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Le supposte per emorroidi sono una forma di trattamento locale molto utilizzata per alleviare dolore, bruciore e prurito anale, soprattutto nelle fasi acute della malattia. Nonostante siano farmaci di uso comune, molte persone hanno dubbi pratici su come inserirle correttamente, su quando sia davvero opportuno usarle e su quali precauzioni adottare per evitare irritazioni o peggioramenti dei sintomi. Una corretta tecnica di applicazione può migliorare l’efficacia del farmaco e ridurre il disagio, mentre un uso improprio può rendere il trattamento meno utile o addirittura fastidioso.
Questa guida spiega in modo chiaro e dettagliato come mettere una supposta quando si soffre di emorroidi, partendo dalle indicazioni generali di utilizzo, passando per la preparazione e la posizione più adatta, fino ai consigli pratici e alle domande più frequenti. Le informazioni hanno carattere generale e non sostituiscono il parere del medico o del farmacista: in presenza di dolore intenso, sanguinamento abbondante, sintomi che non migliorano o altre malattie concomitanti, è sempre opportuno rivolgersi a uno specialista in gastroenterologia o proctologia per una valutazione personalizzata.
Quando usare le supposte per emorroidi?
Le supposte per emorroidi sono generalmente indicate nelle fasi in cui prevalgono sintomi come dolore, bruciore, prurito e sensazione di peso o corpo estraneo a livello anale. Agendo localmente, possono contenere sostanze ad azione antinfiammatoria, anestetica locale, vasoprotettiva o lenitiva, con l’obiettivo di ridurre l’infiammazione e dare sollievo rapido. Sono spesso utilizzate nelle emorroidi interne o miste, perché la supposta, una volta inserita, si scioglie all’interno del canale anale e del retto, raggiungendo meglio le strutture vascolari interessate. Tuttavia, non tutte le forme di emorroidi richiedono supposte: nelle forme molto esterne o trombizzate, per esempio, il medico può preferire creme, pomate o altri approcci, e in alcuni casi valutare trattamenti ambulatoriali o chirurgici.
È importante ricordare che le supposte non curano la causa di fondo delle emorroidi, ma ne attenuano i sintomi. Fattori come stitichezza cronica, sforzo eccessivo durante la defecazione, sedentarietà, sovrappeso o gravidanza contribuiscono alla comparsa e al peggioramento del disturbo, e vanno affrontati con misure di stile di vita e, se necessario, con farmaci sistemici. In alcune situazioni, il medico può associare alle supposte l’uso di antinfiammatori per via orale per controllare meglio il dolore e l’infiammazione; in questi casi è utile informarsi su quale antinfiammatorio assumere in caso di emorroidi per comprendere le opzioni disponibili e i possibili rischi.
Le supposte vanno utilizzate seguendo scrupolosamente le indicazioni del foglietto illustrativo e del medico, soprattutto per quanto riguarda durata del trattamento e numero di applicazioni giornaliere. Un uso prolungato e non controllato, in particolare dei prodotti contenenti cortisonici o anestetici locali, può aumentare il rischio di irritazioni, assottigliamento della mucosa o sensibilizzazioni. Inoltre, se dopo alcuni giorni di terapia i sintomi non migliorano o peggiorano, non è consigliabile aumentare autonomamente la dose o prolungare il trattamento: è preferibile un controllo medico per escludere altre patologie proctologiche che possono simulare o accompagnare le emorroidi, come ragadi anali, fistole o, più raramente, lesioni neoplastiche.
Ci sono poi situazioni particolari in cui l’uso delle supposte richiede maggiore cautela, come in gravidanza, allattamento, in presenza di malattie infiammatorie croniche intestinali, disturbi della coagulazione o terapie anticoagulanti. In questi casi, la valutazione del rapporto rischio-beneficio deve essere affidata al medico, che potrà scegliere formulazioni più adatte o limitare la durata del trattamento. Anche nei bambini e negli adolescenti l’impiego di supposte per emorroidi è meno frequente e va sempre deciso dallo specialista, perché in queste fasce di età il disturbo emorroidario è meno comune e può nascondere altre cause che meritano approfondimento.
Preparazione prima dell’applicazione
Una corretta preparazione prima di inserire la supposta è fondamentale per ridurre il disagio e favorire l’efficacia del trattamento. Per prima cosa, è consigliabile eseguire l’applicazione dopo l’evacuazione, in modo che il farmaco possa rimanere più a lungo in sede senza essere espulso rapidamente. Se si soffre di stitichezza, è utile lavorare sulla regolarità intestinale con una dieta ricca di fibre, un’adeguata idratazione e, se necessario, con l’aiuto di lassativi blandi prescritti dal medico. Prima dell’applicazione, è importante lavare accuratamente le mani con acqua e sapone, asciugandole bene, per ridurre il rischio di introdurre germi nella zona anale già irritata e sensibile.
