Cosa prendere per giramenti di testa e vertigini?

Cause, farmaci, rimedi naturali e prevenzione dei giramenti di testa e vertigini: quando consultare il medico e gestione a lungo termine.

“Giramenti di testa” e “vertigini” sono termini usati spesso come sinonimi, ma descrivono sensazioni diverse. La vertigine vera è la percezione illusoria di movimento (spesso rotatorio) dell’ambiente o del corpo; il giramento di testa, invece, può includere sensazioni di instabilità, sbandamento, capogiro, offuscamento o “testa leggera”, spesso legate a cause non vestibolari. Capire la differenza è fondamentale perché ciò che si può “prendere” (farmaci o rimedi) dipende dalla causa sottostante e dalla durata/ricorrenza degli episodi. Questa guida aiuta a orientarsi tra le opzioni disponibili, ma non sostituisce una valutazione clinica, soprattutto in presenza di sintomi improvvisi, intensi o associati ad altri segnali d’allarme.

Nel prosieguo analizzeremo prima le cause più comuni, per poi discutere farmaci, rimedi non farmacologici e quando è opportuno rivolgersi a un medico. In generale, trattare il sintomo senza riconoscere la causa può alleviare solo temporaneamente il disturbo o, in alcuni casi, mascherare segnali importanti. Per questo motivo la corretta identificazione dell’origine (vestibolare, neurologica, cardiovascolare, metabolica o iatrogena) è il primo passo per scegliere l’intervento più appropriato e sicuro.

Cause dei giramenti di testa

Le cause dei giramenti di testa si raggruppano in tre grandi categorie: vestibolari periferiche (origine nell’orecchio interno e nel nervo vestibolare), centrali (lesioni o disfunzioni del sistema nervoso centrale) e non vestibolari, che includono condizioni cardiovascolari, metaboliche, ematologiche, cervicali e psicologiche. Anche il “pattern” temporale orienta la diagnosi: episodi brevi e scatenati da movimenti del capo suggeriscono vertigini posizionali; un esordio acuto e prolungato con nausea e instabilità fa pensare a un quadro vestibolare acuto; episodi ricorrenti associati a sintomi uditivi o cefalea richiamano rispettivamente Ménière o emicrania vestibolare. Infine, la presenza di fattori di rischio (età, ipertensione, diabete, terapia farmacologica) e di segni neurologici guida la priorità e l’urgenza degli approfondimenti.

Tra le cause vestibolari periferiche, la più frequente è la vertigine parossistica posizionale benigna (VPPB), dovuta allo spostamento di microcristalli (otoliti) nei canali semicircolari: provoca vertigini di secondi, scatenate dal cambio di posizione (girarsi nel letto, chinarsi). La neurite vestibolare e la labirintite, in genere virali, determinano vertigine intensa prolungata, con nausea, vomito e marcata instabilità; nella labirintite si associa spesso un calo dell’udito. La malattia di Ménière causa episodi di vertigine di minuti-ore con ovattamento auricolare, acufene e fluttuazioni uditive. Anche i farmaci ototossici (per esempio alcuni antibiotici, chemioterapici o diuretici) possono alterare la funzione vestibolare. Questi quadri si accompagnano spesso a nistagmo, un movimento involontario degli occhi che orienta la diagnosi e la gestione clinica, in particolare quando le vertigini sono molto intense: per approfondire, si veda il focus su sindrome vestibolare periferica con vertigini intense e nistagmo sindrome vestibolare periferica, vertigini intense e nistagmo.

Le cause centrali comprendono eventi vascolari del circolo posteriore (TIA o ictus), emicrania vestibolare, sclerosi multipla e, meno frequentemente, lesioni espansive della fossa posteriore. L’ictus cerebellare o del tronco encefalico può esordire con vertigine acuta intensa, spesso indistinguibile da un vestibolopatia periferica se ci si limita al sintomo soggettivo; l’associazione con diplopia, disartria, atassia, deficit di forza o sensibilità, cefalea violenta e improvvisa, o instabilità marcata non spiegabile, orienta verso un’origine centrale e impone valutazione urgente. L’emicrania vestibolare, invece, può dare episodi ricorrenti di vertigine con o senza cefalea, fotofobia e fonofobia, influenzati da trigger come stress, squilibri del sonno o alcuni alimenti. Nei quadri centrali, l’esame neurologico e i test oculomotori (compreso il nistagmo “non tipico” periferico) aiutano a distinguere l’origine e a definire il percorso diagnostico e terapeutico.

