Cibacalcin: a cosa serve e come si usa

Cibacalcin (Calcitonina Umana): indicazioni e modo d’uso

Cibacalcin (Calcitonina Umana) è un farmaco che serve per curare le seguenti condizioni patologiche:

Trattamento a breve termine di morbo di Paget, morbo di Sudeck. Coadiuvante nel trattamento della ipercalcemia secondaria a metastasi ossee. Osteoporosi di varia origine, eventualmente in associazione ad altre terapie richieste da ciascun quadro morboso.

Cibacalcin: come si usa?

farmaco: indicazioni e modo d'uso

Come per tutti i farmaci, anche per Cibacalcin è molto importante rispettare e seguire i dosaggi consigliati dal medico al momento della prescrizione.

Se però non ricordate come prendere Cibacalcin ed a quali dosaggi (la posologia indicata dal medico), è quanto meno necessario seguire le istruzioni presenti sul foglietto illustrativo. Vediamole insieme.

Posologia di Cibacalcin

I pazienti che si praticano le iniezioni da soli devono essere istruiti su come preparare la soluzione e come iniettarla per via sottocutanea.

Morbo di Paget

La posologia va adattata al singolo caso. In generale si raccomanda di iniziare la terapia iniettando per via sottocutanea o intramuscolare 2 fiale (= 0,50 mg) di Cibacalcin al giomo, proseguendo con tale dose per parecchie settimane.

In base alla risposta individuale del paziente la dose potrà poi essere aumentata a 0,5 mg due volte al giomo o ridotta, per la terapia di mantenimento, a 1 fiala di Cibacalcin al giomo o 2 fiale 2-3 volte alla settimana.

Per valutare l’efficacia di Cibacalcin, può essere utile determinare i livelli sierici di fosfatasi alcalina e l’escrezione urinaria di idrossiprolina, prima di iniziare la terapia, durante i primi tre mesi e periodicamente (ogni 3-6 mesi) in corso di terapia cronica. Le modifiche di dosaggio devono essere stabilite in base all’evidenza clinica e radiologica, alle variazioni della fosfatasi alcalina sierica ed all’escrezione urinaria di idrossiprolina.

Il trattamento deve essere proseguito per almeno 6 mesi. Se alla sospensione del trattamento dovesse seguire un peggioramento (segnalato da un aumento dei parametri biochimici e dalla ripresa della sintomatologia clinica o dei segni radiologici) si dovrà istituire un nuovo ciclo terapeutico.

Ipercalcemia secondaria a metastasi ossee

Trattamento acuto: si somministrano 0,5 mg di Cibacalcin ogni 6 ore, per infusione lenta, misurando i livelli di calcio sierico ogni 6 ore. La terapia può essere sospesa 12 ore dopo il ritomo alla normalità dei livelli di calcio sierico.

L’effetto terapeutico si ottiene di norma entro le prime 24 ore di trattamento. Nei pazienti con risultati non completamente soddisfacenti l’aumento del dosaggio non produce una riduzione dei livelli di calcio sierico. Qualche giomo dopo la sospensione della terapia si osserva un nuovo innalzamento di tali livelli.

Osteoporosi

La normale dose di mantenimento per terapie a lungo termine è di 1 fiala (= 0,25 mg) di Cibacalcin 3 volte alla settimana per via sottocutanea. In alternativa, può essere prescritta una terapia ciclica che prevede la somministrazione di 0,25 mg di Cibacalcin al giomo (o di 0,5 mg 3 volte alla settimana) per via sottocutanea per 2 mesi, seguiti da 1-2 mesi senza trattamento. La terapia con Cibacalcin viene poi ripetuta per altri 2 mesi. L’effetto preventivo di Cibacalcin sulla perdita di sostanza ossea viene mantenuto per parecchi mesi dopo la fine delle somministrazioni.

Non deve essere trascurata l’assunzione di adeguate quantità di calcio.