La detersione locale è un altro passaggio chiave: dopo la defecazione, la regione anale va pulita delicatamente con acqua tiepida, eventualmente con l’ausilio di detergenti specifici a pH fisiologico, evitando saponi aggressivi, salviette profumate o strofinamenti energici che possono peggiorare l’irritazione. È preferibile tamponare la zona con un asciugamano morbido o con garze, senza sfregare. In presenza di dolore intenso, si può ricorrere a brevi semicupi tiepidi per alcuni minuti, che aiutano a rilassare lo sfintere anale e a ridurre il bruciore, rendendo più tollerabile l’inserimento della supposta. Una buona preparazione riduce anche il rischio che residui fecali interferiscano con l’assorbimento del farmaco.
Prima di aprire la confezione, è opportuno leggere con attenzione il foglietto illustrativo per verificare la corretta modalità d’uso, la frequenza delle applicazioni e le eventuali controindicazioni o avvertenze specifiche del prodotto scelto. Alcune supposte devono essere conservate in frigorifero per mantenere la consistenza adeguata, altre possono essere tenute a temperatura ambiente ma al riparo dal calore eccessivo. Se la supposta appare deformata, troppo morbida o danneggiata, è meglio non utilizzarla. In caso di dubbi su possibili interazioni con altri farmaci, come antinfiammatori sistemici o anticoagulanti, è prudente confrontarsi con il medico o il farmacista, che possono valutare la terapia complessiva e suggerire eventuali alternative più sicure.
Un ulteriore aspetto della preparazione riguarda la posizione e l’ambiente in cui si effettua l’applicazione. È consigliabile scegliere un luogo tranquillo, dove ci si possa muovere con calma e mantenere la privacy, come il bagno o la camera da letto. Tenere a portata di mano tutto il necessario (supposta, eventuali guanti monouso, salviette o carta igienica morbida) evita interruzioni durante la procedura. Alcune persone trovano utile indossare un guanto in lattice o nitrile per motivi igienici e per facilitare lo scorrimento della supposta; in alternativa, è possibile lavare accuratamente le mani prima e dopo. Prepararsi mentalmente, respirando lentamente e profondamente, aiuta a ridurre la tensione muscolare dello sfintere anale, rendendo l’inserimento meno doloroso e più semplice.
Come inserire correttamente la supposta
La tecnica di inserimento della supposta influisce molto sul comfort e sull’efficacia del trattamento. Una delle posizioni più consigliate è quella sdraiata sul fianco sinistro, con la gamba sinistra distesa e la destra leggermente piegata verso il petto: questa postura facilita l’accesso alla regione anale e segue l’andamento naturale del retto, riducendo il rischio di fastidio. In alternativa, alcune persone preferiscono la posizione in piedi, leggermente piegate in avanti con un ginocchio appoggiato su una sedia, oppure la posizione accovacciata. L’importante è scegliere una postura che permetta di rilassare il più possibile i muscoli del pavimento pelvico e lo sfintere anale, evitando contrazioni che renderebbero l’inserimento doloroso o difficoltoso.
Dopo aver assunto la posizione scelta, con una mano si può allontanare delicatamente il gluteo per esporre meglio l’orifizio anale, mentre con l’altra si tiene la supposta tra pollice e indice, con la punta rivolta verso l’ano. Alcuni preferiscono inumidire leggermente la punta con acqua fredda o con un velo di lubrificante idrosolubile per facilitarne lo scorrimento; è bene evitare oli o sostanze non specifiche che potrebbero irritare la mucosa o interferire con il rilascio del farmaco. La supposta va introdotta con decisione ma senza forza eccessiva, superando delicatamente lo sfintere anale interno: in genere è sufficiente inserirla per circa 2–3 centimetri nell’adulto, in modo che non resti troppo vicina all’esterno, dove potrebbe essere espulsa rapidamente.
Una volta inserita la supposta, è utile mantenere i glutei leggermente serrati per alcuni secondi e rimanere nella stessa posizione per qualche minuto, così da favorire lo scioglimento iniziale e ridurre la sensazione di corpo estraneo. È normale avvertire un lieve stimolo a evacuare subito dopo l’inserimento, soprattutto se la mucosa è molto irritata, ma conviene cercare di resistere per permettere al farmaco di agire. Se la supposta viene espulsa quasi interamente entro pochi minuti, può essere necessario reinserirne un’altra, ma solo se il foglietto illustrativo o il medico lo consentono, per evitare sovradosaggi. Con il tempo, molte persone imparano a riconoscere la tecnica e la posizione più adatte a loro, riducendo progressivamente il disagio associato alla procedura.
