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Il mal di denti è uno dei dolori più intensi e disturbanti, spesso improvviso e difficile da ignorare. In queste situazioni molti si chiedono quale antinfiammatorio scegliere tra Aulin (nimesulide), ibuprofene o ketoprofene, cercando un sollievo rapido in attesa della visita dal dentista. Tuttavia, non tutti i farmaci sono uguali per meccanismo d’azione, rapidità, durata dell’effetto e profilo di sicurezza, soprattutto a livello di stomaco e fegato.
Comprendere le differenze tra questi FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei) aiuta a usarli in modo più consapevole, riducendo i rischi e ricordando che nessun analgesico può sostituire la cura odontoiatrica della causa (carie, pulpite, ascesso). Di seguito analizziamo i principali aspetti da considerare: meccanismo e insorgenza dell’effetto, sicurezza gastrointestinale, interazioni e popolazioni a rischio, fino a quando è necessario sospendere il “fai da te” e rivolgersi al dentista.
Differenze di meccanismo e insorgenza dell’effetto
Aulin è il nome commerciale più noto della nimesulide, un FANS con una certa selettività per l’enzima COX-2 rispetto alla COX-1. In termini semplici, tutti i FANS riducono la produzione di prostaglandine, sostanze coinvolte in infiammazione e dolore; la COX-1 è più legata alla protezione della mucosa gastrica e alla funzione piastrinica, mentre la COX-2 è più associata alla risposta infiammatoria. Nimesulide, avendo una relativa preferenza per COX-2, è stata storicamente percepita come “più gentile” sullo stomaco, ma il suo uso è oggi limitato soprattutto per motivi di sicurezza epatica, non per mancanza di efficacia analgesica.
Ibuprofene e ketoprofene sono FANS “classici”, con inibizione sia di COX-1 sia di COX-2, seppur con differenze di potenza e farmacocinetica. L’ibuprofene è spesso considerato uno dei FANS con miglior rapporto tra efficacia e tollerabilità generale, motivo per cui è molto utilizzato anche nel dolore odontogeno. Il ketoprofene è generalmente ritenuto un po’ più “potente” sul piano antinfiammatorio, ma anche potenzialmente più irritante per lo stomaco, soprattutto a dosi elevate o in trattamenti ripetuti. Queste differenze non significano che uno sia “migliore” in assoluto, ma che la scelta dovrebbe tenere conto di età, comorbidità e altri farmaci assunti. Per approfondire il tema della protezione gastrica in chi assume ibuprofene, può essere utile una lettura specifica sulla necessità di gastroprotezione con ibuprofene (Brufen).
Per quanto riguarda l’insorgenza dell’effetto sul mal di denti, tutti e tre i principi attivi possono iniziare a dare sollievo entro 30–60 minuti dall’assunzione orale, con picco di azione in genere entro le prime 2 ore. Alcune formulazioni di ketoprofene (ad esempio sali prontamente solubili) sono pensate per un assorbimento più rapido, mentre l’ibuprofene ha un profilo relativamente prevedibile e ben studiato. Nimesulide viene spesso percepita dai pazienti come “rapida”, ma questa impressione dipende anche dalla formulazione (granulato, compresse) e dal fatto che viene assunta spesso a stomaco non completamente pieno, favorendo un assorbimento più veloce.
La durata dell’effetto analgesico è un altro elemento da considerare. In linea generale, l’ibuprofene ha una durata di azione di alcune ore, che può richiedere più somministrazioni nell’arco della giornata in caso di dolore intenso, sempre nel rispetto del foglietto illustrativo. Il ketoprofene ha una durata simile, con alcune formulazioni a rilascio modificato che prolungano l’effetto. Nimesulide viene in genere utilizzata in due somministrazioni giornaliere, ma lestrizioni d’uso ne limitano la durata complessiva del trattamento. In ogni caso, se il mal di denti persiste oltre pochi giorni nonostante l’uso corretto di un FANS, è un segnale che la causa non è stata affrontata e che è necessario un intervento odontoiatrico.
Un aspetto spesso sottovalutato è che il dolore dentale è tipicamente di origine infiammatoria (pulpite, parodontite, ascesso), ma può avere anche una componente neuropatica o meccanica (trauma, frattura). I FANS agiscono bene sulla componente infiammatoria, ma non risolvono problemi strutturali come una carie profonda o un dente fratturato. Per questo, anche se Aulin, ibuprofene o ketoprofene possono ridurre il dolore, non devono essere considerati una “cura” del problema, bensì un supporto temporaneo in attesa della diagnosi e del trattamento causale da parte del dentista.
