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Polmoniti Interstiziali Occupazionali

I tre tipi più comuni di polmoniti interstiziali occupazionali sono:

  • l’asbestosi
  • la silicosi cronica
  • la pneumoconiosidei lavoratori del carbone

La conoscenza dei rischi associati e la riduzione dell’esposizione hanno permesso di ridurre notevolmente l’incidenza di tali malattie nei Paesi sviluppati.

Le polmoniti interstiziali occupazionali, però, sono ancora comuni nei Paesi in via di sviluppo e negli emigranti provenienti da tali Paesi.

Polmoniti interstiziali occupazionali: Asbestosi

In pazienti suscettibili che hanno avuto esposizioni all’amianto possono comparire alterazioni prevedibili sia cliniche che radiografiche.

Queste anomalie includono alterazioni pleuriche (placche, fibrosi, versamenti, atelettasia e mesotelioma), cicatrici parenchimali e neoplasie polmonari.

L’esposizione al solo amianto incrementa il rischio di carcinoma polmonare solo di poco (da 1,5 a 3,0 volte).

Tuttavia, un aumento notevole del rischio di neoplasia si ha dopo l’esposizione all’amianto e al fumo di sigaretta che agiscono in maniera sinergica.

L’esposizione all’amianto può anche provocare i cosiddetti versamenti pleurici benigni da asbesto o un’entità nota come atelettasia rotonda.

I versamenti pleurici benigni da asbesto possono essere asintomatici o possono essere collegati a dolore toracico acuto, febbre e dispnea.

In generale, il lasso di tempo tra l’esposizione iniziale all’amianto e la comparsa di versamenti pleurici benigni da amianto è più breve (<15 anni) rispetto a quanto accade con altre sintomatologie da esposizione all’amianto.

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I versamenti sono tipicamente essudativi e frequentemente emorragici.

In un paziente con una storia di esposizione all’amianto e un versamento pleurico emorragico, la più importante preoccupazione diagnostica differenziale è il versamento pleurico maligno da mesotelioma.

Lo sviluppo clinico dei versamenti pleurici benigni da asbesto ha come caratteristica la risoluzione spontanea, spesso con recidive; il trattamento include il drenaggio per diminuire i sintomi.

L’atelettasia rotonda manifesta di solito l’insorgere di una massa parenchimale a base pleurica, che può essere confusa con un carcinoma.

Gli aspetti TC caratteristici, come la perdita di volume locale, l’ispessimento pleurico e l’aspetto a “coda di cometa” dei bronchi e vasi che curvano nella lesione, aiutano a riconoscere l’atelettasia rotonda dal carcinoma.

Fra le polmoniti interstiziali occupazionali, iI termine malattie polmonari correlate all’amianto comprende tutte queste entità, mentre il termine asbestosi andrebbe riservato ai pazienti che mostrano segni di fibrosi parenchimale.

La maggior parte dei pazienti con asbestosi è stato esposto a lungo all’amianto per via aerea per molti anni prima della comparsa della malattia polmonare.

L’esposizione è spesso collegata ad alcune occupazioni come nel settore della cantieristica navale e nei lavori di isolamento.

I pazienti descrivono una dispnea da sforzo lentamente progressiva e si sentono crepitii all’esame del polmone.

Gli esami fisiologici evidenziano alterazioni restrittive con una bassa DLCO.

La radiografia del torace mostra infiltrati reticolonodulari bilaterali nei campi inferiori simili agli infiltrati che si vedono nella Fibrosi Polmonare Idiopatica.

Con una storia di esposizione idonea, la presenza di placche pleuriche o di atelettasia rotonda alla radiografia suggeriscono l’amianto come probabile causa di malattie interstiziali polmonari, anche se né la storia né i reperti radiografici sono necessari per decretare la diagnosi.

Può risultare difficile distinguere la Fibrosi Polmonare Idiopatica indolente dalla asbestosi e la presenza di manifestazioni polmonari non fibrotiche, tipiche della esposizione all’amianto, depone fortemente a favore di una asbestosi, mentre una malattia indolente interrotta da un improvviso e rapido declino si verifica di solito solo nella Fibrosi Polmonare Idiopatica.

