Come fermare il sanguinamento delle emorroidi interne?

Sanguinamento delle emorroidi interne: cause, rimedi naturali, trattamenti medici e prevenzione

Il sanguinamento delle emorroidi interne è un sintomo che può spaventare, soprattutto quando si nota sangue rosso vivo sulla carta igienica, nelle feci o nel water. Nella maggior parte dei casi si tratta di una manifestazione benigna legata alla malattia emorroidaria, ma non va mai sottovalutata, perché il sangue dal retto può avere anche altre cause, alcune delle quali più serie. Capire da dove proviene il sanguinamento, quali fattori lo favoriscono e come intervenire in modo corretto è fondamentale per ridurre il disturbo e prevenire complicanze.

Questa guida offre una panoramica completa e basata sulle evidenze disponibili su come gestire il sanguinamento delle emorroidi interne: dalle cause ai rimedi naturali di supporto, dai trattamenti medici alle strategie di prevenzione. Non sostituisce il parere del medico o dello specialista in gastroenterologia o coloproctologia, ma può aiutare a orientarsi, a riconoscere i segnali di allarme e a capire quando è necessario un approfondimento diagnostico o un trattamento specifico.

Cause del Sanguinamento

Le emorroidi interne sono cuscinetti vascolari situati all’interno del canale anale, ricchi di vasi sanguigni e tessuto di sostegno. In condizioni normali contribuiscono alla continenza fine, ma quando si dilatano e si infiammano si parla di malattia emorroidaria. Il sanguinamento si verifica in genere perché la mucosa che riveste questi cuscinetti diventa più fragile e facilmente traumatizzabile. Lo sforzo durante la defecazione, il passaggio di feci dure o voluminose, ma anche episodi di diarrea ripetuta possono determinare microlesioni dei vasi, con fuoriuscita di sangue rosso vivo, spesso indolore. Il sanguinamento è più frequente nelle emorroidi di grado I e II, che restano interne o protrudono solo durante lo sforzo.

Tra i principali fattori che favoriscono il sanguinamento emorroidario rientrano la stipsi cronica, l’abitudine a trattenere l’evacuazione, la permanenza prolungata sul water, una dieta povera di fibre e liquidi, il sovrappeso e la sedentarietà. Anche la gravidanza, per l’aumento della pressione addominale e le modificazioni ormonali, può predisporre alla comparsa o al peggioramento delle emorroidi interne sanguinanti. In alcuni casi contribuiscono anche predisposizione familiare, tosse cronica, sollevamento di carichi pesanti e patologie che aumentano la pressione nelle vene pelviche. Comprendere questi meccanismi è essenziale per impostare strategie efficaci di prevenzione e controllo del sanguinamento. come ridurre e far regredire le emorroidi interne

È importante ricordare che non tutto il sangue dal retto è dovuto alle emorroidi. Linee guida internazionali sottolineano che il sanguinamento rettale va sempre valutato nel contesto dell’età, dei fattori di rischio e di eventuali sintomi associati, come calo di peso, anemia, alterazioni recenti dell’alvo o dolore addominale. In particolare dopo i 40–50 anni, o in presenza di familiarità per tumore del colon-retto, può essere indicata un’endoscopia (rettoscopia o colonscopia) per escludere altre cause, come polipi, neoplasie, malattie infiammatorie intestinali o angiodisplasie. (journals.lww.com)

La quantità di sangue può variare da striature sulla carta igienica a gocce che colorano l’acqua del water, fino a episodi più abbondanti. Anche se spesso il sanguinamento emorroidario è autolimitante, episodi ripetuti nel tempo possono contribuire a una carenza di ferro e a un’anemia sideropenica, soprattutto in soggetti già fragili o con altre perdite ematiche. Per questo motivo è utile riferire al medico la frequenza ed entità del sanguinamento, anche quando non è accompagnato da dolore, in modo da valutare la necessità di esami di approfondimento e di un trattamento mirato.