Farmaci e Rimedi per Giramenti di Testa e Vertigini

Molti giramenti di testa sono non vestibolari. Le cause cardiovascolari includono ipotensione ortostatica (calo pressorio al passaggio in piedi, tipico al mattino o dopo pasti), disidratazione, perdita di sangue, aritmie (fibrillazione atriale, tachicardie o bradicardie), stenosi valvolari e, in alcuni casi, ipertensione severa con oscillazioni pressorie; i sintomi tipici sono svenimento o presincope, annebbiamento, debolezza e sudorazione fredda. Tra le cause metaboliche ed ematologiche spiccano ipoglicemia, anemia sideropenica, ipossia, diselettrolitemie e ipotiroidismo. Farmaci come antipertensivi, diuretici, sedativi, ansiolitici, antidepressivi, antiepilettici e antistiminici di prima generazione possono indurre capogiro o instabilità, così come alcol e sostanze d’abuso. Anche disturbi del rachide cervicale, iperventilazione, ansia o attacchi di panico possono generare sensazioni di sbandamento o “testa leggera”. In questi scenari, la valutazione clinica e alcuni esami mirati consentono di confermare l’origine e indirizzare la terapia;

Il “modo” in cui si manifestano i giramenti di testa aiuta a orientare: se l’episodio è brevissimo, ricorrente e scatenato da movimenti del capo, la VPPB è probabile; se la vertigine è intensa, continua per ore-giorni e peggiora con i movimenti oculari o del capo, può trattarsi di una neurite vestibolare; se agli episodi si associano pienezza auricolare, acufeni e calo uditivo fluttuante, considerare Ménière; se coesistono fotofobia, fonofobia o precedenti di emicrania, pensare a emicrania vestibolare. In presenza di palpitazioni o dolore toracico, valutare una causa cardiaca; se i sintomi iniziano dopo essersi alzati in piedi o dopo pasti, sospettare ipotensione ortostatica; se compaiono pallore, affaticamento e fiato corto, indagare anemia. L’età avanzata, la terapia polifarmacologica e patologie croniche aumentano la probabilità di cause miste. Riconoscere questi pattern permette di scegliere in modo più mirato cosa prendere e quali strategie non farmacologiche adottare, riducendo il rischio di trattamenti inappropriati o inefficaci.

Farmaci consigliati

La scelta dei farmaci dipende dalla causa del sintomo e dal “pattern” temporale. Nelle fasi acute, quando nausea e malessere sono predominanti, si usano farmaci antiemetici (ad esempio metoclopramide o ondansetron) e vestibolosoppressori. Tra questi ultimi rientrano antistaminici H1 (come dimenidrinato o cinnarizina) e, in casi selezionati, benzodiazepine; possono attenuare vertigine, nausea e vomito ma vanno impiegati a dosi e per durate limitate, perché l’uso prolungato può interferire con la compensazione vestibolare. Effetti indesiderati comuni sono sonnolenza, secchezza delle fauci, visione offuscata e ipotensione, con aumento del rischio di cadute.

Nei disturbi vestibolari specifici, la terapia varia: nella VPPB le manovre di riposizionamento canalare sono il trattamento di prima scelta, mentre i farmaci hanno un ruolo solo sintomatico se la nausea è intensa. Nella neurite vestibolare, un breve ciclo di corticosteroidi nelle fasi iniziali può essere preso in considerazione in casi selezionati. Nella malattia di Ménière si impiega spesso la betahistina e, in alcune situazioni, diuretici; la strategia dipende dalla frequenza e dalla gravità degli episodi. Nell’emicrania vestibolare si utilizzano farmaci per l’attacco e, se gli episodi sono ricorrenti o invalidanti, terapie di prevenzione (ad esempio beta-bloccanti, calcioantagonisti, antiepilettici o antidepressivi), scelte in base al profilo clinico complessivo.

Quando il capogiro è di origine non vestibolare, il trattamento è mirato alla causa sottostante: nell’ipotensione ortostatica possono essere utili la revisione diuretici/antipertensivi e l’ottimizzazione dell’idratazione; in casi selezionati si ricorre a farmaci pressori sotto stretta supervisione. Le aritmie richiedono gestione cardiologica dedicata; l’anemia l’integrazione di ferro; l’ipoglicemia la correzione dei livelli di glucosio; diselettrolitemie e disfunzioni tiroidee necessitano di terapie specifiche. Nei casi iatrogeni, una revisione della terapia (riducendo o sostituendo farmaci sedativi o ipotensivanti) è spesso risolutiva.

