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Brufen è un farmaco a base di ibuprofene, un antinfiammatorio non steroideo (FANS) ampiamente utilizzato per il trattamento del dolore, della febbre e di molte condizioni infiammatorie, in particolare in ambito reumatologico. Proprio perché molto diffuso e spesso assunto anche senza prescrizione medica, è fondamentale conoscere bene le sue controindicazioni, le situazioni in cui va usato con estrema cautela e i possibili effetti collaterali. Comprendere questi aspetti aiuta a ridurre i rischi e a utilizzare il medicinale in modo più consapevole, soprattutto in presenza di altre patologie o terapie concomitanti.
In questa guida verranno analizzate in modo sistematico le principali controindicazioni di Brufen, le reazioni avverse più comuni, le interazioni con altri farmaci, le particolarità d’uso nei pazienti anziani e alcuni consigli pratici per un impiego il più possibile sicuro. Le informazioni hanno carattere generale e non sostituiscono il parere del medico o del farmacista: in caso di dubbi, sintomi insoliti o condizioni cliniche complesse, è sempre necessario rivolgersi a un professionista sanitario prima di iniziare o proseguire una terapia con ibuprofene.
Controindicazioni principali
Le controindicazioni principali di Brufen riguardano innanzitutto i pazienti con ipersensibilità nota all’ibuprofene o ad altri FANS. Chi in passato ha manifestato reazioni allergiche come orticaria, broncospasmo, crisi d’asma, rinite acuta o edema del volto dopo l’assunzione di aspirina o di altri antinfiammatori non steroidei non dovrebbe assumere Brufen, perché esiste un rischio significativo di reazioni simili o più gravi. Anche una storia di shock anafilattico o di gravi reazioni cutanee (per esempio sindrome di Stevens-Johnson o necrolisi epidermica tossica) in seguito a FANS rappresenta una controindicazione assoluta. È importante che il paziente riferisca sempre al medico eventuali episodi pregressi di intolleranza o allergia a farmaci, anche se avvenuti molti anni prima, perché possono orientare la scelta verso alternative più sicure.
Un’altra controindicazione rilevante riguarda le patologie gastrointestinali gravi, in particolare l’ulcera peptica attiva, la storia recente di ulcera recidivante o di sanguinamento gastrointestinale. I FANS, incluso l’ibuprofene, possono danneggiare la mucosa dello stomaco e del duodeno, favorendo la comparsa di erosioni, ulcere e sanguinamenti, talvolta anche in modo improvviso e senza sintomi premonitori evidenti. Per questo motivo, chi ha avuto emorragie digestive, perforazioni o ulcere complicate dovrebbe evitare Brufen, salvo diversa indicazione specialistica in contesti molto selezionati. Anche la presenza di colite ulcerosa o morbo di Crohn in fase attiva richiede grande cautela, perché i FANS possono peggiorare il quadro infiammatorio intestinale e aumentare il rischio di complicanze.
Brufen è inoltre controindicato in alcune condizioni cardiovascolari e renali. Nei pazienti con grave insufficienza cardiaca, insufficienza renale severa o grave insufficienza epatica, l’uso di ibuprofene può determinare un ulteriore peggioramento della funzione degli organi coinvolti, trattenere liquidi e alterare l’equilibrio emodinamico. I FANS riducono la sintesi di prostaglandine, sostanze che contribuiscono a mantenere il flusso sanguigno adeguato a livello renale, soprattutto in situazioni di compenso precario. In questi pazienti, anche dosi considerate moderate possono risultare pericolose. È quindi essenziale che la valutazione del rapporto rischio-beneficio sia effettuata dal medico curante o dallo specialista, che potrà eventualmente optare per altre strategie analgesiche o antinfiammatorie.
