Quali rischi comporta l’assunzione di GH?

Rischi, effetti collaterali e controindicazioni dell’ormone della crescita GH

L’ormone della crescita (GH, dall’inglese Growth Hormone) è una molecola fondamentale per lo sviluppo corporeo e il metabolismo, ma il suo utilizzo al di fuori delle indicazioni mediche può comportare rischi significativi. Negli ultimi anni l’interesse per il GH è aumentato, sia in ambito clinico sia tra sportivi e persone che cercano un presunto “effetto anti‑age”, spesso senza una reale indicazione. Comprendere bene cosa sia il GH, quando è davvero utile e quali rischi comporta è essenziale per prendere decisioni informate sulla propria salute.

In questo articolo analizziamo in modo strutturato cosa è l’ormone della crescita, quali sono i principali rischi associati al suo uso, gli effetti collaterali a breve e lungo termine, chi dovrebbe evitarlo e quali sono i principi di base per un impiego il più possibile sicuro quando esiste una reale necessità clinica. Le informazioni hanno carattere generale e non sostituiscono il parere del medico o dello specialista in endocrinologia.

Cosa è l’ormone della crescita (GH)

L’ormone della crescita, o somatotropina, è un ormone prodotto dall’ipofisi anteriore, una piccola ghiandola situata alla base del cervello. Il GH svolge un ruolo cruciale nella crescita lineare dei bambini e degli adolescenti, stimolando l’allungamento delle ossa lunghe e lo sviluppo di muscoli e organi. Nell’adulto, pur non avendo più una funzione di “allungamento” in altezza, contribuisce al mantenimento della massa muscolare, al metabolismo dei grassi e dei carboidrati e alla salute cardiovascolare. Il GH agisce in parte direttamente e in parte attraverso un altro ormone, l’IGF‑1 (fattore di crescita insulino‑simile 1), prodotto soprattutto dal fegato in risposta alla stimolazione da GH.

In medicina, quando si parla di terapia con GH ci si riferisce quasi sempre alla somatropina, una forma ricombinante di ormone della crescita umano ottenuta con tecniche di biotecnologia. Questa terapia è indicata in condizioni ben definite, come il deficit di GH in età pediatrica o adulta, alcune sindromi genetiche e specifiche situazioni di bassa statura documentata. L’obiettivo è sostituire un ormone mancante o insufficiente, non “potenziare” un organismo già sano. La somministrazione avviene tramite iniezioni sottocutanee, in genere quotidiane, con dosaggi che vengono adattati in base al peso, all’età, ai livelli di IGF‑1 e alla risposta clinica, sempre sotto stretto controllo specialistico. Per chi desidera approfondire gli effetti indesiderati di uno dei medicinali a base di somatropina, può essere utile consultare una panoramica sugli effetti collaterali di un farmaco a base di somatropina.

È importante distinguere tra uso terapeutico e uso improprio del GH. Nel primo caso, il farmaco viene prescritto da un endocrinologo o da un pediatra esperto, dopo una diagnosi accurata che comprende test ormonali dinamici, valutazione della crescita, esami di imaging e analisi di altre possibili cause di bassa statura o sintomi correlati. Nel secondo caso, il GH viene assunto senza indicazione medica, spesso per finalità estetiche, sportive o anti‑invecchiamento, con dosaggi, durata e modalità non controllate. È proprio in questo contesto che i rischi aumentano in modo significativo, perché si esce dal perimetro delle dosi approvate e delle condizioni per cui il rapporto beneficio‑rischio è stato valutato dalle autorità regolatorie.

Un altro aspetto fondamentale è che il GH non è un “ormone isolato”: interagisce con numerosi altri sistemi ormonali, come quelli tiroideo, surrenalico e gonadico. Un trattamento con somatropina in un organismo che non ne ha bisogno o che presenta altre patologie endocrine non riconosciute può alterare equilibri delicati, con conseguenze su metabolismo, pressione arteriosa, glicemia e perfino sul rischio di crescita di cellule tumorali già presenti. Per questo motivo le linee guida internazionali raccomandano che la diagnosi di deficit di GH e la decisione di iniziare una terapia sostitutiva siano sempre affidate a centri specialistici con esperienza.

