Come far riassorbire le emorroidi?

Emorroidi: cause, sintomi, trattamenti domiciliari e medici, strategie per favorire il riassorbimento e prevenire recidive

Le emorroidi sono una condizione molto frequente, spesso fonte di imbarazzo, che può però essere gestita in modo efficace nella maggior parte dei casi. Quando si parla di ā€œfar riassorbire le emorroidiā€ ci si riferisce in genere alla possibilitĆ  di ridurre l’infiammazione, il gonfiore e i sintomi fino alla loro regressione spontanea, senza arrivare necessariamente a interventi invasivi. Capire perchĆ© compaiono, come si manifestano e quali strategie adottare a casa e con l’aiuto del medico ĆØ fondamentale per affrontare il problema in modo consapevole e sicuro.

ƈ importante ricordare che le emorroidi sono strutture anatomiche normali, presenti in tutti noi, e che diventano patologiche solo quando si dilatano e si infiammano. In questa guida vedremo quali sono le cause principali, come riconoscere i sintomi che richiedono una valutazione medica, quali trattamenti domiciliari possono favorire il ā€œriassorbimentoā€ delle emorroidi e quando invece ĆØ opportuno ricorrere a terapie farmacologiche o procedure specialistiche. Le informazioni fornite hanno carattere generale e non sostituiscono il parere del proprio medico o dello specialista in gastroenterologia o proctologia.

Cause delle Emorroidi

Le emorroidi derivano dalla dilatazione e dall’infiammazione dei plessi venosi presenti nel canale anale e nel retto. Una delle cause principali ĆØ l’aumento cronico della pressione all’interno di queste vene, spesso legato alla stitichezza e allo sforzo eccessivo durante la defecazione. Quando le feci sono dure e difficili da espellere, il soggetto tende a spingere con forza, determinando un sovraccarico meccanico e pressorio sui cuscinetti emorroidari. Nel tempo, questo stress ripetuto può favorire la perdita di elasticitĆ  dei tessuti di sostegno, con conseguente prolasso (cioĆØ ā€œdiscesaā€ verso l’esterno) e infiammazione delle emorroidi, che diventano sintomatiche e visibili.

Oltre alla stitichezza, anche la diarrea cronica e l’abitudine a trascorrere molto tempo seduti sul water possono contribuire alla comparsa delle emorroidi. La diarrea irrita la mucosa anale e costringe a evacuazioni frequenti, che aumentano l’attrito e la congestione vascolare. Restare seduti a lungo sul WC, magari leggendo o usando lo smartphone, prolunga inutilmente la pressione sui vasi emorroidari. Altri fattori predisponenti sono il sovrappeso, la sedentarietĆ , il sollevamento di carichi pesanti e alcune attivitĆ  lavorative che richiedono molte ore in piedi o seduti, tutte condizioni che ostacolano il ritorno venoso dalla zona pelvica e favoriscono la dilatazione dei plessi emorroidari.

Un ruolo importante ĆØ svolto anche da fattori ormonali e vascolari. In gravidanza, per esempio, l’aumento del volume di sangue circolante, le modificazioni ormonali e la compressione esercitata dall’utero sulle vene pelviche rendono le emorroidi molto frequenti, soprattutto nel terzo trimestre e nel post-partum. Anche la predisposizione familiare ha un peso: chi ha parenti stretti con emorroidi ha maggiori probabilitĆ  di svilupparle, probabilmente per caratteristiche congenite del tessuto connettivo e della parete venosa. In questi casi, pur non potendo modificare la genetica, ĆØ possibile ridurre il rischio intervenendo sui fattori di stile di vita che aggravano la situazione.

Infine, alcune abitudini alimentari possono favorire l’insorgenza o il peggioramento delle emorroidi. Una dieta povera di fibre e liquidi rende le feci più dure e voluminose, aumentando lo sforzo evacuativo. Il consumo eccessivo di alcol, cibi molto piccanti o irritanti può accentuare la vasodilatazione e l’infiammazione locale, peggiorando bruciore e prurito. Anche il fumo di sigaretta, attraverso i suoi effetti negativi sulla microcircolazione, può contribuire a una peggiore salute vascolare complessiva. Comprendere queste cause ĆØ il primo passo per impostare strategie efficaci volte a favorire il ā€œriassorbimentoā€ delle emorroidi e prevenire le recidive.