Sicurezza gastrointestinale e quando usare gastroprotezione
Tutti i FANS, compresi nimesulide, ibuprofene e ketoprofene, possono aumentare il rischio di irritazione gastrica, ulcera e sanguinamento del tratto gastrointestinale superiore. Questo rischio è legato soprattutto all’inibizione della COX-1, che riduce le prostaglandine protettive della mucosa gastrica, ma anche a effetti locali diretti e a fattori individuali (età, storia di ulcera, uso concomitante di altri farmaci). L’ibuprofene, a dosi basse e per brevi periodi, è spesso considerato tra i FANS con miglior profilo gastrointestinale, mentre ketoprofene e altri FANS più potenti possono risultare più “aggressivi” sullo stomaco, soprattutto se assunti a stomaco vuoto o associati ad alcol.
La nimesulide, per la sua relativa selettività COX-2, è stata a lungo percepita come meno gastrolesiva, ma questo non significa assenza di rischio. Anche con nimesulide sono possibili gastrite, ulcera e sanguinamento, soprattutto in soggetti predisposti o in caso di uso non corretto. In pratica, per un adulto giovane senza fattori di rischio particolari che assume un FANS per pochi giorni per un mal di denti acuto, il rischio assoluto di complicanze gravi è basso, ma non nullo. In presenza di bruciore di stomaco intenso, dolore addominale persistente, feci nere o vomito con sangue, è necessario sospendere il farmaco e rivolgersi subito al medico.
La gastroprotezione con inibitori di pompa protonica (IPP) o misoprostolo viene in genere considerata nei pazienti che devono assumere FANS per periodi prolungati o che presentano fattori di rischio importanti (età avanzata, storia di ulcera o sanguinamento, uso concomitante di anticoagulanti, antiaggreganti, cortisonici). Nel contesto del mal di denti, dove l’uso dovrebbe essere limitato a pochi giorni in attesa della visita odontoiatrica, la necessità di gastroprotezione va valutata caso per caso dal medico, soprattutto se il paziente ha già avuto problemi gastrici o assume altri farmaci a rischio. Per chi utilizza ketoprofene, è utile consultare informazioni specifiche sulle caratteristiche e avvertenze del ketoprofene.
Un errore frequente è pensare che, per evitare problemi di stomaco, basti “cambiare FANS” o alternare prodotti diversi. In realtà, l’assunzione contemporanea o ravvicinata di più FANS (ad esempio ibuprofene e ketoprofene, o nimesulide e diclofenac) aumenta il rischio di effetti avversi senza migliorare in modo significativo l’efficacia analgesica. È quindi preferibile utilizzare un solo FANS alla dose minima efficace per il minor tempo possibile, evitando associazioni inutili. Se il dolore non è controllato nonostante un uso corretto, è un segnale che richiede una rivalutazione medica o odontoiatrica, non l’aggiunta di altri antinfiammatori.
Infine, va ricordato che la protezione gastrica non annulla gli altri rischi dei FANS (renali, cardiovascolari, epatici). Anche con IPP o misoprostolo, l’uso di FANS deve rimanere il più breve possibile, soprattutto in soggetti fragili. Nel mal di denti, l’obiettivo non è “coprire” il dolore per settimane, ma guadagnare tempo fino all’intervento del dentista. Se ci si accorge di assumere un FANS da molti giorni per lo stesso problema dentale, è probabile che la causa non sia stata adeguatamente trattata e che sia necessario un controllo specialistico.
Interazioni e popolazioni a rischio
Ibuprofene, ketoprofene e nimesulide possono interagire con numerosi altri farmaci, aumentando il rischio di effetti indesiderati o riducendo l’efficacia di alcune terapie. Un gruppo particolarmente delicato è quello degli anticoagulanti orali e degli antiaggreganti piastrinici (come l’aspirina a basse dosi), dove l’associazione con FANS può incrementare in modo significativo il rischio di sanguinamento gastrointestinale. Anche l’uso concomitante di cortisonici sistemici (per esempio prednisone) aumenta il rischio di ulcera e sanguinamento, rendendo spesso necessaria una valutazione medica prima di assumere un FANS per il mal di denti.
