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COVID fase 2: i consigli del medico di famiglia

La fase di “lockdown” assoluto per il contenimento della COVID (la malattia da Sars-Cov2) sta per finire: il 4 maggio inizia la cosiddetta “fase 2”, ovvero un allentamento importante delle misure finora adottate, ma è fondamentale che non venga confuso con una totale “liberazione”, pena l’immediata ripresa della diffusione del virus.

Infatti il miglioramento dei bilanci fra contagiati, malati e deceduti ottenuti dall’inizio dell’epidemia ad oggi è stato frutto principalmente, ma non solo, dell’osservanza del distanziamento sociale, attualmente l’unica vera arma che abbiamo contro la COVID.

Sarà quindi di importanza critica il nostro comportamento  nella prossima “fase 2” per impedire un “ritorno di fiamma” della diffusione virale non essendo ancora dotati di efficaci sistemi preventivi e terapeutici, e dovremo abituarci necessariamente ad un lungo periodo di convivenza con il coronavirus.

Sicuramente l’applicazione su scala quanto più ampia possibile dei tests diagnostici con successivo tracciamento dei contagiosi sarà una delle migliori strategie da mettere in atto contro la diffusione della COVID.

L’ideale sarebbe riuscire a fare sul maggior numero possibile di persone sia tests sierologici (su sangue) che biologici (nasali), allo scopo di individuare i soggetti contagiosi (positività tampone biologico), i non contagiosi e, in entrambi i gruppi, identificare coloro che hanno sviluppato immunità specifica per il CoV-2.

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Questo aiuterebbe moltissimo a chiarire le conoscenze sulle modalità di risposta immunitaria a quest’infezione e sull’efficacia protettiva degli anticorpi stessi, argomenti su cui ancora siamo lontani dall’avere certezze.

Purtroppo l’attuabilità di questo piano è tutt’altro che facile, e quindi, nel frattempo, è dovere di ciascuno di noi osservare scrupolosamente le regole di biocontenimento durante la “fase 2”, nell’interesse personale e quindi dell’intera collettività.

Proviamo a fare chiarezza e ordine a questo riguardo:

Misure di contenimento dell’epidemia

Mascherine filtranti

Sono fondamentalmente di 5 tipi:

  1. chirurgiche e filtranti “a sandwich” (strato di tessuto interno ed esterno con interposto materiale impermeabile): sono assolutamente indispensabili per ognuno, in quanto rappresentano un’ottima barriera alle goccioline di secrezioni (“droplets”) potenzialmente infette della persona che la indossa (protezione”in uscita”); vanno quindi indossate sempre in modo che coprano efficacemente le narici e la bocca e vanno sostituite ogni 6-8 ore di utilizzo. Devono essere indossate ogni volta che si esce dalla propria abitazione, e, soprattutto, quando si entra in luoghi chiusi, togliendole soltanto al rientro al proprio domicilio.
  2. filtranti FFP2 (Filtering Face Piece 2 o Filtro Facciale 2) senza valvola: capacità filtrante del 94%.
    È indicata per gli operatori sanitari esposti a rischio medio-basso (assistenza a pazienti positivi o sospetti positivi per CoV-2 in assenza di manovre che aumentino la produzione di aerosol)
  3. filtranti FFP3 (Filtering Face Piece 3 o Filtro Facciale 3) senza valvola: capacità filtrante del 99%.
    È indicata per gli operatori sanitari esposti a rischio elevato (assistenza a pazienti positivi durante intubazione, broncoaspirazione, broncoscopia ecc.)
  4. filtranti FFP2 con valvola: stesse indicazioni della FFP2 senza valvola, ma indicata particolarmente per chi deve indossarla a lungo. La valvola diminuisce l’appannamento degli occhiali protettivi e facilita l’espirazione, ma rende non efficace il filtraggio “in uscita” e quindi sono utilizzabili esclusivamente nell’assistenza di pazienti sicuramente infetti
  5. filtranti FFP3 con valvola: stesse indicazioni della FFP3 senza valvola, ma indicata particolarmente per chi deve indossarla a lungo e solamente nell’assistenza di pazienti sicuramente infetti, per la presenza della valvola che non filtra in uscita.

Lasciando da parte quindi le mascherine filtranti ad uso specifico per gli operatori sanitari, le mascherine da indossare tutti i giorni sono quelle chirurgiche.

Sono fondamentali per il contenimento dell’epidemia nella “fase 2”: se indossate correttamente da tutti, riducono le probabilità di contagio all’ 1,5% (vedi figura).

 

covid-19 fase 2: utilità delle mascherine chirurgiche
Utilità delle mascherine chirurgiche

 

Guanti di protezione monouso

Il SARS-CoV-2 è in grado di sopravvivere fino a 72 ore sulla plastica, compresi i guanti monouso.

