Chi ha bisogno di acido folico?

Ruolo, benefici e fabbisogno di acido folico in gravidanza e nelle diverse fasi della vita

L’acido folico è una vitamina fondamentale per numerosi processi dell’organismo, ma spesso se ne parla quasi esclusivamente in relazione alla gravidanza. In realtà, il suo ruolo è molto più ampio e riguarda la produzione dei globuli rossi, il corretto funzionamento del sistema nervoso e la sintesi del DNA. Capire chi ha davvero bisogno di acido folico, quando è sufficiente l’alimentazione e quando invece può essere utile una supplementazione è importante sia per le donne in età fertile, sia per uomini, anziani e persone con particolari condizioni di salute.

Questa guida offre una panoramica completa e basata sulle evidenze su cos’è l’acido folico, quali benefici apporta, chi dovrebbe prestare particolare attenzione al suo apporto, quali sono le principali fonti alimentari e in quali situazioni è opportuno rivolgersi al medico. Le informazioni sono pensate per essere utili sia a chi desidera approfondire per motivi personali, sia a professionisti della salute che cercano un riepilogo chiaro e aggiornato.

Cos’è l’acido folico

L’acido folico è la forma sintetica e più stabile dei folati, vitamine del gruppo B (vitamina B9) presenti naturalmente in molti alimenti. I folati partecipano alla sintesi del DNA e dell’RNA, alla formazione dei globuli rossi e al metabolismo di alcuni aminoacidi, tra cui l’omocisteina, una sostanza che, se presente in eccesso nel sangue, è associata a un aumento del rischio cardiovascolare. Nell’organismo umano i folati non possono essere prodotti in quantità sufficiente, per cui devono essere introdotti regolarmente con la dieta o, quando indicato, tramite integratori specifici.

Dal punto di vista biochimico, l’acido folico assunto con integratori o alimenti fortificati viene trasformato nell’organismo nelle forme attive di folato, che possono essere utilizzate dalle cellule. I folati naturali presenti negli alimenti sono spesso meno stabili al calore e alla luce, e possono degradarsi durante la conservazione o la cottura, riducendo la quantità effettivamente disponibile per l’organismo. Per questo, in alcune fasi della vita o in particolari condizioni, la sola alimentazione, pur equilibrata, può non essere sufficiente a coprire il fabbisogno quotidiano di folati.

È importante distinguere tra folati alimentari e acido folico in forma di integratore o di alimento fortificato. I folati naturali hanno una biodisponibilità variabile, spesso inferiore rispetto all’acido folico sintetico, che viene assorbito in modo più efficiente dall’intestino. Questa differenza spiega perché, in situazioni in cui è necessario raggiungere con certezza un determinato apporto (come nel periodo preconcezionale e nei primi mesi di gravidanza), le linee guida internazionali insistano sulla supplementazione con compresse di acido folico, e non solo su una dieta ricca di verdure e legumi.

Un altro aspetto rilevante è il ruolo dell’acido folico nel ciclo dei folati-metionina, un complesso sistema metabolico che coinvolge anche altre vitamine del gruppo B, come la vitamina B12 e la vitamina B6. Alterazioni in questo ciclo, dovute a carenze nutrizionali, malassorbimento o varianti genetiche (come alcune forme del gene MTHFR), possono influenzare i livelli di omocisteina e la capacità dell’organismo di utilizzare correttamente i folati. Sebbene i test genetici non siano indicati di routine per la popolazione generale, questo contesto aiuta a comprendere perché il fabbisogno di acido folico possa variare da persona a persona e perché, in alcune situazioni, il medico possa consigliare dosaggi diversi o formulazioni specifiche.

Benefici dell’acido folico

Il beneficio più noto dell’acido folico riguarda la prevenzione dei difetti del tubo neurale nel feto, come spina bifida e anencefalia, malformazioni gravi che si sviluppano molto precocemente, spesso quando la donna non sa ancora di essere incinta. Un adeguato apporto di acido folico nelle settimane che precedono il concepimento e nei primi mesi di gravidanza riduce in modo significativo il rischio di queste anomalie. Per questo motivo, le principali organizzazioni sanitarie internazionali raccomandano una supplementazione quotidiana di acido folico a tutte le donne che stanno programmando una gravidanza o che potrebbero iniziare una gravidanza.

