Com’è la tosse da polmonite?

Tosse da polmonite: caratteristiche, sintomi associati, diagnosi, terapie e prevenzione con vaccini antipneumococcici e antinfluenzali

La polmonite è un’infezione acuta dei polmoni che può presentarsi in forme molto diverse, da quadri lievi gestibili a domicilio fino a situazioni gravi che richiedono il ricovero ospedaliero. Uno dei sintomi più caratteristici è la tosse, che spesso cambia nel tempo e può assumere aspetti differenti a seconda del germe responsabile, dell’età del paziente e della presenza di altre malattie respiratorie o cardiache. Capire com’è la tosse da polmonite, come si associa agli altri sintomi e quando deve far sospettare un problema serio è importante per riconoscere precocemente la malattia e rivolgersi al medico nei tempi corretti.

In questa guida vengono descritti in modo chiaro ma rigoroso i principali sintomi della polmonite, con particolare attenzione alle caratteristiche della tosse nelle diverse forme cliniche. Verranno inoltre affrontati gli aspetti essenziali della diagnosi, dei trattamenti disponibili e delle strategie di prevenzione, incluse le vaccinazioni raccomandate per le categorie a rischio. Le informazioni hanno carattere generale e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico o dello specialista pneumologo, che resta il riferimento per la valutazione del singolo caso.

Sintomi della polmonite

La polmonite è un’infiammazione del tessuto polmonare, in particolare degli alveoli, le piccole sacche in cui avvengono gli scambi di ossigeno e anidride carbonica. Quando questi spazi si riempiono di liquido infiammatorio e pus, la respirazione diventa meno efficiente e compaiono una serie di sintomi che possono essere più o meno intensi. I disturbi tipici includono febbre, spesso elevata e accompagnata da brividi, tosse, respiro corto (dispnea), dolore toracico che peggiora con i colpi di tosse o con i respiri profondi, stanchezza marcata e sensazione generale di malessere. In alcuni casi, soprattutto negli anziani o nelle persone con difese immunitarie ridotte, i sintomi possono essere sfumati: la febbre può essere assente o modesta, mentre prevalgono confusione, peggioramento improvviso di una malattia cronica preesistente, perdita di appetito o cadute inspiegate.

La comparsa dei sintomi può essere brusca, nell’arco di poche ore, oppure più graduale, nell’arco di alcuni giorni. Nelle polmoniti batteriche “classiche” l’esordio è spesso improvviso, con febbre alta, brividi scuotenti, tosse produttiva e dolore al fianco toracico, mentre nelle polmoniti virali o “atipiche” i disturbi possono iniziare come una comune infezione delle vie aeree superiori, con mal di gola, naso che cola e tosse secca, per poi estendersi ai polmoni. È importante osservare non solo quali sintomi compaiono, ma anche il loro andamento nel tempo: una “semplice” bronchite che non migliora, o che peggiora dopo un apparente miglioramento, può nascondere una polmonite in evoluzione, soprattutto se si associa a respiro affannoso o dolore toracico.

Nei bambini piccoli e nei lattanti, la polmonite può manifestarsi in modo diverso rispetto all’adulto. Spesso la tosse è presente ma non sempre è il sintomo dominante; possono invece prevalere respirazione rapida e superficiale, rientramenti delle costole (segno di fatica respiratoria), difficoltà ad alimentarsi, irritabilità o sonnolenza insolita. Nei neonati i segni possono essere ancora più aspecifici, come difficoltà a succhiare, colorito grigiastro o bluastro intorno alle labbra (cianosi), episodi di apnea o calo di reattività. Negli anziani, oltre alla possibile assenza di febbre, la polmonite può esordire con un peggioramento improvviso della capacità di camminare, disorientamento o aggravamento di una demenza preesistente, rendendo la diagnosi meno immediata.