Sintomi e Diagnosi

I sintomi delle emorroidi variano in base al grado di infiammazione e al tipo di emorroidi (interne o esterne). Tra i disturbi più comuni vi sono il sanguinamento rettale, di solito rosso vivo e visibile sulla carta igienica o sulle feci, il prurito anale, la sensazione di bruciore e di peso o corpo estraneo nella regione anale. Le emorroidi esterne possono manifestarsi come piccoli noduli dolenti o pruriginosi attorno all’ano, mentre quelle interne, soprattutto se prolassate, possono dare la sensazione di ā€œqualcosa che esceā€ durante la defecazione. Il dolore può essere lieve o molto intenso, in particolare in caso di trombosi emorroidaria, quando si forma un coagulo all’interno del plesso venoso.

ƈ fondamentale non attribuire automaticamente ogni sanguinamento rettale alle emorroidi, soprattutto dopo i 40–50 anni o in presenza di fattori di rischio per patologie del colon-retto. Altri disturbi, come polipi, malattie infiammatorie intestinali o tumori, possono dare sintomi simili. Per questo motivo, la diagnosi corretta richiede una valutazione medica, che inizia con l’anamnesi (raccolta della storia clinica) e l’esame obiettivo della regione anale. Il medico può eseguire un’esplorazione rettale digitale e, se necessario, una anoscopia, che permette di visualizzare direttamente il canale anale e le emorroidi interne, definendone il grado e l’estensione.

In alcuni casi, soprattutto in presenza di sanguinamento persistente, anemia, alterazioni dell’alvo recenti o familiaritĆ  per tumore del colon-retto, può essere indicata una colonscopia per escludere altre patologie più gravi. La colonscopia ĆØ un esame endoscopico che consente di visualizzare l’intero colon e il retto, permettendo di individuare eventuali lesioni sospette e, se necessario, di eseguire biopsie. Sebbene possa generare timore, ĆØ uno strumento fondamentale di prevenzione e diagnosi precoce. Una diagnosi accurata ĆØ essenziale per impostare il trattamento più adeguato e per capire se i sintomi sono effettivamente dovuti alle emorroidi o ad altre condizioni.

La classificazione delle emorroidi interne in gradi (dal I al IV) aiuta il medico a scegliere l’approccio terapeutico. Le emorroidi di I grado sanguinano ma non prolassano, quelle di II grado prolassano durante la defecazione ma rientrano spontaneamente, quelle di III grado richiedono il rientro manuale, mentre quelle di IV grado restano permanentemente prolassate. Le emorroidi esterne, invece, vengono valutate in base alla presenza di trombosi, edema e infiammazione. Riconoscere precocemente i sintomi e rivolgersi al medico permette spesso di intervenire con misure conservative, aumentando le probabilitĆ  che le emorroidi si ā€œriassorbanoā€ o comunque si riducano significativamente senza ricorrere a interventi più invasivi.

Trattamenti Domestici

I trattamenti domiciliari rappresentano il primo passo per favorire il miglioramento e, in molti casi, il ā€œriassorbimentoā€ delle emorroidi, soprattutto quando i sintomi sono lievi o moderati. L’obiettivo principale ĆØ ridurre l’infiammazione, il gonfiore e lo sforzo durante la defecazione. Un cardine fondamentale ĆØ la correzione della stitichezza attraverso una dieta ricca di fibre (frutta, verdura, legumi, cereali integrali) e un’adeguata idratazione, con almeno 1,5–2 litri di acqua al giorno salvo diversa indicazione medica. Le fibre aumentano il volume e la morbidezza delle feci, facilitandone il transito e riducendo la necessitĆ  di spingere, condizione essenziale per permettere ai cuscinetti emorroidari di sgonfiarsi progressivamente.

Oltre alla dieta, possono essere utili i bagni tiepidi o semicupi, da effettuare più volte al giorno per 10–15 minuti, che favoriscono il rilassamento dello sfintere anale, migliorano la circolazione locale e alleviano prurito e bruciore. ƈ importante utilizzare solo acqua tiepida, evitando detergenti aggressivi o profumati che potrebbero irritare ulteriormente la zona. Anche l’igiene anale deve essere delicata: meglio preferire il bidet o la doccetta con acqua tiepida e asciugare tamponando con un asciugamano morbido, evitando di strofinare. L’uso di carta igienica ruvida o profumata può peggiorare i sintomi, per cui ĆØ consigliabile scegliere prodotti morbidi e non trattati o, quando possibile, sostituirli con il lavaggio diretto.

