Kisplyx (Lenvatinib Mesilato): indicazioni e modo d’uso
Kisplyx (Lenvatinib Mesilato) è un farmaco che serve per curare le seguenti condizioni patologiche:
Kisplyx è indicato in associazione a everolimus per il trattamento dei pazienti adulti affetti da carcinoma a cellule renali (RCC) avanzato dopo una precedente terapia anti-VEGF (fattore di crescita vascolare endoteliale).
Kisplyx: come si usa?

Come per tutti i farmaci, anche per Kisplyx è molto importante rispettare e seguire i dosaggi consigliati dal medico al momento della prescrizione.
Se perĂ² non ricordate come prendere Kisplyx ed a quali dosaggi (la posologia indicata dal medico), è quanto meno necessario seguire le istruzioni presenti sul foglietto illustrativo. Vediamole insieme.
Posologia di Kisplyx
Il trattamento con Kisplyx deve essere iniziato e supervisionato da un operatore sanitario esperto nell’uso di terapie oncologiche.
Posologia
La dose giornaliera raccomandata di lenvatinib è 18 mg (una capsula da 10 mg e due capsule da 4 mg) una volta al giorno, in associazione a 5 mg di everolimus una volta al giorno. Le dosi giornaliere di lenvatinib ed eventualmente di everolimus devono essere modificate se necessario, secondo il piano di gestione della dose/tossicità .
Se un paziente omette una dose e non puĂ² assumerla entro 12 ore, tale dose deve essere saltata e la dose successiva deve essere assunta all’orario di somministrazione abituale.
Il trattamento deve continuare fino a quando si osserva un beneficio clinico o fino a quando si verifica una tossicitĂ inaccettabile.
La gestione medica ottimale (ossia il trattamento o la terapia) di nausea, vomito e diarrea deve essere iniziata prima di un’eventuale sospensione della terapia o di una riduzione della dose di lenvatinib; tuttavia, la tossicità gastrointestinale deve essere trattata attivamente, al fine di ridurre il rischio di sviluppare compromissione o insufficienza renale (vedere paragrafo 4.4, Insuffìcìenza e compromìssìone renalì).
Aggiustamento della dose
La gestione delle reazioni avverse puĂ² richiedere la sospensione della somministrazione, l’aggiustamento della dose o l’interruzione della terapia di associazione (vedere paragrafo 4.4). Le reazioni avverse da lievi a moderate (ad es. di grado 1 o 2) non giustificano in genere la sospensione della terapia di associazione, a meno che non risultino intollerabili per il paziente nonostante una gestione ottimale delle stesse. Le reazioni avverse severe (ad es. di grado 3) o intollerabili richiedono la sospensione dell’associazione dei medicinali fino al miglioramento della reazione a grado 0-1 o ritorno ai valori al basale.
Per le tossicitĂ ritenute correlate a lenvatinib (vedere Tabella 1), al momento della risoluzione/miglioramento di una reazione avversa a grado 0-1 o ritorno ai valori al basale, il trattamento deve essere ripreso a una dose ridotta di lenvatinib, come indicato nella Tabella 2.
Per le tossicità ritenute correlate a everolimus, il trattamento deve essere sospeso, ridotto alla somministrazione a giorni alterni o interrotto (vedere ìl rìassunto delle caratterìstìche del prodotto dì everolìmus per le raccomandazìonì ìn merìto a reazìonì avverse specìfìche).
Per le tossicitĂ ritenute correlate sia a lenvatinib sia a everolimus, la dose di lenvatinib deve essere ridotta (vedere Tabella 2) prima di ridurre everolimus.
Il trattamento deve essere interrotto in caso di reazioni potenzialmente pericolose per la vita (ad es. di grado 4), ad eccezione delle anomalie di laboratorio giudicate non potenzialmente pericolose per la vita, che possono essere gestite secondo le modalitĂ previste per le reazioni severe (ad es. di grado 3).
I gradi si basano sui criteri comuni di terminologia per gli eventi avversi (CTCAE) del National Cancer Institute (NCI).
