MAIS

(Zea Mays L. - Fam. Graminacee/Panicoidee/Maydee)

 

INDICE

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Generalità

mais

Sinonimi: Zea americana Mill. - Zea vulgaris Mill. - Mais Zea Gaertn. Zea segetalis Salisb. - Mays americana Baumg. - Mayzea cerealis Raf. - Zea hirta Bonaf. - Zea erythrolepis Bonaf. - Zea Mays hirta Alefeld - Zea saccharata Sturtter - Zea canina S. Wast.

Etimologia - Zea o Zeia, deriva dal greco ζεα o ζεια nomi che designavano lo Spelta o Farro (Triticum Spelta L), dal verbo ζαω o ζωω = vivo, traggo la vita, cioè alimento vitale, per le proprietà alimentari. Mays o Mais - derivano da Mahiz, nome indigeno della pianta (lingua Haitiana) . Alla Guajana è detto Donachi (dai Galibis) e Manichi (dagli Arrouagues).

Nomi volgari: Grano turco, frumento indiano (impropri), frumentone melica, meliga, melga, melgon, ecc. Mays, tiirkischer Weitzen (ted.), the lndian korn (ingl), Blé de Turquie (fr.), Maiz, Trigo des lndians (spagn.), Maiz, Milho de Turquta (port.), Kukorika (ungh.), Kukurùza (russ.)

Habitat: Come asserisce De Candolle, è positivo che il Mais è originario dell'America e non è stato introdotto nell'antico mondo se non dopo la scoperta del nuovo. Qualche Autore ha creduto che fosse originario delle Indie Orientali.

I primi Europei che arrivarono alle Antille, al Messico, nel Perù, ecc. lo trovarono formare la base dell'alimentazione degli indigeni. E' dunque a torto che fu detto grano turco, grano indiano, di Spagna, di Guinea, ecc.

Il Mais non è segnalato in alcuna delle opere precedenti il quindicesimo secolo e le citazioni sulle quali si è creduto di indicare la pianta come specie del nostro continente, si riferiscono ad altre Graminacee e particolarmente ai Sorghus.

Ruel. Bock e Fuchs e Tabernemontano furono i botanici che lo ritennero di origine orientale e lo chiamarono frumentum turcicum e turcicum frumenutm asiaticum.

Esistono dei documenti che vorrebbero comprovare che il Mais fosse conosciuto prima della scoperta del Nuovo Mondo. Furono trovate cariossidi e torsi nel sarcofago di una mummia negli scavi di Tebe (1819), fatto che confermerebbe che la pianta era nota in Egitto da molti secoli. Ma De Candolle, smentisce l'autenticità della notizia, argomentando che si tratta di una soperchieria di qualche arabo (?), perchè se il Mais fosse esistito in Egitto da molti secoli, lo si vedrebbe certamente raffigurato nei monumenti e sarebbe stato collegato a idee religiose, come altre piante. Il documento del XIII secolo (1204), relativo al caso di Incisa Monferrato (o Scapaccino)(Asti), secondo il quale due Crociati avrebbero portato il Mais (meliga) dall'Anatolia (che Delile, Targioni. Tozzetti e Bonafous pensarono che fosse qualche Sorgo) fu dal conte Riant (1877) dimostrato un falso, escogitato da un imbroglione.

Su questo equivoco si basa forse anche l'affermazione dello storico portoghese Santa Rosa de Viterbo che nel 1289 asserì che la Meliga era nota in Portogallo nel XIII secolo.

Alcuni Autori hanno ritenuto che il nome grano turco derivasse da fiocchi di peli (stimmi) che terminano le spighe del Mais, che sarebbero stati paragonati alla barba dei Turchi ed anche per il vigore della pianta, che motivava l'espressione"forte come un Turco".

Dodoens (1583), Camerarius (1588) e Mattioli (1570) contestarono l'errore e affermarono positivamente l' origine americana, adottando il nome Mais, che sapevano americano.

Attualmente coltivata in tutto il Mondo. Esistono molte varietà: le principali sono tunicata, rostrata, amylacea, indurata, Caragua saccarata, Tuscarora - Mais giallo, mais bianco, quarantino, ecc.
Pianta erbacea, monoica, annuale.

Parti usate: - Gli stimmi delle inflorescenze femminili (barbe di Meliga, capelli di frumentone), che devono essere raccolti alla fioritura (giugno-luglio); ma che, di solito, vengono strappati alla sgranatura (meno attivi).

Si possono raccogliere, senza danno per la pianta, dal Mais da foraggio (il c.d. Melghetto) in agosto-settembre.

