Come perdere chili su pancia e fianchi?

Strategie per perdere grasso su pancia e fianchi: cause, esercizi mirati, dieta mediterranea e stile di vita sano per ridurre il rischio cardiometabolico

Il grasso che si accumula su pancia e fianchi è uno dei problemi estetici e di salute più frequenti, sia negli uomini sia nelle donne. Non si tratta solo di una questione di “taglia” o di come ci si vede allo specchio: l’adipe addominale, soprattutto quello viscerale, è strettamente collegato a un aumento del rischio cardiometabolico, cioè di malattie come diabete di tipo 2, ipertensione e patologie cardiovascolari. Capire perché si forma, come funziona il metabolismo dei grassi e quali strategie sono davvero efficaci è il primo passo per impostare un percorso di dimagrimento realistico, sicuro e sostenibile nel tempo.

Quando si parla di “perdere chili su pancia e fianchi” è importante chiarire subito un punto: non esistono soluzioni miracolose né metodi che sciolgono il grasso in modo selettivo in pochi giorni. Esistono invece approcci integrati che combinano alimentazione equilibrata, attività fisica regolare, gestione dello stress e buone abitudini quotidiane, in linea con le raccomandazioni di Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità e Organizzazione Mondiale della Sanità. In questa guida analizzeremo le cause del grasso localizzato, gli esercizi più utili, i principi di una dieta adeguata e le strategie per monitorare i progressi senza cadere in aspettative irrealistiche.

Cause del grasso su pancia e fianchi

Il grasso su pancia e fianchi è il risultato di un bilancio energetico positivo protratto nel tempo: introduciamo con l’alimentazione più energia di quanta ne consumiamo con metabolismo basale, movimento e attività quotidiane. Tuttavia, non tutte le persone ingrassano nello stesso modo: la distribuzione del tessuto adiposo dipende da fattori genetici, ormonali, dall’età e dallo stile di vita. Negli uomini prevale spesso un accumulo addominale (obesità androide), mentre nelle donne, soprattutto in età fertile, è frequente un deposito su fianchi e cosce (obesità ginoide). Con il passare degli anni, la riduzione degli ormoni sessuali e il rallentamento del metabolismo favoriscono un progressivo spostamento del grasso verso l’addome, rendendo più difficile mantenere la stessa circonferenza vita di quando si era più giovani.

Un ruolo centrale è svolto dalla qualità dell’alimentazione: diete ricche di zuccheri semplici, bevande zuccherate, alcol, grassi saturi e cibi ultra-processati favoriscono picchi glicemici e insulinici che, nel tempo, promuovono l’accumulo di grasso viscerale. Anche il consumo frequente di snack salati, prodotti da forno industriali e porzioni eccessive contribuisce a un surplus calorico quasi “invisibile”, perché spesso sottostimato. A questo si aggiunge la scarsa assunzione di fibre, frutta, verdura e legumi, che riduce il senso di sazietà e altera il microbiota intestinale, con possibili ripercussioni sul metabolismo. In questo contesto, comprendere come dimagrire i fianchi anche senza attività intensa può aiutare a impostare cambiamenti alimentari graduali ma efficaci.

La sedentarietà è un altro fattore chiave: passare molte ore seduti, usare poco le scale, spostarsi quasi sempre in auto e dedicare poco tempo all’attività fisica strutturata riduce il dispendio energetico quotidiano e favorisce l’accumulo di grasso, in particolare nella regione addominale. Le linee guida internazionali sull’attività fisica sottolineano che “ogni movimento conta”: anche brevi periodi di camminata, piccoli esercizi domestici o pause attive durante il lavoro contribuiscono a contrastare la sedentarietà. Tuttavia, quando l’obiettivo è ridurre il grasso su pancia e fianchi, è spesso necessario combinare un aumento del movimento quotidiano con esercizi specifici di resistenza e potenziamento muscolare, che aiutano a preservare o aumentare la massa magra, fondamentale per mantenere un metabolismo più attivo.

