Medicina, boom idonei: cosa cambia con soli 17mila posti

Boom di idonei a Medicina: 22.688 per soli 17.278 posti, copertura totale, 5mila verso corsi affini e sistema di accesso in revisione

Sono oltre 22mila gli idonei al nuovo accesso a Medicina per l’anno accademico 2025/2026, a fronte di 17.278 posti disponibili: più di 5mila aspiranti camici bianchi, pur avendo superato gli esami del cosiddetto semestre filtro, resteranno fuori dalla graduatoria nazionale e dovranno ripiegare su altri corsi affini o su facoltà alternative (mondosanita.it, tg24.sky.it).

La pubblicazione della graduatoria sancisce l’avvio a regime della riforma che ha archiviato il vecchio “quizzone” a risposta multipla in un solo giorno, sostituendolo con un percorso di selezione progressiva basato su veri esami universitari – biologia, chimica, fisica e materie affini – sostenuti nel semestre aperto 2025/2026 (mondosanita.it, mur.gov.it). Un cambiamento pensato per rendere l’accesso più meritocratico e meno legato alla performance di poche ore, ma che alla prova dei numeri apre un nuovo fronte di tensione tra studenti, atenei e Ministero.

Il semestre filtro: come funziona la nuova selezione per Medicina

Con la riforma, l’accesso programmato a Medicina non passa più da un test nazionale unico, ma da un semestre filtro in cui gli aspiranti medici si iscrivono a corsi ad accesso libero e sostengono esami validi anche per la futura carriera universitaria (mondosanita.it).

Al termine delle sessioni di esame:

  • viene redatta una graduatoria nazionale unica, costruita sui voti ottenuti nelle materie chiave
  • concorrono solo i voti pari o superiori a 18/30, mentre le insufficienze non entrano nel calcolo del punteggio (mondosanita.it)
  • sono previste “sufficienze dirette” (accettate subito) e “sufficienze reintegrate”, che permettono di recuperare il voto positivo del primo appello se allo studente è andata peggio nel secondo (mondosanita.it)

Per questo primo anno di applicazione, le università possono – su richiesta degli studenti – non conteggiare quegli esami nella media finale di laurea, proprio per riconoscere la natura sperimentale del semestre filtro (mondosanita.it).

Il dato di partenza è imponente: secondo il Ministero dell’Università e della Ricerca, sono stati 64.825 gli iscritti al semestre aperto 2025/2026, di cui 54.313 hanno scelto Medicina e Chirurgia come percorso di riferimento (mur.gov.it). Da questa platea è scaturita la graduatoria ristretta degli idonei alla prosecuzione nei corsi di laurea in Medicina.

I numeri della graduatoria 2026: idonei, posti e esclusi

Dai dati diffusi in queste ore emerge un quadro netto:

Il nuovo sistema non ha quindi ridotto il livello di selettività, ma lo ha redistribuito nel tempo. In alcune materie di base il numero di promossi è stato molto alto:

Un segnale, secondo diversi osservatori, che il semestre filtro ha effettivamente consentito a molti studenti di migliorare la propria preparazione tra un appello e l’altro, sfruttando mesi di studio invece che un’unica prova a crocette (mondosanita.it).

Chi entra, chi resta fuori e cosa possono fare gli esclusi

La ministra dell’Università Anna Maria Bernini ha rivendicato che, rispetto al passato, il nuovo meccanismo ha “inserito nel circuito universitario 50mila studenti”, fra chi è entrato in graduatoria e chi, pur non avendo superato esami, potrà restare iscritto in altri corsi (tg24.sky.it, mur.gov.it).

Il destino degli aspiranti medici, però, è molto differenziato:

  • i 17.278 studenti meglio classificati potranno immatricolarsi a Medicina e Odontoiatria
  • circa 5mila idonei non rientreranno nei posti disponibili e dovranno scegliere un corso affine (biotecnologie, scienze biologiche, chimica, professioni sanitarie) o attendere eventuali scorrimenti (mondosanita.it, tg24.sky.it)
  • decine di migliaia di iscritti al semestre aperto che non hanno superato alcun esame potranno comunque immatricolarsi al secondo semestre in qualsiasi altra facoltà, anche oltre i termini ordinari, ma entro il 6 marzo 2026 (mondosanita.it, edunews24.it)

Per molti di loro questa data diventa una scadenza cruciale: entro allora dovranno decidere se restare nell’orbita medico-sanitaria iscrivendosi a corsi alternativi, oppure cambiare completamente area disciplinare.

