Come far passare i giramenti di testa?

Giramenti di testa: possibili cause, segnali di allarme, rimedi non farmacologici e prevenzione

I giramenti di testa sono un sintomo molto comune, che può andare da un fastidio lieve e passeggero a una sensazione intensa di instabilità o vertigine, capace di spaventare e limitare le attività quotidiane. Capire come farli “passare” in modo sicuro significa prima di tutto comprendere da cosa possono dipendere e quando è necessario rivolgersi a un medico invece di affidarsi al fai‑da‑te.

In questa guida analizziamo le principali cause dei giramenti di testa, i rimedi non farmacologici che possono aiutare nei casi lievi, i segnali di allarme che richiedono una valutazione urgente e le strategie di prevenzione. Le informazioni sono di carattere generale e non sostituiscono il parere del medico, che resta il riferimento per una diagnosi corretta e per indicazioni personalizzate.

Cause dei giramenti di testa

Con “giramenti di testa” le persone descrivono sensazioni diverse: vera vertigine (illusione di movimento dell’ambiente o del corpo), instabilità (sensazione di barcollare o di perdere l’equilibrio), lipotimia (impressione di svenire, “vista annebbiata”, sudorazione fredda) o semplice “testa leggera”. Dal punto di vista medico è importante distinguere questi quadri, perché le cause possono essere molto differenti: dall’orecchio interno al cuore, dal cervello alla pressione arteriosa, fino a fattori psicologici come ansia e attacchi di panico. Spesso il contesto in cui compare il sintomo (alzandosi in piedi, girando la testa, dopo uno sforzo, a digiuno) offre indizi utili per orientare la diagnosi.

Una delle cause più frequenti di vertigini brevi e intense è la vertigine parossistica posizionale benigna (VPPB), legata a piccoli cristalli (otoliti) che si spostano all’interno dell’orecchio interno e “disturbano” il sistema dell’equilibrio. Il giramento di testa si scatena tipicamente cambiando posizione del capo (sdraiandosi, girandosi nel letto, chinandosi) e dura pochi secondi, ma può ripetersi più volte al giorno. Altre volte la sensazione è più di instabilità continua, come “camminare sulle nuvole”, e può essere difficile capire se si tratta di vertigini vere o di un altro tipo di capogiro: in questi casi può essere utile approfondire la differenza tra vertigini e giramenti di testa con materiali dedicati disponibili online, ad esempio una guida che aiuta a capire se si tratta di vertigini o giramenti di testa.

Tra le cause benigne ma frequenti rientrano anche l’ipotensione ortostatica (calo di pressione quando ci si alza in piedi troppo rapidamente), la disidratazione (poca acqua, sudorazione intensa, diarrea o vomito), l’ipoglicemia (calo di zuccheri nel sangue, ad esempio dopo molte ore di digiuno o in chi assume farmaci per il diabete) e l’anemia significativa. In questi casi il giramento di testa è spesso accompagnato da debolezza, pallore, sensazione di “vuoto alla testa”, talvolta nausea. Anche alcuni farmaci possono provocare capogiri come effetto collaterale, soprattutto se abbassano la pressione, agiscono sul sistema nervoso centrale o vengono assunti insieme ad alcol o altre sostanze.

Non bisogna però dimenticare che i giramenti di testa possono essere il segnale di condizioni potenzialmente gravi. Un esordio improvviso di vertigine intensa associata a difficoltà a parlare, debolezza o paralisi di un lato del corpo, perdita di sensibilità, difficoltà a coordinare i movimenti, visione doppia o forte mal di testa improvviso può indicare un ictus o un attacco ischemico transitorio (TIA) e richiede un accesso immediato al pronto soccorso. Anche alcune aritmie cardiache, infarti, emorragie interne, infezioni sistemiche con febbre alta o sepsi possono manifestarsi con capogiri, soprattutto negli anziani o in persone con altre malattie croniche.

Infine, un capitolo a parte riguarda i giramenti di testa legati a disturbi dell’orecchio interno (labirintite, neurite vestibolare, malattia di Ménière), ai problemi cervicali (cervicalgia, artrosi, contratture muscolari), ai disturbi visivi (difetti di vista non corretti, cambi di occhiali) e ai fattori psicologici. L’ansia e gli attacchi di panico possono provocare una combinazione di sensazione di instabilità, testa leggera, tachicardia, respiro corto, formicolii alle mani e intorno alla bocca, spesso in assenza di una causa organica evidente. In tutti questi casi, una valutazione medica accurata è fondamentale per distinguere le diverse origini del sintomo e impostare il percorso più adatto.

