955, p. 524-25 – (7) KIER, cit. da OSOL-FARRAR !. c. – (8) FANTUS e DYNIE- WIECZ, J.A.Ph.A., 22, 323, 1933, cit. da OSOL-FARRAR I. c. – (9) DAMICO M. L., Fitoterapia n. 1, 1950 . (10) WILLAMAN J. J., J.A.Ph.A., Sci. ed., 44, 7, 404-7, 1955.
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