Un capitolo a parte riguarda la gravidanza e l’allattamento. L’uso di Brufen è generalmente sconsigliato nel terzo trimestre di gravidanza, perché l’ibuprofene può provocare chiusura prematura del dotto arterioso nel feto, alterazioni della funzione renale fetale con possibile oligoidramnios e aumentare il rischio di complicazioni emorragiche sia per la madre sia per il neonato. Nel primo e secondo trimestre, l’impiego dovrebbe avvenire solo se strettamente necessario e sotto controllo medico, valutando attentamente alternative più sicure. Durante l’allattamento, piccole quantità di ibuprofene possono passare nel latte materno, ma in genere l’uso occasionale a basse dosi è considerato compatibile; tuttavia, è sempre opportuno confrontarsi con il pediatra o il ginecologo, soprattutto in caso di terapie prolungate o dosaggi elevati.
Effetti collaterali comuni
Gli effetti collaterali più frequenti di Brufen interessano l’apparato gastrointestinale. Molti pazienti riferiscono disturbi come nausea, dolore epigastrico, bruciore di stomaco, digestione lenta, senso di pienezza o, talvolta, diarrea e stipsi. Questi sintomi sono legati all’azione dell’ibuprofene sulla mucosa gastrica e sulla produzione di prostaglandine protettive, che normalmente contribuiscono a mantenere integro il rivestimento interno dello stomaco. Anche se spesso si tratta di disturbi lievi e transitori, la loro comparsa merita attenzione, soprattutto se il farmaco viene assunto per periodi prolungati o in associazione ad altri medicinali gastrolesivi, come i corticosteroidi. L’assunzione durante o dopo i pasti può ridurre in parte il fastidio, ma non elimina il rischio di complicanze più serie, come ulcere e sanguinamenti.
Un altro gruppo di effetti indesiderati riguarda il sistema nervoso centrale. Alcune persone possono sperimentare cefalea, vertigini, sonnolenza o, al contrario, lieve agitazione e insonnia. Questi sintomi, sebbene generalmente reversibili con la sospensione del farmaco, possono interferire con le attività quotidiane che richiedono attenzione, come guidare o utilizzare macchinari. È quindi prudente valutare la propria risposta individuale a Brufen prima di svolgere compiti potenzialmente pericolosi. In rari casi, soprattutto in soggetti predisposti, sono stati descritti disturbi più importanti come confusione o alterazioni dell’umore; in presenza di manifestazioni neurologiche insolite o intense è consigliabile interrompere il farmaco e consultare rapidamente il medico per escludere altre cause o reazioni avverse più serie.
Gli effetti collaterali a carico del sistema cardiovascolare e renale, pur meno frequenti, rivestono grande importanza clinica. L’uso prolungato o ad alte dosi di FANS, incluso l’ibuprofene, è stato associato a un aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi, come infarto del miocardio e ictus, soprattutto in pazienti con fattori di rischio preesistenti (ipertensione, ipercolesterolemia, diabete, fumo, storia di malattia cardiovascolare). Inoltre, Brufen può causare ritenzione di liquidi, edema periferico e peggioramento di una insufficienza cardiaca già presente. A livello renale, possono verificarsi riduzione della diuresi, aumento della creatinina e, nei casi più gravi, insufficienza renale acuta, in particolare in soggetti disidratati, anziani o in terapia con diuretici e ACE-inibitori. Monitorare periodicamente la funzione renale e la pressione arteriosa è prudente nei trattamenti di lunga durata.
Non vanno infine dimenticate le reazioni cutanee e di ipersensibilità. Oltre alle forme allergiche gravi, che rientrano tra le controindicazioni, esistono manifestazioni più comuni ma comunque fastidiose, come rash cutaneo, prurito, orticaria e fotosensibilità (maggiore reattività della pelle alla luce solare). In presenza di eruzioni cutanee diffuse, vescicole, lesioni sulle mucose o febbre associata a sintomi cutanei, è necessario sospendere immediatamente il farmaco e rivolgersi a un medico, perché potrebbero essere i primi segnali di reazioni cutanee severe. Anche sintomi come gonfiore improvviso di labbra, lingua o gola, difficoltà respiratoria e senso di costrizione toracica richiedono un intervento urgente, poiché possono indicare un edema angioneurotico o una reazione anafilattica potenzialmente pericolosa per la vita.
