Lo stress consiste in un’acuta e prolungata risposta agli stimoli interni ed esterni dando luogo ad uno stato di allerta e di eccitazione dello stato psichico, emotivo, fisiologico, cognitivo, affettivo e comportamentale, causando dei danni temporanei o duraturi alla salute a carico di questi apparati.

Pertanto, lo stress assume un’evoluzione di carattere psicobiologica con ripercussioni sul piano psico-somatico.

Infatti, quando siamo esposti agli stimoli stressogeni e viviamo esperienze traumatiche ed avverse, il nostro organismo entra in uno stato di assoluta vigilanza, che prende il nome di “arousal” (lo stato di allarme raggiunge l’apice), con una conseguente iperattivazione del sistema nervoso centrale, periferico, simpatico, parasimpatico, cardiocircolatorio, respiratorio, immunitario ed endocrino (ormonale).

Il nostro organismo risponde agli stimoli stressogeni (malattie gravi, perdita del lavoro, delusione d’amore, divorzio, sindrome da burnout, stress correlato al lavoro,…) con la “sindrome di adattamento generale”, che consiste nell’attuazione deimeccanismi di difesa, tecniche di fronteggiamento e di resilienza (resistenza) allo stress, per poter reagire nel migliore dei modi agli eventi stressanti ed avversi per il nostro corpo e per la nostra mente.

La sindrome di adattamento generale si compone di tre fasi fondamentali:

  • allarme: eccessivo e continuo rilascio dei neurotrasmettitori adrenergici – noradrenergici ed ormonali come il cortisolo. Quando si è in stato di allerta, tutti gli apparati sono estremamente coinvolti ed eccitati, con conseguenti sintomi, quali: tachicardia, fibrillazione atriale o ventricolare, dispnea, disturbi digestivi, sudorazione, bocca secca, respiro affannato,…;
  • resistenza: aumenta il livello glicemico nel sangue, si riduce il livello degli ormoni del surrene, si attivano l’ipotalamo e l’ipofisi, aumenta il numero dei radicali liberi, si riducono le difese immunitarie (rendendo più esposti agli agenti tossici), aumenta il rilascio di cortisolo e dei neutrosmettitori (acetilcolina, noradrenalina e adrenalina), esponendo il corpo a un forte rischio di contrarre malattie.

Ricordiamo che più il corpo è sotto stress e più brucia energie, risorse cognitive – fisiche, grassi e calorie. In questa fase, il sistema immunitario è fortemente indebolito e compromesso, rendendo l’organismo sensibile a contrarre malattie infettive batteriche o virali (anche la semplice influenza stagionale), a causa della carenza di difese immunitarie;

  • esaurimento: il rischio di contrarre le malattie infettive è sempre più elevato, il cervello e gli organi vitali (fegato, cuore, stomaco, polmoni, reni, …) rischiano di crollare a causa dell’esaurimento nervoso da stress, e tale rischio cresce ancor di più se c’è una base genetica, e se si conduce uno stile di vita errato (fumo, alcol, droghe, farmaci, scarsa attività fisica, vivere tensioni familiari …) con scorrette abitudini alimentari (dieta a base di grassi, zuccheri, ipercalorici,…).

Lo stress è un processo che mette in stretta relazione e comunicazione l’uomo con l’ambiente esterno. L’ambiente esterno mette quotidianamente a dura prova il soggetto mediante svariati avvenimenti che si presentano nella vita di ciascun soggetto, come: risolvere problemi lavorativi e/o scolastici, affrontare e superare le tensioni familiari e sociali, affrontare un processo giudiziario, e tante altre situazioni che incutono ansia fobica, angoscia, nervosismo, scoraggiamento, avvilimento, paura erischio di crollare e di mollare tutto, causando un enorme dispendio energetico, delle risorse psico-emotive, psico-cognitive e psico-sociali.

In tal caso, per far fronte a tutto ciò, un noto psicologo sudafricano di nome: Arnold Lazarus (fondatore della terapia multimodale), ha introdotto negli anni ’80 un modello cognitivo di valutazione stress – coping (adattamento), che si articola in due fasi valutative ideali per fronteggiare lo stress e per adattarsi alle situazioni stressogene e traumatiche:

  • Valutazione primaria: il soggetto analizza accuratamente la situazione che sta vivendo, ponderando sulla gravità della situazione in cui egli è immerso, se è rilevante e stressogena, o irrilevante ed insignificante;
  • Valutazione secondaria: dopo aver ponderato la situazione e averla valutata come rilevante e stressogena, allora il soggetto definisce i mezzi e le strategie da attuare per poterla contrastare, senza rischiare di disperdere le proprie energie fisiche e mentali e senza cadere in forme di esaurimento psico-fisico, e (nei casi peggiori) nel disturbo indotto da stress post-traumatico.

