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Il mal di schiena ĆØ uno dei disturbi muscolo-scheletrici più comuni e può compromettere in modo significativo la qualitĆ di vita, limitando i movimenti quotidiani, il sonno e la capacitĆ di lavorare o svolgere attivitĆ ricreative. Quando si parla di āsfiammare i muscoli della schienaā ci si riferisce in genere alla riduzione dellāinfiammazione e della tensione muscolare che contribuiscono al dolore, alla rigiditĆ e alla sensazione di blocco. Capire quali siano le cause, come riconoscere i sintomi che meritano attenzione e quali strategie utilizzare ā dai rimedi naturali ai farmaci, fino agli esercizi mirati ā ĆØ fondamentale per gestire il problema in modo sicuro e consapevole.
Ć importante ricordare che non esiste un unico rimedio valido per tutti: il mal di schiena ĆØ una condizione eterogenea, che può dipendere da fattori meccanici, posturali, degenerativi, ma anche psicologici e sociali. Le linee guida internazionali sottolineano lāimportanza di un approccio globale, che combini movimento, educazione del paziente, gestione dello stress e, quando necessario, trattamenti farmacologici o fisioterapici. Le informazioni che seguono hanno carattere generale e non sostituiscono il parere del medico o dello specialista, al quale ĆØ sempre opportuno rivolgersi in presenza di dolore intenso, persistente o associato a sintomi insoliti.
Cause del mal di schiena
Le cause del mal di schiena sono molteplici e spesso coesistono, rendendo difficile individuare un solo fattore responsabile. Nella maggior parte dei casi si tratta di dolore āaspecificoā, cioĆØ non legato a una singola lesione evidente, ma a un insieme di sovraccarichi e microtraumi che interessano muscoli, legamenti, dischi intervertebrali e piccole articolazioni della colonna. Una postura scorretta mantenuta per molte ore, come stare seduti davanti al computer senza adeguato supporto lombare, può favorire tensioni muscolari croniche e infiammazione. Anche i movimenti ripetitivi, il sollevamento di carichi in modo scorretto o improvvisi sforzi eccessivi possono provocare stiramenti o contratture dei muscoli paravertebrali, con comparsa di dolore acuto o subacuto.
Un altro gruppo importante di cause riguarda i processi degenerativi legati allāetĆ , come lāartrosi delle faccette articolari vertebrali o la degenerazione dei dischi intervertebrali, che possono ridurre la capacitĆ di ammortizzare i carichi e aumentare la sensibilitĆ al dolore. In alcuni casi si sviluppano protrusioni o ernie discali che irritano o comprimono le radici nervose, dando origine a dolore irradiato a glutei e gambe (sciatalgia). Anche il sovrappeso, la sedentarietĆ e la debolezza della muscolatura del tronco (core) contribuiscono a sovraccaricare la colonna. Infine, fattori psicologici come stress, ansia e depressione possono amplificare la percezione del dolore e favorire la cronicizzazione del disturbo, creando un circolo vizioso difficile da interrompere. Per questo, la gestione del mal di schiena richiede spesso un approccio multidimensionale, che non si limiti al solo trattamento locale dei muscoli infiammati. strategie per ridurre la percezione del dolore
Esistono poi cause specifiche, meno frequenti ma clinicamente rilevanti, che devono essere riconosciute dal medico. Tra queste rientrano fratture vertebrali (ad esempio in caso di osteoporosi), infezioni, malattie infiammatorie sistemiche (come la spondilite anchilosante), tumori primitivi o metastasi vertebrali. In tali situazioni il dolore tende a essere più persistente, spesso non correlato ai movimenti, talvolta presente anche a riposo o di notte, e può associarsi a sintomi generali come febbre, calo di peso, stanchezza marcata. Anche alcune patologie degli organi interni (reni, pancreas, aorta, apparato ginecologico) possono manifestarsi con dolore riferito alla schiena, rendendo necessaria una valutazione accurata per escludere cause extra-vertebrali. à quindi essenziale non sottovalutare un mal di schiena che si presenta in modo atipico o che non migliora con le misure abituali.