Un altro elemento importante è la presenza di sintomi sistemici, cioè che coinvolgono l’intero organismo. La polmonite può causare sudorazioni profuse, dolori muscolari e articolari, mal di testa, perdita di appetito e calo di peso se l’infezione si prolunga. In alcuni casi, soprattutto se non trattata o in persone fragili, può portare a complicanze come la sepsi (una risposta infiammatoria generalizzata dell’organismo), il versamento pleurico (accumulo di liquido tra polmone e parete toracica) o l’ascesso polmonare. La presenza di respiro molto accelerato, confusione, labbra o estremità bluastre, pressione bassa o riduzione della quantità di urine sono segnali di allarme che richiedono valutazione medica urgente, perché indicano una possibile compromissione grave della funzione respiratoria e circolatoria.

Come si manifesta la tosse

La tosse nella polmonite è un meccanismo di difesa con cui l’organismo cerca di liberare le vie respiratorie da muco, secrezioni e materiale infiammatorio. Il suo aspetto può variare molto: in alcune forme è secca, irritativa, con colpi ravvicinati che non portano all’espulsione di catarro; in altre è produttiva, cioè accompagnata da espettorato di colore variabile (biancastro, giallo, verdastro o talvolta striato di sangue). Nelle polmoniti batteriche tipiche, come quelle da Streptococcus pneumoniae, la tosse è spesso produttiva fin dall’inizio o diventa rapidamente tale, mentre nelle polmoniti virali o atipiche può rimanere secca per diversi giorni. La presenza di catarro denso, maleodorante o con tracce di sangue non è di per sé sufficiente per distinguere una polmonite da altre infezioni respiratorie, ma è un elemento che il medico considera nel quadro complessivo.

Un aspetto caratteristico della tosse da polmonite è la sua persistenza e la tendenza a peggiorare con gli sforzi, con il respiro profondo o in posizione sdraiata. Molti pazienti riferiscono che la tosse li sveglia di notte, impedendo un sonno ristoratore, e che ogni colpo di tosse è accompagnato da un dolore pungente in un punto preciso del torace, spesso lateralmente o posteriormente. Questo dolore, definito “pleuritico”, è dovuto all’infiammazione della pleura, la membrana che riveste i polmoni e la parete interna del torace, ricca di terminazioni nervose sensibili. Quando la pleura è coinvolta, anche un respiro più profondo o un movimento brusco possono scatenare il dolore, portando la persona a respirare in modo più superficiale e a tossire meno, con il rischio di trattenere secrezioni nei polmoni.

Nel corso dell’evoluzione della malattia, la tosse può cambiare caratteristiche. All’inizio può essere secca e stizzosa, simile a quella di una tracheite o di una bronchite, per poi diventare progressivamente più produttiva man mano che si accumulano secrezioni negli alveoli e nei bronchi. In fase di guarigione, la febbre tende a ridursi e le condizioni generali migliorano, ma la tosse può persistere per settimane, anche quando l’infezione è ormai risolta. Questo accade perché le vie respiratorie restano irritate e iper-reattive, soprattutto nei soggetti con asma, broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) o storia di fumo. È importante distinguere questa “tosse post-infettiva”, che tende a ridursi gradualmente, da una tosse che si associa a nuova febbre o a peggioramento del respiro, situazioni che possono indicare una complicanza o una recidiva.

La tosse da polmonite può assumere aspetti diversi anche in base all’età e alle condizioni generali. Nei bambini piccoli, ad esempio, può essere meno evidente perché la loro capacità di tossire efficacemente è limitata; in questi casi prevalgono spesso respiro rapido, gemiti espiratori e rientramenti toracici. Negli anziani, soprattutto se affetti da malattie neurologiche o da riduzione dello stato di coscienza, il riflesso della tosse può essere attenuato: questo aumenta il rischio di “polmonite ab ingestis”, cioè dovuta all’aspirazione di cibo, saliva o contenuto gastrico nelle vie respiratorie, con tosse scarsa ma respiro affannoso e peggioramento rapido delle condizioni. In tutti i casi, una tosse che dura più di qualche giorno, si associa a febbre, respiro corto o dolore toracico, merita una valutazione medica per escludere o confermare la presenza di una polmonite.