Infine, è bene sottolineare che esiste una correlazione tra lo stress e il temperamento del soggetto, che quest’ultimo è trasmesso geneticamente. Infatti, la nostra personalità è costituita dal carattere (acquisito nel corso dello sviluppo dalle esperienze) e dal temperamento (ereditario), e questi due aspetti che costituiscono la nostra personalità possono essere plasmati dalle situazioni stressogene a cui si è esposti.

Eziologia dello Stress

I fattori scatenanti lo stress sono molteplici, e se non si interviene precocementesi rischia di contrarre numerosi disturbi organici e psichici.

Elenchiamoli ed analizziamoli:

  • Situazioni luttuose (perdita di un figlio, di un coniuge, di un genitore, di un fratello/sorella, di un caro amico);
  • Malattie (neoplasie, cardiopatie, malattie infettive gravi, patologie epatiche,…);
  • Interventi chirurgici (specialmente quando ci si sottopone a interventi delicati e ci si sottopone a più interventi nel corso della propria vita);
  • Salute psico-fisica fragile (rende esposti a contrarre numerosi disturbi e patologie nel corso della vita);
  • Disoccupazione;
  • Basso reddito economico-finanziario e vivere in condizioni precarie;
  • Divorzio e separazione coniugale;
  • Disturbi sessuali (frigidità, sterilità, impotenza, malattie veneree) e problemi legati al concepimento;
  • Gestazione;
  • Matrimonio;
  • Reclusione;
  • Problemi legati all’eredità (causa scatenante litigi e tensioni tra fratelli e sorelle, dopo la perdita dei genitori);
  • Raggiungimento di obiettivi e traguardi importanti che possano migliorare la posizione economica e sociale;
  • Conseguimento di qualifiche scolastiche e titoli di studio importanti (diploma di maturità, laurea, master, dottorato);
  • Cambiamento del posto di lavoro;
  • Tensioni e discussioni interfamiliari e interconiugali;
  • Pensionamento;
  • Incidenti stradali;
  • Disturbi della quiete pubblica (molto diffusi e frequenti sono i rumori molesti in ambito condominiale, che risultano in forte crescita nell’ultimo decennio, e sono divenute oggetto di cause giudiziarie penali, data la legge sui rumori (447/95 C. P.) sono previste delle severe penalità pecuniarie e detentive, allo scopo di prevenire l’insorgenza di disturbi psicologici e acustici scatenati dall’esposizione costante e prolungata a rumori e suoni che superano i 3 dB;
  • Calamità naturali (terremoti, maremoti, uragani,…);
  • Eventi bellici (le guerre sono causa non solo di stress, ma anche di traumi psicologici, nevrosi da guerra, ansia, crisi depressive, bipolarismo,…);
  • Stupri;
  • Violenze psicologiche;
  • Violenze economiche;
  • Violenze sui minori (pedofilia);
  • Maltrattamenti;
  • Incuria (mancanza di cure igienico-sanitarie);
  • Alcolismo e tossicomanie;
  • Tabagismo;
  • Dipendenza da gioco d’azzardo;
  • Disturbo ossessivo da contaminazione (essere maniaci dell’igiene della persona e della casa);
  • Scarso profitto scolastico;
  • Fanatismo religioso e politico;
  • Stalking (essere perseguitati da genitori o dal partner);
  • Cause giudiziarie (divengono fonte di stress le cause in pendenza e l’attesa della sentenza del giudice);
  • Abbandono del tetto coniugale;
  • Fuga dalla madrepatria;
  • Fuga dall’ambiente familiare;
  • Mutui, affitti e prestiti;
  • Debiti finanziari;
  • Sfratto;
  • Trasloco;
  • Bassi stipendi (compromettono il tenore di vita e impediscono di affrontare le spese importanti, ad esempio: pagare le bollette entro la fine del mese);
  • Adottare un figlio;
  • Eventi importanti della vita;
  • Aborto spontaneo;
  • Togliere un figlio alla madre o alla vista del padre.

Tutte i fattori sopra elencati sono fonte di logoramento, struggimento, esaurimento e deperimento progressivo della salute psico-somatica.

