Un nuovo farmaco in compresse, erdafitinib, apre una prospettiva inedita per i pazienti con tumore della vescica avanzato, non operabile o metastatico, portando in Italia la prima vera terapia mirata orale per una specifica sottopopolazione di malati che finora aveva poche opzioni di cura. (corriere.it, tg24.sky.it, starbene.it)
Negli ultimi anni il carcinoma uroteliale – la forma più frequente di tumore della vescica – è tornato al centro dell’attenzione della comunità scientifica, complice l’arrivo di immunoterapie e farmaci a bersaglio molecolare che stanno cambiando la storia clinica della malattia. (corriere.it, tg24.sky.it, starbene.it) Ogni anno in Italia si registrano circa 31 mila nuove diagnosi di tumore vescicale e, se nelle forme iniziali le possibilità di guarigione restano elevate, quando la patologia diventa localmente avanzata o metastatica la prognosi peggiora drasticamente. (tg24.sky.it, corriere.it)
In questo scenario si inserisce erdafitinib, una molecola sviluppata come inibitore selettivo dei recettori FGFR (Fibroblast Growth Factor Receptor), con particolare interesse per le alterazioni del gene FGFR3, presenti in circa il 20% dei casi di carcinoma uroteliale non resecabile o metastatico. (corriere.it, starbene.it) Queste mutazioni attivano in modo anomalo i segnali di crescita cellulare, favorendo la progressione tumorale: bloccarle significa colpire il “motore” biologico che alimenta il tumore. (corriere.it, starbene.it)
L’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha approvato e reso rimborsabile erdafitinib come monoterapia orale, una compressa al giorno, per gli adulti con carcinoma uroteliale localmente avanzato non resecabile o metastatico che presentino alterazioni di FGFR3 e che abbiano già ricevuto almeno una linea di terapia sistemica, inclusa un’immunoterapia anti-PD-1 o anti-PD-L1. (corriere.it, tg24.sky.it, starbene.it) Si tratta, quindi, di pazienti che hanno già percorso le strade standard – chemioterapia e immunoterapia – senza ottenere benefici duraturi o andando incontro a progressione di malattia. (corriere.it, starbene.it)
L’approvazione si basa sui risultati dello studio di fase 3 THOR, che ha confrontato erdafitinib con la chemioterapia tradizionale in questa popolazione di pazienti pesantemente pretrattati. (corriere.it, starbene.it) I dati parlano di un vantaggio significativo:
- sopravvivenza mediana libera da progressione quasi raddoppiata, 5,6 mesi con erdafitinib contro 2,7 mesi con la chemioterapia; (corriere.it)
- tasso di risposta obiettiva (cioè riduzione misurabile del tumore) del 35,3% con erdafitinib rispetto all’8,5% con chemioterapia; (corriere.it)
- riduzione del rischio di morte di quasi il 40% rispetto al trattamento chemioterapico. (corriere.it, starbene.it)
Il beneficio clinico è stato considerato talmente rilevante da indurre un comitato di revisione indipendente ad aprire il cieco dello studio, consentendo anche ai pazienti inizialmente assegnati al braccio di controllo di passare a erdafitinib. (corriere.it) Un segnale forte dell’impatto di questa terapia sul decorso della malattia.
Per gli oncologi e gli urologi italiani, l’arrivo di erdafitinib rappresenta un cambio di paradigma: per la prima volta, i pazienti con carcinoma uroteliale avanzato e mutazione FGFR3 dispongono di una terapia a bersaglio molecolare specificamente disegnata per le caratteristiche genetiche del loro tumore. (corriere.it, starbene.it) In un contesto in cui la sopravvivenza a cinque anni nelle forme metastatiche può scendere intorno all’8%, poter prolungare la vita e migliorare il controllo di malattia assume un valore concreto e immediato. (corriere.it)
Il rovescio della medaglia è che solo chi viene testato per le alterazioni di FGFR può accedere a questo trattamento. Le linee guida europee di urologia 2024 raccomandano l’analisi molecolare di FGFR nei pazienti con carcinoma uroteliale avanzato, proprio per identificare chi può beneficiare di farmaci come erdafitinib. (corriere.it) Tuttavia, in Italia i test per FGFR3 non sono ancora rimborsati a livello nazionale, con conseguenti differenze di accesso tra le regioni e tra centri dotati o meno di laboratori di biologia molecolare avanzata. (corriere.it)
Gli esperti sottolineano che l’inserimento del test FGFR3 nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) sarebbe un passaggio cruciale per garantire un accesso equo alle terapie innovative e per rendere davvero operativa l’oncologia di precisione anche nel tumore della vescica. (corriere.it, tg24.sky.it) Un investimento iniziale sui test molecolari, ricordano gli specialisti, potrebbe tradursi in una migliore selezione dei pazienti, nell’uso più mirato dei farmaci ad alto costo e in un migliore utilizzo delle risorse del Servizio sanitario. (corriere.it)
Erdafitinib si colloca inoltre in un panorama terapeutico del tumore vescicale in rapida evoluzione. Oltre alle immunoterapie come atezolizumab e altri anti-PD-1/PD-L1, già impiegate nel carcinoma uroteliale localmente avanzato o metastatico, (aifa.gov.it, quotidianosanita.it) sono in sviluppo o in arrivo nuove combinazioni e strategie sia nelle forme muscolo-invasive sia in quelle non muscolo-invasive ad alto rischio. (socialfarma.it, insalutenews.it, associazionepalinuro.com) Alcuni studi hanno mostrato, ad esempio, una riduzione del 32% del rischio di recidiva nelle forme trattate con combinazioni immunoterapiche dopo chirurgia, (insalutenews.it) mentre a livello europeo l’EMA ha recentemente raccomandato l’approvazione di Anktiva (nogapendekin alfa inbakicept) per il carcinoma vescicale non muscolo-invasivo ad alto rischio, offrendo in prospettiva un’alternativa alla cistectomia per pazienti che non rispondono alla BCG intravescicale. (socialfarma.it)
Per chi vive con un tumore della vescica avanzato, però, l’impatto più immediato dell’approvazione di erdafitinib è duplice: da un lato la possibilità di una terapia orale, più gestibile nella quotidianità rispetto alle infusioni endovenose; dall’altro la consapevolezza che la profilazione genetica del tumore non è più un optional, ma una chiave fondamentale per accedere alle cure più efficaci. (corriere.it, tg24.sky.it, starbene.it)
Gli specialisti insistono sull’importanza di un percorso multidisciplinare che affianchi al trattamento farmacologico il supporto psicologico, la gestione degli effetti collaterali, la riabilitazione e il monitoraggio ravvicinato, in modo da non lasciare soli i pazienti nel loro percorso. (tg24.sky.it) Ma il messaggio centrale è chiaro: il tumore della vescica, a lungo considerato una “Cenerentola” dell’oncologia, sta entrando a pieno titolo nell’era della medicina personalizzata, e l’arrivo in Italia di erdafitinib è uno dei passaggi più significativi di questa trasformazione. (corriere.it, tg24.sky.it, starbene.it)
Fonti principali:
Corriere della Sera – Salute (corriere.it)
Sky TG24 – Salute e benessere (tg24.sky.it)
Starbene – Tumore alla vescica: la nuova terapia farmacologica (starbene.it)
InSaluteNews – Tumore della vescica, nuove terapie combinate (insalutenews.it)
EMA / Socialfarma – Raccomandazione Anktiva per il carcinoma vescicale non muscolo-invasivo (socialfarma.it)
AIFA – Immunoterapia nel carcinoma uroteliale (aifa.gov.it, quotidianosanita.it)