Diagnosi della polmonite

La diagnosi di polmonite si basa sull’integrazione di diversi elementi: sintomi riferiti dal paziente, visita medica, esami di laboratorio e indagini strumentali. Il primo passo è l’anamnesi, cioè la raccolta accurata della storia clinica: il medico chiede da quanto tempo sono presenti tosse, febbre, respiro corto, dolore toracico, se ci sono stati contatti con persone malate, viaggi recenti, ricoveri ospedalieri o uso di antibiotici nelle ultime settimane. Vengono valutati anche fattori di rischio come fumo di sigaretta, malattie croniche (BPCO, insufficienza cardiaca, diabete, malattie renali o epatiche), condizioni di immunodeficienza e stato vaccinale contro pneumococco e influenza. Queste informazioni aiutano a stimare la probabilità di polmonite e a orientare le ipotesi sul tipo di germe coinvolto.

La visita medica, con particolare attenzione all’esame obiettivo del torace, è fondamentale. Il medico osserva la frequenza e lo sforzo respiratorio, il colorito della pelle e delle mucose, la presenza di cianosi, e ascolta i polmoni con lo stetoscopio. Nella polmonite possono essere rilevati rumori respiratori anomali, come crepitii (simili al rumore di carta stropicciata), soffio bronchiale o riduzione del murmure vescicolare in alcune aree, segni che indicano la presenza di liquido o consolidamento del tessuto polmonare. Tuttavia, soprattutto nei pazienti obesi, negli anziani o in quelli con malattie polmonari croniche, l’auscultazione può non essere dirimente, e per confermare il sospetto è spesso necessario ricorrere a esami di imaging.

L’indagine strumentale di riferimento per la diagnosi di polmonite è la radiografia del torace, che permette di visualizzare aree di addensamento del parenchima polmonare compatibili con un processo infettivo. La radiografia aiuta anche a distinguere la polmonite da altre condizioni che possono dare sintomi simili, come lo scompenso cardiaco con edema polmonare, alcune malattie interstiziali o la presenza di un versamento pleurico. In situazioni particolari, ad esempio quando la radiografia è poco chiara o quando si sospettano complicanze (ascessi, embolia polmonare, tumori), può essere indicata una tomografia computerizzata (TC) del torace, che offre una visione più dettagliata delle strutture polmonari e mediastiniche.

Gli esami di laboratorio completano il quadro diagnostico. Un emocromo può mostrare un aumento dei globuli bianchi, segno di risposta infiammatoria, mentre la proteina C reattiva (PCR) e la procalcitonina sono marcatori che aiutano a valutare l’intensità dell’infiammazione e, in parte, a distinguere tra infezioni batteriche e virali. In alcuni casi vengono eseguiti esami microbiologici sul sangue (emocolture) e sull’espettorato per identificare il germe responsabile e testarne la sensibilità agli antibiotici, informazione utile soprattutto nelle forme gravi o in pazienti ospedalizzati. Nei contesti in cui si sospettano agenti specifici, come Legionella o virus influenzali, possono essere richiesti test rapidi su urine o tamponi respiratori. Tutti questi elementi, integrati con la valutazione clinica, consentono di confermare la diagnosi di polmonite e di definire la gravità del quadro, orientando la scelta tra gestione domiciliare e ricovero ospedaliero.

Trattamenti per la polmonite

Il trattamento della polmonite dipende dalla causa (batterica, virale, fungina, da aspirazione), dalla gravità dei sintomi e dalle condizioni generali del paziente. Nella maggior parte dei casi di polmonite batterica acquisita in comunità, la terapia di prima linea prevede l’uso di antibiotici, scelti in base alle linee guida e ai profili di resistenza locali. È fondamentale iniziare il trattamento il prima possibile una volta posta la diagnosi clinica, senza attendere necessariamente la conferma microbiologica, soprattutto nei pazienti con segni di gravità. La durata della terapia varia in genere da alcuni giorni a due settimane, ma può essere più lunga in caso di complicanze o di germi particolarmente aggressivi. È importante sottolineare che l’assunzione di antibiotici deve avvenire sempre sotto controllo medico, evitando l’automedicazione e rispettando dosi e tempi prescritti per ridurre il rischio di resistenze e recidive.