Oltre al ruolo nella crescita e nel metabolismo, il GH è coinvolto anche nella regolazione della composizione corporea, della densità minerale ossea e, in parte, del benessere psicofisico. Nei soggetti con deficit documentato, la terapia sostitutiva può migliorare la sensazione di energia, la capacità di esercizio fisico e alcuni parametri di qualità di vita, ma questi benefici non si traducono automaticamente in un “potenziamento” dell’organismo sano. L’idea di utilizzare il GH come scorciatoia per ottenere risultati rapidi su performance o aspetto fisico non tiene conto della complessità dei meccanismi ormonali e del fatto che ogni intervento su questi sistemi può avere effetti imprevisti.

Rischi associati all’uso di GH

L’uso di GH comporta rischi diversi a seconda che si tratti di terapia sostitutiva correttamente indicata o di uso improprio in soggetti sani. Nel primo caso, le principali agenzie regolatorie hanno valutato che, se il farmaco è utilizzato nelle indicazioni approvate e ai dosaggi raccomandati, il rapporto beneficio‑rischio è favorevole. Ciò non significa assenza di rischi, ma che i potenziali benefici superano gli effetti indesiderati attesi, purché il paziente sia monitorato. Nell’uso improprio, invece, mancano sia la selezione dei pazienti sia il controllo delle dosi e della durata, e questo espone a un aumento di effetti avversi, talvolta gravi, soprattutto se si superano le dosi massime giornaliere indicate nelle schede tecniche dei medicinali.

Uno dei rischi più discussi riguarda la possibile stimolazione della crescita di cellule tumorali. Il GH e l’IGF‑1 sono fattori di crescita: in presenza di una neoplasia attiva o di una storia recente di tumore, l’uso di somatropina può teoricamente favorire la proliferazione di cellule residue. Per questo, le raccomandazioni internazionali indicano di non utilizzare GH in presenza di evidenza di attività tumorale e di valutare con estrema cautela i pazienti con pregressi tumori, soprattutto cerebrali o ematologici. Questo rischio è particolarmente rilevante quando il GH viene assunto senza una valutazione oncologica o endocrinologica preventiva, come spesso accade nei contesti non medici.

Un altro gruppo di rischi riguarda il metabolismo glucidico e il sistema cardiovascolare. Il GH ha un effetto contro‑insulinico: può ridurre la sensibilità all’insulina e peggiorare la tolleranza al glucosio, favorendo l’insorgenza di iperglicemia e, nel lungo periodo, aumentando il rischio di sviluppare diabete di tipo 2 in soggetti predisposti. Inoltre, la ritenzione di liquidi indotta dal GH può contribuire ad aumentare la pressione arteriosa e a sovraccaricare il cuore, soprattutto in persone con preesistenti patologie cardiovascolari o renali. Questi effetti sono più probabili quando le dosi sono elevate o non adeguatamente titolate in base all’età, al peso e ai livelli di IGF‑1.

Non vanno trascurati i rischi legati alla provenienza del prodotto quando il GH viene reperito al di fuori dei canali ufficiali (mercato nero, acquisti online non controllati). In questi casi, oltre ai rischi intrinseci dell’ormone, si aggiungono quelli di contaminazione, dosaggi non dichiarati o errati, presenza di sostanze diverse da quelle indicate in etichetta. L’uso di prodotti non autorizzati può comportare reazioni immunologiche, infezioni e tossicità imprevedibili. Per chi desidera un esempio concreto di come vengono descritti gli effetti indesiderati di un medicinale autorizzato a base di somatropina, è utile leggere una scheda dedicata agli effetti collaterali di un preparato di somatropina, che mostra la complessità del profilo di sicurezza anche in ambito regolato.

Un ulteriore elemento di rischio è rappresentato dall’uso di GH in combinazione con altre sostanze potenzialmente dannose, come steroidi anabolizzanti, stimolanti o integratori di provenienza incerta. Queste associazioni, talvolta promosse in contesti non medici, possono amplificare gli effetti sul metabolismo, sulla pressione arteriosa e sul sistema cardiovascolare, rendendo più difficile interpretare eventuali sintomi e intervenire tempestivamente. Inoltre, l’aspettativa di benefici rapidi può portare a sottovalutare segnali di allarme come cefalea intensa, disturbi visivi, dolori toracici o difficoltà respiratorie, che richiederebbero invece una valutazione immediata.