Le barbe si distinguono in chiare o bionde (color verdiccio o bianco, leggermente bruniccio) o barbe scure (color bruno o rossastro).

 

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Componenti principali

Lipidi grezzi nella droga secca 1 % secondo Reichert (1), 2,43 % secondo Mikshich e Rezek (2), 1,85-2,55 % secondo Freise (3), 2-2,5 % secondo Zaki e Soliman (4).

Nei lipidi 52,8 %, anche 58,4 % di acidi grassi, costituiti da 13,6 % di acido linoleico, 8,25 % di acido oleico e 78,2 % di acidi saturi (1). Vi sono stati identificati anche gli acidi linolenico, cerotico, laurico, palmitico e stearico (4a).

Nella frazione insaponificabile, formante circa il 25 % dei lipidi grezzi (1), è stato trovato circa il 27 % di fitosteroli (2), tra cui Beta-sitosterolo (1)(2)(4), un altro sterolo, probabilmente y-sitosterolo o sitostanolo (1) e stigmasterolo (4); quest'ultimo non è stato trovato da Reichert (1).

Il contenuto di steroli nella droga è pari allo 0,57, per gli steroli in forma libera e allo 0,034 % per quelli in forma esterificata (2).

Gli idrocarburi eptacosano, nonacosano, entriacontano (4a) ed un idrocarburo C29H6o oppure C32H66 (4) risultano pure presenti nella frazione insaponificabile.

Glucidi: zuccheri riducenti circa 2 %, secondo Tsukunaga (5), 3,55-4,15 % secondo Freise (3), glucosio (5), arabinosio (1)(3)(6), pentosano (1)(5), costituito in maggior parte da xilano (5), inoltre galattano (5).

Nella droga essiccata Tsukunaga (5) ha trovato il 52,09 % (di sostanze non azotate, 3,24 % di N totale, 0,661 di N non proteico.

Tabella 1: Risultati di analisi degli stimmi di Zea Mays L.

Componentig %
Lipidi grezzi1 - 2,55
Olio etereo0,08 - 0,12
Zuccheri riducenti2 - 4,15
Resine2,25 - 2,78
Saponine2,25 - 3,18
Tannino11,6 - 13,2
Ceneri6,41
Umidità11 - 15

Altri componenti: ergosterina (4), betaina (l), allantoina (4a), un glucoside amaro non identificato (3), enzimi (perossidasi, ossidasi, assenza di tirosinasi) (7). Un alcaloide, sino a 0,05 % che è stato segnalato da Freise (3) e che non è stato trovato da Reichert (1).

Nelle ceneri Zeller (4a) ha identificato Potassio (K), Sodio (Na), Calcio (Ca), Magnesio (Mg), Alluminio (Al), Ferro (Fe), Cloro (Cl) solfati, fosfati, silicati, carbonati. In 100 g di stimmi secchi sono stati trovati: Potassio (K) 2,66 %, Fosforo (P) 0,52 %, Biossido di Silicio o Silice (SiO2) 0,40 %.

 

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Proprietà farmacologiche ed impiego terapeutico

Il Mais, pianta originaria, sembra, del Messico e del Guatemala, era coltivata nel Perù e in molte altre regioni del centro America sin dall'epoca precolombiana. Fu importato in Spagna nel 1520 e venne poco dopo coltivato in Italia dove fu noto al Mattioli (1560) col nome di "Grano delle Indie". Passò poi in Turchia da dove venne introdotto in Francia col nome di "Grano di Turchia", denominazione tuttora nota anche in Italia: "Grano turco" o "Gran turco".

L'azione diuretica degli stimmi di Mais venne segnalata dal Lemery già nel l714, ma fu soltanto nel 1879 che Castan (8) introdusse questa droga in terapia indicandone l'utilità nella litiasi renale e come sedativo, più che come diuretico, ciò che fu confermato in seguito anche da altri AA. [Landrieux (9), Dassein (l0), Dufau (ll)].

Secondo quest'ultimo Autore, è nella renella urica e fosfatica e nelle cistiti croniche che il Mais si dimostrerebbe più utile, facendo cessare la disuria, l'emissione della renella e la fermentazione ammoniacale delle urine.

Dufau riconobbe inoltre al Mais, anche un'azione diuretica utile specialmente nei casi di cardiopatie semplici o complicate da lesioni renali con albuminuria.