Oltre alla prevenzione dei difetti del tubo neurale, l’acido folico contribuisce alla normale emopoiesi, cioè alla produzione dei globuli rossi nel midollo osseo. Una carenza di folati può portare a un tipo di anemia detta megaloblastica, caratterizzata da globuli rossi più grandi del normale e meno efficienti nel trasporto dell’ossigeno. I sintomi possono includere stanchezza marcata, pallore, fiato corto e, nei casi più gravi, disturbi neurologici. Mantenere livelli adeguati di folati è quindi essenziale non solo in gravidanza, ma per la salute generale di adulti e anziani.

L’acido folico svolge anche un ruolo nel metabolismo dell’omocisteina, un aminoacido che, se accumulato nel sangue, è stato associato a un aumento del rischio di malattie cardiovascolari e cerebrovascolari. In presenza di un apporto insufficiente di folati, vitamina B12 o vitamina B6, i livelli di omocisteina possono aumentare. Sebbene la riduzione dell’omocisteina tramite integratori non si traduca automaticamente in una riduzione dimostrata degli eventi cardiovascolari in tutte le popolazioni, mantenere un adeguato stato vitaminico è comunque considerato un obiettivo importante per la salute vascolare complessiva.

Un ulteriore ambito di interesse riguarda il possibile ruolo dei folati nella salute cognitiva e nella prevenzione del declino cognitivo in età avanzata. Alcuni studi osservazionali hanno suggerito che livelli bassi di folati nel sangue possano essere associati a un maggior rischio di deterioramento cognitivo e demenza, anche se le evidenze non sono ancora definitive e non consentono di raccomandare l’uso di acido folico come strategia specifica di prevenzione. In ogni caso, garantire un apporto adeguato di folati, insieme a uno stile di vita sano, rientra nelle misure generali di promozione della salute cerebrale lungo tutto l’arco della vita.

Chi dovrebbe assumerlo

Quando si parla di chi ha bisogno di acido folico, il primo gruppo da considerare è quello delle donne in età fertile che stanno programmando una gravidanza o che potrebbero iniziare una gravidanza, anche non pianificata. Poiché i difetti del tubo neurale si sviluppano nelle prime settimane dopo il concepimento, è fondamentale che le riserve di folati siano già adeguate prima della fecondazione. Per questo, le raccomandazioni internazionali indicano che tutte le donne che potrebbero rimanere incinte dovrebbero assumere quotidianamente una quantità definita di acido folico, in aggiunta a una dieta equilibrata ricca di folati naturali.

Un secondo gruppo particolarmente importante è rappresentato dalle donne in gravidanza, soprattutto nel primo trimestre. In questa fase, l’acido folico contribuisce non solo alla chiusura corretta del tubo neurale, ma anche alla rapida crescita dei tessuti materni e fetali, alla formazione del sangue e allo sviluppo del sistema nervoso del bambino. Le indicazioni ufficiali sottolineano che, a differenza di altre vitamine che possono essere coperte più facilmente con la dieta, per l’acido folico è generalmente necessaria una supplementazione specifica, iniziando almeno un mese prima del concepimento e proseguendo per i primi tre mesi di gravidanza, salvo diversa indicazione del medico.

Esistono poi gruppi di persone per cui il fabbisogno di folati può essere aumentato o l’assorbimento ridotto. Tra questi rientrano soggetti con disturbi dell’assorbimento intestinale (come alcune forme di malattia celiaca non controllata, malattie infiammatorie croniche intestinali o condizioni dopo interventi chirurgici sull’intestino), persone con abuso cronico di alcol, e chi segue diete molto restrittive o monotone, povere di verdure a foglia verde, legumi e frutta. In questi casi, il medico può valutare l’opportunità di controllare i livelli di folati nel sangue e, se necessario, consigliare un’integrazione mirata.