Interazioni con altri farmaci
Brufen può interagire con numerosi altri farmaci, modificandone l’efficacia o aumentando il rischio di effetti collaterali. Una delle interazioni più note è quella con gli anticoagulanti orali e gli antiaggreganti piastrinici, come warfarin, DOAC (anticoagulanti orali diretti) e aspirina a basse dosi. L’associazione può potenziare il rischio di sanguinamento, in particolare a livello gastrointestinale, perché l’ibuprofene contribuisce a danneggiare la mucosa e a interferire con l’aggregazione piastrinica. Anche l’uso concomitante di altri FANS o di corticosteroidi sistemici aumenta significativamente la probabilità di ulcere e sanguinamenti digestivi. Per questo motivo, la combinazione di più farmaci gastrolesivi dovrebbe essere evitata o gestita con estrema cautela, eventualmente con l’aggiunta di una terapia gastroprotettiva e un attento monitoraggio clinico.
Un’altra interazione importante riguarda i farmaci antipertensivi, in particolare diuretici, ACE-inibitori e sartani. I FANS possono ridurre l’effetto ipotensivo di queste classi di medicinali, determinando un controllo meno efficace della pressione arteriosa. Inoltre, la combinazione di ibuprofene con diuretici e ACE-inibitori o sartani può aumentare il rischio di danno renale, soprattutto in pazienti anziani, disidratati o con funzione renale già compromessa. Questo fenomeno è talvolta definito “triplice colpo” (triple whammy) a carico del rene. In tali situazioni, è consigliabile monitorare periodicamente creatinina, elettroliti e pressione arteriosa, e valutare con il medico la reale necessità di un FANS, considerando alternative analgesiche meno nefrotossiche quando possibile.
Brufen può inoltre interferire con alcuni farmaci utilizzati in ambito reumatologico e oncologico, come il metotrexato. L’associazione con ibuprofene può ridurre la clearance renale del metotrexato, aumentando le sue concentrazioni plasmatiche e il rischio di tossicità ematologica e mucosale, soprattutto alle dosi elevate impiegate in oncologia, ma potenzialmente anche alle dosi più basse usate nelle malattie autoimmuni. Per questo motivo, la co-somministrazione richiede un attento controllo da parte dello specialista, con eventuale aggiustamento dei dosaggi e monitoraggio ravvicinato degli esami del sangue. Anche alcuni antibiotici, come i chinolonici, possono avere interazioni di tipo farmacodinamico con i FANS, aumentando il rischio di convulsioni in soggetti predisposti, sebbene si tratti di eventi rari.
Un ulteriore aspetto da considerare è l’interazione con i farmaci che influenzano la funzione piastrinica o la coagulazione in modo indiretto, come gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) utilizzati nella depressione e nei disturbi d’ansia. L’associazione di SSRI e FANS è stata collegata a un aumento del rischio di sanguinamento gastrointestinale, probabilmente per un effetto combinato sulla mucosa e sull’aggregazione piastrinica. Anche l’uso concomitante di litio può essere problematico, perché i FANS possono ridurne l’eliminazione renale, con possibile aumento dei livelli plasmatici e rischio di tossicità neurologica. In generale, prima di assumere Brufen è opportuno informare sempre il medico e il farmacista di tutti i medicinali in uso, compresi prodotti da banco, fitoterapici e integratori, per valutare la presenza di interazioni potenzialmente rilevanti.
Uso nei pazienti anziani
Nei pazienti anziani l’uso di Brufen richiede particolare prudenza, perché in questa fascia di età aumentano sia la probabilità di effetti collaterali sia la presenza di comorbidità e terapie concomitanti. L’anziano presenta spesso una ridotta riserva funzionale di organi come reni, fegato e cuore, che rende l’organismo più vulnerabile agli effetti emodinamici e metabolici dei FANS. Inoltre, la frequente coesistenza di ipertensione, insufficienza cardiaca, diabete, malattia renale cronica e patologie gastrointestinali aumenta il rischio di complicanze come sanguinamenti, scompenso cardiaco e peggioramento della funzione renale. Per questi motivi, nelle persone di età avanzata è generalmente raccomandato utilizzare la dose efficace più bassa per il più breve tempo possibile, evitando l’uso cronico non strettamente necessario e privilegiando, quando appropriato, approcci non farmacologici o analgesici alternativi.
