Sindrome di Pendred: ipoacusia congenita e gozzo

Sindrome di Pendred: sordità neurosensoriale congenita bilaterale, gozzo eutiroideo, difetto d’organificazione dello iodio, test al perclorato, mutazioni SLC26A4; diagnosi, follow-up endocrinologico e riabilitazione audiologica.

La sindrome di Pendred è una malattia genetica rara caratterizzata principalmente da sordità neurosensoriale congenita bilaterale e dalla presenza di gozzo eutiroideo. Questa condizione rappresenta circa il 7,5% dei casi di sordità congenita, rendendola una delle forme più comuni di sordità genetica sindromica. La trasmissione avviene in modalità autosomica recessiva, richiedendo la presenza di mutazioni in entrambi gli alleli del gene SLC26A4 per manifestare la malattia. La diagnosi precoce e una gestione multidisciplinare sono fondamentali per migliorare la qualità di vita dei pazienti affetti.

Cos’è la sindrome di Pendred

La sindrome di Pendred è una patologia ereditaria che combina sordità neurosensoriale congenita bilaterale e gozzo eutiroideo. La sordità è spesso presente sin dalla nascita e può variare da lieve a profonda, con possibili fluttuazioni dell’udito nel tempo. Il gozzo, ovvero l’ingrossamento della ghiandola tiroidea, si sviluppa generalmente durante l’infanzia o l’adolescenza, mantenendo solitamente una funzione tiroidea normale. Questa sindrome è causata da mutazioni nel gene SLC26A4, che codifica per la proteina pendrina, coinvolta nel trasporto di ioni come cloruro e ioduro nelle cellule della tiroide e dell’orecchio interno. La trasmissione avviene in modalità autosomica recessiva, richiedendo che entrambi i genitori siano portatori sani della mutazione per trasmettere la malattia ai figli. La prevalenza esatta della sindrome di Pendred non è nota, ma si stima che rappresenti circa il 7,5% di tutti i casi di sordità congenita. La diagnosi si basa su criteri clinici, imaging dell’orecchio interno e test genetici per identificare mutazioni nel gene SLC26A4. La gestione della malattia richiede un approccio multidisciplinare, includendo audiologi, endocrinologi e genetisti, per monitorare e trattare le manifestazioni uditive e tiroidee.

Sordità neurosensoriale congenita

La sordità neurosensoriale congenita nella sindrome di Pendred è tipicamente bilaterale e presente sin dalla nascita. Il grado di perdita uditiva può variare da lieve a profondo e può essere progressivo nel tempo. In alcuni casi, l’udito può fluttuare, con episodi di peggioramento seguiti da miglioramenti parziali. Queste fluttuazioni possono essere scatenate da traumi cranici minori o infezioni delle vie respiratorie superiori. Le anomalie strutturali dell’orecchio interno, come l’allargamento dell’acquedotto vestibolare e la displasia della coclea, sono comuni nei pazienti con sindrome di Pendred. Queste malformazioni possono essere identificate tramite imaging, come la tomografia computerizzata (TC) o la risonanza magnetica (RM). La perdita uditiva può influenzare significativamente lo sviluppo del linguaggio e le capacità comunicative, rendendo fondamentale un intervento precoce. L’uso di protesi acustiche o impianti cocleari può migliorare l’udito e facilitare lo sviluppo del linguaggio nei bambini affetti. La riabilitazione uditiva dovrebbe essere personalizzata in base al grado di perdita uditiva e alle esigenze individuali del paziente. Un monitoraggio audiologico regolare è essenziale per adattare le strategie terapeutiche e supportare il paziente nel corso della vita.

Gozzo e alterazione metabolismo iodio

Il gozzo, ovvero l’ingrossamento della ghiandola tiroidea, è una manifestazione comune nella sindrome di Pendred, presente in circa il 75% dei casi. L’aumento di volume della tiroide di solito si manifesta nella tarda infanzia o nella prima età adulta. Nonostante l’ingrossamento, la funzione tiroidea rimane spesso normale, grazie a meccanismi compensatori che mantengono l’eutiroidismo. Tuttavia, in condizioni di apporto iodico insufficiente, i pazienti possono sviluppare ipotiroidismo. La causa del gozzo nella sindrome di Pendred è legata a un difetto nel trasporto dello ioduro all’interno delle cellule tiroidee, dovuto a mutazioni nel gene SLC26A4. Questo difetto compromette l’organificazione dello iodio, un passaggio fondamentale per la sintesi degli ormoni tiroidei. Il test al perclorato può essere utilizzato per valutare l’organificazione dello iodio nella tiroide. In questo test, la somministrazione di perclorato provoca il rilascio di ioduri non organificati, indicando un difetto nell’organificazione dello iodio. È importante monitorare regolarmente la funzione tiroidea nei pazienti con sindrome di Pendred per prevenire e trattare eventuali disfunzioni. In caso di ipotiroidismo, la terapia sostitutiva con levotiroxina è indicata per normalizzare i livelli ormonali. L’uso di sale iodato nella dieta può aiutare a prevenire l’ingrossamento della tiroide e mantenere una funzione tiroidea adeguata. Un follow-up endocrinologico regolare è essenziale per gestire le manifestazioni tiroidee della sindrome di Pendred.

