Riassunto generato con AI, aggiornato il 18/10/2026.
Fonti usate dall'AI: 3 schede tecniche AIFA, 1 bugiardino, 1 pagina indicazioni, 1 pagina effetti collaterali, 1 pagina sicurezza e azione, 1 pagina principio attivo scorri →
- 1 Scheda tecnica AIFAPlasil Metoclopramide Fiale
- 2 Scheda tecnica AIFAPlasil Metoclopramide Compresse
- 3 Scheda tecnica AIFAPlasil Metoclopramide Sciroppo
- 4 BugiardinoPlasil
- 5 IndicazioniPlasil
- 6 Effetti collateraliPlasil
- 7 Sicurezza e azionePlasil
- 8 Principio attivoMetoclopramide Cloridrato: farmaci che lo contengono
Il testo è generato solo da questi 8 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato: gli articoli di approfondimento in fondo alla pagina sono solo elencati.
Plasil è un farmaco a base di metoclopramide, disponibile come compresse, sciroppo e soluzione iniettabile, usato soprattutto contro nausea e vomito; negli adulti è indicato per la prevenzione e il trattamento di diverse forme di nausea e vomito, e in alcune formulazioni anche per la prevenzione della nausea e vomito da chemioterapia o radioterapia.[1, 2, 3]
Prima di usarlo bisogna sapere che non deve essere impiegato in caso di alcune condizioni precise, tra cui ostruzione o perforazione gastrointestinale, feocromocitoma, glaucoma, morbo di Parkinson, epilessia, storia di discinesia tardiva, uso di levodopa o agonisti dopaminergici, e nei bambini sotto 1 anno di età.[1, 2, 3, 4]
Durante l’uso servono cautela e rispetto rigoroso della posologia: possono comparire disturbi neurologici, sonnolenza e reazioni cardiovascolari, e la durata del trattamento non dovrebbe superare i 3 mesi per il rischio di discinesia tardiva; in gravidanza può essere usato solo se clinicamente necessario, mentre l’allattamento non è raccomandato.[1, 2, 3]
A cosa serve
Plasil è un antiemetico e procinetico contenente metoclopramide, indicato contro la nausea e il vomito.[4, 1, 2, 3]
Nelle formulazioni in compresse, sciroppo e fiale, l’indicazione nell’adulto comprende la prevenzione della nausea e del vomito ritardati indotti da chemioterapia, la prevenzione della nausea e del vomito indotti da radioterapia e il trattamento sintomatico di nausea e vomito, compresi quelli associati a emicrania acuta.[2, 3] Nella formulazione iniettabile è indicata anche la prevenzione della nausea e del vomito postoperatori.[1]
In età pediatrica, la scheda tecnica delle compresse indica l’uso nei bambini tra 1 e 18 anni solo per la prevenzione della nausea e del vomito ritardati indotti da chemioterapia come opzione di seconda linea.[2, 3] La soluzione iniettabile riporta inoltre l’uso nei bambini tra 1 e 18 anni per la prevenzione della nausea e del vomito ritardati indotti da chemioterapia come opzione di seconda linea e per il trattamento della nausea e del vomito postoperatori come opzione di seconda linea.[1]
Formulazioni e come si usa
Le formulazioni AIFA disponibili tra le fonti sono: compresse da 10 mg, sciroppo 10 mg/10 ml e soluzione iniettabile 10 mg/2 ml.[1, 2, 3]
Dose negli adulti
| Formulazione | Dose singola raccomandata | Dose massima giornaliera | Altre indicazioni sulla durata |
|---|---|---|---|
| Compresse | 10 mg, ripetibile fino a 3 volte al giorno | 30 mg | Durata massima raccomandata 5 giorni[2] |
| Sciroppo | 10 mg, ripetibile fino a 3 volte al giorno | 30 mg | Durata massima raccomandata 5 giorni[3] |
| Soluzione iniettabile | 10 mg per la prevenzione della nausea e vomito postoperatori; 10 mg per le altre indicazioni, ripetibile fino a 3 volte al giorno | 30 mg | La durata del trattamento iniettabile deve essere la più breve possibile, poi passare a via orale o rettale appena possibile[1] |
La via iniettabile può essere intramuscolare o endovenosa, e le dosi endovenose devono essere somministrate in bolo lento, almeno in 3 minuti.[1] Tra due somministrazioni deve trascorrere un intervallo minimo di 6 ore, anche se c’è vomito o rigetto della dose.[1, 2, 3] Per le compresse e lo sciroppo si consiglia la somministrazione preferibilmente prima dei pasti.[2, 3]
Dose nei bambini
Per le formulazioni orali e iniettabili, nei bambini tra 1 e 18 anni la dose dipende dal peso corporeo e la scheda tecnica riporta una tabella di dosaggio; la scelta pratica della dose spetta al pediatra.[1, 2, 3] Le compresse non sono adatte ai bambini con peso inferiore a 61 kg, e per questa popolazione possono essere più appropriate altre formulazioni.[2]
Controindicazioni e avvertenze
Plasil non deve essere usato in caso di ipersensibilità al principio attivo o agli eccipienti, emorragia gastrointestinale, ostruzione o perforazione gastrointestinale quando la stimolazione della motilità è rischiosa, feocromocitoma, glaucoma, storia di discinesia tardiva da neurolettici o metoclopramide, epilessia, morbo di Parkinson, associazione con levodopa o agonisti dopaminergici, storia di metemoglobinemia con metoclopramide o deficit di NADH citocromo b5 reduttasi, e nei bambini sotto 1 anno di età.[1, 2, 3, 4]