In caso di difficoltà marcata nell’inserimento, dolore intenso o sanguinamento evidente al momento dell’applicazione, è opportuno interrompere il tentativo e consultare il medico. Forzare la supposta in presenza di una ragade anale, di un ematoma o di emorroidi molto congestizie può peggiorare il quadro e aumentare il rischio di piccole lesioni. Talvolta, il medico può suggerire di sospendere temporaneamente le supposte e preferire formulazioni in crema o schiuma, oppure associare un breve ciclo di farmaci sistemici per controllare meglio il dolore prima di riprendere il trattamento locale. È importante non sentirsi in colpa se si prova difficoltà: la zona anale è molto sensibile e ogni persona ha una soglia di tolleranza diversa, che va rispettata e gestita con l’aiuto del professionista.
In alcune situazioni, soprattutto nelle persone anziane o con ridotta mobilità, può essere necessario l’aiuto di un caregiver per l’inserimento della supposta. In questi casi è fondamentale che chi assiste riceva spiegazioni chiare dal personale sanitario sulla tecnica corretta, sul rispetto dell’igiene e sulla necessità di mantenere la riservatezza e la dignità della persona assistita. Un approccio delicato, che tenga conto del pudore e del disagio emotivo, contribuisce a rendere la procedura più accettabile e a favorire l’aderenza al trattamento nel tempo.
Precauzioni e consigli utili
L’uso delle supposte per emorroidi, pur essendo generalmente sicuro se si seguono le indicazioni, richiede alcune precauzioni per minimizzare i rischi e massimizzare i benefici. Prima di iniziare il trattamento, è fondamentale verificare la presenza di eventuali allergie note ai principi attivi o agli eccipienti contenuti nel prodotto, come conservanti, anestetici locali o derivati della lanolina. In caso di bruciore intenso, prurito marcato o peggioramento dei sintomi subito dopo l’applicazione, è consigliabile sospendere l’uso e rivolgersi al medico, che potrà valutare una possibile reazione di sensibilizzazione. È bene evitare l’uso prolungato di supposte contenenti cortisonici oltre il periodo raccomandato, perché un impiego eccessivo può favorire assottigliamento della mucosa, fragilità capillare e maggior predisposizione a irritazioni locali.
Un altro aspetto importante riguarda la frequenza delle applicazioni: aumentare autonomamente il numero di supposte al giorno, nella speranza di ottenere un sollievo più rapido, non è una strategia sicura. Un eccesso di farmaco locale può not solo irritare la mucosa, ma anche determinare un assorbimento sistemico non trascurabile, soprattutto in presenza di lesioni o infiammazione marcata, con possibili effetti indesiderati generali. È preferibile associare al trattamento locale misure non farmacologiche, come una dieta ricca di fibre, un’adeguata idratazione, l’attività fisica regolare e l’evitare lunghi periodi seduti sul water o in posizione seduta, che aumentano la pressione sulle vene emorroidarie. In caso di dolore non controllato dalle sole supposte, il medico può valutare l’aggiunta di un antinfiammatorio sistemico, tenendo conto delle condizioni generali e delle eventuali controindicazioni.
È utile anche prestare attenzione al momento della giornata in cui si applicano lesupposte. Molte persone trovano comodo inserirle la sera, prima di coricarsi, perché in posizione sdraiata il farmaco tende a rimanere più a lungo in sede e si riduce il rischio di espulsione precoce. Se sono previste più applicazioni giornaliere, è bene distribuirle in modo regolare, ad esempio dopo l’evacuazione mattutina e la sera, seguendo sempre le indicazioni del medico o del foglietto illustrativo. Nei periodi di riacutizzazione, può essere necessario un uso più intensivo per alcuni giorni, seguito da una riduzione graduale; nelle forme croniche lievi, invece, il medico può consigliare cicli brevi al bisogno, evitando un impiego continuativo senza controllo.
Infine, è importante ricordare che la presenza di sangue nelle feci o sulla carta igienica, soprattutto se persistente o associata a calo di peso, anemia, cambiamento dell’alvo o dolore addominale, non va mai attribuita automaticamente alle emorroidi. Anche se queste sono una causa frequente di sanguinamento anale, esistono altre patologie, alcune delle quali più serie, che richiedono diagnosi precoce. Per questo, in caso di sintomi atipici, di esordio dopo i 50 anni o di familiarità per tumori del colon-retto, è raccomandabile una valutazione specialistica con eventuale colonscopia o altri esami. Le supposte, in questo contesto, devono essere considerate uno strumento di sollievo sintomatico all’interno di un percorso diagnostico-terapeutico più ampio e personalizzato.