Tabella 1 Reazioni avverse che richiedono una modifica della dose di lenvatinib
| Reazione avversa | SeveritĂ | Azione | Ridurre la dose e riprendere lenvatinib |
|---|---|---|---|
| Ipertensione |
Grado 3 (nonostante una terapia antipertensiva ottimale) |
Sospendere |
Risoluzione a grado 0, 1 o 2. Vedere linee guida dettagliate nella Tabella 3, paragrafo 4.4. |
| Grado 4 | Interrompere | Non riprendere il trattamento | |
| Proteinuria | ? 2 g/24 ore | Sospendere |
Risoluzione a meno di
2 g/24 ore |
| Sindrome nefrosica | ——- | Interrompere | Non riprendere il trattamento |
| Compromissione o insufficienza renale | Grado 3 | Sospendere | Risoluzione a grado 0-1 o ritorno ai valori al basale |
| Grado 4* | Interrompere | Non riprendere il trattamento | |
| Disfunzione cardiaca | Grado 3 | Sospendere |
Risoluzione a grado 0-1 o ritorno ai valori al basale |
| Grado 4 | Interrompere | Non riprendere il trattamento | |
| PRES/RPLS | Qualsiasi grado | Sospendere |
Considerare la ripresa del trattamento a una dose ridotta in caso di risoluzione a grado 0-1 |
| Reazione avversa | SeveritĂ | Azione |
Ridurre la dose e riprendere lenvatinib |
|---|---|---|---|
| EpatotossicitĂ | Grado 3 | Sospendere |
Risoluzione a grado 0-1 o ritorno ai valori al basale |
| Grado 4* | Interrompere | Non riprendere il trattamento | |
|
Tromboembolia arteriosa |
Qualsiasi grado | Interrompere | Non riprendere il trattamento |
| Emorragia | Grado 3 | Sospendere | Risoluzione a grado 0-1 |
| Grado 4 | Interrompere | Non riprendere il trattamento | |
|
Perforazione gastro- intestinale o fistola |
Grado 3 | Sospendere |
Risoluzione a grado 0-1 o ritorno ai valori al basale |
| Grado 4 | Interrompere | Non riprendere il trattamento | |
|
Fistola non gastrointestinale |
Grado 4 | Interrompere | Non riprendere il trattamento |
|
Prolungamento dell’intervallo QT |
> 500 ms | Sospendere |
Risoluzione a < 480 ms o ritorno ai valori al basale |
| Diarrea | Grado 3 | Sospendere |
Risoluzione a grado 0-1 o ritorno ai valori al basale |
|
Grado 4 (nonostante la gestione medica) |
Interrompere | Non riprendere il trattamento |
* Le anomalie di laboratorio di grado 4 giudicate non potenzialmente pericolose per la vita possono
essere gestite secondo le modalitĂ previste per le reazioni severe (ad es. di grado 3)
Tabella 2 Modifiche rispetto alla dose giornaliera raccomandata di lenvatinib a
| Livello di dose | Dose giornaliera | Numero di capsule |
|---|---|---|
|
Dose giornaliera raccomandata |
18 mg per via orale una volta al giorno |
Una capsula da 10 mg piĂ¹ due capsule da 4 mg |
|
Prima riduzione della dose |
14 mg per via orale una volta al giorno |
Una capsula da 10 mg piĂ¹ una capsula da 4 mg |
|
Seconda riduzione della dose |
10 mg per via orale una volta al giorno |
Una capsula da 10 mg |
|
Terza riduzione della dose |
8 mg per via orale una volta al giorno |
Due capsule da 4 mg |
a Sono disponibili dati limitati per dosi inferiori a 8 mg
Popolazioni speciali
Non sono disponibili dati relativi alla terapia di associazione per la maggior parte delle popolazioni speciali. Le informazioni seguenti derivano all’esperienza clinica con lenvatinib in monoterapia nei pazienti con carcinoma differenziato della tiroide (DTC, vedere il riassunto delle caratteristiche del prodotto per Lenvima).
Tutti i pazienti, eccetto quelli con compromissione epatica o renale severa (vedere dì seguìto), devono iniziare il trattamento alla dose raccomandata di 18 mg di lenvatinib con 5 mg di everolimus, assunta una volta al giorno; in seguito, la dose deve essere ulteriormente aggiustata sulla base della tollerabilità individuale.
Pazienti con ipertensione
La pressione arteriosa deve essere ben controllata prima del trattamento con lenvatinib e deve essere monitorata a intervalli regolari durante il trattamento (vedere paragrafo 4.4). Consultare anche il paragrafo 4.8, Altre popolazioni speciali.