Un’attenzione particolare è riservata anche alle donne che hanno avuto in passato una gravidanza complicata da difetti del tubo neurale o che hanno avuto un feto affetto da queste malformazioni. Per queste persone, le raccomandazioni internazionali prevedono spesso dosaggi di acido folico più elevati rispetto alla popolazione generale, da assumere in fase preconcezionale e nelle prime settimane di gestazione, sempre sotto stretto controllo medico. Anche alcune terapie farmacologiche croniche possono interferire con il metabolismo dei folati (ad esempio alcuni farmaci antiepilettici o metotrexato a basse dosi per malattie reumatologiche), rendendo necessaria una valutazione individuale del fabbisogno di acido folico e dell’eventuale supplementazione.

Fonti alimentari di acido folico

I folati sono presenti in numerosi alimenti, soprattutto di origine vegetale. Le verdure a foglia verde rappresentano una delle fonti principali: spinaci, bietole, lattuga, cavolo riccio, rucola e broccoli contengono quantità significative di vitamina B9. Anche i legumi, come lenticchie, ceci, fagioli e piselli, sono ricchi di folati, così come alcuni tipi di frutta, in particolare agrumi (arance, mandarini, pompelmi), kiwi, fragole e avocado. Integrare quotidianamente questi alimenti nella dieta contribuisce in modo importante a coprire il fabbisogno di folati nella popolazione generale.

Un altro gruppo di alimenti da considerare sono i cereali integrali e i prodotti derivati, come pane e pasta integrali, che possono contenere quantità interessanti di folati, soprattutto se poco raffinati. In alcuni Paesi, inoltre, esiste la pratica della fortificazione obbligatoria di farine e cereali con acido folico, proprio per aumentare l’apporto medio della popolazione e ridurre l’incidenza dei difetti del tubo neurale. In Italia, la fortificazione sistematica non è diffusa come in altre nazioni, per cui l’attenzione alla qualità complessiva della dieta rimane particolarmente importante, soprattutto per le donne in età fertile.

È utile ricordare che i folati naturali sono sensibili al calore e alla luce. Ciò significa che lunghi tempi di cottura, temperature molto elevate o conservazioni prolungate possono ridurre in modo significativo il contenuto di folati degli alimenti. Per preservarne la quantità, è consigliabile preferire cotture brevi e delicate, come la cottura a vapore o la lessatura in poca acqua, e consumare regolarmente anche verdure crude, ben lavate, come insalate miste, rucola, spinacini e altre foglie verdi. Anche la scelta di frutta fresca di stagione e il consumo rapido dopo l’acquisto aiutano a mantenere un buon contenuto vitaminico.

Nonostante una dieta varia e ricca di alimenti vegetali possa coprire il fabbisogno di folati per la maggior parte delle persone sane, nelle fasi della vita in cui il fabbisogno aumenta rapidamente, come la gravidanza, o in presenza di condizioni che riducono l’assorbimento, la sola alimentazione può non essere sufficiente a garantire i livelli necessari per la prevenzione di specifiche complicanze. In questi casi, la supplementazione con acido folico in compresse non sostituisce una dieta equilibrata, ma la integra, assicurando un apporto costante e facilmente misurabile di vitamina B9, in linea con le raccomandazioni delle autorità sanitarie.

Quando consultare un medico

È opportuno consultare un medico ogni volta che si sospetta una carenza di folati o quando si rientra in una delle categorie a maggior rischio di deficit o di aumentato fabbisogno. Segnali come stanchezza persistente, pallore, fiato corto, irritabilità, difficoltà di concentrazione o glossite (infiammazione della lingua) possono essere compatibili con un’anemia megaloblastica da carenza di folati, ma sono sintomi aspecifici che richiedono sempre una valutazione clinica e, se necessario, esami del sangue mirati. È importante evitare il “fai da te” con integratori ad alto dosaggio senza una chiara indicazione, perché un eccesso di acido folico può mascherare, ad esempio, una carenza di vitamina B12, ritardandone la diagnosi.

