Ranexa: a cosa serve, come si prende, effetti collaterali

Riassunto generato con AI dalle schede tecniche AIFA e dai bugiardini di Ranexa: a cosa serve, come si usa, controindicazioni, interazioni, gravidanza, effetti indesiderati.

Riassunto generato con AI, aggiornato il 18/10/2026.

Fonti usate dall'AI: 1 scheda tecnica AIFA, 1 pagina principio attivo, 1 riassunto EPAR EMA scorri →

  1. 1 Scheda tecnica AIFARanexa 750 mg RP
  2. 2 Riassunto EPAR EMARanexa (ranolazina)
  3. 3 Principio attivoRanolazina

Il testo è generato solo da questi 3 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato: gli articoli di approfondimento in fondo alla pagina sono solo elencati.

Ranexa è un farmaco a base di ranolazina usato negli adulti come terapia aggiuntiva per il trattamento sintomatico dell’angina pectoris stabile quando i medicinali di prima linea, come betabloccanti e/o calcioantagonisti, non bastano o non sono tollerati.[1, 2] Prima di usarlo bisogna sapere che esistono controindicazioni importanti, in particolare insufficienza renale severa, insufficienza epatica moderata o severa e l’uso insieme ad alcuni altri medicinali, tra cui forti inibitori del CYP3A4 e alcuni antiaritmici di classe Ia o III.[1] La dose iniziale negli adulti è bassa e viene aumentata gradualmente fino a una dose massima di 750 mg due volte al giorno, con cautela nei pazienti anziani, sottopeso o con problemi renali, epatici o cardiaci.[1, 2]

A cosa serve

Ranexa è indicato negli adulti come terapia aggiuntiva nel trattamento sintomatico dei pazienti con angina pectoris stabile non adeguatamente controllata con le terapie antianginose di prima linea, come i betabloccanti e/o i calcioantagonisti, oppure nei pazienti che non tollerano queste terapie.[1, 2]

Il riassunto EPAR dell’EMA sottolinea che il beneficio clinico è modesto, ma può essere utile nei pazienti che non hanno risposto abbastanza bene ad altri medicinali.[2]

Formulazioni e come si usa

Ranexa è disponibile in compresse a rilascio prolungato da 375 mg, 500 mg e 750 mg.[1, 2, 3] Le compresse a rilascio prolungato liberano la ranolazina lentamente nel corso di alcune ore.[2]

Per la formulazione da 750 mg, ogni compressa contiene 750 mg di ranolazina.[1] Le compresse vanno ingerite intere, senza frantumarle, spezzarle o masticarle, e possono essere assunte con o senza cibo.[1]

Nell’adulto la dose iniziale raccomandata è 375 mg due volte al giorno. Dopo 2-4 settimane la dose deve essere aumentata a 500 mg due volte al giorno e, in base alla risposta del paziente, può essere ulteriormente aumentata fino alla dose massima raccomandata di 750 mg due volte al giorno.[1, 2]

Se compaiono eventi avversi correlati al trattamento, come capogiri, nausea o vomito, può essere necessario ridurre la dose a 500 mg o 375 mg due volte al giorno; se i sintomi non si risolvono dopo la riduzione, il trattamento deve essere interrotto.[1]

La sicurezza e l’efficacia nei bambini e negli adolescenti sotto i 18 anni non sono state stabilite; non ci sono dati disponibili.[1]

Riepilogo pratico della posologia negli adulti

Formulazione Dose iniziale Aumento dopo 2-4 settimane Dose massima
Compresse a rilascio prolungato 375 mg due volte al giorno 500 mg due volte al giorno, poi secondo risposta 750 mg due volte al giorno

[1, 2]

Controindicazioni e avvertenze

Ranexa non deve essere usato in caso di ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti.[1]

È controindicato nei pazienti con insufficienza renale severa, definita come clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min, e nei pazienti con insufficienza epatica moderata o severa.[1]

È controindicato anche in caso di somministrazione concomitante con inibitori forti del CYP3A4, come itraconazolo, ketoconazolo, voriconazolo, posaconazolo, inibitori della proteasi dell’HIV, claritromicina, telitromicina e nefazodone.[1] Inoltre non deve essere usato insieme ad antiaritmici di classe Ia, come chinidina, o di classe III, come dofetilide e sotalolo, diversi dall’amiodarone.[1]

La ranolazina può prolungare l’intervallo QTc in modo dose-dipendente, perciò è necessaria cautela nei pazienti con sindrome del QT lungo congenita, con prolungamento acquisito del QT o trattati con farmaci che influenzano il QTc.[1]