Precauzioni d’uso: molte molecole hanno effetti sedativi o anticolinergici; evitare alcol e attività che richiedono vigilanza (guida, uso di macchinari). Prestare attenzione negli anziani, in gravidanza o allattamento e in presenza di cardiopatie o fattori di rischio per prolungamento dell’intervallo QT. L’uso deve essere il più breve possibile e secondo indicazione medica o del farmacista; se i sintomi persistono, peggiorano o sono atipici, è opportuna una rivalutazione clinica.

Rimedi naturali e terapie alternative

Oltre ai trattamenti farmacologici, esistono diversi rimedi naturali e terapie alternative che possono aiutare a gestire i giramenti di testa e le vertigini. È importante sottolineare che questi rimedi dovrebbero essere considerati complementari e non sostitutivi delle terapie mediche convenzionali.

Lo zenzero è noto per le sue proprietà antiemetiche e può essere utile nel ridurre la nausea associata alle vertigini. Può essere consumato sotto forma di tisana, masticando una fettina fresca o assumendo capsule di estratto secco. (cure-naturali.it)

Il Ginkgo biloba è una pianta che favorisce la circolazione sanguigna cerebrale e può contribuire a migliorare l’equilibrio. L’assunzione di estratti di Ginkgo biloba, secondo le indicazioni del prodotto, può essere benefica per chi soffre di vertigini. (sanioggi.it)

Alcuni oli essenziali, come quelli di lavanda, menta piperita o rosmarino, possono essere utilizzati per massaggiare delicatamente l’area del collo e delle spalle, favorendo il rilassamento muscolare e potenzialmente riducendo i sintomi delle vertigini. (audiotecnicadossrl.it)

Pratiche come lo yoga, il tai chi o la meditazione possono aiutare a ridurre lo stress e migliorare la postura, contribuendo alla diminuzione della frequenza e dell’intensità dei giramenti di testa.

Quando consultare un medico

È fondamentale rivolgersi a un medico se i giramenti di testa o le vertigini sono frequenti, persistenti o accompagnati da altri sintomi preoccupanti. In particolare, è consigliabile consultare un professionista sanitario se si verificano:

Se le vertigini sono accompagnate da sintomi come mal di testa intenso, difficoltà nel parlare, perdita di coscienza, visione offuscata o debolezza improvvisa, è necessario cercare immediatamente assistenza medica.

Se i giramenti di testa si presentano frequentemente o persistono nel tempo, è opportuno consultare un medico per determinare la causa sottostante e ricevere un trattamento adeguato.

Se le vertigini interferiscono con le attività quotidiane, come la guida o le prestazioni lavorative, è importante rivolgersi a un professionista sanitario per una valutazione approfondita. (viverepiusani.it)

Prevenzione e gestione a lungo termine

Adottare uno stile di vita sano e alcune misure preventive può contribuire a ridurre la frequenza e l’intensità dei giramenti di testa e delle vertigini.

Mantenere una corretta idratazione è essenziale, poiché la disidratazione può essere una causa comune di vertigini. Assicurarsi di bere una quantità adeguata di acqua durante il giorno. (medicoverhospitals.in)

Praticare regolarmente attività fisica, come camminare o fare esercizi di stretching, può migliorare la circolazione sanguigna e l’equilibrio, contribuendo a prevenire le vertigini. (ambientebio.it)

Gestire lo stress attraverso tecniche di rilassamento, come la meditazione o lo yoga, può aiutare a prevenire episodi di vertigini legati a tensioni muscolari o ansia.

Adottare una dieta equilibrata, ricca di frutta, verdura e cereali integrali, può supportare la salute generale e prevenire carenze nutrizionali che potrebbero contribuire ai giramenti di testa.

In conclusione, i giramenti di testa e le vertigini possono derivare da diverse cause e richiedono un approccio personalizzato per il trattamento e la prevenzione. È fondamentale consultare un medico per una diagnosi accurata e seguire le indicazioni terapeutiche appropriate. L’adozione di uno stile di vita sano e l’utilizzo di rimedi naturali possono supportare la gestione dei sintomi, ma non devono sostituire le terapie mediche convenzionali.

Per approfondire

Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) – Informazioni ufficiali sui farmaci approvati e linee guida terapeutiche.

Ministero della Salute – Risorse e aggiornamenti su salute pubblica e prevenzione.

Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale – Approfondimenti sulle patologie dell’orecchio e dell’equilibrio.

Epicentro – Istituto Superiore di Sanità – Dati epidemiologici e informazioni su malattie e prevenzione.

Manuale MSD – Sezione Professionale – Risorse mediche dettagliate su diagnosi e trattamento delle vertigini.