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Isoflurane Rhone P.Chem.: Scheda Tecnica del Farmaco

Isoflurane Rhone P.Chem.

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Isoflurane Rhone P.Chem.: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

INDICE DELLA SCHEDA

Isoflurane Rhone P.Chem.: la confezione

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01.0 Denominazione del medicinale

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ISOFLURANE

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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lsoflurano (attivo al 100%) ml 100.

03.0 Forma farmaceutica

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Liquido incolore, trasparente e limpido contenuto in un flacone in vetro Amber da 100 ml.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Anestetico generale per inalazione somministrabile in soggetti di tutte le età.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Somministrare per inalazione. L’uso di vaporizzatori specifici per Isoflurane facilita un accurato controllo della concentrazione di anestetico somministrata.

Isoflurane ha un odore etereo debolmente pungente che può frenare la rapidità dell’induzione, ma ciò nonostante, l’induzione e soprattutto il risveglio dall’anestesia sono rapidi.

Premedicazione: la premedicazione deve essere scelta in ragione delle condizioni di ciascun paziente, tenendo conto dell’azione depressiva sulla funzione ventilatoria di Isoflurane. A discrezione dell’anestesista possono essere usati farmaci anticolinergici (per esempio atropina, glicopirrolato USP) per il loro effetto di limitazione delle secrezioni orali (antisialogogo), ma il loro uso può aumentare la debole azione di Isoflurane nell’aumentare la frequenza cardiaca.

Induzione:dato che Isoflurane ha un odore debolmente pungente, al fine di evitare l’insorgenza di tosse, si raccomanda di far precedere l’induzione ottenuta con Isoflurane dalla somministrazione di un barbiturico a breve durata d’azione oppure dalla somministrazione di altri farmaci induttori endovenosi. Sia l’accentuata salivazione sia la tosse indotte dall’uso di Isoflurane possono risultare fastidiose nei bambini. In alternativa Isoflurane può essere somministrato con ossigeno o con una miscela di ossigeno-protossido d’azoto. Si raccomanda d’iniziare la somministrazione di Isoflurane con una concentrazione allo 0,5%. Le concentrazioni fra 1,5-3% generalmente inducono un’anestesia chirurgica in 7-10 minuti. Durante l’induzione la pressione sanguigna diminuisce anche se ciò potrebbe risultare compensato da una stimolazione chirurgica.

Mantenimento: i livelli chirurgici di anestesia possono essere mantenuti con una concentrazione di Isoflurane tra l’1% e il 2,5% allorché quest’ultima venga somministrata assieme ad una miscela di ossigeno e protossido d’azoto al 70%. Una dose maggiore di Isoflurane (0,5%-1%) sarà necessaria con livelli più bassi di protossido d’azoto, o quando Isoflurane sia somministrato con ossigeno solo o con una miscela di ossigeno/aria. Durante il mantenimento dell’anestesia la pressione sanguigna diminuisce in proporzione con la profondità della narcosi. Ovvero la pressione sanguigna è inversamente proporzionale alla concentrazione di Isoflurane. In assenza di altre complicazioni l’abbassamento pressorio è correlabile alla vasodilatazione periferica. Il ritmo cardiaco rimane stabile. L’eccessivo abbassamento della pressione ematica potrebbe essere dovuto alla profondità dell’anestesia e in tali circostanze può essere corretto riducendo la concentrazione di Isoflurane inspirata. L’ipotensione indotta può essere ottenuta attraverso una ventilazione artificiale del paziente con Isoflurane al 2,5-4%. Una premedicazione con clonidina riduce in modo significativo la quantità di Isoflurane, necessaria al mantenimento della ipotensione indotta.

Risveglio: la concentrazione di Isoflurane può essere ridotta allo 0,5% all’inizio delle operazioni di sutura e quindi allo 0% alla fine dell’intervento chirurgico, a condizione che, a giudizio dell’anestesista, siano cessati gli effetti di blocco neuromuscolare dei farmaci somministrati e che il paziente non sia più paralizzato.