Non vanno infine sottovalutati stress cronico e qualità del sonno. Livelli elevati e prolungati di cortisolo, l’ormone dello stress, sono associati a un maggior deposito di grasso viscerale e a un aumento dell’appetito, in particolare per cibi ricchi di zuccheri e grassi. Allo stesso modo, dormire poco o male altera gli ormoni che regolano fame e sazietà (leptina e grelina), favorendo spuntini notturni o scelte alimentari meno sane durante il giorno. Alcuni farmaci, condizioni endocrine (come ipotiroidismo o sindrome dell’ovaio policistico) e il fumo possono ulteriormente influenzare la distribuzione del grasso corporeo. Per questo, quando il sovrappeso è importante o compaiono altri sintomi, è opportuno confrontarsi con il medico o lo specialista in dietologia per una valutazione completa e personalizzata.

Esercizi mirati per pancia e fianchi

Quando si parla di esercizi “mirati” per pancia e fianchi è importante chiarire un concetto spesso frainteso: non è possibile bruciare il grasso in modo selettivo solo in una zona del corpo (spot reduction). Gli esercizi che coinvolgono l’addome e i muscoli laterali del tronco non sciolgono direttamente il grasso localizzato, ma rafforzano la muscolatura sottostante, migliorano la postura e contribuiscono all’aumento del dispendio energetico complessivo. Un programma efficace dovrebbe combinare attività aerobica (camminata veloce, corsa leggera, bicicletta, nuoto) con esercizi di forza per il core (plank, crunch controllati, esercizi per obliqui) e per gli arti inferiori, così da lavorare in modo armonico su tutto il corpo.

L’attività aerobica di intensità moderata, svolta con regolarità, è uno degli strumenti più efficaci per ridurre il grasso addominale. Camminare a passo svelto per almeno 30 minuti al giorno, cinque giorni a settimana, può essere un buon punto di partenza per chi è sedentario, con l’obiettivo di aumentare gradualmente durata e intensità secondo le proprie condizioni di salute. Per chi è già allenato, sessioni di interval training (alternanza di fasi più intense e fasi di recupero) possono incrementare ulteriormente il consumo calorico. In parallelo, è utile conoscere strategie per ridurre gonfiore e distensione addominale, così da distinguere tra grasso in eccesso e semplice pancia gonfia, che richiede interventi in parte diversi.

Gli esercizi di potenziamento per il core hanno il compito di stabilizzare la colonna, migliorare l’allineamento del bacino e sostenere meglio gli organi addominali. Plank frontali e laterali, eseguiti con tecnica corretta e progressione graduale, coinvolgono in modo globale i muscoli addominali profondi e superficiali. Esercizi come crunch modificati, sollevamenti del bacino da supini, rotazioni controllate del tronco e lavori con elastici per gli obliqui possono essere inseriti in circuiti brevi ma regolari, da svolgere due-tre volte a settimana. È fondamentale evitare movimenti bruschi, trattenere il respiro o forzare il collo e la zona lombare: la qualità dell’esecuzione è più importante della quantità di ripetizioni, soprattutto se si parte da una condizione di scarso allenamento o si hanno problemi alla schiena.

Per lavorare in modo specifico su fianchi e regione glutea, risultano utili esercizi come squat, affondi, step-up su gradino, abduzioni dell’anca in piedi o sdraiati, ponti glutei e varianti con una gamba sola. Questi movimenti coinvolgono grandi gruppi muscolari (quadricipiti, ischiocrurali, glutei) e aumentano significativamente il dispendio energetico, oltre a migliorare tonicità e forma della parte inferiore del corpo. L’uso di piccoli sovraccarichi (manubri leggeri, bande elastiche) può essere introdotto progressivamente, sempre rispettando i propri limiti e, se necessario, con il supporto di un fisioterapista o di un laureato in scienze motorie. Integrare questi esercizi in una routine settimanale, alternandoli a giornate di recupero attivo, aiuta a costruire una base muscolare che rende più facile mantenere il peso nel lungo periodo.