Rimedi naturali per i giramenti di testa

Quando si avverte un giramento di testa lieve e già noto (ad esempio in chi soffre di VPPB diagnosticata o di ipotensione ortostatica), la prima cosa da fare non è cercare un rimedio miracoloso, ma mettersi in sicurezza. Se possibile, sedersi o sdraiarsi subito, evitando di continuare a camminare o guidare, riduce il rischio di cadute e traumi. È utile mantenere il capo relativamente fermo, respirare lentamente e profondamente, allentare indumenti stretti e, se si è in un ambiente caldo o affollato, cercare aria più fresca. Queste misure semplici spesso bastano a far regredire il sintomo in pochi minuti, soprattutto se la causa è un calo di pressione o un sovraccarico emotivo.

Tra i rimedi non farmacologici più importanti c’è l’idratazione adeguata. Bere acqua a piccoli sorsi, soprattutto se si è sudato molto, si ha febbre, diarrea o si è rimasti a lungo senza bere, può aiutare a correggere una lieve disidratazione che contribuisce ai capogiri. Anche fare piccoli spuntini regolari, evitando lunghi periodi di digiuno, può prevenire cali di zuccheri nel sangue che si manifestano con debolezza e testa leggera. In alcune persone, soprattutto anziane, può essere utile alzarsi dal letto o dalla sedia in modo graduale (prima seduti, poi in piedi) per dare il tempo alla pressione di stabilizzarsi e ridurre i giramenti di testa legati all’ipotensione ortostatica.

Molti contenuti online propongono tisane, integratori di vitamine, minerali o estratti vegetali (come ginkgo biloba, zenzero, vite rossa e altri) come “rimedi naturali” per i giramenti di testa. È importante sottolineare che, per la maggior parte di questi prodotti, le prove scientifiche di efficacia specifica sui capogiri sono limitate o assenti. Inoltre, “naturale” non significa automaticamente sicuro: alcune piante possono interagire con farmaci (per esempio anticoagulanti, antiaggreganti, antipertensivi), alterare la pressione o la coagulazione del sangue, o non essere adatte in gravidanza, allattamento o in presenza di malattie croniche. Prima di assumere integratori o fitoterapici è quindi prudente confrontarsi con il medico o il farmacista.

Un altro ambito spesso citato è quello degli esercizi vestibolari e delle manovre di riposizionamento per la VPPB (come la manovra di Epley o altre varianti). Queste tecniche possono essere molto efficaci, ma devono essere insegnate e prescritte da uno specialista (otorinolaringoiatra, neurologo, fisiatra o fisioterapista esperto in riabilitazione vestibolare) dopo una diagnosi certa. Eseguire da soli manovre trovate su internet, senza sapere se il problema è davvero una VPPB e da quale lato, può essere inutile o addirittura peggiorare i sintomi. Per chi desidera approfondire meglio la distinzione tra vertigini vere e altre forme di capogiro, può essere utile consultare una risorsa che spiega come capire se si tratta di vertigini o giramenti di testa, così da orientare meglio il dialogo con il medico.

Infine, la gestione dello stress e dell’ansia può avere un ruolo importante nei giramenti di testa funzionali o legati a iperventilazione e attacchi di panico. Tecniche di rilassamento, respirazione diaframmatica, attività fisica regolare e, quando indicato, un supporto psicologico o psicoterapeutico possono ridurre la frequenza e l’intensità dei sintomi. Tuttavia, è essenziale non attribuire automaticamente i capogiri all’ansia senza aver escluso cause organiche con una valutazione medica adeguata. In sintesi, i rimedi “naturali” possono essere un complemento, ma non sostituiscono la diagnosi né le terapie prescritte dallo specialista.