Con una biopsia polmonare chirurgica si può determinare la presenza di corpi di asbesto per stabilire una diagnosi definitiva, ma la biopsia viene di rado effettuata a causa dell’età e della debolezza di questi pazienti.

Nessuna terapia medica si è dimostrata capace di migliorare o ridurre la progressione dell’asbestosi.

Un’insufficienza respiratoria grave si presenta in genere dopo 30-40 anni dall’esposizione e quindi, a causa dell’età, quasi tutti i pazienti sono ineleggibili per il trapianto polmonare.

Il trattamento dell’asbestosi è di supporto.

Polmoniti interstiziali occupazionali: Silicosi Cronica

La silicosi cronica è provocata dalla esposizione cronica a particelle di silice inalate e fa parte delle polmoniti interstiziali occupazionali.

Le occupazioni che normalmente espongono alla silice comprendono il lavoro in miniera, gli scavi di gallerie, la sabbiatura e il lavoro in fonderia.

La radiografia del torace evidenzia comunemente alterazioni predominanti nei campi polmonari superiori, caratterizzate da molteplici piccole opacità nodulari nel tessuto polmonare centrale.

Questi noduli (silicosi semplice) sono asintomatici e possono non evolversi o causare sintomi.

Tuttavia, in soggetti suscettibili, i noduli si uniscono a formare grandi masse nei campi polmonari medi, note con il termine di fibrosi massiva progressiva. L’ingrossamento e la calcificazione a guscio d’uovo dei linfonodi ilari sono comuni in entrambi i tipi.

La compromissione funzionale e fisiologica nella silicosi cronica è molto variabile.

Alcuni pazienti con alterazioni nella radiografia del torace riportano pochi sintomi, se non addirittura nessun sintomo, e possono avere un esame obiettivo del torace normale e prove di funzionalità respiratoria normali.

Molti pazienti manifestano una compromissione e hanno un’alterazione mista restrittiva e ostruttiva, con capacità di diffusione ridotta.

L’anomalia fisiologica può restare stabile o, se insorge una fibrosi massiva progressiva, può svilupparsi anche in assenza di un’esposizione continua.

I sintomi sono in genere dispnea da sforzo e produzione variabile di muco.

È importante riconoscere l’associazione della silicosi con il carcinoma polmonare e la tubercolosi attiva.

I pazienti colpiti da silicosi presentano un rischio maggiore di neoplasia polmonare e il rischio aumenta qualora si accompagni all’esposizione al fumo di tabacco, allo scarico di motori diesel o al gas radon.

La tubercolosi attiva compare da 2 a 30 volte più spesso nei pazienti affetti da silicosi rispetto ai colleghi di lavoro senza silicosi.

Tale associazione è molto importante nelle società con elevata incidenza di infezione da HIV, fattore che aumenta di gran lunga il rischio di tubercolosi attiva associata a silicosi.

La pneumoconiosi dei lavoratori del carbone si sviluppa attraverso l’inalazione cronica di polvere di carbone.

In passato, si pensava che la polvere di silice fosse il fattore scatenante della malattia polmonare riscontrata tra i minatori di carbone, perché le manifestazioni cliniche e radiografiche sono molto simili alla silicosi cronica.

Tuttavia, è ormai accettato che la pneumoconiosi dei lavoratori del carbone e la silicosi sono il risultato di esposizioni distinte.

Polmoniti interstiziali occupazionali: pneumoconiosi dei lavoratori del carbone

La pneumoconiosi semplice dei lavoratori del carbone, contraddistinta da molteplici piccole opacità nodulari alla radiografia del torace, è asintomatica.

La tosse e la dispnea non si sviluppano a meno che la malattia non evolva in una fibrosi massiva progressiva simile a quella osservata nella silicosi.

Non sono ancora state trovate terapie comprovate per la silicosi o per la pneumoconiosi dei lavoratori del carbone, a parte l’eliminazione della successiva esposizione.

Nei pazienti con grave compromissione ostruttiva o produzione di muco, i broncodilatatori per via inalatoria ed i corticosteroidi possono alleviare alcuni sintomi.

Le riacutizzazioni possono presentarsi spesso e sono trattate con antibiotici e corticosteroidi sistemici.

 

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