Ratania (del Peru’): proprietà curative. A cosa serve? Come si usa?

Ratania (del Peru’)

(Krameria triandra Ruiz et Pav. – Fam. LeguminoselCesalpinioidee/

Krameriee)

Ratania (del Peru’)- Ultimo aggiornamento pagina: 27/02/2018

Indice dei contenuti

  1. Generalità
  2. Componenti principali
  3. Proprietà farmacologiche
  4. Estratti e preparati vari
  5. Preparazioni usuali e Formule
  6. Bibliografia

Generalità

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ratania

Etimologia – Krameria, dedicata a J. Georg. Heinr. Kramer, medico militare austriaco, autore di opere di Botanica sistematica pubblicate nel 1721-1744.

triandra, dal greco tria = tre e aner-andros = maschio, perchè il fiore ha tre stami.

Nomi volgari Kramer con tres estambres, raiz para los dientes, ratanhia (spagn.), rhatany root, peruvian rhatany (ingl.), Ratanhia wurzel (ted.).

Habitat Pianta delle Ande peruviane (da 900 a 1200 m. sm.), Bolivia, Colombia, Brasile; nel Perù, provincie di Tarma, Huanoco, Huarocheri, Canta, Xauxa, Caxatambo, Huamaldes. Esportata da Payta e Callao.

Arbusto.

Parti usate La radice (Ratanhiae radix F.U.).

Componenti principali

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Tannino (krameriatannino, acido ratanotannico) 8-9% (1) anche 15% (2) (3) e sino al 22% e più (4). Dà le reazioni chimiche dei tannini catechici. Da esso deriva il flobafenico rosso di ratania (5) pure presente nella droga.

Altri componenti: N-metiltirosina (ratanina), (6-8), cera, gomma, zuccheri (4), lignina, amido (1).

Proprietà farmacologiche ed impiego terapeutico

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La Ratania era usata nel Perù sotto forma di soluzioni astringenti nelle infiammazioni del cavo orale e in particolare nelle gengiviti e per consolidare i denti nell’alveolo.

In Europa venne fatta conoscere verso la fine del 1700 dal botanico spagnolo Ruitz il quale, avendone notato l’uso durante il suo soggiorno in Perù, studiò la pianta, la classificò botanicamente e le attribuì la denominazione di Krameria triandra Ruiz et Pav.

La Ratania è dotata delle stesse proprietà astringenti dell’acido tannico ma è di questo meglio tollerata.

Essa è impiegata per ciò come astringente, spesso associata ad antisettici intestinali, nelle diarree e nelle enteriti semplici ed emorragiche. Sotto forma di decotto, per colluttori nelle affezioni infiammatorie della bocca e del retrobocca ed anche per irrigazioni vaginali in alcune forme di vaginiti.

L’estratto molle di Ratania, sotto forma di suppositori, è impiegato con buoni risultati nelle ragadi anali o, sotto forma di pomata, nelle ragadi del seno, nelle ulcere varicose, e come cicatrizzante nella medicazione delle ferite e delle piaghe [Goldhammer (9)], impiego questo che sarebbe giustificato anche dalla marcata attività batteriostatica di cui è dotata la Ratania [Cannizzaro (10)].

Lewith e Langecker (11) hanno descritto un caso di sensibilizzazione allergica dopo l’impiego di una associazione di tintura di Ratania e di Noci di galla, per pennellature gengivali, che si manifestò con la comparsa di una tumefazione delle labbra e delle mucose gengivali, con un eczema periorale che poi si estese a tutta la metà sinistra del viso, cui seguì un edema palpebrale. Tali manifestazioni scomparvero dopo 3 settimane.

Estratti e preparati vari

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a) Estratto fluido F.U. (g 1 = XXXVII gtt).

Dosi: XX-LX gtt pro dose.

b) Estratto fluido per sciroppo (g 1 = XXXVII gtt).

Dosi: XX-LX gtt pro dose.

c) Estratto molle idroalcoolico (1 p. = 4 p. circa di droga).

Dosi: g 0,1-0,2 pro dose.

d) Estratto secco acquoso F.U. (1 p. = 10 p. circa di droga).

Dosi: g 0,05-0,15 pro dose.

e) Tintura F.U. al 20% di droga.

Dosi: g 2,5-7,5 pro dose.

Preparazioni usuali e formule galeniche

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Tintura

Estratto fluido ratania F.U. g 20

Alcool di 60° ………………………………………………………….. g 80

(g 2,5-7,5 pro dose).

Sciroppo

Estratto fluido ratania per sciroppo……………………………. g 5

Sciroppo semplice F.U…………………………………………….. g 95

(fino a 100 g prò die).

Pozione antidiarroica

Estratto fluido ratania F.U.

Bismuto carbonato

Elisir paregorico………………………………………………….. ana g 4

Emulsione gommosa g 100

(1 cucchiaio ogni due ore).

Pillole astringenti

Estratto secco ratania………………………………………….. g 0,2

Estratto secco oppio…………………………………………. g 0,01

(per 1 pillola)

(4-10 pro die).

Pillole astringenti antidiarroiche

a) Estratto secco ratania………………………………………… g 1

Burro di cacao q. b. per 1 supposta.

b) Estratto secco ratania……………………………………… g 0,8

Cocaina cloridrato………………………………………………………… g 0,03

Iodoformio……………………………………………………………….. g 0,1

Burro cacao …………………………………………………………………. g 4

(1-2 pro die).

Pomata astringente

Estratto secco ratania…………………………………………………… g 8

Estratto secco ippocastano……………………………………. g 2

Acqua …………………………………………………………………. g 10

Lanolina

Vaselina…………………………………………………………….. ana g 40

BIBLIOGRAFIA

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(1) OSOL-FARRAR-PRAIT, The Dispensatory of the U.S.A., ed. 1960, p. 1731 – (2) BEGUIN M. e MIRIMANOFF A., Actes de la Soc. Helv. Sci. Natur., 155, 1957 – (3) HERMANN K. e ENGE W., Pianta Med., 6, 98, 1958 – (4) WEHMER C., Die Pflanzenstoffe, Il ed., p. 507 – (5) DITTMAR, J.A.Ph.A., 12 , 680, 1923 • (6) WITTSTEIN C. G., Vierteliahrschr. Prakt. Pharm., 3, 348, 658, 1854 – (7) HILLER- BOMBIEN O., Arch. Pharm., 230, 513, 1892 – (8) FISCHER E. e LIPSCHITZ W., Ber., 48, 360, 1915 – <9) GOLDHAMMER, Derm. Woch., p. 529, 1927 – (10) CANNIZZARO G., Boli soc. Hai biol. sper., 22, 1, 1946 • (11) LEWITH e LANGECKER, Derm. Woch,, p. 477, 1930.

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