Quando consultare un medico

Non tutti i giramenti di testa richiedono un accesso immediato al pronto soccorso, ma è fondamentale riconoscere i campanelli d’allarme. Bisogna chiamare il 118 o recarsi subito in ospedale se il capogiro compare all’improvviso ed è molto intenso, soprattutto se associato a uno o più di questi sintomi: difficoltà a parlare o a comprendere le parole, debolezza o paralisi di un braccio o di una gamba, caduta di un lato del viso, perdita di sensibilità, visione doppia o perdita improvvisa della vista, forte mal di testa “a rombo di tuono” mai provato prima, difficoltà a camminare o a mantenere la stazione eretta, perdita di coscienza, dolore toracico, respiro corto, palpitazioni importanti. In questi casi il sospetto di ictus, infarto o altra emergenza è concreto e il tempo è un fattore critico.

È opportuno contattare il medico di base in tempi brevi (entro pochi giorni) se i giramenti di testa si ripetono, anche se lievi, se durano da più di qualche giorno, se interferiscono con le attività quotidiane o se compaiono nuovi sintomi come nausea persistente, vomito, difficoltà a concentrarsi, disturbi dell’udito (ronzii, ovattamento, perdita di udito), mal di testa ricorrente, sensazione di instabilità continua. Il medico raccoglierà un’anamnesi dettagliata (quando compaiono i sintomi, quanto durano, cosa li scatena o li allevia, quali farmaci si assumono, eventuali malattie note) e potrà eseguire un esame obiettivo con particolare attenzione a orecchie, sistema nervoso, cuore e pressione arteriosa.

In base al quadro clinico, il medico potrà decidere se sono necessari esami di approfondimento (esami del sangue, ECG, ecocardiogramma, esami vestibolari, risonanza magnetica o TAC, test per la pressione ortostatica, valutazione oculistica) o se è indicato l’invio a uno specialista (neurologo, otorinolaringoiatra, cardiologo, internista). È importante non sospendere o modificare autonomamente i farmaci in corso nel tentativo di “far passare” i giramenti di testa: alcuni medicinali non possono essere interrotti bruscamente senza rischi. Se si sospetta che un farmaco possa essere coinvolto, è bene discuterne con il medico, che valuterà eventuali alternative o aggiustamenti di dose.

Un’attenzione particolare va riservata agli anziani, alle persone con malattie croniche (cardiopatie, diabete, insufficienza renale, disturbi neurologici), a chi assume molte terapie contemporaneamente (politerapia) e alle donne in gravidanza. In questi gruppi, anche giramenti di testa apparentemente banali possono nascondere squilibri importanti (per esempio disidratazione, alterazioni elettrolitiche, anemia, scompenso cardiaco) e aumentare il rischio di cadute con fratture. Per questo è consigliabile non sottovalutare il sintomo e programmare controlli periodici, discutendo con il medico di eventuali episodi di capogiro, anche se già risolti.

Infine, se i giramenti di testa sono accompagnati da forte ansia, paura di uscire di casa, evitamento di situazioni sociali o lavorative per timore di stare male, può essere utile coinvolgere anche uno specialista in salute mentale. Disturbi d’ansia e attacchi di panico possono essere trattati con successo, riducendo significativamente i sintomi fisici associati, compresi i capogiri. Anche in questo caso, però, è essenziale che la diagnosi di “capogiri da ansia” sia posta dopo aver escluso cause organiche con un adeguato inquadramento medico.

Prevenzione dei giramenti di testa

Prevenire i giramenti di testa significa agire sia sui fattori di rischio generali (stile di vita, malattie croniche, farmaci) sia su alcune situazioni specifiche che favoriscono il sintomo. Un primo pilastro è la corretta idratazione: bere regolarmente durante la giornata, aumentando l’apporto di liquidi in caso di caldo, febbre, diarrea o attività fisica intensa, aiuta a mantenere stabile la pressione e il volume di sangue circolante. Anche un’alimentazione equilibrata, con pasti regolari e adeguato apporto di carboidrati complessi, proteine, vitamine e sali minerali, contribuisce a prevenire cali di zuccheri e carenze nutrizionali (come l’anemia da carenza di ferro o di vitamina B12) che possono manifestarsi con debolezza e capogiri.

Un altro aspetto fondamentale è il controllo dei principali fattori di rischio cardiovascolare: pressione arteriosa, colesterolo, glicemia, peso corporeo, fumo. I giramenti di testa possono essere un segnale di ipotensione, ma anche di ipertensione mal controllata o di aritmie cardiache. Effettuare controlli periodici, seguire le terapie prescritte e discutere con il medico eventuali sintomi nuovi (palpitazioni, affanno, dolore toracico, episodi di quasi-svenimento) permette di intervenire precocemente e ridurre il rischio di eventi acuti come ictus e infarto, che possono esordire anche con capogiri. Per chi ha già una diagnosi di malattia cardiovascolare, l’aderenza alla terapia e gli stili di vita sani sono ancora più cruciali.