Un capitolo a parte riguarda il mal di schiena in gravidanza e nel post-partum, dove i cambiamenti ormonali, lāaumento di peso e le modifiche della postura (accentuazione della lordosi lombare) determinano un sovraccarico importante sulla colonna. Anche in etĆ pediatrica e adolescenziale il mal di schiena non va trascurato: sebbene spesso sia legato a posture scorrette o a sovraccarichi sportivi, può talvolta segnalare alterazioni strutturali come scoliosi evolutiva o spondilolisi. In tutti questi contesti, la valutazione specialistica consente di impostare strategie preventive e terapeutiche adeguate, che includono educazione posturale, esercizi mirati e, quando necessario, ulteriori accertamenti diagnostici.
Sintomi e diagnosi
Il sintomo principale del mal di schiena ĆØ il dolore, che può presentarsi in forme molto diverse: acuto e improvviso, come una āfittaā che blocca i movimenti; sordo e continuo, con sensazione di peso o rigiditĆ ; oppure intermittente, legato a determinate posture o attivitĆ . La localizzazione può essere lombare, dorsale o cervicale, e il dolore può rimanere circoscritto alla colonna oppure irradiarsi a glutei, cosce o arti superiori, a seconda dei segmenti interessati. Spesso si associano contratture muscolari, limitazione della mobilitĆ (difficoltĆ a piegarsi, ruotare il tronco o alzarsi da seduti) e, nei casi più intensi, difficoltĆ a svolgere le normali attivitĆ quotidiane. Alcune persone riferiscono anche formicolii, sensazione di intorpidimento o debolezza agli arti, segni che possono indicare un coinvolgimento delle radici nervose.
La diagnosi di mal di schiena inizia sempre da unāaccurata anamnesi, in cui il medico raccoglie informazioni su modalitĆ di insorgenza, durata, caratteristiche del dolore, fattori che lo peggiorano o lo alleviano, eventuali traumi, patologie pregresse e farmaci assunti. Lāesame obiettivo comprende lāosservazione della postura, la palpazione dei muscoli e delle strutture vertebrali, la valutazione della mobilitĆ e lāesecuzione di test neurologici per verificare forza, sensibilitĆ e riflessi. Nella maggior parte dei casi di dolore aspecifico acuto o subacuto, se non sono presenti segnali di allarme, non ĆØ necessario ricorrere subito a esami strumentali complessi. Radiografie, risonanza magnetica o TAC vengono riservate a situazioni selezionate, ad esempio in presenza di trauma importante, sospetto di frattura, infezione, tumore o deficit neurologici significativi, per evitare esami inutili che non cambierebbero la gestione clinica.
Un aspetto cruciale nella diagnosi ĆØ il riconoscimento dei cosiddetti āred flagsā, cioĆØ quei segni e sintomi che possono indicare una causa grave di mal di schiena e richiedono un approfondimento rapido. Tra questi rientrano: dolore notturno persistente o che peggiora a riposo, febbre, calo di peso non intenzionale, storia di tumore, trauma recente importante, uso prolungato di corticosteroidi, immunodeficienza, etĆ avanzata con sospetto di osteoporosi, comparsa di disturbi urinari o fecali, anestesia āa sellaā nella zona perineale, debolezza marcata e progressiva agli arti. La presenza di uno o più di questi elementi impone una valutazione urgente per escludere condizioni come sindrome della cauda equina, infezioni vertebrali, fratture o lesioni neoplastiche. In assenza di red flags, invece, il dolore lombare aspecifico viene generalmente gestito con un approccio conservativo, basato su movimento, educazione e, se necessario, farmaci sintomatici.
Negli ultimi anni si ĆØ affermata lāimportanza di considerare il mal di schiena non solo come un problema meccanico, ma come una condizione ābio-psico-socialeā, in cui fattori emotivi, cognitivi e ambientali influenzano lāintensitĆ del dolore e la risposta ai trattamenti. Per questo, la valutazione può includere anche questionari sul livello di disabilitĆ , sul tono dellāumore, sulla qualitĆ del sonno e sulle convinzioni del paziente riguardo al dolore (paura del movimento, catastrofizzazione, aspettative rispetto alle cure). Identificare precocemente questi aspetti permette di impostare interventi più mirati, ad esempio integrando programmi di esercizio con strategie di educazione terapeutica e, quando indicato, supporto psicologico. Un inquadramento diagnostico completo ĆØ il primo passo per scegliere le modalitĆ più efficaci e sicure per āsfiammareā i muscoli della schiena e ridurre il rischio di cronicizzazione.