Tipi di stress

Lo psicologo Arnold Lazarus contrassegna tre tipi di stress:

  • Stress da Perdita: disoccupazione, licenziamento, lutto, aborto spontaneo,… ;
  • Stress da Sfida: affrontare scelte importanti e rischiose che possono mutare il percorso della propria vita e rappresentano fonte di ansia, stress, nervosismo, agitazione e di angoscia, quali: matrimonio, adottare un figlio, gravidanza, scelta della facoltà universitaria, cambiare il posto di lavoro, trasloco,…;
  • Stress da Minaccia: danni alla salute fisica, mentale, danni morali, materiali, esistenziali, danni da guerra, danni da calamità naturali, reclusione,…

Oltre alla classificazione degli stress definita da Lazarus, esiste un altro tipo di stress molto diffuso che può colpire ciascuno di noi, ossia: lo stress da acculturamento.

Lo stress da acculturamento consiste in uno stato di allarme che emerge quando si entra a contatto con una nuova cultura e con una cultura molto diversa dalla propria, accedendo a quelli che sono i valori, usi, costumi, tradizioni, credenze religiose, consuetudini, lingua, norme etiche, morali e legislative del Paese ospitante.

Lo stress da acculturamento può risultare traumatico e dipende da ciò che si prova a primo impatto a contatto con la nuova etnia.

Questo può accadere a coloro che appartengono alla cultura occidentale che entrano per la prima volta a contatto con la cultura orientale (islamica), i cui usi, tradizioni, lingua, religione e consuetudini sono completamente diversi dalla cultura occidentale (europea, americana,…).

Per prevenire questa forma di stress è necessario l’intervento di un mediatore culturale che promuove l’inserimento e l’integrazione sociale nella nuova cultura, fornendo un sostegno psicologico, allo scopo di prevenire ansia, nervosismo, crisi depressive, discriminazioni razziali (da parte del Paese ospitante) e conflitti interculturali (sorgono nel farsi accettare dalla cultura ospitante, rispettare i valori e le tradizioni altrui e tutelare i propri diritti e le proprie consuetudini dal Paese ospitante).

Il padre dello studio sullo stress e noto fisiologo austriaco, H. Seyle, negli anni ’30 riportò sulla rivista “Nature” una netta distinzione tra due tipi di stress:

  • Eustress – Stress positivo: favorisce la capacità di coping (adattamento) e di resistenza alle circostanze e al contesto in cui si è inseriti. Trattasi di una giusta forma di stress che permette di impiegare le energie fisiche e mentali adeguate per poter svolgere qualsiasi attività e mansione quotidiana, anche la più impegnativa;
  • Distress – Stress negativo: procura un vero e proprio malessere psico-fisico, gli stimoli esterni sono invasivi, nocivi e pericolosi, influendo enormemente sull’incolumità fisica e psichica dell’individuo, perdurando a lungo, anche in completa assenza di stimoli stressogeni.

Sintomatologia dello Stress

I sintomi clinici e i disturbi recati dallo stress intenso e prolungato sono molteplici, e interessano tutti gli apparati del nostro organismo.

I sintomi e i disturbi più comuni sono racchiusi in tre macroaree:

  • Area somatica e organica: algie osteo-articolari, spasmi addominali, deperimento, calo di energie fisiche, disturbi gastrici (colite spastica, ulcera, gastrite e sindrome da colon irritabile), voce e mani tremolanti, pelle d’oca, capogiri, vertigini, emicranie, cefalee, nevralgie, dispnea, brividi, sudorazione, rigidità articolare, contrazione muscolare, dolori toracici, vampate e guance arrossate;
  • Area psichica: paura, perdita del self-control, preoccupazione, impulsività, irruenza, stato costante di allerta, terrore di essere in pericolo, disturbi d’ansia, umore altalenante, ottimismo / pessimismo, attacchi di panico, oblio, confusione mentale, affanno, inquietudine, ipersensibilità, perdita di motivazione, calo dell’autostima, disturbi del sonno, sfiducia in se stessi, perdita di aspettative future, apnee notturne e calo della concentrazione;
  • Area neurovegetativa: cardiopatie, fibrillazione atriale o ventricolare, aritmie, extrasistoli, palpitazioni, nausea, vomito, costipazione / diarrea, enuresi, rischio di ammalarsi di tumori e di malattie infettive, ipertensione, squilibri ormonali, amenorrea (assenza del ciclo mestruale), polimenorrea (ciclo mestruale frequente), dismenorrea (ciclo mestruale doloroso), repentini sbalzi di temperatura corporea e secchezza delle fauci.

