Allarme a Roverbella: market chiuso per gravi carenze igieniche

Chiusura di un market a Roverbella per gravi carenze igienico-sanitarie accertate dai Nas e violazioni delle norme di sicurezza.

Un supermercato di Roverbella, nel Mantovano, ha sospeso in autotutela la propria attività dopo un controllo dei Carabinieri del Nas di Cremona che ha fatto emergere gravi carenze igienico-sanitarie e altre violazioni nei confronti delle normative su sicurezza e autocontrollo alimentare. (vocedimantova.it, primadituttomantova.it)

Secondo quanto ricostruito da fonti investigative locali, il blitz dei militari del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (Nas) rientra nei controlli periodici sulla filiera alimentare, intensificati nelle ultime settimane nei punti vendita della provincia di Mantova. (vocedimantova.it, primadituttomantova.it) Obiettivo: verificare il rispetto delle norme sull’igiene degli ambienti, sulla conservazione degli alimenti e sull’applicazione del sistema di autocontrollo aziendale (Haccp), cardine della sicurezza alimentare in tutta l’Unione europea.

Nel supermercato di Roverbella i Nas hanno contestato “gravi irregolarità igienico-sanitarie”: ambienti non conformi agli standard richiesti, inadeguata gestione della pulizia e della sanificazione, oltre a criticità nell’organizzazione e nel monitoraggio dei processi interni. (vocedimantova.it, primadituttomantova.it) A queste violazioni si è aggiunta la mancata attuazione delle procedure di autocontrollo previste dalla normativa vigente, un elemento particolarmente rilevante perché incide direttamente sulla prevenzione dei rischi per il consumatore. (vocedimantova.it, primadituttomantova.it)

Durante l’ispezione è emersa anche l’omessa revisione periodica dei dispositivi antincendio, un altro fronte sensibile nei controlli delle autorità: la normativa sulla sicurezza nei luoghi aperti al pubblico richiede che estintori, impianti antincendio e presidi di emergenza siano non solo presenti, ma anche sottoposti a verifiche regolari e tracciabili. (vocedimantova.it, primadituttomantova.it) La combinazione di carenze igieniche e criticità nella sicurezza ha aggravato il quadro complessivo del punto vendita.

Di fronte alle contestazioni mosse dai carabinieri, i titolari del market hanno scelto di procedere con la sospensione volontaria dell’attività, una decisione definita “in autotutela” e finalizzata – almeno nelle intenzioni – a consentire un rapido intervento di adeguamento strutturale e organizzativo. (primadituttomantova.it) In parallelo, i Nas hanno comminato sanzioni amministrative per un totale di 3.000 euro, cifra che rientra nel range previsto per violazioni di questo tipo, ma che rappresenta solo una parte delle conseguenze potenziali in termini di immagine e fiducia della clientela. (vocedimantova.it, primadituttomantova.it)

La vicenda si inserisce in un contesto più ampio in cui le autorità sanitarie e i Nas stanno intensificando i controlli su supermercati, discount, negozi di vicinato e attività di somministrazione, con una particolare attenzione alle realtà di provincia, dove spesso il presidio ispettivo è percepito come meno frequente ma dove, al contrario, la tracciabilità e il rispetto delle norme hanno un impatto diretto sulla comunità locale. I controlli dei Nas mirano non solo a reprimere le irregolarità, ma anche a prevenire episodi di contaminazione, frodi alimentari e situazioni di rischio per la salute pubblica.

Sul piano normativo, il rispetto delle buone pratiche igieniche e dei piani di autocontrollo è un obbligo per tutti gli operatori del settore alimentare, dal piccolo esercizio al grande gruppo della Gdo. Le aziende devono predisporre procedure documentate per la gestione del rischio, formare il personale, monitorare costantemente temperature, condizioni di stoccaggio, pulizie e manutenzione, conservando registri e prove delle attività svolte. Quando queste procedure sono assenti o solo parzialmente applicate, le autorità possono disporre sanzioni, sequestri di merce, fino alla sospensione o chiusura dell’attività nei casi più gravi.

Nel caso di Roverbella, la scelta di autosospendere l’attività viene letta dagli inquirenti come un tentativo dei titolari di limitare le ricadute legali e dimostrare la volontà di intervenire rapidamente per rimuovere le non conformità. (primadituttomantova.it) La riapertura del supermercato, infatti, potrà avvenire solo dopo l’adeguamento alle prescrizioni imposte e a seguito di nuove verifiche da parte degli organi competenti, chiamati ad accertare il pieno ripristino delle condizioni di igiene e sicurezza.

L’episodio riaccende il tema, più generale, del rapporto tra consumatori e punti vendita di prossimità: la fiducia non si gioca solo sui prezzi o sulla disponibilità dei prodotti, ma sempre più sulla garanzia di standard elevati di igiene, controlli interni efficaci e trasparenza nella gestione del cibo che arriva sugli scaffali. Per questo, spiegano gli esperti del settore, ogni irregolarità documentata in un supermercato locale ha un’eco che va oltre il singolo comune, perché contribuisce a modellare la percezione complessiva della sicurezza alimentare nel Paese.

Fonti:
(vocedimantova.it) Voce di Mantova – “Gravi irregolarità igienico-sanitarie: supermercato sospeso a Roverbella”
(primadituttomantova.it) Prima Mantova – “Carenze igieniche e altre violazioni: il market autosospende l’attività dopo i controlli del Nas”