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Coloquintide

(Cucumis Colocynthis L. – Fam. Cucurbitacee)

(Sin. – Citrullus Colocynthis Schrad. – Colocynthis vulgaris Park.)

Coloquintide- Ultimo aggiornamento pagina: 27/02/2018

Indice dei contenuti

  1. Generalità
  2. Componenti principali
  3. Proprietà farmacologiche
  4. Estratti e preparati vari
  5. Preparazioni usuali e Formule
  6. Bibliografia

Generalità

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coloquintide

Etimologia – Cucumis, nome latino derivato dal celtico cucc = ciò che è cavo, vuoto da cui cucce = vaso (coccio), allusione alla forma di alcuni frutti di questo genere (cavi internamente) ed all'uso pel quale sono usati, da cui anche cocoma (milanese: cogoma) = bricco.

Colocynthis, nome greco kolokunqis- da kolokunqa o kolokunqh o kolokunth = zucca, secondo alcuni AA. derivato da koilian kinew = = alvum moveo = muovo il ventre, per le sue proprietà drastiche. Secondo altri, dal greco kolon = salsiccia, cioè cibo e kunwn = del cane, cioè cibo da cane, dispregiativo per la sua amarezza.

Citrullus – dal latino citreo colore, allusione al fatto che i frutti di alcune specie di questo genere, assumono color citrino a maturità (C. Melo L. p. e.).

Nome volgare Colloquintida, Collaquintida, Pomo amaro.

Habitat Originaria del Nord-Africa (regioni desertiche, sabbiose ed aride (Marocco, Egitto) coltivata in Tunisia, Algeria, Egitto, Spagna, Cipro, Siria, Mesopotamia, Ceylon, Senegambia. Spontanea in Italia nell'Isola di Pantelleria (Tinneo) e nelle Isole Eolie.

Pianta erbacea, strisciante e rampicante.

Parti usate I frutti, privati dell'epicarpo (Colocynthidis fructus F. U.).

Componenti principali

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Colocintina, composto glicosidico, di formula grezza C56H84O23 secondo Walz (4), che per scissione idrolitica produrrebbe colocinteina, elaterina e glucosio (4), ma che, secondo Power e coll. (1), non è una sostanza unica, bensì una miscela di diversi componenti. Cucurbitacina E o a-elaterina C32H44O8 (1) (2), in forma glicosidica, della serie delle cucurbitacine isolate da varie specie di Cucurbitacee (3) (ved. Elaterio). Citrullolo (fitosterina), resina, entriacontano, tracce di olio etereo, olio grasso con oleina, linoleina, stearina e palmitina ( 1 ), sali di potassio degli acidi citrico, malico ed acetico (4), ceneri 8,9-9,4% (5) fino al 14% (6) nella polpa del frutto. Nei.semi: mucillaggine, sostanza amara, olio grasso ca. 17%, fitosterolo, ceneri 2,4-2,7% (7). Nel frutto anche a-spinasterina C29H48O (14).

Proprietà farmacologiche ed impiego terapeutico

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L'uso della Coloquintide come purgante è antichissimo, essa era già nota agli egiziani ed è annoverata fra le droghe descritte nel Papiro di Ebers (8).

Non è ancora ben noto a quale fra le sostanze in essa contenute possa essere attribuita la sua attività purgativa. Alcuni AA. ritengono che responsabile di tale attività sia la colocintina.

Power e Moore ( 1 ). che hanno trovato nella Coloquintide soltanto piccole quantità di questo glucoside, ritengono invece che l'effetto purgativo sia dovuto in parte, ad un alcaloide amorfo e in parte ad una resina amorfa. E' molto verosimile però che l’attività della Coloquintide sia dovuta, in proporzioni non trascurabili, anche all'elaterina ed a composti simili presenti nella droga, ma le ricerche eseguite sull'attività dei principi in essa contenuti sono tutt'altro che recenti e non risulta che siano state approfondite in maniera tale da chiarire definitivamente le loro proprietà farmacologiche.

La Coloquintide è dotata di azione purgativa drastica, caratterizzata da abbondanti scariche liquide che seguono ad una forte irritazione ed iperemia della mucosa intestinale.

A dosi elevate può essere causa di intossicazioni anche gravi, che si manifestano con vomito, coliche violente, scariche acquose e ripetute, forte irritazione gastro-intestinale ed enterite emorragica, nefrite o glomerulonefrite, cistite, uretrite. Nei casi più gravi, iperemia cerebrale e collasso.

Per la sua proprietà di provocare l’eliminazione di forti quantità di liquido dall’intestino, la Coloquintide veniva considerata come un purgante idragogo e impiegato in passato, nel trattamento delle idropi e degli stati edematosi.

Padtberg (9) notò radiologicamente che dosi terapeutiche di Coloquintide provocano un forte aumento della motilità intestinale e quindi il passaggio molto più rapido del contenuto dai segmenti superiori a quelli inferiori. Secondo Hollander ( 10) tale aumento di motilità sarebbe dovuto ad una eccitazione della fibra muscolare liscia, mentre le cellule ganglionari resterebbero paralizzate. Questa azione non è però limitata al solo intestino tenue ma, secondo Magnus (11) si estende anche al grosso intestino, il quale anzi reagisce alla Coloquintide con maggior sensibilità.

La Coloquintide come tutti i purganti drastici e che agiscono in particolare sul grosso intestino, è controindicata nelle gestanti e durante i periodi mestruali.

Le sostanze attive della Coloquintide si eliminano con le urine e attraverso la secrezione lattea. Il suo impiego è quindi controindicato anche nelle nutrici.

