Quale antinfiammatorio prendere per il mal di gola?

Mal di gola: cause, quando usare antinfiammatori, scelta tra FANS e paracetamolo, dosaggi, rischi ed effetti collaterali

Il mal di gola è uno dei disturbi più comuni nella popolazione generale e rappresenta una delle principali cause di consulto dal medico di famiglia, dal pediatra o dal farmacista. Nella maggior parte dei casi si tratta di un sintomo legato a infezioni virali delle vie respiratorie superiori, che tendono a risolversi spontaneamente in pochi giorni. Tuttavia, il dolore può essere intenso, interferire con il sonno, l’alimentazione e le attività quotidiane, spingendo molte persone a chiedersi quale antinfiammatorio sia più indicato per ottenere sollievo in sicurezza. Comprendere le cause del mal di gola e il ruolo dei diversi farmaci antinfiammatori è fondamentale per evitare un uso improprio dei medicinali e ridurre il rischio di effetti indesiderati.

Quando si parla di “antinfiammatori per il mal di gola” si fa in genere riferimento ai farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), disponibili sia per via sistemica (compresse, bustine, gocce) sia per uso locale (spray, pastiglie da sciogliere in bocca). A questi si affiancano analgesici come il paracetamolo, che pur non essendo un vero antinfiammatorio ha un ruolo centrale nel controllo del dolore e della febbre. In questa guida verranno illustrate le principali cause del mal di gola, quando ha senso ricorrere a un antinfiammatorio, quali sono i principi attivi più utilizzati, i loro potenziali effetti collaterali e le precauzioni da adottare, insieme ad alcuni consigli pratici per prevenire gli episodi ricorrenti.

Cause del mal di gola

Il mal di gola, in termini medici faringodinia o faringite, è un sintomo che può riconoscere numerose cause, anche molto diverse tra loro. Nella grande maggioranza dei casi, soprattutto in età adulta, è dovuto a infezioni virali delle vie respiratorie superiori, come raffreddore, influenza o altre virosi stagionali. I virus determinano un’infiammazione delle mucose di faringe e tonsille, con arrossamento, gonfiore e dolore, spesso associati a naso che cola, tosse secca, lieve febbre e malessere generale. In queste situazioni, gli antibiotici non sono utili, perché non agiscono sui virus, mentre può essere indicato un trattamento sintomatico con analgesici o antinfiammatori per ridurre il fastidio in attesa della guarigione spontanea dell’infezione.

Una quota minore di mal di gola è invece dovuta a infezioni batteriche, la più nota delle quali è la faringotonsillite da Streptococcus pyogenes (streptococco di gruppo A). In questo caso il quadro clinico tende a essere più brusco, con febbre elevata, dolore intenso alla deglutizione, ingrossamento delle tonsille con eventuali placche biancastre, linfonodi del collo dolenti e assenza di sintomi tipici del raffreddore come la rinorrea. Le infezioni batteriche richiedono una valutazione medica per l’eventuale prescrizione di antibiotici, ma anche in questo contesto gli antinfiammatori possono essere utilizzati come supporto per controllare il dolore, sempre rispettando le controindicazioni individuali e le indicazioni del foglietto illustrativo.

Non tutte le forme di mal di gola sono però legate a infezioni. Esistono cause irritative e infiammatorie non infettive, come l’esposizione prolungata al fumo di sigaretta (attivo o passivo), l’inalazione di sostanze irritanti sul luogo di lavoro, l’aria troppo secca o inquinata, il reflusso gastroesofageo con risalita di acido verso la gola, l’uso intenso della voce (insegnanti, cantanti, operatori di call center). In questi casi il dolore può essere più sfumato ma persistente, spesso accompagnato da sensazione di corpo estraneo, raucedine o tosse stizzosa. Il trattamento si basa soprattutto sulla rimozione o riduzione del fattore irritante e su misure di igiene vocale e ambientale, mentre l’uso di antinfiammatori sistemici andrebbe limitato ai periodi di maggiore fastidio e sempre per brevi cicli.

Infine, è importante ricordare che, sebbene più rare, esistono cause di mal di gola potenzialmente serie, come ascessi peritonsillari, epiglottiti, patologie tumorali del distretto testa-collo o malattie sistemiche che coinvolgono le mucose. Segnali di allarme possono essere un dolore molto intenso e localizzato, difficoltà respiratoria, impossibilità a deglutire anche la saliva, febbre alta persistente, rigonfiamenti del collo, calo di peso non spiegato, comparsa di sangue nella saliva o nella tosse, o un mal di gola che non migliora dopo due settimane nonostante le cure di base. In presenza di questi sintomi è fondamentale rivolgersi tempestivamente al medico o al pronto soccorso, senza affidarsi all’automedicazione con antinfiammatori.

