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Un ascesso gengivale è un’infezione localizzata che si manifesta con una raccolta di pus nella gengiva, spesso in corrispondenza di un dente. Può essere molto doloroso e, se non trattato in modo corretto, può estendersi ai tessuti circostanti, causando complicanze anche serie. Quando si parla di “sgonfiare” un ascesso gengivale, ci si riferisce in genere alla riduzione del gonfiore, del dolore e dell’infiammazione, ma è importante ricordare che la vera risoluzione richiede sempre la valutazione e l’intervento del dentista o dell’odontoiatra.
Questa guida ha l’obiettivo di spiegare come riconoscere i sintomi di un ascesso gengivale, quali rimedi naturali possono dare un sollievo temporaneo, quali sono i principali trattamenti farmacologici utilizzati dal medico e, soprattutto, come prevenire la comparsa di nuovi episodi. Le informazioni fornite sono di carattere generale, non sostituiscono il parere del professionista e non devono essere utilizzate per impostare da soli una terapia: in presenza di dolore intenso, febbre, difficoltà ad aprire la bocca o a deglutire è necessario rivolgersi tempestivamente al dentista o al medico di fiducia.
Sintomi di un ascesso gengivale
I sintomi di un ascesso gengivale possono comparire in modo improvviso o svilupparsi gradualmente, ma in entrambi i casi il segno più caratteristico è il dolore. Si tratta spesso di un dolore pulsante, localizzato in un punto preciso della gengiva, che può peggiorare masticando o toccando la zona interessata. Il gonfiore è un altro elemento tipico: la gengiva appare arrossata, tesa e sporgente, talvolta con una piccola “bolla” biancastra o giallastra che corrisponde alla raccolta di pus. In alcuni casi il dolore può irradiarsi alla mandibola, alla mascella, all’orecchio o alla testa, rendendo difficile individuare con precisione il dente o l’area coinvolta senza una visita odontoiatrica.
Oltre al dolore e al gonfiore, molte persone riferiscono una sensazione di pressione interna, come se la gengiva “tirasse” dall’interno, e un marcato fastidio al contatto con cibi caldi o freddi. Può comparire anche alitosi (alito cattivo) dovuta alla presenza di batteri e materiale purulento, e un sapore sgradevole in bocca, soprattutto se l’ascesso tende a drenare spontaneamente. In alcuni casi, l’ascesso gengivale può associarsi a ipertrofia o modificazioni del tessuto gengivale, che possono essere aggravate anche dall’uso di alcuni farmaci: per questo è utile conoscere le possibili cause farmacologiche dell’ipertrofia gengivale e le relative modalità di trattamento.
Quando l’infezione è più estesa, possono comparire sintomi generali come febbre, malessere, stanchezza e ingrossamento dei linfonodi del collo o sotto la mandibola. La febbre è un segnale importante, perché indica che l’organismo sta reagendo a un’infezione significativa: in questo caso è ancora più urgente rivolgersi al dentista o al medico, soprattutto se la temperatura è elevata o se si associano brividi, sudorazione intensa o sensazione di debolezza marcata. Un altro segno da non sottovalutare è la difficoltà ad aprire completamente la bocca (trisma) o a deglutire, che può indicare un interessamento dei tessuti più profondi.
È importante distinguere l’ascesso gengivale da altre condizioni che possono causare dolore e gonfiore alle gengive, come la gengivite, la parodontite o le lesioni traumatiche. A differenza di una semplice infiammazione gengivale, l’ascesso è caratterizzato dalla presenza di pus e da un dolore spesso più intenso e localizzato. Tuttavia, solo una visita odontoiatrica con eventuali esami radiografici può confermare la diagnosi e individuare la causa precisa, che può essere un dente cariato, una tasca parodontale, un corpo estraneo o un trauma. Riconoscere precocemente i sintomi e non rimandare la visita è fondamentale per evitare che l’infezione si estenda e per ridurre il rischio di complicanze.
Rimedi naturali
I rimedi naturali possono offrire un sollievo temporaneo dai sintomi di un ascesso gengivale, ma non sostituiscono in alcun modo la terapia odontoiatrica. Il loro ruolo principale è quello di attenuare il dolore, ridurre leggermente l’infiammazione e migliorare l’igiene del cavo orale in attesa della visita dal dentista. Uno dei rimedi più utilizzati è il risciacquo con acqua tiepida e sale: il sale ha un lieve effetto antisettico e osmotico, che può contribuire a ridurre l’edema e a limitare la proliferazione batterica. È importante però non esagerare con la concentrazione di sale e non utilizzare acqua troppo calda, per evitare di irritare ulteriormente la mucosa gengivale già infiammata.
