Tumore al seno: nuove varianti ‘killer’ nei geni Jolie

Identificate nuove varianti BRCA1/2 ad alta letalità nei tumori al seno, con impatto prognostico e terapeutico per le portatrici giovani

Scoperte le varianti più pericolose dei “geni Jolie”: cosa cambia per il tumore al seno e alle ovaie

Le mutazioni dei geni BRCA1 e BRCA2, noti al grande pubblico come i “geni Jolie” dopo la scelta preventiva di Angelina Jolie, non sono tutte uguali: alcune varianti aumentano il rischio di sviluppare tumore al seno e alle ovaie e, soprattutto, riducano significativamente la sopravvivenza nelle donne che si ammalano in giovane età (lacapitalenews.it, insalutenews.it).

Una grande ricerca internazionale, coordinata dall’Università di Genova – IRCCS Ospedale Policlinico San Martino e dall’Università di Modena e Reggio Emilia, ha identificato le varianti più pericolose di BRCA1 e BRCA2, aprendo la strada a una medicina di precisione ancora più mirata per le donne portatrici di queste mutazioni (lacapitalenews.it, insalutenews.it, sanitainformazione.it).

BRCA1 e BRCA2: i geni che sorvegliano il DNA

BRCA1 e BRCA2 sono geni oncosoppressori, cioè “guardiani” del genoma: controllano i meccanismi di riparazione del DNA quando questo subisce danni (insalutenews.it, adnkronos.com, aou.mo.it).
Se il gene è mutato, questo sistema di difesa si inceppa, e le cellule accumulano errori che possono trasformarsi in tumori.

Le mutazioni ereditarie di BRCA1 e BRCA2:

Si calcola che circa un tumore al seno su dieci dipenda da difetti di questi geni (lacapitalenews.it, insalutenews.it). E non si tratta solo di mammella e ovaio: la presenza di mutazioni BRCA aumenta anche la predisposizione a tumori di pancreas e prostata (aou.mo.it).

Lo studio: oltre 3.000 donne under 40 analizzate in 20 anni

La ricerca, pubblicata sulla rivista Annals of Oncology, è una delle più ampie mai condotte su questo tema (lacapitalenews.it, insalutenews.it, sanitainformazione.it).

Il team della collaborazione internazionale BRCA-BCY ha analizzato:

  • 3.294 donne
  • tutte under 40
  • con diagnosi di tumore al seno invasivo tra il 2000 e il 2020
  • portatrici di una mutazione ereditaria di BRCA1 o BRCA2 (lacapitalenews.it, insalutenews.it).

Oltre a valutare caratteristiche del tumore e percorsi terapeutici, i ricercatori hanno confrontato migliaia di varianti genetiche per capire quali fossero associate a prognosi peggiori o migliori (lacapitalenews.it, insalutenews.it, sanitainformazione.it).

Le varianti “troncanti”: le più aggressive per sopravvivenza

Il dato più rilevante è che non tutte le mutazioni BRCA hanno lo stesso impatto clinico (lacapitalenews.it, insalutenews.it, iodonna.it, sanitainformazione.it, dottnet.it).

Gli studiosi hanno individuato come particolarmente pericolose le cosiddette mutazioni “troncanti”:

Queste mutazioni:

All’opposto, altre varianti sembrano meno “cattive”.

Le mutazioni “di una sola lettera” e le aree meno rischiose

Lo studio ha messo in luce anche l’esistenza di mutazioni considerate relativamente meno impattanti.

In particolare:

  • le mutazioni missenso, ovvero cambiamenti di una sola “lettera” del DNA che modificano un singolo amminoacido della proteina, risultano spesso associate a una sopravvivenza più lunga, sia per BRCA1 che per BRCA2 (adnkronos.com, sanitainformazione.it)
  • in BRCA1, alcune varianti fuori da specifici esoni (segmenti del gene) sembrano correlate a esiti clinici migliori (sanitainformazione.it)
  • in BRCA2 sono state identificate regioni in cui certe mutazioni comportano una prognosi meno sfavorevole rispetto ad altre (sanitainformazione.it).

Come sottolineano le ricercatrici coinvolte, non conta solo “avere” una mutazione BRCA, ma che tipo di mutazione è e dove cade all’interno del gene (lacapitalenews.it, insalutenews.it, sanitainformazione.it). L’effetto sulla funzionalità della proteina è ciò che più pesa sulla storia clinica della paziente (sanitainformazione.it).

BRCA1, BRCA2 e tipo di tumore al seno

Lo studio conferma differenze già conosciute tra i due geni:

  • le mutazioni di BRCA1 sono più frequentemente legate a tumori al seno tripli negativi, tra le forme più aggressive e difficili da trattare (iodonna.it)
  • le mutazioni di BRCA2 si associano più spesso a tumori positivi ai recettori ormonali, in particolare agli estrogeni (iodonna.it).

La novità è che queste informazioni potranno ora essere integrate con una valutazione ancora più precisa della prognosi, basata non solo sul tipo di tumore ma sulla specifica variante genetica presente (iodonna.it, sanitainformazione.it, dottnet.it).

Verso una medicina di precisione: cosa cambia per le pazienti

Le implicazioni cliniche sono rilevanti. Conoscere nel dettaglio quale mutazione BRCA porta una paziente potrà aiutare a:

Per chi convive con una mutazione BRCA, la nuova ricerca non significa che il rischio scompaia, ma che diventa possibile calibrarlo meglio, passando da una visione “tutto o nulla” a un modello più sfumato e personalizzato.

Prevenzione, test genetici e informazione corretta

La presenza di una mutazione BRCA non equivale a una condanna: aumenta la predisposizione, ma non garantisce che il tumore si svilupperà (aou.mo.it).

Per le donne con familiarità per tumore al seno o alle ovaie, gli esperti ricordano l’importanza di:

  • una valutazione in centri di genetica oncologica
  • un eventuale test genetico BRCA, quando indicato
  • percorsi di sorveglianza intensificata (mammografie, risonanze, ecografie mirate) (aou.mo.it).

La scelta di interventi chirurgici preventivi, come quella resa nota da Angelina Jolie, resta profondamente personale e va discussa caso per caso con l’équipe multidisciplinare, ora supportata da strumenti di valutazione del rischio sempre più sofisticati (lacapitalenews.it, insalutenews.it, aou.mo.it).


Fonti principali:
Università di Genova – IRCCS Ospedale Policlinico San Martino; Università di Modena e Reggio Emilia; Annals of Oncology (collaborazione BRCA-BCY); La Capitale News (lacapitalenews.it); InSaluteNews (insalutenews.it); Io Donna (iodonna.it); Adnkronos (adnkronos.com); Sanità Informazione (sanitainformazione.it); AOU Modena – UNIMORE (aou.mo.it); Dottnet (dottnet.it).