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Grindelia

(Grindelia robusta Nutt. – Fam. Composite/Asteracee/Solidaginee)

Grindelia- Ultimo aggiornamento pagina: 27/02/2018

Indice dei contenuti

  1. Generalità
  2. Componenti principali
  3. Proprietà farmacologiche
  4. Estratti e preparati vari
  5. Preparazioni usuali e Formule
  6. Bibliografia

Generalità

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grindelia

Etimologia Grindelia, genere dedicato da Willdenow a H. Grindel, botanico tedesco, autore del Botanisches Taschenbuch, pubblicato a Riga nel 1803.

robusta, per il forte sviluppo vegetativo (cespugli robusti alti 80/90 cm).

Nome volgare – Gum Plant.

Habitat Regioni paludose della California.

Pianta erbacea perenne o arboscello.

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Parti usate I capolini e le foglie (i capolini sono ricoperti di un essudato resinoso).

Componenti principali

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Resina, costituente circa il 21 % della droga e consistente, per la maggior parte, di una miscela di acidi ciclici insaturi, otticamente attivi ed inoltre di ossiacidi aromatici, di piccole quantità di acido carotico, di acido palmitico, di una miscela di esteri, di un alcool C17H28O3 o C23H38O4 e di un composto fenolico C14H12O6 (1). Alla resina sembra sia da attribuirsi l’attività della droga (1).

Altri componenti: olio etereo, gli acidi formico, acetico e butirrico, acidi grassi superiori, l-glucosio, tannino, proteidi, entriacontano C31H64 (1), un fitosterolo (grindelolo) probabilmente in forma glicosidica (2), una sostanza C14H12O7 derivante dalla combinazione degli acidi protocatechico e p-ossibenzoico (1).

Nell’olio etereo, trovato in quantità pari allo 0,288% rispetto alla droga secca, è stata riconosciuta la presenza di borneolo e di una sostanza oleosa di natura fenolica (8% dell’olio volatile) (3).

Power e Salway (2) non hanno trovato saponine, nè alcaloidi, contrariamente alle segnalazioni di Schneegans (4), che aveva riferito circa la presenza di una saponina, e di Clark (5) e Fischer (6), che avevano rilevato la presenza di un alcaloide (grindelina). Più recentemente Roberg (7) ha constatato che tutte le parti della pianta esercitano intensa azione emolitica ed ha dimostrato la presenza di una saponina, cui è dovuta questa proprietà.

Nella Grindelia discoidea Bandoni (8) ha trovato una piccola quantità di una saponina ed ha indicato, quale principale componente della droga, una resina balsamica rappresentante circa il 16% della droga essiccata. Alcaloidi e saponine sarebbero assenti.

Proprietà farmacologiche ed impiego terapeutico

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Negli animali inferiori e in dosi molto elevate, la Grindelia determina narcosi e midriasi, bradicardia per eccitazione dei nervi inibitori cardiaci; innalzamento della pressione arteriosa, per stimolazione dei centri vasomotori; depressione respiratoria, ottundimento della sensibilità cutanea e dei riflessi [Buffington (9), Potter (10)].

Sul cuore isolato di rana, secondo Dobroklowsky (11), la Grindelia eserciterebbe un’azione stimolante iniziale cui seguirebbe un effetto deprimente.

L'azione che la Grindelia manifesta sul cuore e sulla circolazione, viene giudicata da alcuni A. di tipo digitalico [Dobroklowsky, Paul (12), D’Amore (13)].

Sotto forma di polvere, di estratto fluido e di tintura, la Grindelia è frequentemente impiegata nel trattamento della bronchite catarrale acuta e specialmente nell’asma bronchiale, caso nel quale, associata ad altre droghe (Stramonio ecc., sotto forma di polvere, serve anche a preparare sigarette, polveri e carte antiasmatiche.

Il suo principio attivo, costituito da una oleoresina, viene eliminato in gran parte attraverso l'emuntorio renale e la Grindelia venne perciò impiegata nella terapia delle cistiti catarrali croniche; se usata in dosi elevate ed a lungo, può dar luogo però a fatti irritativi renali e del tubo digerente [Wright (16)].

I preparati di Grindelia più attivi sono da ritenersi l'estratto fluido, la tintura ed anche la polvere. Lo sciroppo e, in generale i preparati che derivano da estrazioni acquose, sono inattivi perchè il principio attivo oleoresinoso, insolubile in acqua, non è contenuto in queste preparazioni.

Estratti e preparati vari

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a) Estratto fluido per tintura (g 1 = XXXV gtt)

Dosi: g 1-2 pro dose.

b) Estratto fluido per sciroppo (g 1 = XXXVI gtt).

Dosi: come sopra.

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c) Estratto secco idroalcoolico (1 p.= 4 p. circa di droga).

Dosi: g 0,25 pro dose.

d) Tintura al 20 % di droga.

Dosi; g 5-10 pro dose.

Preparazioni usuali e formule galeniche

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Tintura

Estratto fluido grindelia per tintura g 20

Alcool di 60°………………………. g 80

(g 5-10 pro dose)

Sciroppo

Estratto fluido grindelia per sciroppo g 5

Sciroppo semplice F. U. g 95

(a cucchiai)

Tintura grindelia composta

Tintura grindelia

Tintura stramonio

Tintura belladonna…………….. ana g 10

(X gtt 3 volte prò die nell'asma)

BIBLIOGRAFIA

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(1) POWER F. B. e TUTIN F.. WtHcomt Chem. Ret. Labor.. n. 75. I. 1907 – (2) POWER F. B. e SALWAY A. H„ /. Amer. Chem. Soc.. 32, 360. 367. 1910; /. Chem. Soc., London. 399. 1913 – (3) HAEN- SEL. Gesch. Ber., ottobre 1906-rnarzo 1907; Apoth. Zig., 28, 499, 1903 – (4) SCHNEEGANS. J. Pharm. Eltass-Lothringen, 133. 1892 – (53 CLARK, Amer. J. Pharm., 433. 1889 – (6) FISCHER J. L.. Pharm. f„ 19, 47, 1889 – (7) ROBERO M.. Areh. Pharm., 273, 84, 1937 – (8) BANDONI. Semana Méd. (Buenos Aires), J, 1686, 1931 – (9) BUFFINGTON, cit. da OSOL-PARRAR in eTbe DIspensatory of thè U.S.A.s Lippincott Comp. Ed., 1950, p. 522 – (10) POTTER, Mal. Med., p, 296 – (11) DOBROKLOWSKY, cit. da OSOL- FARRAR I. c. – (12) PAUL. dt. da PIC A. e BONNAMOUR S. In Progr. Med., 1883 – (14) BARTHOLOW, BOTKIN, HUCHARD, PAUL, cit, da Pie e BONNAMOUR l.c. – (15) PARIS R. e QUEVAUVILLER A., Thérapie, 2, 2. 69, 1947 – (16) WRIGHT, dt. da PIC e BONNAMOUR. 1. c.

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