Un altro aspetto spesso sottovalutato riguarda le abitudini in bagno. ƈ opportuno evitare di trattenere lo stimolo alla defecazione, perchĆ© questo favorisce la disidratazione delle feci e aumenta lo sforzo necessario per espellerle. Allo stesso tempo, non bisognerebbe restare seduti sul water più del necessario: l’uso del cellulare o la lettura prolungata in bagno mantengono la zona anale sotto pressione, favorendo la congestione dei plessi emorroidari. Alcune persone traggono beneficio dall’uso di un piccolo sgabello per sollevare leggermente le gambe durante la defecazione, simulando una posizione più ā€œaccovacciataā€ che facilita l’evacuazione e riduce lo sforzo.

In ambito domiciliare, possono essere utilizzati anche prodotti da banco, come creme, unguenti o supposte a base di sostanze lenitive, emollienti o lievemente anestetiche, che aiutano a ridurre il fastidio locale. ƈ però importante non abusarne e seguire sempre le indicazioni del foglietto illustrativo, interrompendo il trattamento e consultando il medico se i sintomi non migliorano in pochi giorni o se compaiono sanguinamenti importanti, dolore intenso o febbre. Anche l’attivitĆ  fisica moderata, come camminare ogni giorno, contribuisce a migliorare la circolazione venosa e la motilitĆ  intestinale, favorendo un recupero più rapido e riducendo il rischio di recidive.

Trattamenti Medici

Quando i trattamenti domiciliari non sono sufficienti o i sintomi sono particolarmente intensi, ĆØ necessario ricorrere a trattamenti medici, che possono essere farmacologici o procedurali. I farmaci utilizzati includono preparazioni locali (creme, pomate, supposte) contenenti sostanze antinfiammatorie, anestetici locali o agenti protettivi della mucosa, che riducono dolore, prurito e bruciore. In alcuni casi, il medico può prescrivere farmaci sistemici, come flebotonici o venotonici, che agiscono migliorando il tono della parete venosa e riducendo l’edema dei plessi emorroidari. Questi medicinali non ā€œcuranoā€ definitivamente le emorroidi, ma possono favorirne il miglioramento e il parziale riassorbimento, soprattutto nelle fasi acute.

Per le emorroidi interne di grado lieve o moderato che non rispondono alle misure conservative, esistono procedure ambulatoriali mini-invasive, eseguibili in anestesia locale o senza anestesia. Tra queste, la legatura elastica (rubber band ligation) consiste nel posizionare un piccolo elastico alla base del gavocciolo emorroidario interno, interrompendo l’afflusso di sangue: nel giro di alcuni giorni il tessuto va incontro a necrosi e cade, favorendo la retrazione del cuscinetto. Altre tecniche comprendono la scleroterapia (iniezione di sostanze sclerosanti che ā€œchiudonoā€ i vasi) e la coagulazione a infrarossi o con altre fonti di energia, che determinano la retrazione dei tessuti e la riduzione del prolasso.

Nei casi più avanzati, come nelle emorroidi di III–IV grado sintomatiche, recidivanti o complicate (per esempio con trombosi frequenti o sanguinamenti importanti), può rendersi necessario un intervento chirurgico. La tecnica tradizionale ĆØ l’emorroidectomia, che prevede l’asportazione dei pacchetti emorroidari patologici; esistono però varianti e tecniche più recenti, come l’emorroidopessi con stapler (metodo Longo) o procedure con dispositivi a energia (laser, radiofrequenza), che mirano a ridurre il dolore post-operatorio e i tempi di recupero. La scelta della tecnica dipende dal quadro clinico, dalle caratteristiche del paziente e dall’esperienza del chirurgo, e va sempre discussa in modo approfondito con lo specialista.

ƈ importante sottolineare che, anche dopo un trattamento medico o chirurgico efficace, il rischio di recidiva non ĆØ nullo se non si interviene sui fattori predisponenti, come stitichezza, sedentarietĆ  e abitudini alimentari scorrette. Per questo motivo, i trattamenti medici vanno sempre inseriti in un percorso più ampio di educazione del paziente, che comprenda consigli su dieta, stile di vita e gestione dell’alvo. Inoltre, in presenza di dolore improvviso e molto intenso, gonfiore marcato o febbre, ĆØ fondamentale rivolgersi tempestivamente al medico o al pronto soccorso, perchĆ© potrebbe trattarsi di complicanze (come trombosi emorroidaria o ascessi perianali) che richiedono un intervento rapido e mirato.

Prevenzione delle Emorroidi

La prevenzione delle emorroidi, e delle loro recidive dopo un episodio acuto o un trattamento, si basa principalmente sulla correzione dei fattori di rischio modificabili. Mantenere un transito intestinale regolare ĆØ l’obiettivo centrale: ciò significa evitare sia la stitichezza sia la diarrea cronica. Una dieta equilibrata, ricca di fibre provenienti da frutta, verdura, legumi e cereali integrali, associata a un’adeguata assunzione di acqua, aiuta a ottenere feci morbide e formate, che richiedono uno sforzo minimo per essere evacuate. ƈ utile introdurre gradualmente le fibre per evitare gonfiore e meteorismo, e adattare l’apporto alle proprie esigenze, eventualmente con il supporto di un medico o di un dietista.