Un altro aspetto importante riguarda i farmaci che agiscono sui reni e sulla pressione arteriosa, come diuretici, ACE-inibitori e sartani. I FANS possono ridurre l’effetto di questi farmaci e, in alcuni casi, peggiorare la funzione renale, soprattutto in pazienti anziani, disidratati o con insufficienza renale preesistente. Anche l’assunzione di alcol può potenziare la gastrolesività dei FANS e, nel caso della nimesulide, aumentare il carico sul fegato. Per chi assume altri farmaci antinfiammatori o analgesici, è fondamentale evitare sovrapposizioni non necessarie e attenersi alle indicazioni del medico o del foglietto illustrativo.
Le popolazioni a rischio includono in primo luogo gli anziani, che presentano più spesso comorbidità (cardiopatie, nefropatie, epatopatie) e assumono più farmaci contemporaneamente. In questi pazienti, anche un breve ciclo di FANS per mal di denti può comportare rischi non trascurabili, soprattutto se non c’è un’attenta valutazione delle interazioni. Anche chi ha una storia di ulcera, sanguinamento gastrointestinale, insufficienza renale o epatica dovrebbe usare estrema cautela, preferendo, quando possibile, analgesici alternativi o dosaggi ridotti, sempre sotto controllo medico. In alcune situazioni, il dentista può coordinarsi con il medico curante per individuare la strategia analgesica più sicura.
La gravidanza e l’allattamento rappresentano contesti particolari. Molti FANS, inclusi ibuprofene e ketoprofene, sono controindicati o sconsigliati in determinati trimestri di gravidanza, soprattutto nel terzo, per il rischio di effetti sul feto e sul liquido amniotico. La nimesulide, in particolare, presenta ulteriori criticità legate al profilo di sicurezza epatica e non è generalmente considerata una scelta di prima linea in queste condizioni. In gravidanza, la gestione del mal di denti dovrebbe essere il più possibile orientata a interventi odontoiatrici tempestivi e, quando necessario, all’uso di analgesici con un profilo di sicurezza meglio definito in questa popolazione, su indicazione del medico.
Infine, esistono soggetti con asma o allergie ai FANS, nei quali l’assunzione di ibuprofene, ketoprofene o nimesulide può scatenare broncospasmo, orticaria o reazioni anafilattiche. Chi ha già avuto reazioni avverse a un FANS dovrebbe evitare l’automedicazione con altri farmaci della stessa classe senza un parere specialistico. In caso di comparsa di difficoltà respiratoria, gonfiore del volto o della lingua, eruzioni cutanee diffuse o prurito intenso dopo l’assunzione di un FANS per mal di denti, è necessario sospendere immediatamente il farmaco e rivolgersi con urgenza a un medico o al pronto soccorso.
Quando preferire alternative o consultare il dentista
Nel mal di denti acuto, l’uso di un FANS come ibuprofene, ketoprofene o nimesulide può offrire un sollievo temporaneo, ma non deve far dimenticare che la causa va trattata dal dentista. Carie profonde, pulpiti, ascessi o fratture dentali richiedono interventi specifici (otturazioni, terapie canalari, drenaggio di ascessi, estrazioni) che nessun farmaco può sostituire. Se il dolore è molto intenso, pulsante, peggiora sdraiandosi o si associa a gonfiore del volto, febbre o difficoltà ad aprire la bocca, è opportuno contattare il dentista con urgenza, anche se il FANS sembra attenuare parzialmente i sintomi. In presenza di segni di infezione importante, il dentista potrà valutare anche la necessità di una terapia antibiotica.
Esistono situazioni in cui può essere preferibile ricorrere ad analgesici diversi dai FANS, ad esempio il paracetamolo, soprattutto in pazienti con elevato rischio gastrointestinale, renale o cardiovascolare, o in chi assume anticoagulanti. Il paracetamolo non è un antinfiammatorio, ma un analgesico-antipiretico, e può essere sufficiente per controllare un dolore dentale lieve-moderato in attesa della visita. In altri casi, il dentista o il medico possono valutare l’uso di associazioni o di altri FANS come il diclofenac, tenendo conto del profilo di rischio individuale e delle caratteristiche del dolore. Per comprendere meglio il ruolo di altri antinfiammatori in ambito odontoiatrico, può essere utile approfondire l’uso del diclofenac (Dicloreum) nel dolore e nell’infiammazione.