Rimedi naturali e farmaci
Per ridurre lāinfiammazione e la tensione muscolare alla schiena, le linee guida internazionali raccomandano innanzitutto strategie non farmacologiche, soprattutto nei casi di dolore aspecifico e non complicato. Il riposo assoluto a letto ĆØ generalmente sconsigliato: ĆØ preferibile mantenere, per quanto possibile, un livello di attivitĆ compatibile con il dolore, alternando brevi pause a momenti di movimento. Lāapplicazione di calore locale (borse dellāacqua calda, impacchi termici) può favorire il rilassamento muscolare e alleviare la sensazione di rigiditĆ , mentre in fase molto acuta alcuni trovano beneficio dal freddo (ghiaccio avvolto in un panno) per brevi periodi. Tecniche di rilassamento, respirazione diaframmatica e gestione dello stress possono contribuire a ridurre la tensione muscolare riflessa. Anche alcune pratiche mente-corpo, come yoga dolce o tai chi, se eseguite con istruttori esperti e adattate alla condizione della persona, possono migliorare flessibilitĆ e percezione del dolore.
Tra i rimedi naturali rientrano anche massaggi decontratturanti, trattamenti manuali (come alcune forme di terapia manipolativa) e lāuso di creme o gel a base di sostanze ad azione rubefacente o antinfiammatoria locale. Ć importante, tuttavia, affidarsi a professionisti qualificati e informare sempre il medico di eventuali trattamenti complementari in corso, per evitare sovrapposizioni o controindicazioni. Lāassunzione di integratori (ad esempio a base di magnesio, vitamina D, estratti vegetali) dovrebbe essere valutata caso per caso, poichĆ© le evidenze scientifiche sulla loro efficacia specifica nel mal di schiena sono spesso limitate o non univoche. In ogni caso, nessun rimedio naturale dovrebbe sostituire un percorso di esercizio terapeutico e correzione dei fattori di rischio, che rappresentano il cardine della prevenzione delle recidive.
Quando il dolore ĆØ più intenso o limita in modo significativo le attivitĆ quotidiane, il medico può consigliare lāuso di farmaci analgesici o antinfiammatori per periodi limitati. I farmaci più utilizzati sono i paracetamolo e, soprattutto, i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), che agiscono riducendo lāinfiammazione e la percezione del dolore. Ć fondamentale rispettare dosaggi, durata del trattamento e controindicazioni, poichĆ© i FANS possono avere effetti indesiderati a carico di stomaco, reni e apparato cardiovascolare, soprattutto in caso di uso prolungato o in presenza di altre patologie. In alcune situazioni selezionate possono essere prescritti miorilassanti per brevi periodi, per ridurre le contratture muscolari, o farmaci ad azione sul sistema nervoso centrale quando il dolore assume caratteristiche neuropatiche. Lāuso di oppioidi, soprattutto a lungo termine, ĆØ generalmente sconsigliato nelle forme croniche di mal di schiena, a causa del rischio di dipendenza e di effetti collaterali importanti.
Le più recenti linee guida dellāOrganizzazione Mondiale della SanitĆ sulla gestione non chirurgica del mal di schiena cronico sottolineano lāimportanza di un uso prudente dei farmaci, inserendoli in un piano di cura più ampio che includa educazione, esercizio e supporto psicologico quando necessario. Lāobiettivo non ĆØ solo āspegnereā il dolore nel breve periodo, ma migliorare la funzionalitĆ e lāautonomia nel lungo termine, riducendo il rischio di ricadute. Per questo, ĆØ essenziale che il paziente sia informato sui benefici e sui limiti dei diversi trattamenti, partecipando attivamente alle decisioni terapeutiche. Qualsiasi terapia farmacologica dovrebbe essere periodicamente rivalutata, per verificare lāefficacia, monitorare eventuali effetti indesiderati e, se possibile, ridurre gradualmente le dosi una volta ottenuto un controllo soddisfacente dei sintomi.
Esercizi e fisioterapia
Lāesercizio fisico mirato rappresenta uno degli strumenti più efficaci e raccomandati per sfiammare i muscoli della schiena e prevenire le recidive di mal di schiena, soprattutto nelle forme croniche. Contrariamente alla convinzione diffusa che ācon il mal di schiena bisogna stare fermiā, le evidenze scientifiche mostrano che il movimento, se ben dosato e guidato, aiuta a ridurre il dolore, migliorare la funzionalitĆ e rafforzare la muscolatura di sostegno della colonna. I programmi di esercizio possono includere attivitĆ aerobica a basso impatto (camminata, cyclette, nuoto), esercizi di mobilizzazione dolce della colonna, stretching dei muscoli posteriori della coscia e dei flessori dellāanca, e soprattutto esercizi di rinforzo del core, cioĆØ dei muscoli addominali, lombari e pelvici che stabilizzano il tronco. La progressione deve essere graduale, adattata al livello di dolore e di condizione fisica della persona, evitando movimenti bruschi o carichi eccessivi nelle fasi iniziali.