Dieta per ridurre il grasso localizzato

La riduzione del grasso su pancia e fianchi passa in primo luogo da un’alimentazione che crei un moderato deficit calorico, senza però ricorrere a diete estreme o sbilanciate. Le evidenze più recenti confermano il ruolo centrale di un modello alimentare di tipo mediterraneo: abbondanza di frutta, verdura, legumi, cereali integrali, olio extravergine d’oliva come principale fonte di grassi, consumo regolare di pesce, moderato di latticini e limitato di carni rosse e prodotti trasformati. Questo schema, oltre a favorire il controllo del peso, è associato a una riduzione del grasso viscerale e a un miglior profilo metabolico. È importante che il deficit calorico sia personalizzato e graduale, per evitare perdita eccessiva di massa muscolare e fenomeni di “effetto yo-yo”.

Un aspetto spesso sottovalutato è la gestione dei carboidrati: non è necessario eliminarli, ma scegliere fonti a basso o medio indice glicemico e ricche di fibre (pane e pasta integrali, orzo, farro, avena, legumi) aiuta a mantenere più stabili glicemia e insulina, riducendo i picchi che favoriscono l’accumulo di grasso addominale. Limitare zuccheri semplici, dolci, bevande zuccherate e succhi di frutta industriali è una strategia fondamentale. Anche l’alcol apporta calorie “vuote” e, se consumato in eccesso, contribuisce in modo significativo alla cosiddetta “pancia da alcol”. Suddividere l’apporto glucidico nell’arco della giornata, privilegiando colazione e pranzo rispetto alla sera, può essere utile in alcune persone, sempre nell’ambito di un piano concordato con il professionista della nutrizione.

Le proteine svolgono un ruolo cruciale nel dimagrimento perché aiutano a preservare la massa muscolare durante il deficit calorico e aumentano il senso di sazietà. È consigliabile distribuire le fonti proteiche (pesce, legumi, uova, carni magre, latticini a ridotto contenuto di grassi) nei vari pasti della giornata, evitando di concentrarle solo a cena. I grassi non vanno demonizzati: quelli insaturi, in particolare monoinsaturi (olio d’oliva) e polinsaturi (pesce azzurro, frutta secca, semi oleosi), sono importanti per la salute cardiovascolare e ormonale. Ciò che va limitato sono i grassi saturi in eccesso (salumi, formaggi stagionati, prodotti da forno industriali) e i grassi trans, spesso presenti in snack confezionati e fritti di scarsa qualità.

Infine, per ridurre il grasso localizzato è essenziale curare anche gli aspetti “comportamentali” dell’alimentazione: mangiare lentamente, masticare bene, evitare di pranzare o cenare davanti a schermi, imparare a riconoscere la fame reale rispetto alla fame emotiva. Tenere un diario alimentare per qualche settimana può aiutare a individuare abitudini critiche, come spuntini serali ipercalorici o porzioni eccessive di alcuni alimenti. In presenza di gonfiore addominale frequente, valutare con il medico o il dietista eventuali intolleranze, disturbi funzionali intestinali o errori alimentari specifici permette di distinguere ciò che è grasso in eccesso da ciò che è legato a fermentazioni o ritenzione di gas, così da intervenire in modo mirato e sicuro.

