Come accelerare la guarigione delle emorroidi?

Cause, trattamenti medici, rimedi naturali e prevenzione delle emorroidi

Le emorroidi sono un disturbo molto comune, spesso fonte di imbarazzo, che può però essere gestito e, nella maggior parte dei casi, migliorare in tempi relativamente brevi con le giuste strategie. ā€œAccelerare la guarigioneā€ significa ridurre l’infiammazione, alleviare il dolore e il sanguinamento, prevenire le complicanze e le recidive, intervenendo sia sui sintomi sia sulle cause che li alimentano.

Per farlo in modo efficace è importante capire che cosa sono le emorroidi, perché si infiammano, quali trattamenti medici sono disponibili e quali rimedi domiciliari e abitudini quotidiane possono davvero fare la differenza. Questa guida offre una panoramica completa e basata sulle evidenze su cause, terapie, rimedi naturali con un minimo di supporto scientifico e consigli pratici di prevenzione, ricordando sempre che non sostituisce il parere del medico o del proctologo, soprattutto in presenza di sanguinamento rettale o dolore intenso.

Cause delle emorroidi

Le emorroidi sono strutture vascolari normali, piccoli ā€œcuscinettiā€ di tessuto ricco di vasi sanguigni situati nel canale anale, che contribuiscono alla continenza e alla tenuta delle feci. Si parla di malattia emorroidaria quando questi cuscinetti si dilatano, si infiammano o scivolano verso l’esterno, causando sintomi come prurito, dolore, sanguinamento e sensazione di peso anale. Le emorroidi interne si trovano all’interno del canale anale, sopra la linea dentata, e di solito provocano soprattutto sanguinamento; le emorroidi esterne sono sotto la linea dentata, vicino all’orifizio anale, e tendono a essere più dolorose, soprattutto se si forma un trombo (coagulo di sangue).

La causa principale delle emorroidi ĆØ l’aumento della pressione all’interno dei vasi del plesso emorroidario, che nel tempo porta a dilatazione e indebolimento dei tessuti di sostegno. Questa pressione può aumentare per diversi motivi: sforzo eccessivo durante la defecazione, stipsi cronica, diarrea prolungata, permanenza prolungata sul water, sollevamento di carichi pesanti, tosse cronica, obesitĆ , gravidanza. Anche la predisposizione familiare gioca un ruolo: alcune persone hanno tessuti di sostegno più fragili o una particolare conformazione anatomica che le rende più suscettibili allo scivolamento dei cuscinetti emorroidari.

La stipsi ĆØ uno dei fattori di rischio più importanti e sottovalutati. Feci dure e voluminose richiedono uno sforzo maggiore per essere evacuate, aumentando la pressione intra-addominale e sul plesso emorroidario. Inoltre, chi soffre di stipsi tende a passare più tempo in bagno, spesso seduto sul water a ā€œspingereā€, abitudine che peggiora ulteriormente la congestione venosa. Anche la diarrea cronica, pur essendo all’apparenza opposta alla stipsi, irrita la mucosa anale e costringe a evacuazioni frequenti, con microtraumi ripetuti e infiammazione locale che possono favorire la comparsa o il peggioramento delle emorroidi.

Un altro capitolo importante riguarda gravidanza e parto. Durante la gravidanza l’utero ingrossato comprime le vene pelviche, ostacolando il ritorno venoso e favorendo la dilatazione dei vasi emorroidari; gli ormoni, in particolare il progesterone, rilassano le pareti vascolari e rallentano il transito intestinale, aumentando il rischio di stipsi. Il parto, soprattutto se vaginale e prolungato, può comportare sforzi intensi che accentuano la congestione emorroidaria. Anche lo stile di vita sedentario, la mancanza di attivitĆ  fisica regolare e una dieta povera di fibre e liquidi contribuiscono a un transito intestinale lento e a un maggiore rischio di malattia emorroidaria, cosƬ come il sovrappeso, che aumenta la pressione addominale e pelvica.

