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Gialappa

(Exogonium purga Benth. – Fam. Convovulacee/Convolvulee) (Sin. – Ipomoea purga Hayne)

Gialappa- Ultimo aggiornamento pagina: 27/02/2018

Indice dei contenuti

  1. Generalità
  2. Componenti principali
  3. Proprietà farmacologiche
  4. Estratti e preparati vari
  5. Preparazioni usuali e Formule
  6. Bibliografia

Generalità

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gialappa

Etimologia – Exogonium, dal greco exw = fuori e gonh (o gonos) = generazione perchè gli elementi sessuali (stami e pistillo) sporgono fuori dalla corolla.

Ipomoea, dal greco iyipos = verme, tarlo e omoios = somigliante, allusione all'avvolgimento dei cauli ed anche per l'aspetto delle radici di certe specie.

purga – per le sue proprietà evacuanti.

Nome volgare Jalapa (nome della località messicana) Gelapa, Chelapa, Celopa TolompatI, Brionia indica, Michoacan negro (Messico).

Habitat Messico (Jalapa, Valle de Cordoba, Orizaba, Veracruz, ecc.). Coltivata nei Paesi tropicali ed anche in Europa (Francia, Germania). Nei paesi d'origine, vegeta nelle foreste paludose delle Ande.

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Parti usate Le radici tuberose (Jalapae tubera F.U.).

Componenti principali

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Resina 2,1-15,6% (in media 5,95%) secondo Moore (1), 9,5-15,33% (in media 12,47%), con 27,85% in media di resina solubile in cloroformio, secondo Haluska (2).

Nella resina, come si rileva dalla vecchia letteratura (3-6), è stata segnalata la presenza di un composto amorfo di natura glicosidica, indicato con il nome di convolvulina (3) o di rodeoretina (4) o di jalappina (5) o di jalapurgina (6), ma successivamente è risultato trattarsi di un miscuglio di componenti della resina.

Taverne (7) ha estratto dalla convolvulina un acido, acido convolvulinolico, C15H30O3:

gialappa Figura 1

Hòhnel (8) dalla convolvulina ha separato un glicoside, cui ha assegnato il nome di acido convolvulinico e la formula grezza C45H80O28: dall'idrolisi di questo glicoside l'A. ha ottenuto acido convolvulinolico e 5 molecole di glucosio.

Tra gli zuccheri componenti la resina di Gialappa, Votocele (9) ha identificato l'isorodeosio (= D-glucometilosio, D-isoramnosio, D-epiramnosio, D-chinovosio), C6H12O5, già isolato con il nome di chinovosio dalla corteccia di diverse specie di Cinchona.

Power e Rogerson (10) isolarono dalla resina di Gialappa gli acidi palmitico e stearico liberi, fitosterina, alcool cetilico, b-metil-escuIetina, olio etereo e ipurganolo, quest’ultimo identificabile probabilmente con una fitosterolina (11).

Come componente della resina, Mannich e Schumann (12) descrivono un composto amorfo — convolvulina —, che per idrolisi dà un acido glicosidico (74%), C52H92O32-7H2O (acido ramnoconvolvulico), acido metiletilacetico (1,4%), acido isovalerico (7,6%), acido tiglico (9%) ed acido exogonico C10H6O4 (7%). L'acido ramno-convolvulico ha dato per idrolisi acido 3-12-diossipalmitico, quattro molecole di glucosio e due molecole di ramnosio (13).

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Altri componenti trovati nei tuberi di Gialappa: zuccheri, gomma, amido, acido malico (2,4% nella droga secca) libero e come sale di calcio e di potassio, sostanze proteiche (14), mannite (15), acido caffeico (16), ceneri sino a 4-5% (14) e vitamina C: mg 13,5% di acido ascorbico e mg 14,4% di acido deidroascorbico + acido ascorbico nella droga fresca, mg 17,6% di acido ascorbico e mg 18,9% di acido deidroascorbico + acido ascorbico nella droga secca (17), umidità 7,6% (17).

