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Il meropenem è un antibiotico beta-lattamico appartenente alla classe dei carbapenemi, sviluppato per trattare infezioni batteriche gravi o complicate. Agisce inibendo la sintesi della parete cellulare dei batteri e si caratterizza per un ampio spettro d’azione che comprende numerosi batteri Gram-negativi (inclusi molti produttori di beta-lattamasi), batteri Gram-positivi e anaerobi. È somministrato per via endovenosa e, per le sue caratteristiche, viene impiegato soprattutto in ambito ospedaliero o in contesti di cura specialistici.
Per la sua efficacia contro patogeni particolarmente insidiosi, il meropenem è spesso riservato a situazioni in cui altri antibiotici falliscono o non sono appropriati, ad esempio in presenza di microrganismi produttori di beta-lattamasi a spettro esteso (ESBL) o in pazienti critici. Il suo impiego si inserisce nelle strategie di stewardship antibiotica: la prescrizione dovrebbe essere guidata da valutazioni cliniche, microbiologiche e locali di resistenza, con obiettivi di uso mirato e de-escalation non appena disponibili i risultati di colture e antibiogramma. Comprendere quando e perché utilizzarlo è essenziale per massimizzare i benefici clinici e limitare l’emergere di resistenze.
Indicazioni terapeutiche
In termini generali, il meropenem è indicato nel trattamento di infezioni gravi e/o complicate causate da batteri sensibili, in particolare quando è necessario un antibiotico a largo spettro capace di coprire simultaneamente patogeni Gram-negativi, Gram-positivi e anaerobi. Rientrano in questo ambito le infezioni intra-addominali complicate, le infezioni complicate delle vie urinarie, le polmoniti nosocomiali (inclusa la polmonite associata a ventilazione meccanica), talune infezioni della cute e dei tessuti molli, le batteriemie e, in contesti selezionati, la meningite. Il farmaco è spesso considerato quando esiste il sospetto o la documentazione di batteri produttori di ESBL o AmpC, o quando l’esposizione recente ad antibiotici e l’epidemiologia locale fanno prevedere patogeni difficili come Pseudomonas aeruginosa. Benché il suo spettro sia ampio, non copre alcuni microrganismi rilevanti quali MRSA, Enterococcus faecium, Stenotrophomonas maltophilia e i patogeni atipici; pertanto, va integrato o sostituito con altri agenti quando necessari.
Tra le principali indicazioni rientrano le polmoniti ospedaliere e quelle associate a ventilazione (HAP/VAP), dove la probabilità di isolare Gram-negativi resistenti e Pseudomonas aeruginosa è elevata. In questi scenari, il meropenem può essere scelto come terapia empirica nei pazienti critici ad alto rischio, spesso in associazione temporanea con altri antibiotici (ad esempio per garantire copertura anti-MRSA o per doppia copertura antipseudomonas in condizioni particolarmente severe), in attesa degli esiti microbiologici. Una volta disponibili i risultati, si procede idealmente alla de-escalation verso il farmaco più mirato. È utilizzato anche in polmoniti comunitarie complicate quando si sospettino patogeni Gram-negativi non tipici della comunità , per fattori di rischio specifici (recenti ospedalizzazioni, colonizzazioni note, dispositivi invasivi) o fallimento di regimi più ristretti. Nella gestione della sepsi e dello shock settico, il meropenem può far parte della terapia iniziale nei pazienti ad alto rischio di patogeni multiresistenti, con rivalutazione stretta appena disponibili colture e sensibilità .
Le infezioni intra-addominali complicate rappresentano un ambito d’uso consolidato. Peritoniti secondarie a perforazione intestinale, appendiciti complicate, diverticoliti con raccolte, ascessi intra-addominali e infezioni delle vie biliari severe richiedono spesso una copertura che includa Enterobacterales resistenti, anaerobi (incluso Bacteroides fragilis) e, talvolta, Pseudomonas. Il meropenem offre una copertura integrata contro questi patogeni, risultando utile sia come terapia empirica in pazienti critici o con fattori di rischio per resistenze, sia come opzione mirata dopo antibiogramma. In questi quadri clinici, la gestione non si esaurisce nell’antibiotico: il controllo del focolaio (drenaggio di ascessi, gestione delle perforazioni, revisione di anastomosi) è decisivo per l’esito. In presenza di colture che documentano patogeni sensibili a opzioni più ristrette, la riduzione dello spettro terapeutico è parte integrante delle buone pratiche.