Trattamenti medici per le emorroidi

I trattamenti medici per le emorroidi mirano a ridurre l’infiammazione, alleviare il dolore e il sanguinamento, favorire la regressione dei noduli e prevenire le recidive. La scelta della terapia dipende dal grado delle emorroidi (da I a IV, in base a dimensioni e prolasso), dalla gravitĆ  dei sintomi, dalla presenza di complicanze (come trombosi o anemia da sanguinamento cronico) e dalle condizioni generali della persona. In molti casi, soprattutto nelle forme lievi e moderate, ĆØ possibile ottenere un miglioramento significativo con trattamenti conservativi, che includono farmaci topici (creme, pomate, supposte) e, se indicato, farmaci per via orale.

Le pomate e le supposte per emorroidi contengono spesso associazioni di sostanze con azione antinfiammatoria, anestetica locale, vasocostrittrice o protettiva della mucosa. Possono ridurre rapidamente bruciore, prurito e dolore, rendendo più sopportabili le evacuazioni e la vita quotidiana. Tuttavia, il loro uso deve essere limitato nel tempo e guidato dal medico o dal farmacista, perchĆ© alcuni principi attivi, se utilizzati a lungo, possono irritare la mucosa, assottigliare la pelle o dare reazioni allergiche. ƈ importante applicarli su zona pulita, dopo un’accurata igiene delicata, e non considerarli una soluzione definitiva, ma un supporto sintomatico mentre si interviene sulle cause.

In alcuni casi il medico può prescrivere farmaci per via orale, come i cosiddetti flebotonici o venotonici, che agiscono migliorando il tono delle vene e riducendo la permeabilità capillare. Questi farmaci possono contribuire a diminuire edema, sanguinamento e sensazione di peso, soprattutto nelle fasi acute o in presenza di recidive frequenti. Anche in questo caso, la loro assunzione deve essere valutata individualmente, tenendo conto di eventuali altre terapie in corso e di condizioni concomitanti. Non sostituiscono le modifiche dello stile di vita, ma possono integrarle, soprattutto quando i sintomi sono più intensi o persistenti.

Quando i trattamenti conservativi non sono sufficienti o le emorroidi sono di grado più avanzato, si può ricorrere a procedure ambulatoriali mini-invasive, eseguite dal proctologo. Tra le più utilizzate vi sono la legatura elastica (applicazione di piccoli elastici alla base del nodulo emorroidario interno per interrompere l’afflusso di sangue e farlo ā€œseccareā€), la scleroterapia (iniezione di una sostanza sclerosante che fa collassare il vaso) e la fotocoagulazione o coagulazione a infrarossi. Queste tecniche, in genere, non richiedono anestesia generale, hanno tempi di recupero relativamente rapidi e possono ridurre in modo significativo i sintomi, ma non sono adatte a tutti i casi e possono richiedere più sedute.

Nei casi più gravi, come emorroidi di IV grado, prolasso importante non riducibile, sanguinamenti ripetuti con anemia o trombosi ricorrenti, può essere indicato un intervento chirurgico. Le tecniche chirurgiche includono l’emorroidectomia tradizionale (asportazione dei pacchetti emorroidari) e procedure più recenti come l’emorroidopessi con stapler (che ā€œrisollevaā€ e fissa i cuscinetti emorroidari, riducendo il prolasso). La scelta dipende da quadro clinico, esperienza del chirurgo e preferenze del paziente, dopo un’adeguata informazione su benefici, rischi e tempi di recupero. Anche dopo la chirurgia, restano fondamentali dieta, idratazione e abitudini intestinali corrette per evitare recidive o altri disturbi anali.

Rimedi naturali per le emorroidi

Molte persone cercano rimedi naturali per le emorroidi, nella speranza di accelerare la guarigione con soluzioni ā€œdolciā€ e con pochi effetti collaterali. ƈ importante però distinguere tra misure di auto-cura con una base razionale e un certo supporto di evidenze (come i bagni tiepidi o l’aumento delle fibre) e prodotti o pratiche proposte senza prove scientifiche solide, talvolta con promesse irrealistiche. I rimedi naturali non sostituiscono la valutazione medica, soprattutto in caso di sanguinamento, dolore intenso o sintomi persistenti, ma possono integrare il percorso terapeutico, migliorando il comfort e favorendo un ambiente locale più favorevole alla guarigione.