Domande frequenti sull’uso delle supposte
Una delle domande più frequenti riguarda il tempo necessario perché la supposta faccia effetto. In genere, il sollievo dal bruciore e dal dolore può comparire entro minuti o poche decine di minuti dall’applicazione, soprattutto se il prodotto contiene anestetici locali o sostanze lenitive. L’effetto antinfiammatorio, invece, può richiedere più tempo e qualche giorno di trattamento regolare per manifestarsi pienamente. È importante non scoraggiarsi se il miglioramento non è immediato e ricordare che le supposte agiscono sui sintomi, ma non eliminano da sole i fattori che hanno causato le emorroidi. Per questo, la loro efficacia è maggiore quando sono inserite in un piano complessivo che comprende modifiche dello stile di vita e, se necessario, altri farmaci.
Un altro dubbio comune riguarda la possibilità di usare le supposte durante la gravidanza e l’allattamento. Le emorroidi sono frequenti in questi periodi, a causa dei cambiamenti ormonali, dell’aumento della pressione addominale e, nel post-partum, degli sforzi del travaglio. Non tutte le supposte sono però adatte in queste fasi delicate: alcune sostanze possono essere sconsigliate o richiedere un uso molto limitato nel tempo. È quindi essenziale consultare il ginecologo, il medico di base o il proctologo prima di iniziare qualsiasi trattamento, anche se da banco. In molti casi si preferiscono prodotti con componenti prevalentemente lenitive e protettive, e si insiste molto sulle misure igienico-dietetiche per ridurre la stitichezza e lo sforzo evacuativo.
Molte persone si chiedono anche se sia possibile usare contemporaneamente supposte e pomate per emorroidi. In alcuni casi, il medico può effettivamente consigliare una terapia combinata, ad esempio supposte per agire sulle emorroidi interne e crema per trattare il fastidio esterno. Tuttavia, non è opportuno sommare prodotti contenenti gli stessi principi attivi senza una valutazione professionale, perché si rischia di aumentare inutilmente l’esposizione al farmaco e gli effetti collaterali. È sempre utile portare con sé in visita le confezioni dei prodotti utilizzati, in modo che il medico possa verificare composizione, dosaggi e durata del trattamento, adattando la terapia alle esigenze specifiche e riducendo il rischio di sovrapposizioni.
Infine, è frequente il timore che l’uso di supposte possa “abituare” l’intestino o peggiorare nel tempo la situazione emorroidaria. In realtà, se usate correttamente e per periodi limitati, le supposte non creano dipendenza né rendono l’intestino pigro, a differenza di alcuni lassativi stimolanti usati in modo improprio. Il vero rischio è piuttosto quello di affidarsi solo al trattamento sintomatico, trascurando la ricerca delle cause e la prevenzione delle recidive. Per questo, se gli episodi di emorroidi si ripetono frequentemente o se i sintomi sono particolarmente intensi, è consigliabile programmare una valutazione specialistica, che permetta di inquadrare meglio il problema e di discutere eventuali opzioni terapeutiche aggiuntive, dalle terapie ambulatoriali mini-invasive fino, nei casi selezionati, all’intervento chirurgico.
In sintesi, le supposte per emorroidi rappresentano uno strumento utile per alleviare i sintomi locali, soprattutto nelle forme interne o miste, ma richiedono una corretta preparazione, una tecnica di inserimento adeguata e il rispetto delle indicazioni del medico e del foglietto illustrativo. Integrate con misure igienico-dietetiche e con una valutazione specialistica quando necessario, possono contribuire in modo significativo a migliorare la qualità di vita delle persone che soffrono di questo disturbo, senza sostituire però un approccio globale alla salute intestinale e vascolare.
Per approfondire
Ministero della Salute – Schede e materiali informativi ufficiali sulle malattie dell’apparato digerente, utili per comprendere il contesto generale in cui si inseriscono le emorroidi e le principali strategie di prevenzione.
Istituto Superiore di Sanità (ISS) – Approfondimenti aggiornati su patologie gastrointestinali, fattori di rischio e stili di vita, con indicazioni basate su evidenze scientifiche per la popolazione generale.
Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) – Banca dati ufficiale dei farmaci autorizzati in Italia, utile per consultare foglietti illustrativi, indicazioni, controindicazioni e avvertenze dei medicinali per uso rettale.
NHS – Haemorrhoids (piles) – Scheda informativa del Servizio Sanitario Inglese, aggiornata e di facile consultazione, che illustra sintomi, trattamenti locali (incluse le supposte) e quando rivolgersi al medico.
Mayo Clinic – Hemorrhoids – Risorsa internazionale autorevole che offre una panoramica completa su cause, sintomi, diagnosi e opzioni terapeutiche per le emorroidi, con spiegazioni accessibili anche ai non specialisti.