Le donne che stanno programmando una gravidanza, o che potrebbero iniziare una gravidanza, dovrebbero parlare con il proprio medico o ginecologo per definire tempistiche e modalità di supplementazione di acido folico più adatte alla loro situazione. Questo è particolarmente importante se in passato ci sono state gravidanze complicate da difetti del tubo neurale, aborti ripetuti, o se sono presenti patologie croniche (come diabete, epilessia, malattie intestinali) o terapie farmacologiche che possono interferire con il metabolismo dei folati. Il medico potrà valutare se attenersi alle raccomandazioni standard o se siano necessari dosaggi diversi o controlli più ravvicinati.

È consigliabile rivolgersi al medico anche in caso di uso prolungato di farmaci noti per interferire con il metabolismo dell’acido folico o con il suo assorbimento, come alcuni antiepilettici, farmaci chemioterapici o immunosoppressori. In queste situazioni, la gestione dell’eventuale supplementazione di folati deve essere attentamente bilanciata con la terapia di base, per evitare interazioni indesiderate o riduzione dell’efficacia del trattamento principale. Solo il medico curante, conoscendo la storia clinica completa e le terapie in corso, può stabilire il regime più sicuro e appropriato.

Infine, è importante consultare un professionista sanitario prima di iniziare integratori di acido folico in caso di patologie preesistenti complesse (ad esempio malattie renali croniche, patologie ematologiche, malattie autoimmuni) o se si stanno assumendo più integratori contemporaneamente. Un eccesso non controllato di vitamine, anche idrosolubili come i folati, non è privo di rischi e può interferire con la diagnosi di altre condizioni. Il medico o il nutrizionista possono aiutare a valutare il reale fabbisogno, a scegliere il prodotto più adatto e a definire la durata della supplementazione, inserendola in un piano complessivo di prevenzione e cura che tenga conto di dieta, stile di vita e altre terapie.

In sintesi, l’acido folico è una vitamina essenziale per la sintesi del DNA, la formazione dei globuli rossi e il corretto sviluppo del sistema nervoso, con un ruolo cruciale nella prevenzione dei difetti del tubo neurale in gravidanza. Una dieta varia, ricca di verdure a foglia verde, legumi, frutta e cereali integrali, contribuisce a coprire il fabbisogno di folati nella maggior parte delle persone sane, ma nelle donne in età fertile, in gravidanza e in alcune condizioni cliniche specifiche è generalmente raccomandata una supplementazione mirata. Evitare il fai da te e confrontarsi con il medico permette di adattare l’apporto di acido folico alle esigenze individuali, integrando correttamente alimentazione, stile di vita e, quando necessario, integratori.

Per approfondire

Ministero della Salute – Acido folico: perché è così importante? Scheda informativa istituzionale che spiega in modo chiaro che cos’è l’acido folico, perché è fondamentale soprattutto in gravidanza, quanta assumerne e in quali alimenti si trova.

Ministero della Salute – Salute preconcezionale Pagina dedicata alla preparazione alla gravidanza, con indicazioni ufficiali sulla supplementazione di acido folico prima del concepimento per ridurre il rischio di difetti del tubo neurale.

Ministero della Salute – FAQ corretta alimentazione in gravidanza Sezione di domande e risposte che chiarisce il ruolo dell’acido folico durante la gravidanza e la differenza rispetto ad altre vitamine assunte con la dieta.

WHO – Periconceptional folic acid supplementation Documento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità con le raccomandazioni sulla supplementazione di acido folico nel periodo periconcezionale per prevenire i difetti del tubo neurale.

CDC – About Folic Acid Pagina dei Centers for Disease Control and Prevention che riassume perché tutte le donne in età fertile dovrebbero assumere quotidianamente acido folico e come questo aiuta a proteggere il nascituro.