Altri AA. [Macalister (12), Bramwell (13), Robinson (14) , Caplan (15) e Leclerc (16)] hanno riconosciuto all'allantoina contenuta nel Mais, una azione molto efficace come sostanza sedativa ed epiteliogena.

Cornblet e Pace (17) hanno sperimentato l'olio di Mais, purificato secondo un loro procedimento, in diversi casi di eczema di varia origine. Essi riferiscono di aver sottoposto a questa terapia 87 pazienti e di aver ottenuto miglioramenti clinici veramente notevoli in casi di eczemi allergico, essudativo, dietetico, di Besnier e in casi di"prurigo"e di neurodermatite generalizzata. L'olio veniva somministrato a cucchiai e prima di iniziare il trattamento i pazienti erano tenuti in osservazione per accertarsi che non vi fosse miglioramento spontaneo o ottenibile con le solite terapie generiche. I risultati terapeutici sarebbero, secondo gli AA., veramente buoni e si manterebbero tali per molto tempo. Il periodo di trattamento sarebbe però molto lungo occorrendo prolungarlo, in media, dai 12 ai 18 mesi.

Peytschev e Velev (18)hanno sperimentato, insieme con altre droghe, anche il Mais in alcuni casi di arteriosclerosi accompagnata da ipertensione, ottenendo un marcato effetto ipotensivo.

Gli stimmi di Mais, sotto forma di decotto o di estratto fluido, trovano impiego terapeutico come diuretici in generale, negli edemi da insufficienza cardiaca con oliguria e nelle idropi.

Come antiflogistico, nella cistite cronica e nella cistopielite il Mais è indicato da Ducasse come il medicamento più sicuro per attenuare i sintomi dolorosi. Secondo questo A., la secrezione urinaria può essere triplicata e anche quadruplicata nelle 24 ore.

Il Mais è impiegato anche, con buoni risultati, nelle turbe circolatorie dovute ad affezioni cardiovascolari (Landrieux) e come disintossicante e accelerante l'eliminazione dei cataboliti in alcune malattie del ricambio (gotta, uricemia, artritismo ecc.).

 

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Estratti e preparati vari

a) Estratto fluido (g I = XXXIX gtt).
Dosi: g 3 - 5 pro dose.

b) Estratto molle acquoso (1 p. = 1 O p. circa di droga).
Dosi: g 0.30-0.50 pro dose.

 

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Preparazioni usuali e formule galeniche

Tintura
Estratto fluido maisg. 20
Alcool di 20°g. 80
(g 15-25 pro dose)
 
Sciroppo
Estratto fluido maisg. 5
Sciroppo semplice F.U.g. 95
(a cucchiai)
 
Pozione diuretica
Estratto fluido maisg. 10
Sciroppo radici aperitiveg. 50
Sciroppo tarassacog. 30
Acquag. 120
(2 cucchiai pro dose, 3-4 volte al dì)

 

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BIBLIOGRAFIA

(1) REICHERT B., Arznelm.-Forsch., 2, 20, 1952 - (2) MIKSHICH J. e REZEK A., Farm. Vjesnik n. 22, 8, 1933; Chem. Abs., 29, 5150, 1935 - (3) FREISE W., Pharm. Zentralh., 616, 1936 - {4) ZAKI A. e SOLIMAN G., J. Chem. Soc., 1545, 1940; Chem. Abs., 35, 1834, 1941 - (4 a) ZELLER M., Thése Doct. Pharm., Paris, 1937; Bull. sci. pharm., 46, 129, 1939 - (5) TSUKUNAGA K., Agr. Exp. Sta. S. Manchurian Ry. Co. Research Bui., 2, 49, 1931; Chem. Abs., 25, 3690, 1931 - (6) MIKSHICH J. e SLADOVIC L., Veterlnarskl Arh., 8, n. 3, 101, 1937; Chem. Abs., 33, 9367, 1939 - (7) DOBY, Biochem. Zeitschr., 64, 1 1 1 , 1914 - (8) CASTAN, cit. d a LECLERC H. i n {16) - (9) LANDRIEUX, ibid. - (10) DASSEIN, ibld. - (11) DUFAU, lbid. - (12) MACALISTER, ibid. - (13) BRAMWELL, ibid. - (14) ROBINSON TH., ibid. - (15) CAPLAN, ihid. - (16) LECLERC H., Presse Méd., n. 83/84, 1508, 1939 - (17) CORNBLET e PACE, Arch. Dermat., 224, 1935 - (18) PEYTSCHEV P. e VELEY K., Sawremenna Medlzine, 2-3, 105, 1960.

 

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Pagina aggiornata il: 18/01/2014