04.3 Controindicazioni

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Ipersensibilità nota a Isoflurane o ad altri agenti alogenati. Isoflurane non deve essere somministrato a soggetti con una nota o sospetta predisposizione alla ipertermia maligna. Isoflurane non deve essere somministrato a pazienti che abbiano manifestato un ittero e/o febbre di origine sconosciuta dopo somministrazione di Isoflurane o di altri anestetici alogenati.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Isoflurane è un farmaco che produce una profonda depressione respiratoria, e questo effetto è accentuato dalla pre-anestesia o dall’uso concomitante di altri depressivi respiratori.

Poiché i livelli dell’anestesia possono essere facilmente e velocemente alterati con l’uso di Isoflurane, dovrebbero essere adoperati soltanto vaporizzatori in grado di fornire una concentrazione prevedibile con un buon grado di precisione. Il grado di ipotensione e di depressione ventilatoria potrebbe fornire alcune indicazioni sul livello dell’anestesia. Con Isoflurane il livello dell’anestesia può essere cambiato repentinamente. Il ritmo cardiaco rimane stabile ma la respirazione spontanea dev’essere controllata accuratamente ed assistita quando necessario.

Isoflurane determina un aumento della circolazione cerebrale ai livelli profondi d’anestesia (1,5%), e ciò potrebbe portare ad un incremento di pressione del liquido cerebro spinale. Dove necessario questo si può prevenire o correggere mediante una iperventilazione del paziente prima o durante l’anestesia. Al pari degli altri anestetici alogenati, Isoflurane dev’essere adoperato con prudenza nei soggetti che presentano un aumento della pressione intracranica. Si ricorda ancora che in questi casi l’iperventilazione potrebbe risultare necessaria. Isoflurane è un potente vasodilatatore delle arterie coronarie e sistemiche. L’effetto sulla pressione sistemica arteriosa è facilmente controllabile nei soggetti sani ed è adoperato specificatamente per indurre ipotensione. Comunque, per il fenomeno del "furto coronarico" Isoflurane deve essere adoperato con cautela nei soggetti con malattie coronariche. In particolare, devono essere considerati maggiormente predisposti i soggetti che presentano ischemia subendocardica. La salivazione e le secrezioni tracheo-bronchiali possono risultare stimolate nei bambini, mentre i riflessi faringei e laringei sono rapidamente attenuati.

Si raccomanda di eliminare efficacemente i vapori di questo e di altri agenti inalanti dalla zona di utilizzo.

È stato segnalato che se Isoflurane interagisce con il filtro a idrossido di bario o a calce non perfettamente idratato si assiste alla formazione di monossido di carbonio. L’inalazione di monossido di carbonio determina, nei pazienti esposti, livelli elevati di carbossiemoglobina; quest’ultima risulta tossica anche a basse concentrazioni e non facilmente rilevabile con i comuni sistemi di monitoraggio, quale la pulsiossimetria.

Ogni qualvolta un paziente sottoposto ad anestesia in circuito chiuso con il prodotto sviluppi un’ipossia non corregibile con i comuni mezzi terapeutici, risulta opportuna una misurazione diretta della carbossiemoglobina. Ogni precauzione va inoltre presa per evitare la disidratazione del filtro a calce.

Non si ha una sufficiente esperienza d’uso in caso di anestesia ripetuta per poter fare raccomandazioni specifiche. Come con tutti gli anestetici alogenati, la ripetizione dell’anestesia dopo un breve periodo di tempo deve essere affrontata con cautela, dato che il rischio di tossicità epatica non è stato completamente chiarito. La somministrazione di Isoflurane a pazienti con pre-esistenti disfunzioni epatiche deve essere effettuata con cautela.

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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Interazione tra farmaci: Isoflurane determina un rilassamento muscolare sufficiente per alcuni interventi intra-addominali. Isoflurane è compatibile con tutti i farmaci comunemente adoperati come miorilassanti, i cui effetti potrebbero essere particolarmente potenziati da Isoflurane. L’effetto è maggiormente evidente sugli agenti non depolarizzanti, cosicché devono essere adoperate concentrazioni più basse degli stessi somministrando contemporaneamente Isoflurane. L’azione dei miorilassanti non depolarizzanti può essere annullata mediante la somministrazione di neostigmina poiché quest’ultima non interferisce con l’azione rilassante di Isoflurane.