Faust, Cwalina e Ramstad (12) hanno sperimentato su 400 topi portatori di cancro sperimentale (S. 37), l’effetto antineoplastico di numerose frazioni della Coloquintide, ottenute per frazionamento con solventi, per cromatografia su carta, su colonna, per scambio jonico e per dialisi.

Fra le osservazioni più importanti fatte dagli AA. va annoverata quella secondo cui il potere antineoplastico è intimamente legato al principio tossico resinoso contenuto nel frutto. La frazione fortemente antineoplastica e tossica della resina (frazione F2) eluita su colonna di Florisil, non previene la formazione dell'S. 37 se somministrata in piccole dosi ripetute, ma ne ritarda lentamente lo sviluppo, producendo però gravi manifestazioni tossiche.

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Per frazionamento su colonna di Florisil, sono stati isolati due costituenti cromatograficamente puri, ad azione antineoplastica ma dotati di notevole tossicità.

Gli AA. hanno inoltre osservato che iniezioni di istamina hanno sui neoplasmi un’azione grossolanamente simile a quella prodotta da varie frazioni ottenute dalla Coloquintide e che trattando preventivamente gli animali con antistaminici, non si prevengono i sintomi tossici, mentre l’azione antineoplastica prodotta dalle suddette frazioni, rimane inalterata.

Padtel e Trivedi (13) hanno trovato che estratti di Coloquintide sono dotati di attività antibatterica.

L'impiego terapeutico della Coloquintide è oggi quasi completamente abbandonato. Raramente vengono impiegati i suoi preparati galenici (estratti) in piccole dosi, come coadiuvanti, per rinforzare l'attività di altre droghe ad azione purgativa più blanda.

Estratti e preparati vari

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a) Estratto fluido (g 1 = LI gtt).

Dosi: III-XV gtt pro dose.

b) Estratto secco idroalcoolico F. U. (1 p. = 25 parti circa di droga)

Dosi: g 0,01-0,02 pro dose.

c) Tintura F. U. al 10 % di droga.

Dosi: g 1-3 pro dose e pro die.

Preparazioni usuali e formule galeniche

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Tintura

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Estratto fluido coloquintide g 10

Alcool di 80°………………………………….. g 90

(g 1-3 per una sola volta).

Pozione derivativa (gotta, artrite, idropisia)

Estratto fluido coloquintide……………………………….. g 10

Estratto fluido colchico semi ………………………. g 2

Glicerina ……. g 20

Alcool di 95°…………………….. g 5

Vino Marsala q. b. a ……………………………………… g 150

(1-3 cucchiaini pro die).

Pillole composte

Estratto secco idroalcoolico coloquintide

Estratto secco aloe……………………………………………….. ana g 0,02

Miele depurato q. b. per una pillola.

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(1-4 pillole al giorno).

Compresse composte di coloquintide e gialappa (B.P.C.)

Estratto secco idroalcoolico coloquintide…….. g 0,06

Resina gialappa…………………………………………….. g 0,016

Podofillina…………………………………………………….. g 0,016

Estratto secco giusquiamo……………………………. g 0,016

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Olio essenziale menta …………………………………… g 0,006

(per una compressa)

(1-3 compresse pro dose e pro die)

BIBLIOGRAFIA

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(1) POWER F. B. e MOORE C. W.. J. Chem. 5oc., 97. 99. 1910; POWER F. B. t SALWAY A. H., Ibldtm, 99, 937, 1911; 103. 399, 1022. 1913 – (2) RAFAT HUSAIN SIDDIQUI e coll., J. India» Chem. Soc.. 32, 669, 1955; Chem. Ahi., SO. 8963 d. 1956 – (3) RIVETT D. E. A. e coll., J. Chem. Soc., 3682. 1956; Chem. Abs.. SI, 2820 e. 1957; Chem. Iiid.. 393, 1957; Chem. Abs., SI. IIOOU, 1957; J. Food Sci. Agr.. S, 673, 1957; Chem. Abs.. 52, 4931d. 1958 – (4) WALZ G. F. N., Jtthtb. Pharm.. 9, 16, 225. 1858; SPEIDEL, Beltr, z. Kenntnis von Cltrullus, Diss. Erlangen, Slutigarl, 1894; NAYLOR W. e CHAPPEL E., Pharm. J., 25, 117, 1907 – (5) WINKLER L. W., Pharm. Zeniralh., 73, 593, 1932 – (6) RIPPETOE J. R. e MINOR R., Amer. J. Pharm., 84, 196, 1912 – (7) GRIMALDI C. e PRUSSIA L., Boll. Chim. Farm., 48, 93, 1909; PEYER W. e HEINRICI G.. Apoih. Zig., 42, 106, 1927; WEHMER C.. Die Pnanzenstoffe. 1930, p. 1136 – (8) EBBEL. Papyrus Ebers, 30. 1937, clt. da GILBERT N. T. e MATHIESON D. W.,

J. Pharm. Pharmacol., 10 suppl.. Dee. 1958 – (9) PADTBERG, Arch. /. d. Physiol., 134, 627. 1910 –

(IO) HOLLANDER, Scandinavlan Arch. t. PhysloU SO, 1-4, 1927 – (11) MAGNUS, In Heffler-Heubner Hand. d. esp. Pharmakol., Voi. II. 2. p. 1647 – (12) FAUST R. E.. CWALINA G. E. e RAMSTAD E.. J.A.Ph.A., 47. I. 1. 1958 – (13) PADTEL R. P. e TRIVEDI B. M.. India» J. ol Pharmacy, 19, 1957 –

(14) HAMILTON B. e KERMAOC W. O., J. Chem. Soc.. 5051, 1952.

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