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Le cosiddette “punture per dimagrire” sono farmaci iniettabili utilizzati nel trattamento dell’obesità o, in alcuni casi, del diabete, che possono avere come effetto anche la perdita di peso. Non si tratta di prodotti estetici o di semplici integratori, ma di medicinali veri e propri, con indicazioni precise, possibili effetti collaterali e controindicazioni. Per questo motivo la loro prescrizione è regolata e richiede sempre la valutazione di un professionista sanitario qualificato.
Capire chi può prescrivere la puntura per dimagrire, quali requisiti sono necessari e quali tipi di iniezioni esistono è fondamentale per evitare scorciatoie rischiose, acquisti online non sicuri o utilizzi “off label” senza controllo medico. In questo articolo in forma di FAQ analizziamo in modo chiaro e basato sulle evidenze quali figure sanitarie sono coinvolte, come avviene la valutazione clinica, quali sono le principali classi di farmaci iniettabili per il peso e quali domande è utile porre al proprio medico prima di iniziare una terapia.
Chi può prescrivere la puntura per dimagrire?
In Italia, la prescrizione delle cosiddette “punture per dimagrire” spetta in primo luogo al medico chirurgo abilitato, cioè a un medico iscritto all’Ordine, con abilitazione all’esercizio della professione e diritto a emettere ricette. Nella pratica clinica, le figure più frequentemente coinvolte sono il medico di medicina generale (medico di base), il diabetologo, l’endocrinologo e lo specialista in dietologia o nutrizione clinica. Questi professionisti hanno le competenze per valutare il quadro complessivo del paziente, la presenza di obesità o sovrappeso con complicanze, eventuali malattie concomitanti (come diabete, ipertensione, malattie cardiovascolari) e per decidere se un farmaco iniettabile per il peso sia appropriato o meno.
È importante sottolineare che la prescrizione non si basa solo sul desiderio estetico di perdere qualche chilo, ma su criteri clinici come l’indice di massa corporea (BMI), la presenza di comorbidità e il fallimento di precedenti tentativi di dimagrimento con dieta, attività fisica e supporto comportamentale. Lo specialista valuta anche la storia farmacologica, le allergie, la funzionalità renale ed epatica, e l’eventuale uso di altri farmaci che potrebbero interagire. Per chi è interessato in particolare ai farmaci iniettabili a base di semaglutide, può essere utile un approfondimento specifico su chi può assumere Ozempic e in quali condizioni cliniche.
Un altro aspetto cruciale riguarda la distinzione tra prescrizione iniziale e prosecuzione della terapia. In molti percorsi clinici, soprattutto quando si utilizzano farmaci nati per il diabete e impiegati anche nell’obesità, la prima prescrizione viene spesso effettuata da uno specialista (ad esempio diabetologo o endocrinologo), che imposta il piano terapeutico, definisce obiettivi e modalità di monitoraggio. Successivamente, in base alle normative vigenti e alle indicazioni delle autorità regolatorie, il medico di medicina generale può talvolta proseguire la prescrizione, seguendo il piano stabilito dallo specialista e verificando periodicamente efficacia e sicurezza del trattamento.
Non possono invece prescrivere punture per dimagrire figure non mediche come personal trainer, estetiste, coach del benessere o operatori di centri dimagranti privi di laurea in medicina e abilitazione. Anche altri professionisti sanitari, come dietisti, psicologi o fisioterapisti, pur avendo un ruolo importante nel percorso di perdita di peso, non hanno la facoltà di emettere ricette per farmaci soggetti a prescrizione. È essenziale diffidare di proposte di iniezioni dimagranti somministrate in contesti non medici o reperite tramite canali non ufficiali (ad esempio acquisti online senza ricetta), perché espongono a rischi significativi per la salute e a prodotti potenzialmente contraffatti o non controllati.
Requisiti per la prescrizione
La prescrizione di una puntura per dimagrire richiede innanzitutto una valutazione clinica completa. Il medico raccoglie l’anamnesi (storia clinica), misura peso, altezza, calcola il BMI e valuta la distribuzione del grasso corporeo (ad esempio circonferenza vita). Indaga la presenza di patologie associate all’eccesso di peso, come diabete di tipo 2, ipertensione, dislipidemia, apnee notturne, malattie cardiovascolari o articolari. Viene considerata anche la storia dei tentativi di dimagrimento: quali diete sono state seguite, per quanto tempo, con quali risultati, se è stato associato esercizio fisico e se sono stati già provati altri farmaci per il peso. Solo dopo questa analisi il medico può stabilire se sussistono i requisiti per proporre una terapia iniettabile.
Un altro requisito fondamentale è la valutazione del rapporto rischio/beneficio. I farmaci iniettabili per il peso possono avere effetti collaterali gastrointestinali (nausea, vomito, diarrea), possibili impatti su pancreas, cistifellea, occhi o altri organi, e non sono adatti a tutti. Il medico deve verificare eventuali controindicazioni, come alcune malattie endocrine, pregresse pancreatiti, gravi patologie gastrointestinali o oculari, e valutare le interazioni con altri medicinali assunti dal paziente. Inoltre, è necessario che la persona sia in grado di comprendere le modalità di somministrazione, di riconoscere i segnali di allarme e di aderire a controlli periodici, perché la terapia richiede monitoraggio nel tempo.