Un problema rilevante negli anziani è la polifarmacoterapia, cioè l’assunzione contemporanea di molti farmaci per diverse patologie. Questo scenario aumenta la probabilità di interazioni tra Brufen e altri medicinali, come anticoagulanti, antiaggreganti, antipertensivi, diuretici, ipoglicemizzanti orali e psicofarmaci. L’anziano può inoltre avere difficoltà a riconoscere e riferire precocemente i sintomi di tossicità, come segni di sanguinamento gastrointestinale (feci scure, vomito con sangue), peggioramento della dispnea o riduzione della diuresi. È quindi fondamentale che il medico di medicina generale o lo specialista reumatologo rivalutino periodicamente la terapia, verificando se l’uso di Brufen sia ancora necessario, se la dose sia adeguata e se vi siano segni di effetti indesiderati che richiedano un aggiustamento o la sospensione del farmaco.
Dal punto di vista gastrointestinale, gli anziani sono particolarmente esposti al rischio di ulcere e sanguinamenti, anche in assenza di sintomi premonitori. Spesso, infatti, il dolore addominale può essere attenuato o interpretato come disturbo cronico, ritardando la diagnosi di complicanze serie. Per ridurre questo rischio, quando l’uso di Brufen è ritenuto indispensabile, può essere indicata una profilassi gastroprotettiva con inibitori di pompa protonica, soprattutto nei soggetti con storia di ulcera, in terapia con anticoagulanti o antiaggreganti, o con altri fattori di rischio. Tuttavia, anche la gastroprotezione non annulla completamente il pericolo di eventi avversi, per cui la decisione di mantenere un FANS deve sempre basarsi su una valutazione individuale del rapporto beneficio-rischio, considerando alternative come fisioterapia, misure fisiche o altri analgesici.
Un altro aspetto da non sottovalutare è il rischio di cadute e fratture negli anziani che assumono Brufen. Gli effetti sul sistema nervoso centrale, come vertigini, sonnolenza o confusione, possono compromettere l’equilibrio e la capacità di reazione, aumentando la probabilità di incidenti domestici. Inoltre, il peggioramento di una eventuale insufficienza cardiaca o la comparsa di ipotensione possono contribuire a episodi di lipotimia o sincope. È quindi importante che familiari e caregiver siano informati sull’uso del farmaco e vigilino su eventuali cambiamenti nello stato di vigilanza, nell’andatura o nella stabilità del paziente. In caso di sintomi nuovi o peggioramento di quelli preesistenti, è opportuno contattare il medico per una rivalutazione della terapia e, se necessario, per la sospensione o la sostituzione di Brufen con opzioni più sicure.
Consigli per un uso sicuro
Per utilizzare Brufen in modo il più possibile sicuro è essenziale attenersi scrupolosamente alle indicazioni del medico e alle informazioni riportate nel foglio illustrativo. Non bisogna superare le dosi raccomandate né prolungare la durata del trattamento oltre quanto indicato, soprattutto se si tratta di automedicazione per disturbi lievi e transitori come mal di testa o dolori muscolari. Se il dolore persiste per più giorni, tende a peggiorare o si associa ad altri sintomi (febbre alta, perdita di peso, difficoltà respiratoria, gonfiore articolare importante), è necessario consultare un professionista sanitario per identificare la causa e valutare terapie più mirate. L’assunzione di Brufen a stomaco pieno può ridurre il fastidio gastrico, ma non elimina il rischio di ulcere o sanguinamenti, per cui non deve essere considerata una garanzia di sicurezza assoluta.