Il meropenem è inoltre impiegato nelle infezioni complicate delle vie urinarie, incluse pielonefriti severe e forme associate a catetere o ostruzione, soprattutto quando si sospettano o si documentano Enterobacterales produttori di ESBL o altri meccanismi di resistenza. Nei pazienti con compromissione emodinamica o batteriemia da origine urinaria, la scelta di un carbapeneme può garantire un rapido controllo del patogeno in fase iniziale. Non è invece indicato per cistiti semplici non complicate, dove sono preferibili antibiotici più mirati e di spettro ridotto. Nel percorso di cura, al miglioramento clinico e con un patogeno sensibile a molecole orali efficaci, è opportuno valutare il passaggio a terapia orale e il de-escalation, in linea con i principi di stewardship.
Altre indicazioni includono specifici contesti neurologici e delle parti molli. Nella meningite batterica, il meropenem può essere utilizzato in adulti e in pediatria quando si sospettano o si confermano patogeni Gram-negativi difficili, oppure in presenza di allergie o controindicazioni ad alternative; la sua capacità di raggiungere concentrazioni terapeutiche nel liquor (in particolare con meningea infiammata) lo rende una scelta plausibile in scenari selezionati. È impiegato anche nelle infezioni della cute e dei tessuti molli complicate, come quelle del piede diabetico o le infezioni necrotizzanti a eziologia mista, dove la copertura di anaerobi e Gram-negativi è cruciale; spesso va affiancato ad agenti attivi contro MRSA quando richiesto. In pazienti immunocompromessi ad alto rischio, come nella neutropenia febbrile, il meropenem può essere usato come monoterapia empirica a largo spettro, con successivo aggiustamento in base agli isolati. In ambiti più selezionati, è considerato per osteomieliti o infezioni di protesi causate da Gram-negativi resistenti, e nelle esacerbazioni polmonari di fibrosi cistica quando si documenti Pseudomonas resistente ad altre classi. In tutti i casi, la decisione terapeutica richiede valutazione multidisciplinare, conoscenza dell’epidemiologia locale e attenta sorveglianza microbiologica.
Modalità d’uso
Il meropenem si somministra esclusivamente per via endovenosa, mediante infusione o, in contesti selezionati, in bolo lento. I tempi di infusione più utilizzati vanno da 15–30 minuti; in pazienti critici o in presenza di patogeni con MIC elevate, si può ricorrere a infusione prolungata (ad esempio fino a 3 ore) per ottimizzare il parametro farmacodinamico tempo sopra MIC. La scelta tra bolo, infusione breve o prolungata dipende da gravità dell’infezione, sede del focolaio, farmacocinetica attesa e obiettivi di copertura.
Il dosaggio e la frequenza di somministrazione sono determinati da sede e severità dell’infezione, profilo del patogeno e caratteristiche del paziente. Nella pratica ospedaliera, il farmaco è spesso somministrato a intervalli regolari nell’arco delle 24 ore (tipicamente ogni 8 ore), con durata complessiva della terapia variabile in base alla risposta clinica e all’adeguato source control. Non appena disponibili gli esiti microbiologici, è raccomandata la de-escalation verso molecole più mirate e, quando possibile, il passaggio a terapia orale efficace.
Nei pazienti con insufficienza renale è necessario un aggiustamento della posologia, riducendo la dose o prolungando l’intervallo tra le somministrazioni in funzione della clearance della creatinina. Il meropenem è in parte rimosso dall’emodialisi: in tali casi può rendersi opportuna una somministrazione aggiuntiva al termine della seduta, secondo protocolli locali. Generalmente non sono richiesti aggiustamenti per disfunzione epatica, ma è prudente monitorare la funzionalità epatica ed ematologica durante trattamenti prolungati.
In ambito pediatrico il farmaco è impiegato con dosi calcolate in mg/kg, differenziate per età e tipo di infezione; l’uso segue protocolli dedicati e non è prevista la somministrazione intratecale. Per la preparazione, si impiegano diluenti compatibili e si evita la miscelazione nella stessa linea con altri farmaci; le soluzioni devono essere ispezionate visivamente e infuse tramite accessi venosi idonei, con rotazione dei siti quando necessario. Un monitoraggio clinico e microbiologico ravvicinato consente di confermare l’efficacia, individuare precocemente eventi avversi e prevenire sovrainfezioni.