Uno dei rimedi domiciliari più consigliati ĆØ il bagno tiepido (spesso chiamato ā€œsitz bathā€), ovvero l’immersione della regione anale in acqua tiepida per 10–15 minuti, più volte al giorno, soprattutto dopo l’evacuazione. L’acqua tiepida aiuta a rilassare lo sfintere anale, migliora la circolazione locale, riduce lo spasmo muscolare e può alleviare dolore e prurito. Non ĆØ necessario aggiungere sostanze particolari all’acqua: in assenza di indicazioni specifiche del medico, ĆØ sufficiente acqua pulita, a temperatura confortevole, evitando soluzioni troppo calde che potrebbero irritare la pelle o causare ustioni.

La dieta ricca di fibre ĆØ un altro pilastro ā€œnaturaleā€ per favorire la guarigione delle emorroidi. Le fibre, presenti in frutta, verdura, legumi, cereali integrali, aumentano il volume e la morbidezza delle feci, rendendole più facili da evacuare e riducendo lo sforzo. In alcuni casi il medico può consigliare integratori di fibre (come psillio o altre fibre solubili), che vanno sempre assunti con abbondante acqua per evitare l’effetto opposto. Un apporto adeguato di liquidi durante la giornata ĆØ essenziale per mantenere le feci morbide: puntare a bere regolarmente, distribuendo l’assunzione di acqua nel corso della giornata, ĆØ una misura semplice ma spesso trascurata.

Esistono anche integratori e prodotti di origine vegetale proposti per le emorroidi, come estratti di ippocastano, rusco, centella, flavonoidi di agrumi e altri composti con potenziale azione venotonica o antinfiammatoria. Alcuni studi suggeriscono un possibile beneficio su sintomi come dolore, edema e sanguinamento, ma la qualitĆ  delle evidenze ĆØ variabile e non sempre conclusiva. Inoltre, ā€œnaturaleā€ non significa automaticamente sicuro: questi prodotti possono interagire con farmaci (ad esempio anticoagulanti o antiaggreganti), avere controindicazioni in gravidanza o in presenza di patologie epatiche o renali. Prima di assumere integratori ĆØ quindi prudente confrontarsi con il medico o il farmacista.

Infine, ĆØ bene essere cauti nei confronti di rimedi fai-da-te non validati, come applicazioni locali di sostanze irritanti, oli essenziali concentrati o preparazioni casalinghe non sterili, che possono peggiorare l’infiammazione, causare dermatiti da contatto o infezioni. Anche l’uso prolungato di ghiaccio diretto sulla zona anale ĆØ sconsigliato: brevi applicazioni di impacchi freddi, protetti da un tessuto, possono dare sollievo temporaneo, ma il freddo eccessivo o prolungato può danneggiare la pelle. In sintesi, i rimedi naturali più utili sono quelli che migliorano il transito intestinale, riducono lo sforzo evacuativo e favoriscono un ambiente locale meno irritato, sempre nel contesto di una corretta diagnosi e di un piano terapeutico condiviso con il medico.

Consigli per prevenire le emorroidi

Prevenire le emorroidi o ridurre il rischio di recidive dopo un episodio acuto ĆØ possibile intervenendo su diversi aspetti dello stile di vita. Il primo obiettivo ĆØ mantenere un transito intestinale regolare, con feci morbide e facili da evacuare, per evitare sforzi eccessivi. Una dieta equilibrata, ricca di fibre provenienti da frutta, verdura, legumi e cereali integrali, associata a un’adeguata idratazione, ĆØ la base. ƈ utile aumentare gradualmente le fibre per evitare gonfiore e gas e osservare come l’intestino risponde, adattando le scelte alimentari alle proprie esigenze, eventualmente con il supporto di un professionista della nutrizione.

Le abitudini in bagno giocano un ruolo cruciale. ƈ importante non trattenere lo stimolo a evacuare: rimandare ripetutamente la defecazione porta a un progressivo riassorbimento di acqua dalle feci, che diventano più dure e difficili da espellere. Allo stesso tempo, non bisognerebbe ā€œforzareā€ l’evacuazione quando lo stimolo non c’è, nĆ© restare seduti sul water per lunghi periodi leggendo o usando lo smartphone. La posizione seduta prolungata, con il peso concentrato sulla regione anale, aumenta la pressione sui cuscinetti emorroidari. Idealmente, il tempo sul water dovrebbe essere limitato a pochi minuti, cercando di assecondare lo stimolo naturale senza spingere eccessivamente.