Effetti collaterali a breve e lungo termine

Gli effetti collaterali a breve termine della terapia con GH sono spesso legati alla sua azione sulla ritenzione idrica e sui tessuti molli. Nei primi mesi di trattamento, soprattutto negli adulti, possono comparire edemi periferici (gonfiore di mani, piedi e caviglie), sensazione di tensione cutanea, aumento di peso dovuto ai liquidi e dolori articolari o muscolari. Alcuni pazienti riferiscono parestesie (formicolii) alle mani, talvolta associate a una sindrome del tunnel carpale, dovuta alla compressione dei nervi a livello del polso per l’aumento di volume dei tessuti circostanti. Questi sintomi sono in genere dose‑dipendenti e tendono a ridursi con l’aggiustamento del dosaggio o con il tempo, ma possono essere molto fastidiosi e richiedere modifiche del trattamento.

Un altro effetto collaterale relativamente precoce è il peggioramento della tolleranza al glucosio. Il GH può aumentare la glicemia a digiuno e post‑prandiale, soprattutto in soggetti con sovrappeso, obesità o familiarità per diabete. In alcuni casi, la terapia con GH può svelare una predisposizione al diabete o accelerarne la comparsa. Per questo motivo, nelle linee guida si raccomanda di monitorare periodicamente glicemia e, se necessario, emoglobina glicata, adattando la terapia o intervenendo sullo stile di vita. L’uso improprio di GH in persone che non vengono sottoposte a questi controlli aumenta il rischio che alterazioni glicemiche passino inosservate fino a quando non si manifestano complicanze più serie.

Nel lungo termine, gli effetti collaterali potenziali riguardano soprattutto l’apparato muscolo‑scheletrico e il sistema cardiovascolare. Un eccesso cronico di GH, simile a quello che si osserva nell’acromegalia (malattia dovuta a produzione eccessiva di GH da parte dell’ipofisi), può portare a ispessimento dei tessuti molli, alterazioni delle articolazioni, dolori cronici, deformità ossee e aumento del rischio di artrosi. Sebbene le dosi usate in terapia sostitutiva siano molto inferiori a quelle che si osservano in questa patologia, un uso prolungato e non controllato di GH in soggetti sani può mimare, in parte, alcuni di questi effetti, con impatto sulla qualità di vita e sulla funzionalità articolare.

Per quanto riguarda il rischio cardiovascolare, il quadro è complesso. Nei pazienti con deficit documentato di GH, la terapia sostitutiva, a dosi titolate per mantenere l’IGF‑1 nel range normale, può migliorare alcuni marker di rischio, come il profilo lipidico e la proteina C‑reattiva. Tuttavia, in soggetti senza deficit, l’esposizione a dosi elevate di GH può avere l’effetto opposto: aumentare la pressione arteriosa, favorire ipertrofia cardiaca (ingrossamento del muscolo cardiaco) e alterare il metabolismo dei lipidi in modo sfavorevole. Inoltre, l’eventuale aumento cronico di IGF‑1 oltre i limiti fisiologici è stato associato, in alcuni studi osservazionali, a un incremento del rischio di alcune neoplasie, anche se il rapporto causale non è sempre chiaro. Questo sottolinea l’importanza di mantenere i livelli di IGF‑1 entro il range di normalità e di evitare qualsiasi forma di “sovradosaggio volontario”.

Tra gli effetti collaterali a lungo termine vengono talvolta segnalate anche alterazioni della morfologia facciale, ispessimento cutaneo e modifiche della voce, soprattutto in contesti di esposizione cronica a dosi eccessive di GH. Sebbene questi quadri siano più tipici delle forme patologiche di ipersecrezione endogena, rappresentano un monito rispetto all’uso prolungato e non controllato dell’ormone. La comparsa di segni progressivi e insidiosi può passare inosservata per anni, rendendo più difficile collegare i sintomi all’assunzione di GH e ritardando eventuali interventi correttivi.