Rimedi Naturali

I rimedi naturali e le modifiche dello stile di vita rappresentano il primo passo per ridurre il sanguinamento delle emorroidi interne e prevenire le recidive. Le linee guida sottolineano che l’aumento dell’apporto di fibre alimentari (cereali integrali, legumi, frutta e verdura) e di liquidi aiuta a rendere le feci più morbide e voluminose, riducendo lo sforzo durante la defecazione e, di conseguenza, il trauma sui cuscinetti emorroidari. Un obiettivo ragionevole è arrivare gradualmente a circa 25–30 grammi di fibre al giorno, evitando però aumenti bruschi che potrebbero causare gonfiore e meteorismo. (journals.lww.com)

Oltre alla dieta, è fondamentale rivedere le abitudini in bagno. È consigliabile non trattenere lo stimolo, evitare di restare seduti sul water per tempi prolungati (ad esempio leggendo o usando lo smartphone) e non spingere eccessivamente. L’uso di uno sgabello per sollevare leggermente le gambe può facilitare l’evacuazione, riducendo la pressione sul plesso emorroidario. Anche una regolare attività fisica moderata, come camminare a passo sostenuto per 30 minuti al giorno, contribuisce a migliorare la motilità intestinale e la circolazione venosa, con beneficio sui sintomi emorroidari. durata degli episodi emorroidari e decorso dei sintomi

Per lenire il fastidio locale e contenere il sanguinamento lieve possono essere utili alcuni accorgimenti non farmacologici. I bidet o i semicupi tiepidi (non troppo caldi) per 10–15 minuti, più volte al giorno e dopo l’evacuazione, favoriscono la detersione delicata della zona anale, migliorano il microcircolo e riducono l’irritazione. È preferibile evitare saponi aggressivi, salviette profumate o carta igienica ruvida: meglio optare per acqua tiepida e, se necessario, detergenti delicati senza profumi. Anche l’uso di biancheria intima in cotone, non troppo aderente, aiuta a mantenere la zona asciutta e a ridurre lo sfregamento.

Alcuni integratori a base di flavonoidi o altri “flebotonici” di origine vegetale sono spesso proposti per migliorare il tono venoso e ridurre edema e sanguinamento. Le revisioni sistematiche indicano un possibile beneficio su prurito, sanguinamento e secrezioni, con un buon profilo di sicurezza, anche se la qualità delle evidenze non è elevata e i prodotti disponibili sono eterogenei. (journals.lww.com) È importante ricordare che si tratta di supporti e non di cure definitive: vanno utilizzati seguendo le indicazioni del medico o del farmacista, soprattutto in presenza di altre terapie o patologie concomitanti. In ogni caso, se il sanguinamento persiste o peggiora nonostante queste misure, è necessario un inquadramento specialistico.

Trattamenti Medici

Quando le misure igienico-dietetiche e i rimedi naturali non sono sufficienti a controllare il sanguinamento delle emorroidi interne, il medico può proporre trattamenti farmacologici o procedure ambulatoriali e chirurgiche. La scelta dipende dal grado delle emorroidi, dalla frequenza e dall’entità del sanguinamento, dalla presenza di prolasso, dolore o altre complicanze, nonché dalle condizioni generali del paziente. Le linee guida internazionali indicano come primo livello la terapia conservativa, che comprende fibre, corretta idratazione e modifiche delle abitudini di evacuazione, eventualmente associata a farmaci topici o sistemici. (journals.lww.com)

I farmaci topici (creme, unguenti, supposte) possono contenere anestetici locali, cortisonici a bassa potenza, sostanze astringenti o protettive della mucosa. Possono ridurre temporaneamente prurito, bruciore e modesto sanguinamento, ma non modificano le cause di fondo della malattia emorroidaria. L’uso prolungato di preparazioni cortisoniche può dare assottigliamento cutaneo o sensibilizzazione, per cui è opportuno limitarne la durata secondo le indicazioni del medico. I flebotonici per via orale, già citati tra i rimedi naturali, rientrano spesso anche nei protocolli medici, soprattutto nelle fasi acute, con l’obiettivo di ridurre edema e sanguinamento.