La densità della massa ossea deve essere misurata prima di iniziare la terapia e successivamente ad intervalli regolari (per es. una volta all’anno) nel corso di un trattamento cronico.

Ricordate in ogni caso che se non ricordate la posologia indicata dal medico e utilizzate Cibacalcin seguendo le istruzioni del foglietto illustrativo, sarà poi opportuno che contattiate il vostro medico e lo avvisiate del dosaggio che avete assunto, per avere conferma o ulteriori consigli!

Lo posso prendere se sono incinta?

Un’altra domanda che spesso ci poniamo prima di prendere una medicina è se è possibile assumerla in gravidanza

Tenendo presente che in gravidanza sarebbe opportuno evitare qualsiasi farmaco se non strettamente necessario e che prima di assumere qualsiasi farmaco in gravidanza va sentito il medico curante, vediamo insieme quali sono le istruzioni sulla scheda tecnica di Cibacalcin per quanto riguarda la gravidanza:

Cibacalcin: si può prendere in gravidanza?

Non è stata acquisita sufficiente esperienza per valutare la sicurezza di Cibacalcin somministrato in corso di gravidanza, né le sperimentazioni sull’animale hanno evidenziato l’assenza di potenziale teratogeno o di altri effetti collaterali sull’embrione e/o sul feto. L’uso di Cibacalcin durante la gravidanza è riservato pertanto solo ai casi in cui non esistano alternative più sicure.

Non è noto se Cibacalcin e/o i suoi metaboliti passino nel latte materno.

Ne ho preso troppo! Cosa fare?

Può anche capitare che per errore o distrazione assumiate una quantità di farmaco superiore a quella prescritta dal vostro medico.

Talvolta capita che bambini piccoli per gioco ingeriscano dei farmaci lasciati a portata di mano: raccomandiamo sempre di tenere i farmaci lontano dalla portata dei bambini, in luoghi chiusi e custoditi.

Cosa devo fare se per sbaglio ho preso un dosaggio eccessivo di Cibacalcin?

Qualunque sia la causa dell’ingestione di una quantità eccessiva di farmaco, ecco cosa riporta la Scheda Tecnica di Cibacalcin in caso di sovradosaggio.

Cibacalcin: sovradosaggio

Non sono noti casi di sovradosaggio. Comunque, dosi elevate di calcitonina potrebbero provocare una marcata ipocalcemia, da correggersi mediante somministrazione di calcio.

Cibacalcin: istruzioni particolari

Fiale ad apertura predeterminata; le istruzioni sono riportate sul foglio illustrativo.

Come praticare l’iniezione

L’iniezione va effettuata lentamente, nell’addome o nella coscia, utilizzando ogni volta un luogo diverso.

Strofinare con un batuffolo imbevuto di alcool sterile la zona scelta per l’iniezione, assicurandosi che la pelle sia asciutta prima dell’iniezione. Tenere la siringa come una matita e, usando il pollice e l’indice dell’altra mano, formare una piega nella zona disinfettata. Conficcare velocemente l’ago nella piega cutanea, controllando che la siringa formi un angolo di 30-45°, e lasciar andare la piega cutanea. Controllare che l’ago non sia in un vaso sanguigno tenendo ferma la siringa e tirando un po’indietro il pistone. Se compare del sangue nella siringa estrarre l’ago e ricominciare tutto da capo in un’altra zona cutanea. Se non compare del sangue, iniettare lentamente il farmaco e, ad iniezione finita, premere sulla pelle un batuffolo di cotone imbevuto di alcool, prima di estrarre velocemente l’ago, mantenendo lo stesso angolo con cui era stata inserita la siringa. Frizionare delicatamente per favorire l’assorbimento del farmaco.


Per approfondire l’argomento, per avere ulteriori raccomandazioni, o per chiarire ogni dubbio, si raccomanda di leggere l’intera Scheda Tecnica del Farmaco