Proprietà farmacologiche ed impiego terapeutico

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La Gialappa venne introdotta nella medicina europea nella prima metà del secolo XVII ed ebbe largo impiego come purgante drastico e come derivativo. Attualmente il suo impiego, come quello di tutti i purganti drastici, è molto limitato. Occorre tuttavia riconoscere che la resina di Gialappa, fra i purganti drastici, è quella che svolge un'azione più mite e che, a dosi terapeutiche, è meglio tollerata. Essa infatti, 3-4 ore dopo la somministrazione provoca un’abbondante evacuazione, molto fluida, ma senza notevole irritazione intestinale, senza disturbi gastrici e senza che la sua azione sia seguita da prostrazione [SoIImann (18), Goodman e Gilman (19), Rosenthal (20)].

Valette e Solvanet (21) studiando l’effetto purgativo dell’olio di Ricino e dei ricinoleati alcalini sui diversi costituenti cellulari, hanno creduto di poter attribuire l'azione irritante che esercitano queste sostanze sulla mucosa intestinale, alla proprietà che esse possiedono di rendere solubile la lecitina in mezzo acquoso.

II Valette (22) ha poi voluto vedere se alle convolvulacee poteva essere attribuita la stessa azione. Egli ha perciò, sperimentato tre resine: la convolvulina, insolubile in etere, ottenuta dalla Gialappa; la gialappina, solubile in etere, estratta dall’Ipomoea orizabensis e la scammonina risultante dalla purificazione della resina di Scammonea.

Queste resine, analogamente ad altre sostanze insolubili in acqua, si sciologono in presenza di bile e l’A. ha perciò impiegato la bile bovina (contenente il 35,7% di acidi biliari espressi in acido glicotaurocolico), la quale discioglie le tre suddette resine nelle seguenti proporzioni: convolvulina 17%, gialappina 6,25%, scammonina 5,95%. L’A. ha osservato che il potere solvente della bile di fronte alla lecitina, aumenta con l’aggiunta di ciascuna di queste tre resine e proporzionalmente alla loro concentrazione.

Le esperienze ripetute sostituendo alla bile soluzioni di sali biliari, hanno dato gli stessi risultati.

Successivamente Io stesso Valette (23) ha indagato l’effetto delle resine delle convolvulacee sulle cellule e sui tessuti viventi e più specialmente sulle emazie.

Kobert e Heinrich (24) avevano già osservato che queste resine possiedono un'azione emolitica ed avevano formulato l'ipotesi che la loro attività purgativa fosse legata a quest'azione. Il Valette ha ripetuto queste esperienze confermandone i risultati ed ha inoltre sperimentato i prodotti della idrolisi alcalina ottenuti dalla convolvulina e dalla gialappina (acido gialappico o scammonico) determinandone: il potere emolitico.

E' risultato che il potere emolitico di questi prodotti di idrolisi è inferiore a quello delle resine da cui derivano e ciò analogamente agli acidi convolvulinici e gialappinolici (acidi-alcooli), i quali sono, sotto questo aspetto, meno attivi delle combinazioni glucosidiche da cui derivano.

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Lo stesso Valette, infine, in collaborazione con il Liber (25), ha studiato le variazioni del potere batteriolitico di soluzioni di taurocolato di sodio per aggiunta di convolvulina e di gialappina.

Soluzioni di taurocolato di sodio, con o senza l'aggiunta di convolvulina e di gialappina, venivano aggiunte a colture di convolvulina e di gialappina.

Soluzioni di taurocolato di sodio, con o senza l'aggiunta di convolvulina e di gialappina, venivano aggiunte a colture di pneumococco e di bacillo di Loffier e veniva quindi determinata la loro concentrazione minima antigenica. Risultò che la convolvulina e, in misura maggiore, la gialappina, aggiunte al taurocolato di sodio, ne aumentano l'azione sul pneumococco, mentre sul bacillo di Lòffler, soltanto la gialappina è capace di aumentare il potere antigenico del sale biliare impiegato.