Consigli per uno stile di vita sano

Perdere chili su pancia e fianchi non significa solo “mettersi a dieta” per un periodo limitato, ma adottare uno stile di vita complessivamente più sano e sostenibile. Le linee guida nazionali e internazionali sottolineano l’importanza di combinare alimentazione equilibrata, attività fisica regolare, sonno adeguato, gestione dello stress e riduzione di comportamenti a rischio come fumo e consumo eccessivo di alcol. Un approccio efficace parte spesso da piccoli cambiamenti realistici: aumentare gradualmente i passi quotidiani, inserire una porzione in più di verdura a pranzo e cena, ridurre le bevande zuccherate, programmare la spesa e i pasti per evitare scelte impulsive. Queste azioni, se mantenute nel tempo, hanno un impatto significativo sul bilancio energetico e sulla distribuzione del grasso corporeo.

La qualità del sonno è un tassello spesso trascurato ma strettamente collegato al peso corporeo e alla distribuzione del grasso. Dormire meno di 6–7 ore per notte in modo cronico è associato a un aumento del rischio di sovrappeso e obesità, probabilmente per alterazioni ormonali che aumentano l’appetito e riducono la sensazione di sazietà. Creare una routine serale regolare, limitare l’uso di dispositivi elettronici prima di coricarsi, evitare pasti molto abbondanti o ricchi di alcol nelle ore serali e curare l’ambiente della camera da letto (buio, silenzio, temperatura adeguata) sono strategie semplici ma efficaci. Un sonno di buona qualità favorisce anche una migliore aderenza ai programmi di attività fisica e alle scelte alimentari consapevoli.

La gestione dello stress è altrettanto importante: periodi prolungati di stress lavorativo, familiare o emotivo possono portare a “mangiare per consolarsi”, preferendo cibi molto calorici e poco sazianti. Tecniche di rilassamento come respirazione diaframmatica, meditazione, yoga dolce o semplici passeggiate all’aria aperta aiutano a ridurre i livelli di tensione e a migliorare la percezione del proprio corpo. Anche il supporto sociale ha un ruolo: condividere obiettivi di salute con familiari, amici o gruppi di cammino può aumentare la motivazione e rendere più piacevole il percorso di cambiamento. In alcuni casi, un supporto psicologico professionale può essere utile per affrontare il rapporto con il cibo e con l’immagine corporea in modo più sereno.

Infine, è importante avere aspettative realistiche e rispettare i tempi del proprio corpo. Una perdita di peso troppo rapida è spesso insostenibile e può portare a recuperi altrettanto rapidi, oltre a favorire perdita di massa muscolare e senso di frustrazione. Obiettivi graduali, come ridurre di qualche centimetro la circonferenza vita nell’arco di alcuni mesi, sono più coerenti con un approccio di salute. Ricordare che il grasso su pancia e fianchi è solo uno degli indicatori del benessere complessivo aiuta a spostare l’attenzione anche su altri parametri: energia durante la giornata, qualità del sonno, capacità di svolgere attività fisica senza affanno, esami del sangue in miglioramento. In questo modo, il percorso di dimagrimento diventa parte di un progetto più ampio di cura di sé.

Monitorare i progressi

Monitorare i progressi in modo strutturato è fondamentale per capire se le strategie adottate per ridurre il grasso su pancia e fianchi stanno funzionando e per mantenere alta la motivazione. Affidarsi esclusivamente al peso sulla bilancia può essere fuorviante: variazioni di liquidi, massa muscolare e contenuto intestinale possono determinare oscillazioni anche significative da un giorno all’altro. È più utile considerare il peso come uno dei tanti indicatori, da rilevare magari una volta a settimana nelle stesse condizioni (stesso orario, a digiuno, con abiti leggeri), e affiancarlo ad altre misure come la circonferenza vita e fianchi, che riflettono più direttamente i cambiamenti nella distribuzione del grasso corporeo.

La misurazione della circonferenza vita, effettuata con un metro da sarta posizionato a metà tra l’ultima costa e la cresta iliaca, è un parametro riconosciuto dalle principali linee guida per valutare il rischio cardiometabolico. Valori elevati sono associati a un maggior rischio di diabete di tipo 2, ipertensione e malattie cardiovascolari, indipendentemente dal peso totale. Anche la circonferenza fianchi, misurata nel punto di massima ampiezza, e il rapporto vita/fianchi possono fornire informazioni utili sulla distribuzione del grasso. Ripetere queste misure ogni 4–6 settimane permette di cogliere tendenze nel medio periodo, evitando di scoraggiarsi per piccole fluttuazioni quotidiane che sono fisiologiche e non indicano un reale peggioramento.