Un altro accorgimento utile è l’applicazione di impacchi freddi esterni sulla guancia, nella zona corrispondente all’ascesso. Il freddo provoca vasocostrizione locale, riducendo temporaneamente il gonfiore e attenuando la percezione del dolore. Gli impacchi vanno applicati per brevi periodi, avvolgendo il ghiaccio in un panno morbido per non danneggiare la pelle. All’interno della bocca, invece, è bene evitare applicazioni dirette di ghiaccio sulla gengiva, che potrebbero causare ulteriore irritazione. Anche l’assunzione di cibi morbidi, tiepidi e non irritanti (evitando alimenti troppo caldi, freddi, piccanti o acidi) può contribuire a non peggiorare il dolore durante la masticazione.
Alcune persone ricorrono a collutori o gel a base di sostanze naturali con azione lenitiva o leggermente antisettica, come la camomilla, la malva, l’aloe vera o l’olio essenziale di chiodi di garofano (eugenolo). Questi prodotti possono dare una sensazione di sollievo e contribuire a mantenere più pulita la zona, ma vanno utilizzati con prudenza e secondo le indicazioni riportate sulla confezione, evitando il fai-da-te con oli essenziali puri non diluiti, che possono essere irritanti o tossici se ingeriti. È sempre consigliabile chiedere il parere del farmacista o del dentista prima di utilizzare prodotti fitoterapici, soprattutto in gravidanza, allattamento o in presenza di altre patologie.
È fondamentale sottolineare che i rimedi naturali non sono in grado di “sgonfiare” in modo definitivo un ascesso gengivale né di eliminare l’infezione alla radice. Possono mascherare temporaneamente i sintomi, ma se non si interviene sulla causa (ad esempio un dente infetto, una tasca parodontale profonda o un corpo estraneo), l’ascesso tenderà a ripresentarsi o a peggiorare. Inoltre, l’uso improprio di rimedi casalinghi aggressivi, come applicazioni di alcol, sostanze caustiche o calore intenso, può danneggiare i tessuti e favorire la diffusione dell’infezione. Per questo motivo, i rimedi naturali devono essere considerati solo un supporto temporaneo in attesa della valutazione odontoiatrica, non una cura definitiva.
Trattamenti farmacologici
I trattamenti farmacologici per l’ascesso gengivale hanno l’obiettivo di controllare il dolore, ridurre l’infiammazione e combattere l’infezione batterica. In genere, il primo passo è la prescrizione di analgesici e antinfiammatori sistemici, che aiutano a ridurre il dolore e a migliorare la qualità di vita del paziente in attesa dell’intervento odontoiatrico definitivo (come il drenaggio dell’ascesso o il trattamento del dente causale). I farmaci più utilizzati appartengono alla classe dei FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei), che agiscono bloccando la produzione di prostaglandine, mediatori dell’infiammazione e del dolore. È importante assumerli alle dosi e per la durata indicata dal medico, tenendo conto di eventuali controindicazioni come ulcera gastrica, insufficienza renale o altre patologie.
Quando l’infezione è più estesa o sono presenti segni sistemici come febbre, malessere generale o linfonodi ingrossati, il dentista o il medico può ritenere necessario prescrivere un antibiotico. Tra gli antibiotici spesso utilizzati nelle infezioni odontogene vi sono le associazioni a base di amoxicillina e acido clavulanico, come il Clavulin, che ampliano lo spettro d’azione contro i batteri produttori di beta-lattamasi. Questi farmaci agiscono bloccando la sintesi della parete batterica, portando alla morte del microrganismo. Tuttavia, la scelta dell’antibiotico, del dosaggio e della durata della terapia deve essere sempre personalizzata dal medico, in base al quadro clinico, alle eventuali allergie e alle altre terapie in corso, evitando l’autoprescrizione o l’uso di antibiotici avanzati da precedenti cure.
Oltre alla terapia sistemica, possono essere prescritti collutori o gel a base di clorexidina o altri antisettici, da utilizzare per periodi limitati per ridurre la carica batterica nel cavo orale. La clorexidina è un antisettico ad ampio spettro che agisce sulla membrana dei batteri, ma un uso prolungato può causare effetti indesiderati come pigmentazioni superficiali dei denti o alterazioni del gusto. Per questo motivo, è fondamentale attenersi alle indicazioni del dentista riguardo alla frequenza e alla durata dei risciacqui. In alcuni casi, il professionista può associare anche terapie locali, come l’applicazione di medicamenti direttamente nella tasca parodontale o nella zona dell’ascesso, sempre in un contesto controllato.
È essenziale ricordare che i farmaci, da soli, raramente risolvono in modo definitivo un ascesso gengivale: rappresentano un supporto alla terapia odontoiatrica, che può includere il drenaggio del pus, la detersione della tasca parodontale, la terapia canalare del dente coinvolto o, nei casi più gravi, l’estrazione. L’uso inappropriato di antibiotici, senza una reale indicazione o per periodi troppo brevi, può favorire lo sviluppo di resistenze batteriche e non impedire le recidive. Per questo motivo, è importante non interrompere la terapia prima del tempo stabilito, anche se i sintomi migliorano, e segnalare al medico eventuali effetti collaterali come reazioni allergiche, disturbi gastrointestinali o altri sintomi insoliti.