La fisioterapia svolge un ruolo centrale nella gestione del mal di schiena, integrando esercizi terapeutici, tecniche manuali e educazione del paziente. Il fisioterapista valuta la postura, la mobilitĆ articolare, la forza muscolare e i pattern di movimento, individuando eventuali squilibri o compensi che possono contribuire al dolore. Sulla base di questa valutazione, imposta un programma personalizzato che può comprendere mobilizzazioni articolari, massoterapia, tecniche di rilascio miofasciale, esercizi di stabilizzazione e rieducazione posturale. Un aspetto fondamentale ĆØ lāinsegnamento di strategie da applicare nella vita quotidiana: come sollevare correttamente i pesi, come organizzare la postazione di lavoro, come alternare le posture durante la giornata. Lāobiettivo ĆØ rendere la persona progressivamente autonoma nella gestione del proprio mal di schiena, riducendo la dipendenza da trattamenti passivi.
Alcuni approcci specifici, come il metodo McKenzie, il Pilates terapeutico o i programmi di esercizio in acqua, possono essere particolarmente utili in determinate situazioni, ma la scelta dipende dalle caratteristiche del paziente, dalle preferenze personali e dalla disponibilitĆ di strutture adeguate. Le linee guida sottolineano che non esiste un unico tipo di esercizio āmiglioreā per tutti: ciò che conta ĆØ la regolaritĆ , la progressione graduale e lāaderenza nel tempo. Ć spesso più efficace un programma moderato ma sostenibile, che la persona riesce a integrare nella propria routine, rispetto a interventi intensivi ma di breve durata. Anche lāattivitĆ fisica generale, come camminare ogni giorno a passo sostenuto o utilizzare le scale invece dellāascensore, contribuisce a mantenere la schiena in salute, migliorando la circolazione, il tono muscolare e il benessere psicologico.
In alcuni casi, soprattutto quando il dolore ĆØ presente da molti mesi e ha portato a una marcata riduzione delle attivitĆ , può essere indicato un percorso di riabilitazione multidisciplinare che coinvolga, oltre al fisioterapista, il medico fisiatra, lo psicologo e altre figure professionali. Questi programmi combinano esercizio progressivo, educazione sul dolore, tecniche di coping e, se necessario, interventi sul posto di lavoro per favorire il rientro o il mantenimento dellāattivitĆ lavorativa. Lāobiettivo ĆØ rompere il circolo vizioso doloreāpaura del movimentoāinattivitĆ āulteriore indebolimento muscolare, restituendo alla persona fiducia nelle proprie capacitĆ di movimento. Prima di iniziare qualsiasi programma di esercizi ĆØ comunque consigliabile un confronto con il medico o lo specialista, soprattutto in presenza di patologie concomitanti o di sintomi che fanno sospettare una causa specifica di mal di schiena.
Quando consultare un medico
Non tutti gli episodi di mal di schiena richiedono una visita urgente: spesso si tratta di disturbi lievi o moderati che migliorano in pochi giorni con misure semplici, come mantenere unāattivitĆ fisica leggera, applicare calore locale e, se necessario, assumere analgesici da banco per brevi periodi. Tuttavia, ĆØ importante sapere riconoscere le situazioni in cui ĆØ opportuno consultare il medico di base o lo specialista. In generale, una valutazione medica ĆØ raccomandata quando il dolore ĆØ molto intenso, limita in modo marcato le attivitĆ quotidiane, non migliora dopo una o due settimane di gestione conservativa, oppure tende a peggiorare nonostante i tentativi di trattamento. Anche la comparsa di dolore dopo un trauma significativo (caduta, incidente stradale, sollevamento di un carico molto pesante) merita un controllo, per escludere fratture o altre lesioni strutturali.