Chi dovrebbe evitare il GH

Esistono categorie di pazienti per cui l’uso di GH è controindicato o richiede una valutazione estremamente prudente. In primo luogo, il GH non deve essere utilizzato in presenza di tumori attivi, in particolare neoplasie intracraniche o ematologiche, perché l’ormone e l’IGF‑1 possono teoricamente stimolare la crescita di cellule tumorali residue. Anche nei soggetti con storia recente di tumore, l’eventuale ripresa della terapia con GH deve essere valutata caso per caso, in collaborazione tra endocrinologo e oncologo, considerando il rischio di recidiva e il tempo trascorso dalla remissione. L’uso autonomo di GH in persone con pregressi tumori, senza un confronto specialistico, è quindi particolarmente rischioso.

Un’altra categoria a rischio è rappresentata da chi presenta gravi patologie acute critiche, come complicanze post‑chirurgiche importanti, insufficienza respiratoria o stati settici. In questi contesti, l’uso di GH non è indicato e può essere dannoso, perché altera il metabolismo in una fase in cui l’organismo è già sottoposto a uno stress estremo. Anche pazienti con ipertensione non controllata, insufficienza cardiaca avanzata o gravi malattie renali devono essere valutati con grande cautela, poiché la ritenzione di liquidi indotta dal GH può peggiorare il quadro clinico, aumentando il rischio di scompenso cardiaco, edema polmonare o peggioramento della funzione renale.

Le persone con diabete mellito o con forte predisposizione familiare al diabete rientrano tra i soggetti per cui la terapia con GH richiede un monitoraggio particolarmente attento. Il GH può peggiorare il controllo glicemico, rendendo necessario un aggiustamento della terapia antidiabetica o, in alcuni casi, portando alla necessità di introdurre farmaci ipoglicemizzanti. Nei soggetti sani ma sovrappeso o obesi, l’uso improprio di GH per finalità estetiche o sportive è doppiamente rischioso: da un lato aumenta il carico metabolico su un organismo già predisposto a insulino‑resistenza, dall’altro può mascherare temporaneamente alcuni segni di affaticamento, spingendo a sforzi fisici eccessivi.

Infine, il GH non dovrebbe essere utilizzato da minori e adolescenti al di fuori di protocolli specialistici ben definiti. La crescita in età evolutiva è un processo complesso, regolato da molti ormoni e fattori genetici; intervenire con GH senza una diagnosi di deficit documentato può alterare la maturazione ossea, anticipare la chiusura delle cartilagini di accrescimento e, paradossalmente, ridurre l’altezza finale. Anche in età adulta, persone che cercano nel GH una “cura anti‑age” o un modo rapido per aumentare la massa muscolare dovrebbero essere consapevoli che i potenziali rischi superano di gran lunga i benefici non dimostrati, soprattutto se non esiste un deficit ormonale reale. In tutti questi casi, la scelta più sicura è evitare il GH e discutere con il medico alternative più appropriate.

Oltre alle controindicazioni formali, esistono situazioni in cui è opportuno rimandare o sospendere temporaneamente la terapia, ad esempio in caso di gravidanza, allattamento o comparsa di sintomi neurologici nuovi, come cefalea intensa o disturbi visivi. Anche chi assume molti farmaci concomitanti, in particolare per il cuore, la pressione o il metabolismo, dovrebbe essere valutato con attenzione, perché l’introduzione del GH può modificare il fabbisogno di altre terapie. In assenza di una chiara indicazione e di un piano di monitoraggio, l’astensione dall’uso di GH rappresenta spesso l’opzione più prudente.

Consigli per l’uso sicuro

Quando esiste una indicazione clinica documentata al trattamento con GH, il primo principio di sicurezza è che la terapia sia gestita da uno specialista in endocrinologia (o pediatria endocrinologica per i bambini) in un contesto strutturato. Questo significa che la diagnosi di deficit di GH deve basarsi su test ormonali standardizzati, valutazione della crescita o dei sintomi, esami di imaging e esclusione di altre cause. Una volta iniziata la terapia, il dosaggio deve essere personalizzato e rivisto periodicamente, con l’obiettivo di mantenere i livelli di IGF‑1 entro il range di normalità per età e sesso, evitando sia il sottodosaggio (che riduce i benefici) sia il sovradosaggio (che aumenta i rischi).

