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Botulismo

Botulismo: scheda riassuntiva di notifica e profilassi


Classificazione ICD-9: 005.1
Tipo di NotificaClasse I
Periodo di incubazione: Da 12 a 48 ore; in casi eccezionali può arrivare a 8 giorni.

Periodo di contagiosità: È esclusa la trasmissione interumana di questa, come di altre forme di botulismo.

Provvedimenti nei confronti del malato: Non previsti

Altre misure preventive: Ricerca attiva della fonte di intossicazione, con prelievo di appropriati campioni degli alimenti consumati dal paziente nelle 48-12 ore precedenti l’insorgenza della sintomatologia. Indagine epidemiologica sui commensali.

Per le modalità di notifica e le misure profilattiche vedere il D.M. 15 dicembre 1990 e la Circolare n° 9 del 1 luglio 1996.

Generalità

Il botulismo è una malattia neurologica causata da una tossina prodotta dal batterio Clostridium botulinum.

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Il Clostridium botulinum, così chiamato dal latino “botulus” o “salsiccia” perché la malattia fu identificata la prima volta nel consumo di salsiccie prodotte in casa, è un germe anaerobio che vive nel suolo in assenza di ossigeno.

Esso produce spore che possono resistere all’ambiente esterno anche per un lungo periodo finché non incontrano condizioni adatte alla crescita del batterio stesso.

Nonostante il suo nome, il C. botulinum si trova oggi ben più frequentemente in preparati di origine vegetale che non in prodotti derivati da animali.

Le principali forme di botulismo sono tre:

  • alimentare, dovuto alla presenza della tossina nei cibi
  • pediatrico, perché C. botulinum è presente nel tratto intestinale di un certo numero di neonati
  • da ferita o lesione, dovuto all’infezione di ferite da parte del batterio.

Sintomi del Botulismo

Il botulismo alimentare non è trasmissibile da persona a persona.

I sintomi solitamente si manifestano molto rapidamente, da poche ore a pochi giorni dall’ingestione della tossina (6 ore – 15 giorni).

In media, il periodo di comparsa dei sintomi è compreso tra le 12 e le 36 ore.

I sintomi tipici sono quelli di una paralisi neurale: annebbiamento e sdoppiamento della vista, rallentamento e difficoltà di espressione, difficoltà di deglutizione, bocca secca, debolezza muscolare che dalla parte superiore del corpo, spalle e braccia, passa agli arti inferiori, con paralisi successiva.

Nei casi più gravi, vengono coinvolti i muscoli della respirazione fino all’arresto respiratorio.

Sintomi simili sono quelli dati dal botulismo pediatrico, dove il neonato è letargico, ha un tono muscolare ridotto e ha difficoltà sia a piangere che a mangiare.

Diagnosi

I sintomi del botulismo sono simili a quelli di altre condizioni, e per la diagnosi definitiva è necessario identificare la tossina nel siero o nelle feci del paziente con test immunologici o isolando direttamente l’agente patogeno.

Le tossine botuliniche

Clostridium botulinum può produrre diverse tossine, solitamente designate con le lettere, dalla A alla F.

Le tossine A, B, E e F sono quelle responsabili del botulismo nella forma che interessa gli esseri umani.

Ne bastano pochi nanogrammi, una dose piccolissima, per causare la malattia.

Le tossine botuliniche sono anche considerate una potenziale arma di bioterrorismo, in quanto i cibi possono venire deliberatamente contaminati.

Per questo la ricerca e la sorveglianza sul botulino sono considerate prioritarie nei programmi di biosicurezza.

Terapia del Botulismo

La terapia è basata sulla somministrazione di un’antitossina nelle prime ore dalla comparsa dei sintomi e il recupero è molto lento.

La maggior parte dei pazienti va incontro a guarigione dopo settimane o mesi di terapia di supporto.

L’antitossina botulinica è disponibile presso il Ministero della Salute.

A seconda della dose di tossina ingerita, le manifestazioni cliniche variano da una sintomatologia sfumata a casi molto severi che nel 5% dei casi possono concludersi anche con la morte.

Prevenzione

Il botulino può essere presente nei cibi in scatola o nelle conserve, soprattutto se fatte in casa ma anche, in qualche caso, industriale.

Le conserve di verdura sott’olio fatte in casa sono uno dei prodotti in cui più facilmente si può rischiare la presenza della tossina botulinica.

In generale, tutti i cibi conservati che non vengono fatti cuocere e che hanno un basso grado di acidità (pH sopra il 4,6), possono costituire un ambiente adatto alla crescita del botulino.

Secondo dati americani, il principale veicolo della tossina botulinica è rappresentato proprio da verdure in scatola e conservate, seguito dalle conserve di pesce.

La prevenzione è basata sulla assoluta attenzione alle norme igieniche per evitare la presenza del batterio nelle varie fasi di preparazione e conservazione degli alimanti.

La tossina botulinica viene distrutta alle alte temperature e, quindi, la sterilizzazione dei cibi in vasetto e in scatola, tramite bollitura per almeno 10 minuti, ne garantisce l’eliminazione.

L’acidità e il contenuto in sale contribuiscono a controllare lo sviluppo del batterio riducendo quindi la possibilità della produzione delle tossine.

È importante, ovviamente, non consumare conserve maleodoranti o che presentino contenitori rigonfi in modo anomalo.

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