Il nodo strutturale: posti limitati e fabbisogno di medici

La tensione sulla graduatoria si inserisce in un dibattito più ampio: quanti medici servono davvero al Servizio sanitario nazionale nei prossimi anni?

Da un lato, le proiezioni sul personale dipendente del SSN raccontano un sistema che invecchia: tra il 2026 e il 2038 sono attesi circa 39mila pensionamenti di medici, con un picco di oltre 3.200 uscite l’anno tra il 2029 e il 2033 (medicicoas.com). In molte regioni e specialità critiche – pronto soccorso, medicina d’urgenza, anestesia – le carenze di organico sono già oggi evidenti (medicicoas.com, quotidianosanita.it).

Dall’altro lato, studi di programmazione a lungo termine segnalano che, considerando oltre 140mila laureati in medicina nell’ultimo decennio e circa 150mila nuovi specializzandi previsti entro il 2032, il rischio è di oscillare nel giro di pochi anni da carenze acute a possibili surplus in alcune aree (medicicoas.com).

Il risultato è un equilibrio instabile: il numero programmato a Medicina, pur aumentato negli ultimi anni, continua a scontentare migliaia di candidati e allo stesso tempo non garantisce in modo uniforme la copertura dei fabbisogni sul territorio nazionale.

Le critiche degli studenti e gli aggiustamenti possibili

Il semestre filtro nasce per superare le criticità del test secco nazionale – accusato per anni di essere nozionistico e di premiare chi era più allenato ai quiz che non chi aveva una solida preparazione di base (mondosanita.it).

Le prime reazioni, però, sono contrastanti:

  • per una parte di studenti e docenti, la selezione basata su esami veri è più equa, perché valuta competenze disciplinari e capacità di studio nel tempo
  • per altri, il nuovo modello è un meccanismo “confuso e discriminatorio”, introdotto in corsa e con regole complesse, che costringe migliaia di ragazzi a mesi di incertezza sul proprio futuro accademico (mondosanita.it)

Il numero elevato di idonei rispetto ai posti disponibili rischia inoltre di alimentare ricorsi e contenziosi: chi ha superato gli esami universitari ma resta fuori dall’accesso programmato potrebbe contestare il rapporto tra posti fissati a livello centrale e reale domanda formativa (mondosanita.it, edunews24.it).

Lo stesso Ministero, pur difendendo l’impianto della riforma, ha lasciato intendere che il sistema potrà essere corretto nei prossimi anni, intervenendo sia sul numero dei posti, sia sulla calibrazione degli esami del semestre filtro, sia sulla gestione delle graduatorie e degli scorrimenti.

Un bivio per 22mila aspiranti medici (e per il sistema sanitario)

Per oltre 22mila idonei, l’uscita della graduatoria segna solo l’inizio di un percorso fatto di immatricolazioni, scelte di sede e possibili scorrimenti nelle prossime settimane (edunews24.it). Per i circa 5mila esclusi pur idonei, invece, rappresenta un vero e proprio bivio: accettare un corso alternativo, attendere un futuro nuovo tentativo o ripensare radicalmente il proprio progetto formativo.

Sul fondo resta una domanda politica irrisolta: come conciliare il diritto allo studio di decine di migliaia di giovani che aspirano a indossare il camice bianco con la programmazione rigorosa delle risorse del Servizio sanitario nazionale.

La riforma del semestre filtro ha spostato il baricentro della selezione, ma non ha eliminato la competizione feroce per entrare a Medicina. I prossimi aggiustamenti – sul numero di posti, sulle modalità di accesso e sul raccordo con il fabbisogno di specialisti – diranno se questo modello sarà in grado di ridurre davvero il divario tra sogni dei ragazzi e necessità del sistema sanitario.


Fonti principali:
Ministero dell’Università e della Ricerca (mur.gov.it); Mondosanità (mondosanita.it); Sky TG24 (tg24.sky.it); EduNews24 (edunews24.it); Medicicoas – analisi sul fabbisogno di medici e proiezioni al 2032 (medicicoas.com); Quotidiano Sanità – dati su carenza di medici nel pubblico e nel privato (quotidianosanita.it).