Un secondo pilastro dell’uso sicuro è il monitoraggio regolare degli effetti clinici e degli esami di laboratorio. Questo include il controllo di peso, pressione arteriosa, circonferenze corporee, eventuali edemi, dolori articolari o muscolari, formicolii, oltre a esami del sangue per valutare glicemia, profilo lipidico, funzionalità epatica e renale. Nei pazienti con fattori di rischio cardiovascolare o metabolico, può essere indicato un monitoraggio più ravvicinato, con particolare attenzione alla comparsa di segni di insulino‑resistenza o diabete. Segnalare tempestivamente al medico qualsiasi sintomo nuovo o in peggioramento permette di intervenire precocemente, ad esempio riducendo la dose o sospendendo temporaneamente il trattamento.

È fondamentale non superare mai le dosi massime giornaliere indicate nelle schede tecniche dei medicinali a base di somatropina e attenersi scrupolosamente alle modalità di somministrazione prescritte. L’idea che “più dose equivalga a più beneficio” è non solo errata, ma pericolosa: dosi eccessive aumentano in modo esponenziale il rischio di ritenzione idrica, ipertensione, alterazioni metaboliche e possibili effetti a lungo termine su cuore e articolazioni. Allo stesso modo, è importante non modificare autonomamente la frequenza delle iniezioni, non interrompere bruscamente la terapia senza consultare il medico e non associare il GH ad altre sostanze (come steroidi anabolizzanti) nel tentativo di potenziarne gli effetti, pratica che moltiplica i rischi.

Infine, un consiglio cruciale per la sicurezza è evitare qualsiasi forma di auto‑prescrizione o acquisto non controllato di GH. Utilizzare solo medicinali autorizzati, ottenuti tramite regolare prescrizione e distribuiti da canali ufficiali (farmacie, ospedali) riduce il rischio di prodotti contraffatti o contaminati. Chi sta valutando la possibilità di una terapia con GH dovrebbe discutere apertamente con il proprio medico aspettative, timori e obiettivi, per capire se esistono alternative più sicure, come interventi su alimentazione, attività fisica, sonno o trattamento di altre condizioni ormonali. In assenza di un deficit documentato, la scelta più prudente è non iniziare affatto una terapia con GH, ricordando che un organismo sano non trae beneficio dall’eccesso di ormoni, ma può subirne conseguenze anche gravi.

Un approccio responsabile all’uso del GH prevede anche una corretta informazione sui limiti della terapia: non tutti i sintomi di stanchezza, aumento di peso o calo di performance sono dovuti a un deficit ormonale, e intervenire solo su questo aspetto rischia di trascurare altre cause, come abitudini di vita, disturbi del sonno o patologie croniche non diagnosticate. Inserire l’eventuale trattamento con GH all’interno di un percorso globale di cura, che comprenda educazione sanitaria, supporto nutrizionale e promozione dell’attività fisica, permette di massimizzare i benefici e ridurre i rischi, evitando di attribuire all’ormone aspettative irrealistiche.

Per approfondire

European Medicines Agency (EMA) offre una panoramica sul profilo beneficio‑rischio dei medicinali a base di somatropina e sulle raccomandazioni di sicurezza per il loro impiego nelle indicazioni approvate.

Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) riporta le comunicazioni di sicurezza relative ai medicinali a base di ormone della crescita, con particolare attenzione ai dosaggi massimi autorizzati e alle indicazioni d’uso.

AIFA – Nota 39 descrive i criteri con cui il Servizio Sanitario Nazionale rimborsa i farmaci a base di ormone della crescita, chiarendo in quali condizioni cliniche la terapia è considerata appropriata.

NIH / PubMed Central mette a disposizione una revisione sugli adulti con deficit di GH, che analizza benefici, effetti collaterali e rischi della terapia sostitutiva con ormone della crescita.

Nature Reviews Cardiology presenta dati sugli effetti della terapia con GH su alcuni marker di rischio cardiovascolare nei pazienti con deficit documentato, utile per comprendere il bilancio rischio‑beneficio in questo contesto.