Pazienti con compromissione epatica
Non sono disponibili dati relativi alla terapia di associazione in pazienti con compromissione epatica. Non è necessario un aggiustamento della dose iniziale dell’associazione sulla base della funzionalità epatica nei pazienti con compromissione epatica lieve (Child-Pugh A) o moderata (Child-Pugh B). Nei pazienti con compromissione epatica severa (Child-Pugh C), la dose iniziale raccomandata di
lenvatinib è 10 mg una volta al giorno in associazione alla dose di everolimus raccomandata per i pazienti con compromissione epatica grave nel riassunto delle caratteristiche del prodotto per everolimus. Ulteriori aggiustamenti della dose possono essere necessari in funzione della tollerabilità individuale. Nei pazienti con compromissione epatica grave, la terapia di associazione deve essere usata solo se il beneficio previsto supera il rischio. Consultare anche il paragrafo 4.8, Altre popolazioni speciali.
Pazienti con compromissione renale
Non è necessario un aggiustamento della dose iniziale sulla base della funzionalità renale nei pazienti con compromissione renale lieve o moderata. Nei pazienti con compromissione renale severa, la dose iniziale raccomandata è 10 mg di lenvatinib con 5 mg di everolimus una volta al giorno. Ulteriori aggiustamenti della dose possono essere necessari in funzione della tollerabilità individuale. I pazienti con malattia renale allo stadio terminale non sono stati studiati; pertanto, l’uso di lenvatinib in questi pazienti non è raccomandato. Consultare anche il paragrafo 4.8, Altre popolazioni speciali.
Popolazione anziana
Non è necessario un aggiustamento della dose iniziale sulla base dell’età . Sono disponibili dati limitati sull’uso in pazienti di età ? 75 anni (vedere anche ìl paragrafo 4.8, Altre popolazìonì specìalì).
Popolazione pediatrica
Lenvatinib non deve essere usato nei bambini di età inferiore a 2 anni a causa di problematiche di sicurezza individuate negli studi sugli animali (vedere paragrafo 5.3). La sicurezza e l’efficacia di lenvatinib nei bambini di età compresa tra 2 e < 18 anni non sono state ancora stabilite (vedere paragrafo 5.1). Non ci sono dati disponibili.
Non è necessario un aggiustamento della dose iniziale sulla base della razza (vedere paragrafo 5.2). Sono disponibili dati limitati sull’uso in pazienti di origine etnica diversa da quella caucasica o asiatica (vedere anche ìl paragrafo 4.8, Altre popolazìonì specìalì).
Peso corporeo inferiore a 60 kg
Non è necessario un aggiustamento della dose iniziale sulla base del peso corporeo. Sono disponibili dati limitati in merito a pazienti con peso corporeo inferiore a 60 kg affetti da RCC (vedere anche ìl paragrafo 4.8, Altre popolazìonì specìalì).
Pazienti con performance status ECOG elevato
I pazienti con performance status secondo ECOG (Eastern Cooperative Oncology Group) uguale o superiore a 2 sono stati esclusi dallo studio sull’RCC (vedere paragrafo 5.1). Il rapporto beneficio/rischio in questi pazienti non è stato valutato.
Modo di somministrazione
Lenvatinib è per uso orale. Le capsule devono essere assunte ogni giorno circa alla stessa ora, con o senza cibo (vedere paragrafo 5.2). Le capsule possono essere ingerite intere con acqua. I caregiver non devono aprire la capsula, al fine di evitare l’esposizione ripetuta al suo contenuto.
In alternativa, le capsule di lenvatinib possono essere aggiunte, senza romperle o frantumarle, a un cucchiaio di acqua o succo di mela in un piccolo bicchiere, per produrre una sospensione. Le capsule devono essere lasciate nel liquido per almeno 10 minuti e mescolate per almeno 3 minuti per dissolverne l’involucro. La sospensione deve essere ingerita. Una volta bevuta, la stessa quantità di acqua o succo di mela (un cucchiaio) deve essere versata nel bicchiere e il contenuto fatto girare alcune volte. Il liquido aggiunto deve essere ingerito.
Ricordate in ogni caso che se non ricordate la posologia indicata dal medico e utilizzate Kisplyx seguendo le istruzioni del foglietto illustrativo, sarĂ poi opportuno che contattiate il vostro medico e lo avvisiate del dosaggio che avete assunto, per avere conferma o ulteriori consigli!