Per tale motivo è indispensabile cambiarli spesso, con la stessa frequenza con la quale ci laveremmo le mani se non li indossassimo: è quindi necessario cambiarli almeno una volta all’ora o sanificarli con appositi gel idroalcolici con la stessa frequenza.

Indossare lo stesso paio di guanti monouso dalla mattina alla sera senza mai cambiarli o sanificarli, è molto più rischioso del non utilizzarli affatto.

Non sono indicati all’aria aperta, mentre è opportuno utilizzarli in luoghi pubblici (trasporti, negozi), e vanno tassativamente smaltiti al termine della singola attività svolta.

Distanziamento sociale

È indispensabile soprattutto in assenza di protezioni individuali, in quanto la distanza media che i droplets emessi con l’aria espirata possono raggiungere è di circa un metro (valore che quadruplica in caso di tosse o starnuti): quindi il mantenere una distanza media di 1,5 metri fra un soggetto e l’altro impedisce ai virus eventualmente presenti nei droplets di sopravvivere abbastanza da infettare un’altra persona.

È ovvio che sommando l’efficacia della protezione individuale al distanziamento si ottiene un ottimo livello di contenimento dell’epidemia.

Misure igieniche

La pulizia delle superfici di contatto frequente (scrivanie, tavoli, tastiere, mouse, schermi smartphone, maniglie etc) è da effettuare almeno un paio di volte al giorno utilizzando detergenti a base di alcool (il miglior detergente è una soluzione di alcol etilico al 70% in acqua), anche se si utilizzano guanti monouso, in quanto il virus è in grado di resistere fino a 72 ore su alcuni materiali.

L’igiene personale, e soprattutto delle mani, deve essere scrupolosa e frequente, utilizzando il più possibile acqua e sapone o, in alternativa, soluzioni idroalcoliche o gel disinfettanti specifici.

Indossare guanti monouso non esime dal seguire la precedente regola, ed è quindi necessario cambiarli almeno una volta all’ora o sanificarli come per le mani con la stessa frequenza.

Applicazione di tracciamento per smartphone

Strumento tanto più utile quanto più estesamente utilizzato, che permetterà ai singoli ed agli organi preposti alla sorveglianza epidemiologica di identificare e monitorare gli spostamenti ed i contatti dei soggetti risultati infetti al test biologico, allo scopo di contenere il prima ed il più precisamente possibile la diffusione del virus.

Accesso allo studio del medico di base

Cambieranno moltissimo e per lungo tempo anche le regole per accedere ai servizi di sanità pubblica:

  • come già in vigore, e probabilmente ancora per un altro anno almeno, le visite negli studi medici saranno limitate esclusivamente alle urgenze indifferibili, ma sempre previo consulto telefonico o telematico con il medico, il quale è l’unico a poter autorizzare l’accesso al proprio studio.
  • Questo sarà rigidamente regolamentato da un appuntamento della durata necessaria all’espletamento della visita, non sarà possibile sostare in sala d’attesa senza appuntamento, e non sarà permesso l’accesso allo studio agli accompagnatori (con esclusione di un accompagnatore per minore o disabili), sempre nel rispetto delle regole di distanziamento sociale.
  • Saranno quindi abolite le fasce orarie di accesso libero allo studio, il quale rimarrà comunque aperto con orario continuativo dal lunedi al venerdi dalle ore 10 alle ore 19, con accesso possibile esclusivamente su appuntamento concordato con il medico.
  • Per evitare l’accesso non indispensabile allo studio, anche le prescrizioni farmacologiche o diagnostiche verranno inviate telematicamente (o comunicando telefonicamente al paziente il codice NRE della stessa), ed il ritiro delle ricette cartacee sarà quindi limitato esclusivamente ai casi di ricettazione obbligatoria su ricettario regionale (“ricetta rossa”); tale ritiro verrà comunque regolamentato dal personale di segreteria.
  • Per la salvaguardia primaria della salute dei pazienti, gli stessi per entrare nello studio medico saranno inderogabilmente obbligati ad indossare correttamente la propria mascherina facciale per tutto il tempo di permanenza nello studio stesso.
  • L’utilizzo dei servizi igienici dello studio sarà anch’esso limitato e regolato dal personale di segreteria, essendo necessaria una sanificazione dopo ogni accesso.
  • Naturalmente tutte queste limitazioni saranno “compensate” dalla possibilità di contattare il proprio medico telematicamente senza limiti di orario, e telefonicamente negli orari di studio in modo più completo.
  • Infine, essendo la maggior parte degli studi medici ospitati in strutture condominiali, non sarà ovviamente permesso in alcun modo lo stazionamento di persone negli spazi condominiali comuni (androne, pianerottolo) onde evitare inutili e dannosi assembramenti.

 

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