Mutazioni BRCA e tumore al seno: la scoperta che cambia tutto

Mutazioni BRCA e tumore al seno: nuova classificazione prognostica abilita medicina di precisione e strategie di prevenzione mirate

Le mutazioni dei geni BRCA1 e BRCA2 non sono tutte uguali: alcune rendono il tumore al seno molto più aggressivo e riducono la sopravvivenza, altre sembrano associate a esiti clinici migliori. (aou.mo.it, insalutenews.it, sanitainformazione.it) È la fotografia che emerge da un grande studio internazionale coordinato dall’Università di Modena e Reggio Emilia e dall’IRCCS Policlinico San Martino di Genova, pubblicato su Annals of Oncology e presentato al congresso ASCO 2025, destinato a cambiare concretamente il modo in cui si valuta il rischio e si pianificano cure e controlli per le donne giovani portatrici di mutazioni BRCA. (aou.mo.it, adnkronos.com, insalutenews.it, sanitainformazione.it)

BRCA e tumore al seno: una mutazione su dieci dietro la malattia

Si stima che circa un tumore al seno su dieci sia legato a difetti dei geni BRCA1 o BRCA2, i cosiddetti geni “oncosoppressori” che sorvegliano l’integrità del DNA e riparano i danni prima che si trasformino in cellule tumorali. (aou.mo.it, insalutenews.it) Quando questi geni sono mutati, il meccanismo di riparazione si inceppa e la probabilità di sviluppare alcuni tumori cresce sensibilmente: il rischio di avere un carcinoma mammario nel corso della vita può arrivare fino all’80%, mentre quello di tumore ovarico fino al 40%. (insalutenews.it)

Le mutazioni BRCA sono ereditarie: si trasmettono in famiglia e riguardano non solo il seno e l’ovaio, ma anche altri tumori come pancreas e prostata. (aou.mo.it, insalutenews.it) Sapere di essere portatrici consente però di attivare percorsi di sorveglianza intensiva e strategie preventive personalizzate.

Lo studio internazionale: 109 centri, 33 Paesi, quasi 4.000 giovani donne

La novità di questa ricerca sta nelle dimensioni e nella profondità dell’analisi. Il progetto, noto come BRCA BCY Collaboration, ha raccolto i dati di quasi 4.000 donne giovani con carcinoma mammario invasivo e mutazione BRCA1 o BRCA2, seguite in 109 centri oncologici di 33 Paesi e diagnosticate tra il 2000 e il 2020. (aou.mo.it, insalutenews.it, sanitainformazione.it)

Le partecipanti avevano meno di 40 anni al momento della diagnosi, un’età in cui il tumore al seno è meno frequente ma spesso più aggressivo. (adnkronos.com, insalutenews.it, sanitainformazione.it) Sotto la guida dei gruppi di Genova e Modena, le varianti genetiche di tutte le pazienti sono state analizzate e riclassificate con criteri uniformi, per valutare in modo comparabile:

  • le caratteristiche cliniche del tumore
  • la tipologia di mutazione presente (BRCA1 o BRCA2, e quale tipo di alterazione)
  • l’andamento della malattia nel tempo e la sopravvivenza complessiva (aou.mo.it, insalutenews.it, sanitainformazione.it)

Per la prima volta, i ricercatori hanno dimostrato che il tipo specifico di mutazione BRCA possiede un valore prognostico, cioè è in grado di predire le caratteristiche cliniche del tumore e la sua evoluzione nel tempo. (aou.mo.it, adnkronos.com, insalutenews.it, sanitainformazione.it)

Non tutte le mutazioni BRCA pesano allo stesso modo

Per anni, parlare di “mutazione BRCA” sembrava sufficiente a descrivere un rischio elevato, ma sostanzialmente omogeneo. Questo studio ribalta l’approccio: non tutte le mutazioni portano allo stesso destino clinico. (insalutenews.it, sanitainformazione.it)

In particolare, emergono due grandi categorie con impatti molto diversi:

In sintesi, ciò che conta non è solo avere una mutazione BRCA, ma che cosa quella mutazione fa davvero alla proteina: più ne compromette la funzione, più il tumore tende a essere aggressivo e meno favorevole è la prognosi. (insalutenews.it, sanitainformazione.it)

BRCA1, BRCA2 e tipi di tumore: differenze già note, ma ora più precise

Già in passato si sapeva che BRCA1 e BRCA2 non sono sovrapponibili:

  • le mutazioni BRCA1 sono più spesso associate ai carcinomi tripli negativi, tumori che non esprimono i recettori per estrogeni, progesterone e HER2, notoriamente più difficili da trattare con terapie ormonali. (insalutenews.it)
  • le mutazioni BRCA2 compaiono con maggiore frequenza nei tumori positivi ai recettori estrogenici, che possono beneficiare di terapie endocrine mirate. (insalutenews.it)

Il nuovo lavoro aggiunge un ulteriore livello di dettaglio: anche all’interno di BRCA1 e BRCA2, le singole varianti non si equivalgono. (aou.mo.it, insalutenews.it, sanitainformazione.it) La combinazione tra tipo di gene colpito, tipo di mutazione e profilo biologico del tumore permette di definire in modo molto più granulare il rischio individuale.

Dalla genetica alla clinica: verso un follow-up su misura

Per le pazienti, questa scoperta non è solo un dato da laboratorio: ha ricadute immediate sul piano clinico.

Secondo le ricercatrici di UNIMORE, il fatto di poter distinguere tra mutazioni più e meno “cattive” consente di:

  • stratificare meglio il rischio tra le portatrici di mutazioni BRCA
  • intensificare controlli e terapie nelle donne che presentano le varianti associate a peggiore sopravvivenza
  • evitare eccessi di medicalizzazione nelle portatrici di mutazioni con impatto funzionale minore, eventualmente modulando frequenza degli esami e strategie preventive (aou.mo.it, adnkronos.com, insalutenews.it, sanitainformazione.it)

Lo studio, spiegano dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, diventerà un tassello fondamentale nella riorganizzazione e nel potenziamento dell’Unità di Genetica Oncologica, contribuendo a costruire nuovi percorsi assistenziali e diagnostici per le pazienti ad alto rischio. (aou.mo.it)

In prospettiva, la classificazione fine delle mutazioni BRCA potrà entrare negli algoritmi decisionali relativi a:

L’impatto per sanità pubblica e famiglie

La portata dello studio va oltre la singola paziente. Disporre di dati solidi su come le diverse varianti BRCA influenzano sopravvivenza e aggressività del tumore consente anche di:

  • raffinare la consulenza genetica familiare, offrendo informazioni più precise a figlie, sorelle e parenti delle donne portatrici
  • ottimizzare le risorse sanitarie, indirizzando i controlli più intensivi verso chi ha mutazioni ad alto impatto
  • migliorare la comunicazione del rischio: non più una categoria unica “mutazione BRCA = rischio altissimo”, ma un ventaglio di scenari, descritti con numeri e prospettive reali (adnkronos.com, insalutenews.it, sanitainformazione.it)

Per la popolazione generale, il messaggio resta duplice:

  • una mutazione BRCA non equivale a una condanna, ma indica una predisposizione maggiore che può essere gestita con controlli adeguati; (aou.mo.it, insalutenews.it)
  • la diagnosi precoce e i percorsi personalizzati, soprattutto nelle donne giovani, possono fare una differenza sostanziale sugli esiti.

Fonti principali:
Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena – comunicato su mutazioni BRCA e tumore al seno (aou.mo.it)
Adnkronos Salute – “Tumori al seno, la mutazione che riduce sopravvivenza” (adnkronos.com)
InSaluteNews – “Tumore al seno: scoperto perché alcune mutazioni BRCA uccidono più di altre” (insalutenews.it)
Sanità Informazione – “Tumore al seno e geni BRCA, non tutte le mutazioni sono uguali” (sanitainformazione.it)