Se il sanguinamento persiste nonostante la terapia conservativa, o se le emorroidi interne sono di grado II–III con prolasso, si può ricorrere a procedure ambulatoriali mini-invasive. La più utilizzata è la legatura elastica (rubber band ligation), che consiste nell’applicare un piccolo elastico alla base del gavocciolo emorroidario interno, interrompendo l’afflusso di sangue: il tessuto va incontro a necrosi controllata e cade dopo alcuni giorni, con successiva cicatrizzazione. Altre tecniche includono la scleroterapia (iniezione di sostanze sclerosanti) e la coagulazione con infrarossi o altre fonti di energia. Questi interventi, eseguiti in anestesia locale o senza anestesia, hanno buoni tassi di controllo del sanguinamento nelle forme lievi-moderate. (journals.lww.com)

Nei casi più avanzati (emorroidi di grado III–IV, prolasso importante, sanguinamento ricorrente non controllato da altre terapie) può essere indicato un intervento chirurgico. Le opzioni comprendono l’emorroidectomia tradizionale (escissione dei gavoccioli), la dearterializzazione emorroidaria con o senza mucopexia (legatura selettiva delle arterie emorroidarie, spesso guidata da Doppler) e, in casi selezionati, altre tecniche. Le scelte chirurgiche devono essere personalizzate in base al quadro clinico, ai sintomi predominanti e alle preferenze del paziente, valutando attentamente rischi e benefici. Le linee guida più recenti sottolineano che alcune tecniche, come la stapled hemorrhoidopexy, non sono più considerate di prima scelta per il rischio di complicanze e la maggiore probabilità di recidiva. (journals.lww.com)

Prevenzione

Prevenire il sanguinamento delle emorroidi interne significa agire sui fattori che favoriscono la dilatazione e l’infiammazione dei cuscinetti emorroidari. Il cardine è la regolarità intestinale: una dieta ricca di fibre, un’adeguata idratazione e uno stile di vita attivo riducono il rischio di stipsi e di sforzo eccessivo durante la defecazione. È utile distribuire le fibre nell’arco della giornata, associandole sempre a liquidi, e limitare il consumo eccessivo di alcol, cibi molto piccanti o ricchi di grassi saturi, che in alcune persone possono peggiorare i sintomi. Anche mantenere un peso corporeo nella norma riduce la pressione sulle vene pelviche e sul plesso emorroidario.

Un altro aspetto preventivo importante riguarda le abitudini in bagno. È consigliabile rispondere prontamente allo stimolo, senza rimandare, perché trattenere le feci le rende più dure e difficili da espellere. Bisogna evitare di restare seduti sul water per lunghi periodi, magari leggendo o usando il telefono, perché questa posizione aumenta la pressione sui cuscinetti emorroidari. Se si svolgono lavori che richiedono molte ore seduti, è utile fare pause regolari per alzarsi, camminare e favorire il ritorno venoso. Anche evitare il sollevamento ripetuto di carichi molto pesanti può contribuire a ridurre gli sbalzi di pressione addominale che si ripercuotono sul plesso emorroidario.

La cura della zona anale è un ulteriore tassello della prevenzione. Una detersione delicata con acqua tiepida dopo l’evacuazione, evitando saponi aggressivi, riduce l’irritazione locale. È preferibile tamponare delicatamente la zona per asciugarla, piuttosto che strofinare energicamente con carta ruvida. In caso di sudorazione abbondante o perdite, può essere utile cambiare più spesso la biancheria intima e scegliere tessuti traspiranti come il cotone. Questi accorgimenti non eliminano le emorroidi già presenti, ma possono limitare le riacutizzazioni e il rischio di sanguinamento.

Per chi ha già sofferto di sanguinamento emorroidario, è importante mantenere nel tempo le misure preventive, anche quando i sintomi migliorano. Le recidive sono frequenti se si torna alle vecchie abitudini di vita o se non si affrontano fattori predisponenti come la stipsi cronica. In presenza di altre patologie che favoriscono il sanguinamento (ad esempio terapie anticoagulanti o antiaggreganti, malattie epatiche con ipertensione portale), la strategia preventiva va concordata con il medico curante o lo specialista, per bilanciare il rischio emorragico con la necessità delle terapie in corso.