Effetti collaterali
Il meropenem, come altri antibiotici, può causare effetti collaterali, sebbene non tutti i pazienti li manifestino. Gli effetti indesiderati più comuni includono mal di testa, diarrea, nausea, vomito, dolore, rossore o gonfiore nel sito di iniezione, sensazione di formicolio o pizzicore, difficoltà ad addormentarsi e costipazione. (medicoverhospitals.in)
In rari casi, possono verificarsi reazioni allergiche gravi, come eruzioni cutanee, prurito, difficoltà respiratorie o gonfiore del viso, delle labbra o della gola. Altri effetti collaterali meno comuni includono convulsioni, confusione, capogiri, battito cardiaco accelerato, febbre, prurito o rash cutanei e difficoltà a respirare o respiro sibilante. (humanitas.it)
È importante monitorare la funzionalità epatica durante il trattamento con meropenem, poiché possono verificarsi disfunzioni epatiche con colestasi e citolisi. Inoltre, sono state segnalate coliti antibiotico-associate e coliti pseudomembranose, che possono variare da moderate a pericolose per la vita. (torrinomedica.it)
Se si manifestano effetti collaterali gravi o inaspettati, è fondamentale contattare immediatamente un medico per valutare la necessità di interrompere il trattamento o adottare misure appropriate.
Controindicazioni
L’uso del meropenem è controindicato nei pazienti con ipersensibilità nota al meropenem o ad altri carbapenemi. Inoltre, è controindicato in caso di ipersensibilità nota ad altri antibiotici beta-lattamici, come penicilline, cefalosporine o monobattami. (my-personaltrainer.it)
Prima di iniziare il trattamento con meropenem, è essenziale informare il medico di eventuali allergie ai farmaci, in particolare agli antibiotici, e di qualsiasi storia medica rilevante, come malattie epatiche o renali, meningite batterica, convulsioni o problemi al sistema nervoso centrale.
L’uso del meropenem durante la gravidanza e l’allattamento non è raccomandato, a meno che il potenziale beneficio per la madre giustifichi il potenziale rischio per il bambino. Piccole quantità di meropenem possono essere escrete nel latte materno e potrebbero avere effetti sul neonato.
Interazioni farmacologiche
Il meropenem può interagire con altri farmaci, influenzandone l’efficacia o aumentando il rischio di effetti collaterali. In particolare, l’uso concomitante di meropenem con probenecid, un farmaco utilizzato per trattare la gotta, può aumentare la concentrazione plasmatica di meropenem, prolungandone l’emivita di eliminazione. (farmaco-info.it)
L’associazione di meropenem con acido valproico o suoi derivati, utilizzati per il trattamento dell’epilessia, può ridurre significativamente i livelli plasmatici di acido valproico, compromettendone l’efficacia terapeutica. Pertanto, l’uso concomitante di questi farmaci non è raccomandato.
Inoltre, la somministrazione contemporanea di meropenem con anticoagulanti orali, come il warfarin, può aumentare l’effetto anticoagulante, aumentando il rischio di sanguinamento. Si raccomanda di monitorare frequentemente l’INR (International Normalized Ratio) durante e subito dopo la co-somministrazione di questi farmaci.
È fondamentale informare il medico di tutti i farmaci, integratori o prodotti a base di erbe che si stanno assumendo prima di iniziare il trattamento con meropenem, per valutare potenziali interazioni e adottare le precauzioni necessarie.
In conclusione, il meropenem è un antibiotico efficace nel trattamento di infezioni batteriche gravi, ma il suo utilizzo richiede attenzione alle possibili controindicazioni, effetti collaterali e interazioni farmacologiche. Una comunicazione aperta con il medico e un attento monitoraggio durante la terapia sono essenziali per garantire un trattamento sicuro ed efficace.
Per approfondire
Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA): Informazioni ufficiali sui farmaci approvati in Italia, inclusi foglietti illustrativi e aggiornamenti sulla sicurezza.
Agenzia Europea per i Medicinali (EMA): Dettagli sui farmaci approvati a livello europeo, comprese le valutazioni scientifiche e le raccomandazioni.
Ministero della Salute: Risorse e linee guida sulle terapie antibiotiche e la gestione delle infezioni.
Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT): Approfondimenti e aggiornamenti sulle malattie infettive e le terapie correlate.
Humanitas: Informazioni dettagliate sul meropenem, comprese indicazioni terapeutiche e precauzioni d’uso.