Diagnosi con test perchlorato e genetica SLC26A4

La diagnosi della sindrome di Pendred si basa su una combinazione di valutazioni cliniche, test di laboratorio e indagini genetiche. Un elemento chiave è il test al perclorato, che valuta la capacità della tiroide di organificare lo iodio. In condizioni normali, la tiroide incorpora lo iodio nella tireoglobulina per la sintesi degli ormoni tiroidei. Nella sindrome di Pendred, questo processo è compromesso, causando un rilascio anomalo di iodio non organificato dopo la somministrazione di perclorato. Una diminuzione superiore al 10% dell’attività radioattiva tiroidea post-perclorato è indicativa di un difetto nell’organificazione dello iodio. (tanzariello.it)

Sindrome di Pendred: ipoacusia congenita e gozzo

Le indagini di imaging, come la tomografia computerizzata (TC) e la risonanza magnetica (RM), sono fondamentali per identificare anomalie strutturali dell’orecchio interno. La TC è particolarmente efficace nel rilevare la dilatazione dell’acquedotto vestibolare e la displasia della coclea, note come displasia di Mondini. Queste malformazioni sono frequentemente associate alla sindrome di Pendred e contribuiscono alla perdita uditiva caratteristica della malattia.

L’analisi genetica del gene SLC26A4 è cruciale per confermare la diagnosi. Mutazioni bialleliche in questo gene sono responsabili della sindrome di Pendred, poiché codifica per la pendrina, una proteina coinvolta nel trasporto di ioni cloruro e ioduro nelle cellule della tiroide e dell’orecchio interno. Le mutazioni in SLC26A4 compromettono la funzione della pendrina, portando alle manifestazioni cliniche della malattia. (orpha.net)

La diagnosi differenziale include altre condizioni con sintomi sovrapponibili, come l’infezione congenita da citomegalovirus, la sindrome di Branchio-Oto-Renale (BOR) e la sordità correlata al locus DFNX2. Pertanto, una valutazione completa che integri dati clinici, risultati di imaging, test funzionali e analisi genetiche è essenziale per una diagnosi accurata della sindrome di Pendred.

Gestione endocrinologica e audiologica

La gestione della sindrome di Pendred richiede un approccio multidisciplinare che coinvolge specialisti in endocrinologia e audiologia. Dal punto di vista endocrinologico, è fondamentale monitorare regolarmente la funzione tiroidea attraverso esami clinici e test di laboratorio. Sebbene molti pazienti presentino un gozzo eutiroideo, alcuni possono sviluppare ipotiroidismo, che richiede terapia sostitutiva con L-tiroxina per mantenere livelli ormonali adeguati. (ok-salute.it)

In ambito audiologico, la valutazione periodica dell’udito è essenziale per monitorare la progressione della perdita uditiva. L’utilizzo di protesi acustiche può essere indicato per migliorare la percezione sonora nei pazienti con ipoacusia lieve o moderata. Nei casi di sordità grave o profonda, l’impianto cocleare rappresenta una soluzione efficace, stimolando direttamente il nervo acustico e migliorando la capacità di comunicazione del paziente.

È importante adottare misure preventive per ridurre il rischio di ulteriori danni all’udito. Si consiglia ai pazienti di evitare attività che possano causare traumi cranici, come sport di contatto, e di utilizzare protezioni adeguate durante attività a rischio. Inoltre, è opportuno evitare situazioni che possano provocare barotraumi, come le immersioni subacquee, per prevenire peggioramenti della funzione uditiva. (salus.it)

Un aspetto cruciale nella gestione della sindrome di Pendred è il supporto psicologico e sociale. L’educazione del paziente e dei familiari riguardo alla natura della malattia, alle sue implicazioni e alle strategie di coping è fondamentale per migliorare la qualità della vita. Programmi educativi specifici, l’apprendimento della lingua dei segni e l’integrazione in comunità di supporto possono facilitare l’adattamento e la comunicazione dei pazienti affetti.

Per approfondire

Orphanet: Sindrome di Pendred – Scheda dettagliata sulla sindrome di Pendred, inclusi aspetti clinici, genetici e diagnostici.

Wikipedia: Sindrome di Pendred – Panoramica generale sulla sindrome di Pendred, con informazioni su sintomi, cause e trattamento.

OK Salute: Sindrome di Pendred – Articolo sulle cause, sintomi e opzioni terapeutiche per la sindrome di Pendred.

Salus.it: Sindrome di Pendred – Articolo sulle cause genetiche e le manifestazioni cliniche della sindrome di Pendred.