Oltre all’alimentazione, l’attivitĆ  fisica regolare svolge un ruolo chiave nella prevenzione. Camminare, andare in bicicletta, nuotare o praticare ginnastica dolce stimola la motilitĆ  intestinale, migliora la circolazione venosa e contribuisce al controllo del peso corporeo, riducendo la pressione sulla zona pelvica. Al contrario, la sedentarietĆ  prolungata, soprattutto se si trascorrono molte ore seduti, favorisce il ristagno di sangue nelle vene emorroidarie. ƈ consigliabile alzarsi e muoversi qualche minuto ogni ora, specialmente per chi lavora alla scrivania o guida a lungo. Anche evitare il sollevamento di carichi eccessivi e imparare a utilizzare correttamente la muscolatura addominale e lombare può ridurre lo stress sulla regione anale.

Le corrette abitudini in bagno sono un altro pilastro della prevenzione. ƈ importante rispondere prontamente allo stimolo alla defecazione, senza rimandare, perchĆ© trattenere le feci le rende più dure e difficili da espellere. Allo stesso tempo, non bisogna forzare l’evacuazione quando lo stimolo non ĆØ presente, nĆ© restare seduti sul water più del necessario. Limitare l’uso di carta igienica ruvida o profumata e preferire il lavaggio con acqua tiepida aiuta a proteggere la cute e la mucosa anale da irritazioni croniche che possono peggiorare i sintomi emorroidari. Anche indossare biancheria intima in cotone, non troppo aderente, favorisce una migliore traspirazione e riduce il rischio di irritazioni locali.

Infine, alcune scelte di stile di vita contribuiscono in modo significativo alla prevenzione. Ridurre il consumo di alcol e cibi molto piccanti o irritanti può essere utile per chi nota un peggioramento dei sintomi dopo l’assunzione di questi alimenti. Smettere di fumare migliora la salute vascolare generale e riduce il rischio di molte patologie, incluse quelle che possono interessare il distretto ano-rettale. Nelle donne in gravidanza, seguire attentamente le indicazioni del ginecologo per la gestione della stitichezza e del peso, e adottare fin da subito abitudini alimentari e comportamentali corrette, può limitare la comparsa o l’aggravamento delle emorroidi in un periodo in cui sono particolarmente frequenti. In tutti i casi, la prevenzione ĆØ un investimento a lungo termine sulla salute intestinale e sul benessere quotidiano.

In sintesi, ā€œfar riassorbireā€ le emorroidi significa creare le condizioni perchĆ© l’infiammazione e il gonfiore dei plessi venosi ano-rettali si riducano progressivamente, fino a una regressione parziale o completa dei sintomi. Questo obiettivo ĆØ spesso raggiungibile con una combinazione di misure domiciliari mirate, correzione dello stile di vita e, quando necessario, trattamenti medici o procedure specialistiche. Riconoscere precocemente i sintomi, non sottovalutare il sanguinamento rettale e confrontarsi con il proprio medico o con lo specialista in gastroenterologia o proctologia sono passi fondamentali per una gestione sicura ed efficace, riducendo il rischio di complicanze e migliorando la qualitĆ  di vita.

Per approfondire

Ministero della Salute – Schede e materiali informativi aggiornati sulle principali malattie dell’apparato digerente, utili per inquadrare correttamente le emorroidi nel contesto della salute intestinale generale.

Istituto Superiore di SanitĆ  (ISS) – Portale con contenuti evidence-based su prevenzione, stili di vita e fattori di rischio, utile per approfondire gli aspetti legati alla dieta, alla sedentarietĆ  e alla salute vascolare.

Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) – Informazioni ufficiali sui medicinali, incluse le specialitĆ  utilizzate nel trattamento dei disturbi venosi e delle emorroidi, con schede tecniche e fogli illustrativi aggiornati.

Organizzazione Mondiale della SanitĆ  (OMS/WHO) – Risorse internazionali su alimentazione, attivitĆ  fisica e salute intestinale, utili per comprendere il ruolo degli stili di vita nella prevenzione delle patologie ano-rettali.

Mayo Clinic – Schede cliniche dettagliate e aggiornate sulle emorroidi, con spiegazioni chiare su sintomi, diagnosi e opzioni terapeutiche, pensate per pazienti e professionisti sanitari.