Quando Consultare un Medico

Ogni episodio di sanguinamento rettale merita attenzione, soprattutto se si verifica per la prima volta o se si presenta in modo diverso dal solito. È opportuno consultare il medico quando il sanguinamento è abbondante, si ripete frequentemente, è associato a dolore intenso, febbre, secrezioni maleodoranti, calo di peso non intenzionale, anemia o stanchezza marcata. In questi casi è necessario escludere altre cause oltre alle emorroidi, come polipi, tumori del colon-retto, malattie infiammatorie croniche intestinali o infezioni. Le linee guida raccomandano una valutazione endoscopica in presenza di fattori di rischio o di segni di allarme, per non attribuire automaticamente il sangue alle emorroidi. (journals.lww.com)

È particolarmente importante rivolgersi al medico in tempi brevi se il sanguinamento compare dopo i 40–50 anni, se c’è una storia familiare di tumore del colon-retto o polipi avanzati, o se si notano cambiamenti recenti e persistenti dell’alvo (alternanza stipsi-diarrea, feci più sottili, sensazione di evacuazione incompleta). Anche chi assume farmaci anticoagulanti o antiaggreganti, o ha malattie epatiche o della coagulazione, dovrebbe segnalare prontamente qualsiasi episodio di sangue dal retto, perché il rischio di sanguinamento significativo è maggiore e può richiedere aggiustamenti terapeutici o accertamenti specifici.

Un consulto specialistico in gastroenterologia o coloproctologia è indicato quando il sanguinamento emorroidario persiste nonostante le misure conservative, quando si sospetta un grado avanzato di malattia emorroidaria con prolasso o quando si valuta l’opportunità di procedure ambulatoriali o chirurgiche. Lo specialista, dopo un’accurata anamnesi e visita proctologica (che può includere esplorazione rettale, anoscopia e, se necessario, rettoscopia o colonscopia), potrà proporre il percorso diagnostico-terapeutico più appropriato, spiegando rischi, benefici e alternative.

Infine, è bene recarsi al pronto soccorso in caso di sanguinamento rettale improvviso e molto abbondante, con sensazione di svenimento, tachicardia, pallore marcato o calo della pressione arteriosa, oppure se il dolore anale è acuto e insopportabile, con sospetto di trombosi emorroidaria o altre complicanze. Anche se nella maggior parte dei casi il sanguinamento da emorroidi interne è modesto e autolimitante, riconoscere tempestivamente le situazioni che richiedono un intervento urgente è fondamentale per la sicurezza della persona.

In sintesi, il sanguinamento delle emorroidi interne è un disturbo frequente e spesso benigno, ma non va mai banalizzato. Intervenire sui fattori di rischio, adottare uno stile di vita favorevole alla regolarità intestinale e utilizzare correttamente i rimedi naturali e i trattamenti medici consente, nella maggior parte dei casi, di ridurre in modo significativo gli episodi di sangue e migliorare la qualità di vita. Allo stesso tempo, è essenziale non trascurare i segnali di allarme e rivolgersi al medico per una valutazione accurata, soprattutto in presenza di sintomi atipici, recidivanti o in età a rischio per altre patologie del colon-retto.

Per approfondire

American Society of Colon and Rectal Surgeons – Sintesi aggiornata (pagina aggiornata nel 2025) delle linee guida evidence-based sulla gestione della malattia emorroidaria, utile per comprendere l’approccio moderno a diagnosi e trattamento.

Diseases of the Colon & Rectum – Articolo completo del 2024 con le linee guida ASCRS sulla gestione delle emorroidi, con dettagli su valutazione del sanguinamento, terapie conservative, procedure ambulatoriali e chirurgia.

Annals of Coloproctology – Linee guida evidence-based della Società Italiana Unitaria di Colon-Proctologia sulla diagnosi e gestione della malattia emorroidaria, con particolare attenzione al contesto clinico italiano.

AIGO – Associazione Italiana Gastroenterologi ed Endoscopisti Digestivi Ospedalieri – Portale con documenti, linee guida e materiali formativi sulle principali patologie gastroenterologiche, utile per approfondire il ruolo dello specialista nella gestione del sanguinamento rettale.

SICCR – Società Italiana di Chirurgia Colo-Rettale – Sito della società scientifica italiana dedicata alle patologie del colon-retto e dell’ano, con linee guida, documenti di consenso e aggiornamenti sulle tecniche chirurgiche per la malattia emorroidaria.