Le schede tecniche avvertono che possono comparire disturbi extrapiramidali, soprattutto nei bambini, nei giovani adulti e con dosi elevate, anche dopo una singola somministrazione. In questi casi il farmaco deve essere sospeso subito.[1, 2, 3] Il trattamento prolungato può causare discinesia tardiva, potenzialmente irreversibile, in particolare negli anziani, e la durata del trattamento non dovrebbe superare 3 mesi.[1, 2, 3, 4]
Sono stati segnalati anche sindrome neurolettica maligna e metemoglobinemia; se compaiono, il trattamento va interrotto immediatamente, e nel caso della metemoglobinemia la sospensione deve essere permanente.[1, 2, 3] Per la formulazione iniettabile, in particolare per via endovenosa, sono riportati gravi effetti cardiovascolari indesiderati, inclusi collasso circolatorio, bradicardia grave, arresto cardiaco e prolungamento del QT, perciò occorre particolare cautela in anziani, in chi ha disturbi della conduzione cardiaca, squilibri elettrolitici non corretti, bradicardia o assume altri farmaci che prolungano il QT.[1, 2, 3]
Nei pazienti anziani va considerata una riduzione della dose in base a funzionalità renale ed epatica e alla suscettibilità generale.[1, 2, 3] In caso di insufficienza renale moderata-grave o grave insufficienza epatica le schede tecniche indicano riduzioni di dose.[1, 2, 3]
Interazioni
Levodopa e agonisti dopaminergici sono un’associazione controindicata con metoclopramide, perché si antagonizzano reciprocamente.[1, 2, 3] L’alcol da evitare può potenziare l’effetto sedativo di Plasil.[1, 2, 3]
La metoclopramide può alterare l’assorbimento di alcuni farmaci per il suo effetto procinetico.[1, 2, 3] Con anticolinergici e derivati della morfina l’effetto sulla motilità gastrointestinale può essere antagonizzato, mentre con farmaci deprimenti il sistema nervoso centrale gli effetti sedativi possono essere potenziati.[1, 2, 3]
Sono riportate possibili interazioni anche con neurolettici, farmaci serotoninergici come gli SSRI, digossina, ciclosporina, mivacurio e sussametonio, oltre che con forti inibitori del CYP2D6, che possono aumentare l’esposizione alla metoclopramide.[1, 2, 3]
Gravidanza e allattamento
In gravidanza, i dati disponibili su oltre 1.000 esposizioni non indicano tossicità malformativa o fetotossicità, e la metoclopramide può essere usata se clinicamente necessario.[1, 2, 3] Tuttavia dovrebbe essere evitata alla fine della gravidanza, perché non si può escludere una sindrome extrapiramidale nel neonato; se viene usata, è previsto il monitoraggio neonatale.[1, 2, 3]
Durante l’allattamento la metoclopramide è escreta nel latte a bassi livelli, ma non si possono escludere reazioni avverse nel bambino allattato al seno; per questo non è raccomandata.[1, 2, 3]
Effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati più importanti riportati nelle schede tecniche comprendono sonnolenza, diarrea e astenia.[1, 2, 3] Sono inoltre possibili disturbi extrapiramidali, parkinsonismo, acatisia, distonia, discinesia, riduzione del livello di coscienza, convulsioni, discinesia tardiva e sindrome neurolettica maligna.[1, 2, 3]
Tra le reazioni meno frequenti o non note compaiono anche bradicardia, arresto cardiaco, prolungamento del QT, torsade de pointes, amenorrea, iperprolattinemia, galattorrea, ginecomastia, ipotensione, ipersensibilità e reazione anafilattica.[1, 2, 3] Le schede tecniche ricordano anche il rischio di depressione, allucinazioni, stato confusionale e ideazione suicidaria nella formulazione orale.[2, 4]
Domande frequenti
Plasil si usa solo per il vomito? No: oltre al trattamento della nausea e del vomito, è indicato anche per la prevenzione di nausea e vomito da chemioterapia, radioterapia e, nella soluzione iniettabile, da intervento chirurgico.[1, 2, 3]
Posso prenderlo per più di qualche giorno? Le schede tecniche indicano una durata massima raccomandata di 5 giorni per le formulazioni orali e una durata la più breve possibile per la formulazione iniettabile, mentre avvertono che il trattamento non dovrebbe superare 3 mesi per il rischio di discinesia tardiva.[1, 2, 3]
Plasil si può usare nei bambini? Sì, ma solo in alcune indicazioni e con dose stabilita dalla tabella della scheda tecnica; la scelta concreta della dose spetta al pediatra. Inoltre è controindicato sotto l’anno di età.[1, 2, 3]
Quali segnali impongono di sospenderlo subito? La comparsa di sintomi extrapiramidali, discinesia tardiva, sindrome neurolettica maligna o metemoglobinemia richiede l’interruzione immediata del trattamento.[1, 2, 3]
Approfondimenti su Plasil
I 29 articoli di Torrinomedica su Plasil, divisi per tema. Non sono stati usati come fonte del riassunto qui sopra.
Con altri farmaci, malattie, cibo e alcol (1)
Confronti e alternative (4)
Effetti indesiderati e sicurezza (4)
Per quali disturbi si usa (4)
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Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Tutte le informazioni su Plasil: pagina del farmaco.