Nelle polmoniti virali, come quelle causate da virus influenzali o da altri virus respiratori, gli antibiotici non sono efficaci contro il patogeno responsabile, ma possono essere utilizzati se si sospetta una sovrainfezione batterica. In alcuni casi selezionati, ad esempio nelle forme gravi di influenza o in pazienti ad alto rischio, possono essere prescritti farmaci antivirali specifici, che risultano più efficaci se iniziati precocemente. Indipendentemente dall’eziologia, un pilastro del trattamento è la terapia di supporto: adeguata idratazione, controllo della febbre e del dolore con farmaci antipiretici e analgesici, riposo e monitoraggio dei parametri vitali. Nei pazienti con insufficienza respiratoria, può essere necessario somministrare ossigeno tramite occhialini nasali, maschera o, nei casi più severi, ricorrere a ventilazione non invasiva o invasiva in ambiente di terapia intensiva.

La gestione della tosse nella polmonite richiede particolare attenzione. Sebbene la tosse sia spesso fastidiosa e interferisca con il sonno e le attività quotidiane, rappresenta un meccanismo utile per liberare le vie aeree dalle secrezioni. Per questo motivo, l’uso di sedativi della tosse va valutato con prudenza e in genere limitato alle situazioni in cui la tosse è secca, molto dolorosa o impedisce il riposo, sempre su indicazione medica. Più frequentemente si ricorre a misure che fluidificano il muco e facilitano l’espettorazione, come una buona idratazione, eventuali mucolitici e tecniche di fisioterapia respiratoria. Nei pazienti con malattie croniche come BPCO o asma, è spesso necessario ottimizzare la terapia inalatoria di base per migliorare il calibro delle vie aeree e ridurre il lavoro respiratorio.

Un altro aspetto cruciale del trattamento è la valutazione del setting assistenziale più appropriato. Le polmoniti lievi, in persone giovani o senza comorbilità significative, possono essere gestite a domicilio con controlli periodici dal medico di medicina generale. Al contrario, la presenza di respiro molto affannoso, saturazione di ossigeno bassa, pressione arteriosa ridotta, stato di coscienza alterato o altre condizioni di fragilità (età avanzata, malattie croniche scompensate, immunodeficienza) orienta verso il ricovero ospedaliero. In ospedale è possibile monitorare più da vicino l’andamento clinico, adeguare rapidamente la terapia antibiotica in base agli esiti degli esami, trattare le complicanze e garantire un supporto respiratorio adeguato. Anche dopo la dimissione, è spesso consigliato un follow-up clinico e, in alcuni casi, radiologico, per verificare la completa risoluzione del quadro polmonare e identificare eventuali patologie sottostanti che possono aver favorito l’insorgenza della polmonite.

Prevenzione della polmonite

La prevenzione della polmonite si basa su una combinazione di misure generali e interventi specifici, tra cui le vaccinazioni raccomandate. Sul piano generale, uno stile di vita sano contribuisce a mantenere efficiente il sistema immunitario e a ridurre il rischio di infezioni respiratorie: smettere di fumare è probabilmente l’intervento singolo più importante, perché il fumo danneggia le vie aeree, riduce la capacità di difesa dei polmoni e aumenta la probabilità di polmonite e di forme più gravi. Anche una dieta equilibrata, l’attività fisica regolare, il controllo delle malattie croniche (come diabete, insufficienza cardiaca, BPCO) e un sonno adeguato giocano un ruolo nel ridurre la suscettibilità alle infezioni. L’igiene delle mani, l’aerazione frequente degli ambienti chiusi e l’evitare il contatto stretto con persone con infezioni respiratorie acute sono misure semplici ma efficaci, soprattutto durante la stagione invernale.

Le vaccinazioni rappresentano uno strumento fondamentale per prevenire molte forme di polmonite o ridurne la gravità. Il vaccino antinfluenzale, raccomandato annualmente soprattutto per anziani, persone con malattie croniche, donne in gravidanza e operatori sanitari, riduce il rischio di influenza e, di conseguenza, di polmoniti virali o batteriche che possono insorgere come complicanza. I vaccini antipneumococcici, disponibili in diverse formulazioni coniugate e polisaccaridiche, sono indicati per i bambini piccoli e per gli adulti a rischio, in particolare gli over 65 e i soggetti con patologie croniche o immunodeficienze. Questi vaccini non prevengono tutte le polmoniti, ma riducono in modo significativo quelle causate dai sierotipi di Streptococcus pneumoniae inclusi nel vaccino e diminuiscono il rischio di forme invasive gravi, come la sepsi e la meningite.