A dosi elevate la resina di Gialappa può determinare un violento e dannoso effetto purgativo, con irritazione dell'intestino, dolori e prostrazione. Secondo alcuni la resina di Gialappa, applicata sulla cute lesa, può venire assorbita e dar luogo ad azione purgativa, ma non risulta che ciò sia stato provato in maniera certa.

In terapia, come già detto, la resina di Gialappa è oggi poco usata; tuttavia essa viene qualche volta impiegata come derivativo nella terapia delle asciti, delle congestioni cerebrali, dell'ipertensione, casi nei quali però oggi si preferisce agire mediante i diuretici.

Estratti e preparati vari

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Estratto fluido (g 1 = LII gtt).

Dosi: g 0,25-1 come lassativo; g 2-3 come purgante.

Preparazioni usuali e formule galeniche

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Tintura

Estratto fluido gialappa…………………………………………… g. 20

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Alcool di 60°…………………………………………………………… g. 80

(g 1,25-5 come lassativo; g 10-15 come purgante)

Sciroppo

Estratto fluido gialappa…………………………………………. g… 5

Glicerina e alcool ………………………………………………. ana g 15

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Sciroppo semplice F. U………………………………………….. g. 65

(a cucchiaini, come lassativo)

BIBLIOGRAFIA

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(1) MOORE, I. Soc. Chem. Ind.^ 15, 627, 1906 – (2) HALUSKA, Bull. N. F. Comm., 7, 225, 1939 – (3) MAYER W., Lleb. Ann., 83, 121, 1852; 92, 125, 1854; 95, 129, 1855 • (4) ^YSER G. A., LIeb. Ann., 51, 81, 1844 – (5) BUCHNER e HERBERGER, B. Repert. Pharm., 37, 203, 1831 – (6) FLUCKIGER

F. A., Pharmakosnosle, 2* ed., 1882, p, 399; DUQUENOIS P. e TREASE G. E.', Ann. Pharm. Franp., 9, 114, 1951 – (7) TAVERNE J., Ree. Trav. Chim. Pays-Bas, 13, 187, 1894 – (8) HOHNEL M., Arch. Phtum., 134, 647, 1896 – (9) VOTOCEK E., Chem. Zbl., I, 581, 1904; Ber., 43, 476, 1910 – (10) POWER e ROGERSON, J. Am. Chem. Soc., 32, 80, 1910 – (1l) POWER e SALWAY, J. Chem. Soc., 103, 399, 1913 – (12) MANNICH e SCHUMANN, Arch. Pharm., 276, 211, 1938 – (13) VOTOCEK, Chem. Zbl., 2, 578, 1929; MANNICH e SCHUMANN, Joc. cit. (12) – (14) WEHMER C., Die Pflanzenstofle, 1931, p. 1010 – (15) R0SENTHALER, Arch. Pharm., 263, 561, 1925 – (16) KARRER W., Konstitutlon und Vorkommen der Organlschen pfl.anzenstoffe, Basel, 1958, p. 382 – (17) GIRAL F. e AGUILAR M. D., Ciencla (Mex.), 12, 283, 1953; Chem. Ab.t., 48, 4177 b, 1954 – (18) SOLLMANN T., A. h{anual of Pharmacolosy VII^ elliz'., Saunders Comp. Phlladelphla-London, 1950, p. 180 – (19) GOODMAN L. S. e GILMAN A., The Pharma- cological Basis of Therapeutlcs, MacMlIIan Comp., New York 1955, p. 1051 – (20) ROS^NTHAL, A,,Oth. Ztg., 44, 1329, 1929 – (21) VALETTE G. e SOLVANET R., C. R. Soc. Blol., 122, 68, 1936 – (22) VALETTE

G. , ibidem, 125, 405, 1937 – (23) VALE1TE G, Ibidem, p. 407 – (24) KOBERT e HEINRICH, Blochem. Zt.tchr., 88, 13, 1918 – (25) VALETTE G. e LIBER A., C. R. Soc. Blol., 128, 362, 1938.

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