Come accennato, la presenza di āred flagsā impone una valutazione tempestiva. Bisogna rivolgersi rapidamente al medico o al pronto soccorso se il mal di schiena ĆØ associato a febbre, brividi, calo di peso non intenzionale, storia recente o pregressa di tumore, uso prolungato di corticosteroidi, immunodeficienza, consumo di droghe per via endovenosa. Altri segnali di allarme sono il dolore notturno che sveglia dal sonno, il dolore che non migliora con il riposo o che peggiora in posizione sdraiata, la comparsa di disturbi urinari o fecali (difficoltĆ a trattenere urine o feci, ritenzione urinaria), la perdita di sensibilitĆ nellāarea genitale o perineale, la debolezza marcata e progressiva alle gambe. In questi casi ĆØ necessario escludere condizioni gravi come infezioni vertebrali, tumori, fratture instabili o sindrome della cauda equina, che richiedono interventi rapidi e specifici.
Ć consigliabile consultare un medico anche quando il mal di schiena si ripresenta frequentemente, interferisce con il lavoro o con le attivitĆ di cura familiare, o si associa a un marcato impatto psicologico, con ansia, umore depresso o paura del movimento. In queste situazioni, un inquadramento più approfondito permette di identificare eventuali fattori predisponenti (posture scorrette, sovrappeso, debolezza muscolare, stress cronico) e di impostare un piano di prevenzione personalizzato, che può includere fisioterapia, programmi di esercizio, interventi ergonomici sul posto di lavoro e, se necessario, supporto psicologico. Anche le persone con patologie croniche (osteoporosi, artrite infiammatoria, malattie metaboliche) dovrebbero confrontarsi con il proprio medico per definire strategie di protezione della colonna e monitorare lāeventuale comparsa di complicanze.
Infine, ĆØ opportuno ricordare che lāautogestione del dolore con farmaci da banco o rimedi āfai da teā non dovrebbe protrarsi a lungo senza un confronto con un professionista sanitario, soprattutto se si ricorre frequentemente a dosi elevate di analgesici o antinfiammatori. Il medico può valutare lāappropriatezza dei trattamenti in corso, verificare la presenza di controindicazioni, proporre alternative più sicure o efficaci e, se necessario, indirizzare a uno specialista (fisiatra, ortopedico, reumatologo, neurologo) per ulteriori approfondimenti. Un dialogo aperto e continuativo con il curante aiuta a evitare sia il rischio di sottovalutare segnali importanti, sia quello opposto di ricorrere a esami o terapie invasive non necessari, favorendo un percorso di cura equilibrato e centrato sulla persona.
In sintesi, āsfiammare i muscoli della schienaā significa intervenire su più livelli: ridurre lāinfiammazione e la tensione muscolare nel breve periodo, ma anche correggere i fattori che hanno portato al dolore, rafforzare la muscolatura di sostegno, migliorare la postura e gestire lo stress. Un approccio basato su movimento regolare, fisioterapia mirata, uso prudente dei farmaci e attenzione agli aspetti psicologici consente, nella maggior parte dei casi, di ottenere un buon controllo dei sintomi e di prevenire le recidive. In presenza di segnali di allarme, dolore persistente o impatto importante sulla qualitĆ di vita, il confronto con il medico o lo specialista ĆØ fondamentale per escludere cause specifiche e definire il percorso terapeutico più adatto, nel rispetto delle più recenti evidenze scientifiche.
Per approfondire
Organizzazione Mondiale della SanitĆ (OMS) ā Linea guida 2023 sulla gestione non chirurgica del mal di schiena cronico, utile per comprendere quali interventi non farmacologici e farmacologici sono raccomandati o sconsigliati.
OMS ā Executive summary linee guida mal di schiena ā Sintesi aggiornata e più facilmente consultabile delle raccomandazioni OMS per il mal di schiena cronico, con focus su esercizio, educazione e uso prudente dei farmaci.
Ministero della Salute ā Linee di indirizzo 2024 sullāattivitĆ fisica nelle patologie muscolo-scheletriche, con indicazioni pratiche su come muoversi in sicurezza anche in presenza di mal di schiena.
Istituto Superiore di SanitĆ (ISS) ā Portale con schede informative e materiali educativi su dolore muscolo-scheletrico, stili di vita attivi e prevenzione delle patologie della colonna vertebrale.
Associazione Italiana Fisioterapia (AIFI) ā Informazioni per il pubblico sul ruolo della fisioterapia nel mal di schiena, esempi di percorsi riabilitativi e indicazioni su come scegliere professionisti qualificati.