Dal punto di vista pratico, la prescrizione è quasi sempre inserita in un percorso strutturato di cura dell’obesità, che comprende dieta personalizzata, attività fisica adattata, supporto psicologico o comportamentale quando necessario. Le linee guida internazionali sottolineano che i farmaci per il peso non devono essere usati come unica strategia, ma come parte di un approccio globale. Il medico, prima di prescrivere, verifica quindi la motivazione della persona, la disponibilità a modificare lo stile di vita e la presenza di un contesto di supporto (famiglia, equipe multidisciplinare). In assenza di questi elementi, il rischio è che il farmaco venga vissuto come “scorciatoia” e che, una volta sospeso, il peso torni rapidamente ai livelli iniziali.
Infine, possono esistere requisiti amministrativi e regolatori, soprattutto quando si utilizzano farmaci originariamente sviluppati per il diabete e impiegati anche nell’obesità. In questi casi, le autorità sanitarie possono definire condizioni specifiche per la prescrizione, moduli di piano terapeutico, criteri di eleggibilità e modalità di monitoraggio, soprattutto se è previsto un eventuale rimborso in determinati contesti clinici. Il medico deve attenersi alle indicazioni ufficiali, aggiornate periodicamente, e informare il paziente sui limiti di utilizzo, sulla durata prevista del trattamento e sulla necessità di rivalutare periodicamente l’opportunità di proseguire o sospendere la terapia in base ai risultati ottenuti e alla tollerabilità.
Tipi di iniezioni disponibili
Con l’espressione “punture per dimagrire” si fa spesso riferimento, in modo generico, a diverse categorie di farmaci iniettabili che possono favorire la perdita di peso. Tra i più noti vi sono gli agonisti del recettore del GLP-1 (glucagon-like peptide-1) e, più recentemente, i doppi agonisti GIP/GLP-1. Questi medicinali mimano o potenziano l’azione di ormoni intestinali che regolano l’appetito, la secrezione di insulina e il senso di sazietà. Nati per il trattamento del diabete di tipo 2, alcuni di essi hanno dimostrato un effetto significativo sulla riduzione del peso corporeo e sono stati studiati e approvati anche per il trattamento dell’obesità in specifiche condizioni cliniche.
Gli agonisti GLP-1 e i doppi agonisti GIP/GLP-1 si somministrano in genere tramite iniezioni sottocutanee, con frequenza variabile (giornaliera o settimanale, a seconda del principio attivo e della formulazione). Il paziente viene istruito dal medico o dall’infermiere su come effettuare correttamente l’iniezione nell’addome, nella coscia o nel braccio, alternando i siti per ridurre il rischio di irritazioni locali. Questi farmaci agiscono rallentando lo svuotamento gastrico, aumentando il senso di sazietà e modulando i centri della fame a livello cerebrale; inoltre, migliorano il controllo glicemico nei soggetti con diabete. Proprio per la loro potenza, richiedono un attento monitoraggio clinico, soprattutto nelle prime fasi di titolazione della dose.
Oltre ai GLP-1 e ai doppi agonisti, in passato sono stati proposti altri tipi di iniezioni con finalità dimagrante, come alcuni farmaci ormonali o lipolitici, talvolta utilizzati in ambito estetico o in protocolli non standardizzati. È importante distinguere tra farmaci autorizzati dalle autorità regolatorie per il trattamento dell’obesità e pratiche non riconosciute o off-label, che possono comportare rischi significativi e non hanno un solido supporto di evidenze scientifiche. Le iniezioni localizzate di sostanze “sciogli-grasso” a scopo estetico, ad esempio, non rientrano nella categoria dei farmaci sistemici per la perdita di peso e seguono regole diverse, con un profilo di efficacia e sicurezza spesso meno chiaro.
Infine, è essenziale ricordare che non tutte le iniezioni per dimagrire sono uguali e che la scelta del farmaco dipende da molteplici fattori: presenza o meno di diabete, grado di obesità, comorbidità, preferenze del paziente, controindicazioni specifiche, potenziali effetti collaterali e interazioni con altri medicinali. Alcuni prodotti possono essere più indicati in persone con forte componente di iperfagia, altri in chi ha un marcato rischio cardiovascolare o un diabete di tipo 2 mal controllato. La decisione su quale iniezione utilizzare, se e quando iniziarla, e per quanto tempo proseguirla, spetta sempre al medico, sulla base delle linee guida e delle caratteristiche individuali della persona in cura.