L’attivitĆ  fisica regolare ĆØ un altro pilastro della prevenzione. Muoversi ogni giorno, anche solo con camminate a passo sostenuto, aiuta la motilitĆ  intestinale, favorisce il ritorno venoso dagli arti inferiori e dalla pelvi, contribuisce al controllo del peso corporeo e riduce la pressione addominale. Al contrario, la sedentarietĆ  prolungata, soprattutto se si trascorrono molte ore seduti, favorisce la congestione venosa nella zona pelvica e anale. Per chi svolge lavori d’ufficio, può essere utile alzarsi ogni ora per qualche minuto, fare brevi esercizi di stretching o camminare, e valutare, se possibile, l’uso di postazioni in piedi per parte della giornata.

Un’attenzione particolare va riservata all’igiene anale. Dopo l’evacuazione, ĆØ preferibile utilizzare acqua tiepida e, se necessario, detergenti delicati non profumati, evitando saponi aggressivi, salviette umidificate con alcol o profumi e carta igienica ruvida, che possono irritare la pelle e la mucosa. Tamponare delicatamente la zona per asciugarla, senza strofinare, riduce il rischio di microlesioni e prurito. Indossare biancheria intima in cotone, non troppo aderente, aiuta a mantenere la zona asciutta e ventilata, limitando macerazione e irritazioni. Infine, per chi ha giĆ  sofferto di emorroidi, ĆØ utile riconoscere precocemente i primi segnali di riacutizzazione (prurito, lieve sanguinamento, sensazione di peso) e rivolgersi al medico per intervenire tempestivamente, evitando che il quadro peggiori.

In alcune situazioni particolari, come gravidanza, post-partum o presenza di altre patologie intestinali, la prevenzione richiede un’attenzione ancora maggiore e un confronto regolare con il ginecologo, il medico di medicina generale o il proctologo. Ad esempio, in gravidanza ĆØ spesso necessario un supporto specifico per gestire la stipsi in modo sicuro, scegliendo alimenti e, se indicato, integratori compatibili con questo periodo. In chi soffre di malattie infiammatorie intestinali o altre condizioni croniche, la prevenzione delle emorroidi si inserisce in un piano più ampio di gestione della malattia di base. In tutti i casi, la chiave ĆØ considerare le emorroidi non come un evento isolato, ma come un segnale del rapporto tra intestino, stile di vita e abitudini quotidiane, su cui ĆØ possibile agire in modo proattivo.

In sintesi, accelerare la guarigione delle emorroidi significa combinare più strategie: riconoscere e correggere le cause (stipsi, sforzo evacuativo, sedentarietà), utilizzare in modo appropriato trattamenti medici e, quando indicato, procedure specialistiche, integrare rimedi domiciliari con una base razionale (come bagni tiepidi e dieta ricca di fibre) e adottare abitudini preventive a lungo termine. Un sanguinamento rettale o sintomi persistenti non vanno mai attribuiti automaticamente alle emorroidi senza una valutazione medica, perché altre patologie, anche più serie, possono dare disturbi simili. Un confronto con il medico o il proctologo permette di inquadrare correttamente il problema, scegliere il percorso terapeutico più adatto e ridurre il rischio di recidive, migliorando la qualità di vita.

Per approfondire

Hemorrhoids – Symptoms, Causes, Diagnosis, Treatment, and Prevention (NIDDK) – Scheda istituzionale del NIDDK (NIH) che offre una panoramica completa su cause, sintomi, diagnosi, trattamento e prevenzione delle emorroidi.

Treatment of Hemorrhoids (NIDDK) – Approfondisce in dettaglio le opzioni terapeutiche per le emorroidi, dai cambiamenti dello stile di vita alle procedure specialistiche.

Hemorrhoids – Diagnosis and Treatment (Mayo Clinic) – Descrive l’iter diagnostico e le diverse strategie di trattamento, con particolare attenzione alla progressione da rimedi casalinghi a chirurgia.

Emorroidi (Humanitas San Pio X) – Scheda in italiano che spiega cosa sono le emorroidi, i principali disturbi correlati e quando ĆØ opportuno rivolgersi allo specialista proctologo.