Prima di iniziare una terapia con ibuprofene, è opportuno informare il medico e il farmacista di tutte le patologie di cui si soffre e dei farmaci che si stanno assumendo, compresi quelli senza obbligo di prescrizione, i rimedi erboristici e gli integratori. In particolare, vanno segnalate malattie cardiovascolari, renali, epatiche, gastrointestinali, allergie note ai FANS, gravidanza o allattamento. Questa comunicazione permette di individuare eventuali controindicazioni o interazioni e di scegliere la strategia terapeutica più adatta. È anche importante evitare l’uso contemporaneo di più prodotti contenenti ibuprofene o altri FANS, che potrebbe portare a un sovradosaggio involontario. Leggere attentamente le etichette dei medicinali da banco aiuta a riconoscere la presenza di ibuprofene o di altri antinfiammatori nella composizione.
Durante il trattamento con Brufen, è consigliabile prestare attenzione a qualsiasi sintomo insolito che possa suggerire un effetto collaterale significativo. Dolore addominale intenso, feci nere o con sangue, vomito ematico, comparsa di lividi o sanguinamenti insoliti, difficoltà respiratoria, gonfiore improvviso di volto o arti, riduzione marcata della diuresi, aumento improvviso di peso, dolore toracico, debolezza improvvisa di un arto o difficoltà nel parlare sono segnali di allarme che richiedono un intervento medico immediato. Anche sintomi meno specifici, come stanchezza marcata, prurito diffuso, ittero (colorazione gialla della pelle o degli occhi) o rash cutaneo esteso, meritano una valutazione, perché possono indicare un interessamento epatico, renale o reazioni cutanee importanti.
Infine, è utile ricordare che Brufen non è l’unica opzione per il trattamento del dolore o dell’infiammazione, e che spesso un approccio multimodale può ridurre la necessità di dosi elevate o di uso prolungato di FANS. Misure non farmacologiche come riposo mirato, fisioterapia, esercizio fisico adattato, applicazione di caldo o freddo, correzione di posture scorrette e gestione del peso corporeo possono contribuire in modo significativo al controllo del dolore, soprattutto nelle patologie reumatologiche croniche. In alcuni casi, il medico può proporre l’associazione o la sostituzione con altri farmaci analgesici o con terapie di fondo specifiche per la malattia di base. Mantenere un dialogo aperto con il proprio curante, riportando benefici e problemi legati all’uso di Brufen, è la chiave per trovare il miglior equilibrio tra efficacia e sicurezza nel lungo periodo.
In sintesi, Brufen è un farmaco efficace e ampiamente utilizzato per il controllo del dolore e dell’infiammazione, ma non è privo di rischi, soprattutto in presenza di patologie concomitanti, terapie multiple o uso prolungato. Conoscere le principali controindicazioni, gli effetti collaterali più comuni, le possibili interazioni con altri medicinali e le particolarità d’impiego negli anziani consente di adottare comportamenti più prudenti e informati. L’uso responsabile, basato sul rispetto delle dosi, sulla durata minima necessaria e sul confronto regolare con il medico o il farmacista, rappresenta lo strumento più efficace per massimizzare i benefici di ibuprofene riducendo al minimo le potenziali complicanze.
Per approfondire
Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) Schede tecniche e fogli illustrativi aggiornati dei medicinali a base di ibuprofene, utili per consultare in dettaglio controindicazioni, avvertenze e interazioni di Brufen.
Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) Informazioni regolatorie e documenti di valutazione sui FANS, con particolare attenzione alla sicurezza cardiovascolare e gastrointestinale dei farmaci a base di ibuprofene.
Istituto Superiore di Sanità (ISS) Approfondimenti su uso appropriato dei farmaci analgesici e antinfiammatori, con materiali divulgativi e tecnico-scientifici rivolti a professionisti e cittadini.
Ministero della Salute Sezione dedicata ai farmaci e alla farmacovigilanza, con indicazioni ufficiali su uso corretto dei medicinali da banco e segnalazione delle reazioni avverse.
Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) Linee guida e documenti internazionali sulla gestione del dolore e sull’impiego sicuro dei farmaci antinfiammatori non steroidei in diverse fasce di popolazione.