Adrenalina: durante anestesia con Isoflurane la contemporanea somministrazione di adrenalina (epinefrina), per altra via, o di alcuni farmaci b-simpaticomimetici può determinare aritmia.

Calcio antagonisti: Isoflurane può determinare una profonda ipotensione nei soggetti contemporaneamente trattati con calcio antagonisti, soprattutto con quelli appartenenti alla classe delle diidropiridine. Pazienti in terapia cronica con altri vasodilatatori quali gli ACE-inibitori (es. captopril, enalapril, lisinopril) o gli antagonisti dei recettori a1 -adrenergici (es. prazosin), possono manifestare ipotensione non prevedibilecon ogni tipo di anestesia .

Analgesici narcotici: l’azione anestetica di Isoflurane può essere potenziata dalla contemporanea somministrazione di analgesici narcotici.

04.6 Gravidanza e allattamento

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Gli studi sulla riproduzione eseguiti su ratti e conigli dopo ripetute esposizioni a concentrazioni anestetiche di Isoflurane hanno dimostrato che in entrambe le specie non vi sono effetti sulla fertilità, sulla gravidanza e sul parto. La vitalità della discendenza non risulta alterata e non vi sono segni di teratogenicità. Non è nota la correlazione tra gli studi condotti sugli animali e le reazioni sull’uomo, e non ci sono sufficienti dati per stimare il rischio di teratogenicità nei figli di donne trattate con Isoflurane durante la gravidanza.

Esiste un crescente aumento di conoscenze sull’uso di Isoflurane in gravidanza, come anestetico ostetrico e nel parto cesareo.

Un adeguato livello di anestesia chirurgica per il parto cesareo può essere mantenuto con una concentrazione di Isoflurane dallo 0,5% allo 0,75% somministrata contemporaneamente ad una miscela di ossigeno e protossido di azoto. È stato osservato un aumento della perdita sanguigna pari a quella determinata da altri anestetici per inalazione (es. alotano), nei soggetti sottoposti ad aborto terapeutico.

In caso di somministrazione durante l’allattamento, lo stesso dovrà essere sospeso dopo l’anestesia e potrà essere ripreso dopo la scomparsa del farmaco dal circolo sanguigno.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Come per tutti gli altri anestetici generali per inalazione è consigliabile lasciar trascorrere 24 ore prima di guidare o di usare macchinari.

04.8 Effetti indesiderati

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Le reazioni indesiderate provocate da Isoflurane sono simili a quelle osservate con l’uso di altri anestetici alogenati; si osservano ipotensione, depressione respiratoria e aritmie.

Altri effetti minori determinati dall’uso di Isoflurane sono un aumento del numero dei globuli bianchi (anche in assenza di stress chirurgico) ed ancora brividi, nausea e vomito durante la fase post-operatoria. Questi effetti sono osservabili in un pari numero di soggetti trattati con altri anestetici.

04.9 Sovradosaggio

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Il sovradosaggio di Isoflurane si manifesta con marcata depressione respiratoria e forte abbassamento della pressione sanguigna, quest’ultima determinata soprattutto dalla vasodilatazione periferica piuttosto che da una depressione miocardica diretta.

In caso di iperdosaggio occorre interrompere immediatamente la somministrazione del farmaco, verificare che le vie respiratorie siano libere ed iniziare una ventilazione controllata con ossigeno puro.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Isoflurane è un anestetico generale per inalazione che determina una rapida induzione dell’anestesia ed anche un rapido risveglio. La concentrazione minima alveolare (MAC), misura standard della potenza di un anestetico, è di 1,15% per gli uomini di mezza età. Esiste un rapporto con l’età e la MAC, è significativamente più alta nei bambini.

MAC

Età

Concentrazione media in ossigeno
Fino a 12 mesi

1,60% – 1,85%
da 1 a 5 anni

1,50% – 1,60%
da 20 a 30 anni

1,25% – 1,30%
da 40 a 50 anni

1,10% – 1,20%
da 60 a 70 anni

1,00% – 1,10%

Così come tutti gli anestetici per inalazione, Isoflurane induce una depressione dose-dipendente dell’attività nervosa centrale e del metabolismo cerebrale, mentre la pressione del fluido cerebro-spinale può aumentare a causa della vasodilatazione cerebrale. Isoflurane provoca una depressione respiratoria dose-dipendente ed una diminuzione della risposta ventilatoria all’anidride carbonica.