Dal punto di vista pratico, alcune abitudini quotidiane possono ridurre il rischio di giramenti di testa e, soprattutto, di cadute. Alzarsi dal letto in modo graduale (prima sedersi sul bordo, poi alzarsi in piedi), evitare movimenti bruschi del capo, soprattutto se si soffre di VPPB o di disturbi vestibolari, usare calzature stabili e antiscivolo, illuminare bene gli ambienti domestici, eliminare tappeti scivolosi o ostacoli sul pavimento sono misure semplici ma efficaci. Negli anziani o in chi ha problemi di equilibrio, può essere utile valutare con il fisioterapista esercizi mirati per migliorare forza muscolare, propriocezione (percezione della posizione del corpo nello spazio) e stabilità, riducendo così il rischio di cadute legate ai capogiri.

La prevenzione passa anche da una gestione attenta dei farmaci. Informare sempre il medico e il farmacista di tutti i medicinali e integratori assunti (compresi quelli “naturali”) permette di individuare possibili interazioni o effetti collaterali che possono favorire i giramenti di testa, come eccessivo abbassamento della pressione, alterazioni del ritmo cardiaco o sedazione. In caso di introduzione di una nuova terapia, è utile prestare attenzione ai primi giorni di assunzione, evitando di guidare o svolgere attività rischiose finché non si è certi di come il farmaco influisce sul proprio equilibrio e livello di vigilanza.

Infine, non va trascurato il ruolo del benessere psicologico e del sonno. Stress cronico, insonnia, turni di lavoro irregolari e affaticamento mentale possono contribuire alla comparsa di sensazioni di testa leggera, difficoltà di concentrazione e instabilità. Ritmi di vita più regolari, pause durante la giornata, attività fisica moderata ma costante, tecniche di rilassamento e, se necessario, un supporto psicologico possono migliorare la qualità della vita e ridurre la vulnerabilità ai giramenti di testa. In presenza di episodi ricorrenti o di sintomi associati preoccupanti, tuttavia, la prevenzione più importante resta sempre la stessa: non ignorare il problema e parlarne con il proprio medico per un inquadramento adeguato.

In sintesi, “far passare” i giramenti di testa in modo sicuro significa prima di tutto capire di che tipo di sintomo si tratta, quali possibili cause possono esserne alla base e quando è necessario un intervento medico urgente. Misure semplici come mettersi in sicurezza, idratarsi, evitare movimenti bruschi e curare lo stile di vita possono aiutare nei casi lievi e già noti, ma non sostituiscono la diagnosi. Rimedi naturali, integratori e manovre fai‑da‑te vanno usati con prudenza e solo dopo aver parlato con un professionista. Riconoscere i segnali di allarme e programmare controlli regolari, soprattutto in presenza di altri fattori di rischio, è la strategia più efficace per proteggere la propria salute e ridurre il rischio di complicanze.

Per approfondire

Dizziness – NIH Scheda istituzionale in inglese che offre una panoramica completa sulle cause dei capogiri, sui segnali di allarme e sulle misure generali di sicurezza per ridurre il rischio di cadute.

STEADI: Preventing Falls in Older Patients – CDC Materiale in inglese dedicato soprattutto agli anziani, con consigli pratici per prevenire le cadute in presenza di capogiri o problemi di equilibrio.

Vertigini: quando preoccuparsi? – Humanitas Articolo divulgativo che aiuta a riconoscere le situazioni in cui le vertigini possono essere il segnale di condizioni più serie e richiedere una valutazione urgente.

Giramenti di testa, quali possibili cause? – Humanitas Approfondimento in italiano che descrive le diverse forme di giramento di testa e illustra, con esempi pratici, alcune cause frequenti come la VPPB.

Capogiri e vertigini – Manuale MSD per il pubblico generale Risorsa in italiano che spiega in modo dettagliato le possibili cause di capogiri e vertigini, i sintomi associati da non sottovalutare e gli esami diagnostici più utilizzati.