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La Sindrome di Alice nel paese delle meraviglie

La sindrome di Alice nel Paese delle Meraviglie (AIWS: derivante dall’inglese Alice in Wonderland Syndrome) o sindrome di Todd, consiste in una neuropatologia che interessa non solo la sfera neurologica, ma anche quella sensoriale e percettiva visuo-spaziale.

Il nome della sindrome è stato introdotto da un noto psichiatra inglese John Todd (1949-2007), per rappresentare una categoria di sintomi strettamente legati all’emicrania e all’epilessia che concernono le distorsioni senso-percettive visive, mutando notevolmente la morfologia degli oggetti circostanti.

L’attenzione verso questa malattia è sorta da Todd dopo aver scoperto che alcuni suoi pazienti affetti da attacchi emicranici “con aura” e da crisi epilettiche, presentavano anche dei deficit psicotici e alterazioni percettive (allucinazioni) riferite alla grandezza degli oggetti, alla localizzazione spaziale ed alla propriocezione tattile, che si manifestavano durante le crisi emicraniche ed epilettiche.

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Nonostante l’agglomerato dei sintomi sperimentati, essi erano in grado di discernere perfettamente le allucinazioni dalla realtà.

Sia Todd che Lippman hanno riscontrato che tanti pazienti facevano fatica a riferire verbalmente i sintomi provati per il timore di essere giudicati folli.

Tuttavia, attribuire un nome a codesta patologia è stato molto propizio per questi soggetti, perché ha permesso loro di aprirsi, a non provare più pudore e timore di essere giudicati folli, e a trovare il coraggio nel chiedere facilmente soccorso.

Etimologia

Il nome della sindrome risale dal celeberrimo romanzo “Alice nel paese delle meraviglie”, composto da un famosissimo letterato ingleseLewis Carroll (1832 – 1898), in cui la protagonista del romanzo (Alice) riporta la presente malattia dopo aver ingerito un alcaloide psicoattivo (nel romanzo viene definito con la dicitura di: “… fungo rosso e bianco …“).

L’autore Carroll pativa gli stessi sintomi di quelli riportati dai pazienti di Todd, addirittura, Todd stesso ipotizzò che Carroll si fosse servito dei suoi disturbi per realizzare la sua famosa opera letteraria.

Infatti, nel suo diario autobiografico egli riferiva di essersi più volte rivolto ad uno specialista in oculistica ed oftalmologia a causa delle sue frequenti distorsioni percettive visive.

Eziopatogenesi

I principali fattori scatenanti l’AIWS sono i seguenti:

  • Lesioni cerebrali delle aree temporali, parietali ed occipitali;
  • Comorbidità tra emicranie con aura e lesioni cerebrali (rilevate dalla stimolazione magnetica transcranica);
  • Irregolare attività elettrica neuronale (emerge dalla fMRI) che provoca un alterato (per lo più scarso) apporto sanguigno nelle aree occipitali preposte alla percezione visiva;
  • Intossicazione da droghe: includono gli allucinogeni, cannabinoidi ed amfetamine;
  • Neoplasie cerebrali;
  • Bipolarismo;
  • Deliri;
  • Psicosi;
  • Disturbi dissociativi;
  • Disordini organici di natura neurologica;
  • Disturbo depressivo maggiore;
  • Disturbi dissociativi;
  • Malattie infettive di origine virale o batterica;
  • Disturbo schizoaffettivo di personalità;
  • Schizofrenia.

Sintomatologia

I principali segni clinici della sindrome sono i seguenti:

  • Emicrania con aura;
  • Convulsioni;
  • Infiammazione delle aree cerebrali compromesse dalla malattia;
  • La AIWS rappresenta un segno prodromico della mononucleosi infettiva virale;
  • Microsomatognosia / Macrosomatognosia: percepirsi più alti o più bassi di statura / più magri o più grassi di costituzione;
  • Allucinazioni visive: sono vissute in maniera egosintonica, cioè in sintonia con il proprio sè;
  • Prosopoagnosia: incapacità di riconoscere i volti noti di amici, familiari, parenti stretti, partner e personaggi famosi;
  • Micropsia / Macropsia: gli oggetti vengono percepiti più piccoli o più grandi della realtà;
  • Peliopsia / Teliopsia: gli oggetti vengono percepiti più vicini o più lontani della realtà;
  • Allestesia: gli oggetti vengono percepiti in una localizzazione spaziale differente dalla realtà;
  • Depersonalizzazione autopsichica o dell’Io: vivere un profondo distacco con se stessi e con la propria persona, provando una intensa paura ed angoscia. Trattasi di una manifestazione tipica non solo della AIWS, ma anche della depressione e del delirio;
  • Depersonalizzazione somatopsichica o del corpo: il paziente vive un profondo distacco con il proprio corpo o con alcune parti di esso (ad esempio afferma di non possedere uno o più organi), e ciò risulta molto frustrante.
  • Depersonalizzazione allopsichica (derealizzazione) o della realtà esterna: il paziente vive un profondo distacco con l’ambiente in cui è inserito, considerando estranei perfino i luoghi familiari (la propria casa, la casa dei parenti e degli amici, il luogo di lavoro, ecc), vissuti come completamente nuovi e sconosciuti.

Tutti i sintomi provati sono egodistonici e sono vissuti con profonda consapevolezza da parte dei pazienti.

Diagnosi

Per eseguire una corretta valutazione diagnostica occorre seguire il seguente iter:

  • Anamnesi: raccolta dei dati anagrafici e biografici del paziente;
  • Anamnesi familiare: raccolta dei dati anagrafici e biografici della famiglia del paziente;
  • Trasmissibilità genetica;
  • Storia clinica del paziente: valutando lo stato di salute attuale e pregressa;
  • Eventuale presenza attuale o pregressa di psicopatologie;
  • Incidenza della AIWS sul piano sociale, familiare e lavorativo;
  • Entità e frequenza dei sintomi (allucinazioni – emicranie – convulsioni);
  • Eventuale presenza di malattie infettive;
  • Stile di vita del paziente: tossicomanie, stress e traumi possono contribuire ulteriormente allo sviluppo della sindrome;
  • Valutazione neurologica e neuropsicologica mediante le tecniche di neuro-immagine: RMN, TMS, TAC E PET;
  • Analizzare i fattori eziologici che hanno scatenato la malattia.

Trattamenti

Il trattamento della presente affezione segue due orientamenti fondamentali, quali:

  • Farmacologico:
  • analgesici e/o antinfiammatori (per il trattamento delle emicranie);
  • anticonvulsivanti (per il trattamento dell’epilessia);
  • neurolettici (per il trattamento delle allucinazioni);
  • antidepressivi;
  • ansiolitici;
  • stabilizzatori dell’umore.
  • Psicoterapico:
  • psicoterapia cognitiva-comportamentale;
  • psicoterapia psicodinamica.

Ordinariamente, i medici definiscono il piano terapeutico basandosi sull’eziopatogenesi (sulle cause scatenanti la AIWS).

BIBLIOGRAFIA:

  1. Carrol, L.,Alice’s Adventures in Wonderland. London: Chadwick and Sons, (1865);
  2. Cau, C. The Alice in Wonderland syndrome. Minerva Medica, (1999);
  3. A. Siracusano, Manuale di psichiatria, Il pensiero scientifico editore, 2007.

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