Bisogna procedere con cautela anche nei pazienti in cui è prevedibile un’esposizione più elevata, come chi assume inibitori moderati del CYP3A4 o inibitori della P-gp, chi ha insufficienza epatica lieve, insufficienza renale lieve o moderata, età avanzata, peso pari o inferiore a 60 kg, oppure scompenso cardiaco congestizio moderato o severo.[1] Se si combinano più di questi fattori, l’esposizione può aumentare ulteriormente e gli eventi avversi dose-dipendenti diventano più probabili; in questi casi sono necessari monitoraggio frequente, riduzione della dose e, se serve, sospensione del trattamento.[1]

Nei pazienti con metabolismo CYP2D6 lento il rischio di maggiore esposizione è più alto che nei metabolizzatori rapidi; se lo stato CYP2D6 non è noto, le precauzioni sono più importanti.[1]

Interazioni

La ranolazina è un substrato del CYP3A4 e della P-gp, quindi i medicinali che inibiscono questi sistemi possono aumentare le sue concentrazioni plasmatiche e il rischio di eventi avversi come nausea e capogiri.[1]

Con gli inibitori forti del CYP3A4 l’associazione è controindicata.[1] Con inibitori moderati del CYP3A4, come diltiazem, eritromicina o fluconazolo, è raccomandato un accurato aggiustamento posologico e può essere necessario ridurre la dose di Ranexa.[1] Anche con inibitori della P-gp, come verapamil o ciclosporina, può essere necessario ridurre la dose.[1]

L’uso con induttori del CYP3A4, come rifampicina, fenitoina, fenobarbital, carbamazepina ed erba di San Giovanni, non deve essere utilizzato perché è prevedibile una scarsa efficacia.[1] Il succo di pompelmo è anch’esso un forte inibitore del CYP3A4.[1]

Gravidanza e allattamento

In gravidanza i dati disponibili sono limitati e gli studi sugli animali hanno mostrato effetti embriotossici; il rischio potenziale per l’uomo non è noto. Ranexa non deve essere usato durante la gravidanza se non in caso di assoluta necessità.[1]

Durante l’allattamento non è noto se la ranolazina passi nel latte materno, ma dati animali mostrano escrezione nel latte e non si può escludere un rischio per il lattante. Ranexa non deve essere usato durante l’allattamento.[1]

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati sono in genere lievi o moderati e spesso compaiono nelle prime due settimane di terapia.[1] Nello sviluppo clinico di fase III sono stati coinvolti complessivamente 1030 pazienti con angina cronica trattati con Ranexa.[1]

Gli effetti più comuni comprendono capogiro, cefalea, stipsi, nausea e vomito.[1, 2] Tra gli altri eventi segnalati ci sono, per esempio, visione offuscata o doppia, vertigini, ipotensione, dispnea, dolori addominali, prurito, iperidrosi e, più raramente, angioedema o allucinazioni.[1]

Studi principali

Nello studio principale citato dall’EMA, Ranexa è stato valutato in 823 pazienti con angina pectoris da almeno tre mesi, con età media di 64 anni.[2] Due dosi di Ranexa, 750 e 1000 mg due volte al giorno, sono state confrontate con placebo come terapia aggiuntiva ad altri medicinali antianginosi, tra cui atenololo, amlodipina o diltiazem.[2]

All’inizio dello studio i pazienti riuscivano a fare esercizio fisico per circa 7 minuti. Dopo 12 settimane il tempo è aumentato in media di 1 minuto e 56 secondi nei gruppi trattati con Ranexa, contro 1 minuto e 32 secondi nel gruppo placebo.[2] L’EMA ha concluso che l’efficacia è modesta ma sufficiente, insieme al profilo di rischio, per autorizzarne l’uso nell’Unione europea.[2]

Domande frequenti

Ranexa si può prendere con il cibo? Sì, le compresse possono essere assunte con o senza cibo.[1]

Si può dividere o masticare la compressa? No, va ingerita intera, senza frantumarla, spezzarla o masticarla.[1]

Qual è la dose massima negli adulti? La dose massima raccomandata è 750 mg due volte al giorno.[1, 2]

Ranexa è disponibile solo con ricetta? Sì, è un medicinale soggetto a prescrizione medica; le confezioni riportate sono in classe A e rimborsabili dal SSN.[2, 3]

Approfondimenti su Ranexa

I 28 articoli di Torrinomedica su Ranexa, divisi per tema. Non sono stati usati come fonte del riassunto qui sopra.

Effetti indesiderati e sicurezza (2)
Per quali disturbi si usa (6)
Dosi, formulazioni e modo d'uso (4)
Altre domande (16)

Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Tutte le informazioni su Ranexa: pagina del farmaco.