La diminuzione della pressione sanguigna che si manifesta durante l’anestesia con Isoflurane è dovuta principalmente alla vasodilatazione periferica, mentre la frequenza e la gittata cardiaca possono essere mantenute con concentrazioni inspiratorie del 2,5%.

Isoflurane, che ha effetti minimi sulla conduzione atrioventricolare, provoca una sensibilizzazione significativamente minore del cuore agli effetti aritmici delle catecolamine in confronto all’alotano. Il risveglio dall’anestesia è rapido e sensibilmente più veloce di quello seguente anestesia con alotano.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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Isoflurane mostra una scarsa solubilità molto bassa nel sangue e nei tessuti cellulari, molto più scarsa di Enflurane e di Alotano. Questa bassa solubilità determina un rapido sviluppo di una pressione alveolare parziale sufficiente per indurre l’anestesia.

La metabolizzazione di Isoflurane è minima, e soltanto lo 0,2% della concentrazione di Isoflurane somministrata è evidenziabile come metabolita. Isoflurane viene metabolizzato in acido trifluoroacetico e difluorometanolo che è successivamente idrolizzato in acido formico e ione fluoruro.

L’eliminazione avviene per via renale; per lo ione fluoruro e per il fluoro organico l’emivita è rispettivamente di 36 e di 41 ore.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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Isoflurane è stato sperimentato dal 1972 in poi su un’ampia gamma di animali (topi, ratti, cavie) ed ha dimostrato una tossicità molto bassa in studi acuti, sub-acuti, sub-cronici e cronici. I risultati degli studi sulla teratogenicità e sulla riproduzione non mostrano rischi significativi per l’uomo. Non vi sono segni di tossicità epatica, quali un aumento del peso del fegato o degli enzimi epatici, osservabili dopo studi sub-acuti e sub-cronici. Gli studi sulla cancerogenicità non mostrano un aumento dell’incidenza dei tumori epatici.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Nessuno. Isoflurane è presentato in forma attiva al 100%.

06.2 Incompatibilità

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Isoflurane è compatibile con gli altri anestetici gassosi e volatili, ma in caso di uso contemporaneo occorre miscelarlo e somministrarlo mediante un apposito vaporizzatore.

06.3 Periodo di validità

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A confezione integra, flacone di vetro da 100 ml, Isoflurane ha attualmente una stabilità di 5 anni. La stabilità dopo diluizione o ricostituzione non è applicabile. La stabilità dopo la prima apertura del contenitore non differisce dalla validità di impiego riportata in etichetta al momento del confezionamento, occorre però accertarsi che il contenitore venga successivamente ben richiuso.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Conservare a temperatura ambiente (15-30 °C).

Tenere il flacone ben chiuso.

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Bottiglia in vetro Amber da 100 ml con tappo svitabile a tenuta d’aria e tampone in polietilene tereftalato o con tappo a vite in plastica nera e cono in polietilene.

Un flacone da 100 ml

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Isoflurane dev’essere somministrato tramite specifico vaporizzatore e, come nel caso di tutti gli agenti da inalazione, l’area di utilizzo deve avere un sistema efficace di aspirazione dei vapori.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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RHODIA ORGANIQUE FINE L.t.D

Oak House, Reeds Crescent, Watford,

Herts. WD1 1QH- Gran Bretagna

Legale rappresentante per l’Italia: Rhodia Chem Italia S.p.A. Via Winckelmann, 2 20146 Milano

Prodotto e controllato da: Rhodia Organique Fine L.t.D

Po Box 46 – St. Andrew’s Road, Avonmouth

Bristol BS11 – BSYF – Gran Bretagna

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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AIC n. 029184013

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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27/10/1995

10.0 Data di revisione del testo

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Dicembre 1999

FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza” il 22/7/1982, con voti 110 e lode, discutendo la tesi dal titolo: “Aspetti clinici e di laboratorio di un nuovo enteropatogeno: il Clostridium difficile“. Abilitato all’ esercizio della professione medica nell’ ottobre 1982 Iscritto all’ Albo dei Medici di Roma e Provincia il 26/1/1983