Prevenzione e cura
La prevenzione dell’ascesso gengivale si basa principalmente su una corretta igiene orale quotidiana e su controlli periodici dal dentista. Spazzolare i denti almeno due volte al giorno con una tecnica adeguata, utilizzare il filo interdentale o gli scovolini per rimuovere la placca tra dente e dente e, se indicato, un collutorio antisettico per brevi periodi, aiuta a ridurre la carica batterica e a prevenire la formazione di carie e tasche parodontali, che sono tra le principali cause di ascessi. È importante scegliere uno spazzolino con setole morbide o medie e sostituirlo regolarmente, evitando di spazzolare con troppa forza, perché un trauma ripetuto può irritare le gengive e favorire l’infiammazione.
Le visite periodiche dal dentista, in genere una o due volte l’anno, permettono di individuare precocemente carie, gengiviti e parodontiti, intervenendo prima che si sviluppino complicanze come gli ascessi. Durante la seduta di igiene professionale, l’odontoiatra o l’igienista dentale rimuovono placca e tartaro anche nelle zone difficili da raggiungere con lo spazzolino, riducendo l’infiammazione gengivale e il rischio di infezioni. In presenza di fattori di rischio specifici, come malattie sistemiche (ad esempio il diabete), fumo o terapie farmacologiche che possono influenzare la salute delle gengive, il dentista può consigliare controlli più ravvicinati e strategie personalizzate di prevenzione.
Un altro aspetto importante della prevenzione riguarda la gestione dei farmaci che possono influenzare il tessuto gengivale, favorendo ipertrofia o modificazioni che rendono più difficile la pulizia e aumentano il rischio di infiammazione e infezione. Alcuni farmaci cardiovascolari, immunosoppressori o antiepilettici, ad esempio, sono noti per poter causare ipertrofia gengivale. In questi casi, è fondamentale che il paziente informi il dentista della terapia in corso, in modo da valutare insieme al medico curante eventuali alternative o strategie per contenere gli effetti sulla bocca. Approfondire i segni, le cause e il trattamento dell’ipertrofia gengivale da farmaci può aiutare a comprendere meglio questo legame e a prevenire complicanze come gli ascessi.
Infine, la cura di un ascesso gengivale non si esaurisce con la risoluzione dell’episodio acuto: è importante affrontare e correggere la causa che lo ha determinato. Ciò può significare trattare una carie profonda con una terapia canalare, intervenire su una parodontite con una terapia specifica, rimuovere un corpo estraneo o modificare abitudini che favoriscono il trauma gengivale, come l’uso improprio di stuzzicadenti o l’abitudine a mordicchiare oggetti duri. Adottare uno stile di vita sano, con una dieta equilibrata povera di zuccheri semplici, evitare il fumo e limitare l’alcol contribuisce a mantenere più forte il sistema immunitario e a ridurre il rischio di infezioni orali. In presenza di sintomi sospetti, non bisogna aspettare che il dolore diventi insopportabile: una diagnosi e un intervento precoci sono la chiave per una guarigione più rapida e per prevenire recidive.
In sintesi, “sgonfiare” un ascesso gengivale significa soprattutto intervenire in modo tempestivo e completo sulla causa dell’infezione, combinando la terapia odontoiatrica con un adeguato supporto farmacologico e, se necessario, con semplici rimedi di sollievo. I sintomi come dolore, gonfiore, alitosi e febbre non vanno mai sottovalutati, perché possono indicare un’infezione in evoluzione. Una buona igiene orale quotidiana, controlli regolari dal dentista e un’attenzione particolare ai farmaci che possono influenzare la salute delle gengive sono gli strumenti più efficaci per prevenire la comparsa di nuovi ascessi e mantenere nel tempo una bocca sana.
Per approfondire
Ministero della Salute – Portale istituzionale con informazioni aggiornate sulla salute orale, la prevenzione delle infezioni del cavo orale e le campagne di educazione sanitaria rivolte alla popolazione generale.
Istituto Superiore di Sanità (ISS) – Offre documenti, rapporti e materiali divulgativi su igiene orale, malattie infettive e uso appropriato degli antibiotici, utili per comprendere il contesto generale delle infezioni odontogene.
Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) – Sito di riferimento per schede tecniche e fogli illustrativi dei farmaci, inclusi antibiotici come le associazioni amoxicillina/acido clavulanico, con informazioni su indicazioni, controindicazioni ed effetti indesiderati.
Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) – Fornisce valutazioni scientifiche e documentazione regolatoria sui medicinali autorizzati nell’Unione Europea, utile per approfondire sicurezza ed efficacia dei farmaci impiegati nelle infezioni odontogene.
Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS/WHO) – Propone linee guida e materiali educativi sulla salute orale, sull’uso responsabile degli antibiotici e sulla prevenzione delle malattie infettive, con una prospettiva di salute pubblica globale.