Lo posso prendere se sono incinta?
Un’altra domanda che spesso ci poniamo prima di prendere una medicina è se è possibile assumerla in gravidanza
Tenendo presente che in gravidanza sarebbe opportuno evitare qualsiasi farmaco se non strettamente necessario e che prima di assumere qualsiasi farmaco in gravidanza va sentito il medico curante, vediamo insieme quali sono le istruzioni sulla scheda tecnica di Kisplyx per quanto riguarda la gravidanza:
Kisplyx: si puĂ² prendere in gravidanza?
Donne in etĂ fertile/Contraccezione nelle donne
Le donne in età fertile devono evitare di iniziare una gravidanza e adottare misure contraccettive altamente efficaci durante il trattamento con lenvatinib e per almeno un mese dopo la fine del trattamento. Non è noto attualmente se lenvatinib possa ridurre l’efficacia dei contraccettivi ormonali; pertanto, le donne che usano contraccettivi ormonali orali devono adottare un metodo di barriera supplementare.
I dati relativi all’uso di lenvatinib in donne in gravidanza non esistono. Lenvatinib è risultato embriotossico e teratogeno quando è stato somministrato a ratti e conigli (vedere paragrafo 5.3).
Lenvatinib non deve essere usato durante la gravidanza se non in caso di assoluta necessità e dopo un’attenta valutazione delle necessità della madre e del rischio per il feto.
Allattamento
Non è noto se lenvatinib sia escreto nel latte materno. Lenvatinib/metaboliti sono escreti nel latte di ratto (vedere paragrafo 5.3).
Il rischio per i neonati/lattanti non puĂ² essere escluso, pertanto lenvatinib è controindicato durante l’allattamento (vedere paragrafo 4.3).
FertilitĂ
Non sono noti gli effetti nell’uomo. Tuttavia, tossicità testicolare e ovarica è stata osservata nei ratti, nei cani e nelle scimmie (vedere paragrafo 5.3).
Ne ho preso troppo! Cosa fare?
Può anche capitare che per errore o distrazione assumiate una quantitĂ di farmaco superiore a quella prescritta dal vostro medico.
Talvolta capita che bambini piccoli per gioco ingeriscano dei farmaci lasciati a portata di mano: raccomandiamo sempre di tenere i farmaci lontano dalla portata dei bambini, in luoghi chiusi e custoditi.
Cosa devo fare se per sbaglio ho preso un dosaggio eccessivo di Kisplyx?
Qualunque sia la causa dell’ingestione di una quantitĂ eccessiva di farmaco, ecco cosa riporta la Scheda Tecnica di Kisplyx in caso di sovradosaggio.
Kisplyx: sovradosaggio
Le dosi piĂ¹ elevate di lenvatinib clinicamente studiate sono state 32 mg e 40 mg al giorno. Negli studi clinici si sono verificati inoltre errori accidentali che hanno comportato la somministrazione di dosi singole comprese tra 40 e 48 mg. Le reazioni avverse al farmaco osservate con maggiore frequenza a queste dosi sono state ipertensione, nausea, diarrea, affaticamento, stomatite, proteinuria, cefalea e aggravamento della PPE. Vi sono state inoltre segnalazioni di sovradosaggio con lenvatinib, che hanno comportato somministrazioni singole da 6 a 10 volte la dose giornaliera raccomandata. Tali casi sono stati associati a reazioni avverse coerenti con il profilo di sicurezza noto di lenvatinib (ossia insufficienza renale e cardiaca), oppure non hanno prodotto reazioni avverse.
Non esiste un antidoto specifico per il sovradosaggio di lenvatinib. In caso di sospetto sovradosaggio, lenvatinib deve essere sospeso e deve essere istituita una terapia di supporto appropriata, secondo necessitĂ .
Kisplyx: istruzioni particolari
Le persone che assistono il paziente non devono aprire la capsula, al fine di evitare l’esposizione ripetuta al suo contenuto.
Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformitĂ alla normativa locale vigente.
Per approfondire l’argomento, per avere ulteriori raccomandazioni, o per chiarire ogni dubbio, si raccomanda di leggere l’intera Scheda Tecnica del Farmaco