La nimesulide (Aulin) merita una considerazione particolare: pur essendo efficace nel dolore acuto, il suo impiego è oggi limitato da precise restrizioni legate al rischio di danno epatico. Questo significa che, in molti casi, viene considerata una seconda scelta rispetto ad altri FANS come ibuprofene, soprattutto quando sono possibili alternative con un profilo di sicurezza più favorevole. In presenza di fattori di rischio epatico (epatopatie pregresse, consumo abituale di alcol, uso di altri farmaci epatotossici), la nimesulide dovrebbe essere evitata, e il mal di denti gestito con altri analgesici e, soprattutto, con un intervento odontoiatrico tempestivo.
È importante anche riconoscere i segnali che indicano la necessità di sospendere l’automedicazione con FANS e consultare il medico o il dentista. Tra questi: dolore che non migliora o peggiora nonostante 2–3 giorni di trattamento; comparsa di sintomi gastrointestinali importanti (dolore addominale intenso, bruciore severo, nausea persistente); segni di possibile danno epatico (stanchezza marcata, urine scure, colorazione gialla della pelle o degli occhi); reazioni cutanee diffuse o sintomi respiratori. In tali casi, continuare a cambiare o aumentare i FANS non solo è inutile, ma potenzialmente pericoloso.
Infine, non va sottovalutato il ruolo delle misure non farmacologiche in attesa della visita: mantenere una buona igiene orale, evitare cibi e bevande troppo caldi o freddi che possono scatenare il dolore, preferire alimenti morbidi e masticare dal lato opposto al dente dolente. L’applicazione di impacchi freddi esterni (mai caldi in caso di sospetto ascesso) può dare un sollievo temporaneo. Tuttavia, se il dolore è legato a una carie avanzata o a un’infezione, queste misure hanno un valore solo transitorio. In alcuni casi, il dentista può valutare anche l’uso di altri FANS come la nimesulide in compresse, ma sempre nel rispetto delle indicazioni di sicurezza e delle alternative disponibili, come illustrato nelle schede dedicate a farmaci quali nimesulide (Mesulid).
In sintesi, Aulin (nimesulide), ibuprofene e ketoprofene sono tutti FANS efficaci nel ridurre il dolore da mal di denti, ma differiscono per profilo di sicurezza, in particolare a livello gastrointestinale ed epatico, e per le interazioni con altri farmaci. L’ibuprofene è spesso considerato una prima scelta per il buon equilibrio tra efficacia e tollerabilità, mentre il ketoprofene può essere utile in alcune situazioni ma richiede attenzione per il rischio gastrico. La nimesulide, pur efficace, è oggi soggetta a restrizioni d’uso e viene generalmente riservata a casi selezionati. In ogni caso, l’obiettivo non è prolungare l’assunzione di FANS, ma controllare il dolore nell’attesa, il più breve possibile, della cura odontoiatrica della causa.
Per approfondire
Nota 01 – AIFA offre indicazioni ufficiali sulle condizioni in cui è raccomandata la gastroprotezione (IPP o misoprostolo) nei pazienti in terapia con FANS, utile per comprendere meglio il rischio gastrico anche quando si assumono antinfiammatori per il mal di denti.
Nota 66 – AIFA descrive il contesto d’uso e le indicazioni dei principali FANS, tra cui ibuprofene, ketoprofene e nimesulide, con particolare riferimento al trattamento del dolore acuto e ai limiti di prescrizione.
Ultime notizie sulla nimesulide – AIFA riassume le raccomandazioni di sicurezza su nimesulide, inclusa la necessità di considerarla una seconda scelta, di limitarne la durata d’uso e di prestare attenzione al rischio di danno epatico.
Restrizioni d’uso dei medicinali contenenti nimesulide – AIFA/EMA illustra le motivazioni regolatorie alla base delle limitazioni su dose e durata del trattamento con nimesulide, a seguito di segnalazioni di gravi reazioni epatiche.
Carie – Ministero della Salute spiega come carie profonde, pulpiti e complicanze infettive siano tra le principali cause di mal di denti e perché la terapia farmacologica non possa sostituire gli interventi odontoiatrici mirati.