Domande frequenti
Le punture per dimagrire sono adatte a tutti? No. Questi farmaci sono indicati solo per persone che soddisfano determinati criteri clinici, come un BMI elevato o la presenza di obesità con complicanze. Non sono pensati per chi desidera perdere pochi chili per motivi estetici. Il medico valuta caso per caso, considerando benefici attesi e rischi potenziali. Posso richiederle direttamente al medico? È legittimo parlarne con il proprio curante, ma la decisione finale spetta al professionista, che può anche ritenere più appropriato un percorso basato solo su dieta, attività fisica e supporto psicologico, senza farmaci.
Quanto tempo bisogna fare le iniezioni? La durata della terapia varia in base al farmaco, alla risposta individuale e alle indicazioni delle linee guida. In generale, si tratta di trattamenti di medio-lungo periodo, che richiedono monitoraggio regolare di peso, parametri metabolici e tollerabilità. Il medico può decidere di interrompere la terapia se non si osserva una perdita di peso sufficiente dopo un certo tempo, se compaiono effetti collaterali importanti o se cambiano le condizioni cliniche. Cosa succede se smetto? Se non si mantengono le modifiche dello stile di vita, esiste il rischio di recuperare parte o tutto il peso perso, motivo per cui la terapia farmacologica va sempre inserita in un percorso globale.
Ci sono rischi o effetti collaterali? Come tutti i medicinali, anche le punture per dimagrire possono causare effetti indesiderati. I più comuni, soprattutto con i farmaci che agiscono sugli ormoni intestinali, sono nausea, vomito, diarrea, stipsi, dolori addominali e riduzione dell’appetito. In rari casi possono verificarsi eventi più seri, che richiedono l’interruzione del trattamento e una valutazione specialistica. Per questo è fondamentale seguire le indicazioni del medico, non modificare da soli la dose, segnalare tempestivamente sintomi insoliti e sottoporsi ai controlli programmati (esami del sangue, visite di follow-up, eventuali valutazioni specialistiche aggiuntive).
Posso comprare le punture per dimagrire online senza ricetta? No, è fortemente sconsigliato. L’acquisto di farmaci soggetti a prescrizione tramite canali non autorizzati espone al rischio di prodotti contraffatti, dosaggi errati, conservazione non corretta e assenza di controlli di qualità. Inoltre, usare un farmaco potente senza supervisione medica può essere pericoloso, soprattutto in presenza di malattie non diagnosticate o di interazioni con altri medicinali. La via corretta è sempre quella di rivolgersi al proprio medico o a uno specialista in obesità, discutere insieme le opzioni disponibili e, se indicato, ottenere una prescrizione regolare, con un piano di monitoraggio chiaro e condiviso.
In sintesi, le cosiddette “punture per dimagrire” sono strumenti terapeutici importanti ma complessi, che richiedono sempre la valutazione e la prescrizione di un medico abilitato, preferibilmente con esperienza in obesità, endocrinologia o diabetologia. Non esiste una soluzione valida per tutti: la scelta di iniziare una terapia iniettabile dipende da criteri clinici precisi, dalla presenza di comorbidità e dalla disponibilità della persona a intraprendere un percorso strutturato di cambiamento dello stile di vita. Informarsi in modo corretto, evitare scorciatoie e confrontarsi apertamente con il proprio curante sono i passi fondamentali per utilizzare questi farmaci in modo sicuro e appropriato.
Per approfondire
WHO – Linea guida globale sull’uso dei farmaci GLP‑1 nell’obesità Documento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che descrive quando e come utilizzare le terapie GLP‑1 nel trattamento a lungo termine dell’obesità negli adulti, sottolineando la necessità di prescrizione medica e di un approccio integrato con dieta, attività fisica e supporto comportamentale.
WHO – Obesità e terapie GLP‑1: domande e risposte Scheda in formato Q&A che chiarisce per quali persone possono essere considerate le terapie GLP‑1 per la perdita di peso, quali sono i benefici attesi, i rischi potenziali e il ruolo del medico nella valutazione individuale.
AIFA – Nota 100 sui farmaci per il diabete di tipo 2 Documento dell’Agenzia Italiana del Farmaco che elenca diversi agonisti recettoriali GLP‑1 e il doppio agonista GIP/GLP‑1, definendo condizioni e modalità di prescrizione nell’ambito del diabete di tipo 2 e fornendo indicazioni utili anche per il loro impiego in pazienti con obesità.
AIFA – Aggiornamento PRAC su Ozempic, Rybelsus e Wegovy (semaglutide) Comunicazione ufficiale che riassume le conclusioni del comitato di farmacovigilanza europeo sui rari casi di neuropatia ottica ischemica associati ai medicinali a base di semaglutide, con raccomandazioni per medici e pazienti sulla gestione del rischio.
AIFA – Highlights PRAC gennaio 2025 sui medicinali a base di semaglutide Estratto delle riunioni del comitato di farmacovigilanza dell’EMA che descrive l’avvio della revisione di sicurezza dei medicinali a base di semaglutide, utilizzati nel diabete e nell’obesità, utile per comprendere l’attenzione regolatoria su efficacia e sicurezza di queste terapie.