Oltre alle misure antropometriche, è importante monitorare indicatori soggettivi e di performance: quanto ci si sente energici durante la giornata, se si riesce a salire le scale con meno affanno, se la qualità del sonno è migliorata, se i vestiti vestono in modo diverso. Tenere un diario, cartaceo o digitale, in cui annotare attività fisica svolta, alimentazione, stato d’animo e qualità del sonno può aiutare a individuare collegamenti tra comportamenti e risultati. Ad esempio, si può notare che nelle settimane in cui si è più costanti con le camminate o con gli esercizi per il core, la circonferenza vita tende a ridursi più facilmente. Queste osservazioni rendono più concreto il legame tra impegno quotidiano e cambiamenti nel corpo.

Infine, è utile programmare momenti periodici di confronto con il medico, il dietista o altri professionisti della salute, soprattutto se si parte da una condizione di sovrappeso importante o se sono presenti patologie associate. In questi incontri si possono valutare non solo peso e misure, ma anche parametri clinici come pressione arteriosa, profilo lipidico, glicemia e altri esami di laboratorio, che forniscono un quadro più completo dell’impatto dello stile di vita sulla salute. È importante ricordare che ogni percorso è individuale: confrontarsi continuamente con le immagini o i risultati altrui, soprattutto sui social, può generare aspettative irrealistiche e frustrazione. Concentrarsi sui propri progressi, anche se lenti, è la chiave per mantenere nel tempo le abitudini che favoriscono una riduzione duratura del grasso su pancia e fianchi.

Perdere chili su pancia e fianchi richiede un approccio globale che integri alimentazione equilibrata, attività fisica regolare, cura del sonno e gestione dello stress. Non esistono scorciatoie sicure né soluzioni miracolose: i risultati più solidi derivano da cambiamenti graduali ma costanti, in linea con le raccomandazioni delle principali istituzioni sanitarie. Monitorare i progressi con strumenti oggettivi e soggettivi, mantenere aspettative realistiche e, quando necessario, affidarsi al supporto di professionisti qualificati permette di trasformare l’obiettivo estetico di “avere meno pancia e fianchi” in un vero investimento sulla salute presente e futura.

Per approfondire

Ministero della Salute – Obesità e sovrappeso Scheda aggiornata che descrive l’impatto di sovrappeso e obesità sulla salute, con indicazioni generali su prevenzione, stili di vita e rischi associati all’eccesso di grasso corporeo, inclusa la componente addominale.

Istituto Superiore di Sanità – La dieta mediterranea Pagina dedicata alle linee guida multisocietarie sulla dieta mediterranea, utile per comprendere perché questo modello alimentare è raccomandato anche per il controllo del peso e del grasso viscerale.

Epicentro ISS – Every move counts. Linee guida OMS 2020 su attività fisica Sintesi in italiano delle raccomandazioni OMS sull’attività fisica e sulla sedentarietà, con indicazioni pratiche sui livelli di movimento utili per la salute cardiometabolica.

Epicentro ISS – Indicatori PASSI: attività fisica secondo le raccomandazioni OMS Dati di sorveglianza sull’attività fisica in Italia e spiegazione operativa delle categorie di persone attive, parzialmente attive e sedentarie, utili per confrontare il proprio livello di movimento con gli standard.

ISS – La Dieta Mediterranea come una terapia Comunicato recente che riassume le prime linee guida sull’applicazione clinica della dieta mediterranea, con riferimenti ai benefici su obesità, grasso viscerale e rischio cardiometabolico.