Per alcune categorie di pazienti, come quelli con malattie respiratorie croniche, cardiopatie, diabete, insufficienza renale o epatica, e per chi assume terapie che deprimono il sistema immunitario, è particolarmente importante discutere con il medico o con il centro vaccinale di riferimento un calendario personalizzato di vaccinazioni. Oltre ai vaccini antinfluenzale e antipneumococcico, in base all’età e alle condizioni cliniche possono essere raccomandati altri vaccini che indirettamente riducono il rischio di polmonite, come quelli contro pertosse, COVID-19 e alcune infezioni virali respiratorie. È essenziale attenersi alle raccomandazioni nazionali aggiornate e verificare periodicamente la necessità di richiami, perché la protezione conferita da alcuni vaccini può diminuire nel tempo.

Infine, la prevenzione della polmonite passa anche attraverso una corretta gestione delle infezioni respiratorie acute e delle malattie croniche. Non sottovalutare una tosse persistente, una febbre che non si risolve o un improvviso peggioramento del respiro consente di intervenire precocemente, riducendo il rischio che un’infezione delle vie aeree superiori evolva in polmonite. Nei pazienti allettati, con difficoltà di deglutizione o disturbi neurologici, è importante adottare misure per prevenire l’aspirazione di cibo o saliva nelle vie respiratorie, come una corretta postura durante i pasti, eventuali modifiche della consistenza degli alimenti e, quando indicato, il supporto di logopedisti e nutrizionisti. La collaborazione tra paziente, familiari, medico di medicina generale e specialisti è fondamentale per costruire un percorso di prevenzione efficace e sostenibile nel tempo.

In sintesi, la tosse da polmonite può presentarsi in modi diversi, da secca e irritativa a produttiva con espettorato, ma tende a essere persistente, spesso associata a febbre, respiro corto e talvolta dolore toracico. Riconoscere questi segnali, soprattutto quando compaiono in persone fragili o con malattie croniche, permette di rivolgersi tempestivamente al medico e di avviare gli accertamenti necessari per confermare o escludere la diagnosi di polmonite. Una volta identificata, la malattia può essere trattata in modo efficace nella maggior parte dei casi, grazie alla combinazione di terapia antibiotica o antivirale, supporto respiratorio e gestione delle comorbilità. La prevenzione, attraverso stili di vita sani e vaccinazioni mirate, resta però l’arma più potente per ridurre l’incidenza e la gravità delle polmoniti nella popolazione.

Per approfondire

Organizzazione Mondiale della Sanità – Pneumonia Scheda aggiornata che offre una panoramica globale su cause, sintomi, fattori di rischio e strategie di prevenzione della polmonite, utile per contestualizzare il problema a livello internazionale.

Ministero della Salute – Infezioni respiratorie e polmonite Pagina istituzionale con informazioni per cittadini e operatori sanitari su riconoscimento, gestione e prevenzione delle principali infezioni respiratorie, incluse le polmoniti.

Istituto Superiore di Sanità – Sorveglianza delle polmoniti e malattie invasive Risorsa tecnica che riporta dati epidemiologici aggiornati, documenti di indirizzo e materiali informativi sulle polmoniti e sulle infezioni pneumococciche in Italia.

Agenzia Italiana del Farmaco – Vaccini antipneumococcici e antinfluenzali Sezione dedicata ai vaccini, con schede tecniche, comunicati e aggiornamenti regolatori utili per comprendere il ruolo della vaccinazione nella prevenzione delle polmoniti.

Società Italiana di Pneumologia – Documenti e linee guida Area professionale con linee guida, raccomandazioni e materiali di approfondimento sulla diagnosi e il trattamento delle malattie respiratorie, tra cui le polmoniti, utile anche ai lettori più esperti.