Tecniche per fronteggiare lo stress

Le tecniche pratiche e semplici per affrontare e resistere allo stress sono improntate sui seguenti aspetti:

  • Tecnica proiettata sull’evento scatenante: ha lo scopo di mutare l’evento avverso e traumatico che ha provocato lo stress;
  • Tecnica proiettata sulla sfera psico-emotiva: ha lo scopo di regolarizzare le reazioni psicologiche, emotive ed affettive generate dall’evento stressogeno;
  • Tecnica proiettata sulla sfera cognitiva: ha lo scopo di mutare il criterio di giudizio che è stato attribuito a quel dato evento “stressogeno”, da rilevante a insignificante ed irrilevante;
  • Tecnica proiettata sulla sfera somatica: ha lo scopo di regolarizzare le reazioni somatiche ed organiche scatenante dall’esposizione agli stimoli stressogeni. Il più delle volte le emozioni provate vengono somatizzate, trasformandosi in soli sintomi fisici e non psichici.

Le tecniche per contrastare lo stress variano da cultura a cultura.

Ad esempio: nelle culture americane (America Centrale e del Sud) ed africane è diffuso il fenomeno dell’ “henryismo”, che consiste nella propensione al duro lavoro, a sottoporsi a fatiche fisiche estreme ed estenuanti allo scopo di contrastare e resistere alle circostanze ardue e stressanti.

Ma tale fenomeno, ha rappresentato la fonte principale (per queste culture) di ictus, arresto cardiaco e morte improvvisa.

Rimedi terapeutici

I principali rimedi terapeutici sono tre:

  • Supporto sociale: ricevere sostegno, supporto morale e psicologico da parte di amici, partner e parenti. Sfogarsi verbalmente e confidare nel supporto altrui impedisce al soggetto stressato di cadere in depressione e di somatizzare le emozioni negative provate. Il supporto sociale funge da “effetto cuscinetto”, finalizzato alla difesa ed alla protezione dagli effetti nocivi e pericolosi sulla mente e sul corpo, procurati dalla situazione traumatica, conservando un buon stato di salute e favorendo la longevità;
  • Dieta (gli alimenti raccomandati anti – stress sono):
  • cereali (riso, orzo, mais, segale, frumento, grano di saraceno);
  • verdure (broccoli, spinaci, cavolfiori, asparagi, lattuga, bietole);
  • frutta secca (noci, arachidi e mandorle);
  • frutta stagionale (mele, pere, banane, fragole, ciliegie, agrumi);
  • legumi (piselli, lenticchie, fagioli, fave, ceci);
  • frutti di bosco;
  • pesce fresco e azzurro lessato (merluzzo, sogliole, tonno, orata, trota, sgombro);
  • carne bianca;
  • latte scremato;
  • frutta e verdura cotta;
  • biscotti secchi;
  • minestra, tuorlo d’uovo;
  • tisane a base di biancospino, melissa, camomilla, valeriana e passiflora;
  • pane integrale, fette biscottate (preferibilmente integrali);
  • thè verde (antiossidante), limone, menta piperita, finocchio, tiglio, ecc;
  • alcol, bevande gassate;
  • biscotti a latte, biscotti all’uovo, budini, burro, latticini, caramelle ripiene, dolci, cioccolato;
  • formaggi;
  • fritti e pre-fritti;
  • gelato, latte intero;
  • caffè, brioche, panna;
  • pasta all’uovo;
  • pizza, focaccia e torte rustiche;
  • sott’oli e sott’aceti;
  • verdura e pesce crudi;
  • salumi (mortadella, prosciutto crudo, salame), ecc.
  • Tecniche di biofeedback: consentono di riassestare ed armonizzare i vari apparati dell’organismo sotto stress: sistema nervoso centrale e periferico, endocrino, immunitario, cardiocircolatorio, respiratorio e digerente.
BIBLIOGRAFIA
  1. Holmes and Rahe, Journal of Psychosomatic Research, The social readjustment rating scale, 1967;
  2. Adams and Adams, American Psychologist, Mount Saint Helen’s Ashfall: Evidence for a disaster stress reaction, 1984;
  3. Taylor S., Health psychology, ed. New York: McGraw Hill, 1991;
  4. Toller L., Che stress. Come riconoscerlo, fronteggiarlo e prevenire il burnout, Sovera Edizioni, 2011;
  5. Brown and Harris, Life events and illness, New York: Guilford Press, 1986.

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