Quando usare un antinfiammatorio

La decisione di assumere un antinfiammatorio per il mal di gola dovrebbe basarsi sull’intensità del dolore, sulla presenza di altri sintomi (come febbre, difficoltà a deglutire, malessere generale) e sulle condizioni di salute della persona. Nelle forme lievi, in cui il fastidio è sopportabile e non interferisce con le attività quotidiane, spesso possono essere sufficienti misure non farmacologiche come bere liquidi tiepidi, evitare fumo e alcol, utilizzare umidificatori, fare gargarismi con soluzioni saline o preparati specifici. Quando il dolore diventa più marcato, al punto da disturbare il sonno o rendere difficile mangiare e bere, può essere ragionevole ricorrere a un analgesico o a un antinfiammatorio, preferendo prodotti da banco con un buon profilo di sicurezza e utilizzandoli alla dose minima efficace per il minor tempo possibile.

Le linee guida internazionali sul trattamento del mal di gola acuto indicano generalmente il paracetamolo come prima scelta per il controllo del dolore e della febbre, soprattutto in bambini, anziani e persone con patologie croniche, grazie al suo favorevole profilo di sicurezza quando usato correttamente. I FANS come ibuprofene o naprossene possono rappresentare un’alternativa o un complemento nei soggetti che non presentano controindicazioni specifiche, in particolare quando il componente infiammatorio è rilevante e il dolore non risponde adeguatamente al solo paracetamolo. È importante però evitare l’uso contemporaneo di più FANS e non prolungare il trattamento oltre pochi giorni senza un parere medico, per ridurre il rischio di effetti indesiderati gastrointestinali, renali o cardiovascolari.

Un capitolo a parte riguarda gli antinfiammatori per uso locale, come spray, collutori o pastiglie da sciogliere in bocca contenenti anestetici locali, antisettici o FANS a basso dosaggio (per esempio flurbiprofene). Questi prodotti possono offrire un sollievo rapido e mirato al distretto orofaringeo, con un assorbimento sistemico in genere limitato rispetto alle formulazioni orali. Tuttavia, non sono privi di potenziali effetti collaterali, come irritazioni locali, alterazioni del gusto o reazioni allergiche, e non devono essere considerati innocui solo perché “agiscono in gola”. Anche per i farmaci topici è necessario rispettare le dosi e la durata di trattamento indicate nel foglietto illustrativo, evitando l’uso prolungato o eccessivo, soprattutto nei bambini piccoli.

È fondamentale sottolineare che l’antinfiammatorio, da solo, non cura la causa del mal di gola, ma ne attenua i sintomi. Se il dolore si associa a segni di infezione batterica importante, se compare una febbre alta che non risponde ai farmaci, se il disturbo persiste oltre 7–10 giorni o tende a ripresentarsi frequentemente, è opportuno consultare il medico per una valutazione più approfondita. In alcune situazioni, come in presenza di malattie renali, epatiche, ulcera gastrica, disturbi della coagulazione, gravidanza o allattamento, l’uso di FANS può essere controindicato o richiedere particolare cautela: in questi casi è sempre necessario il parere del curante prima di assumere qualsiasi antinfiammatorio, anche se acquistato senza ricetta.

Antinfiammatori comuni e dosaggi

Tra gli antinfiammatori più utilizzati per il mal di gola rientra l’ibuprofene, un FANS con azione analgesica, antipiretica e antinfiammatoria. È disponibile in numerose formulazioni da banco e con prescrizione, in compresse, capsule molli, sospensioni orali e granulati. Alle dosi comunemente impiegate per il trattamento di breve durata del dolore e della febbre negli adulti, l’ibuprofene presenta un profilo di sicurezza generalmente favorevole, purché vengano rispettate le controindicazioni e non si superino le dosi massime giornaliere indicate nel foglietto illustrativo. Nei bambini, il dosaggio deve essere sempre calcolato in base al peso corporeo e alla fascia di età, seguendo scrupolosamente le indicazioni del pediatra o del farmacista, senza improvvisare aggiustamenti autonomi.

Un altro principio attivo spesso impiegato è il naprossene, anch’esso appartenente alla classe dei FANS, con una durata d’azione più lunga rispetto ad altri farmaci simili. Questo può risultare utile quando si desidera un controllo prolungato del dolore, ad esempio durante la notte. Tuttavia, proprio per la sua emivita più estesa, il naprossene richiede particolare attenzione nei soggetti a rischio di effetti collaterali gastrointestinali o renali, e non dovrebbe essere assunto per periodi prolungati senza supervisione medica. In Italia sono disponibili anche altri FANS come ketoprofene, diclofenac o nimesulide, che possono essere prescritti dal medico in base al quadro clinico complessivo, ma che non rappresentano necessariamente la prima scelta per un semplice mal di gola non complicato.

Accanto ai FANS, il paracetamolo occupa un ruolo centrale nel trattamento del mal di gola, soprattutto quando il sintomo principale è il dolore associato a febbre. Pur non essendo un antinfiammatorio in senso stretto, il paracetamolo è efficace nel ridurre la percezione del dolore e l’innalzamento della temperatura corporea, con un profilo di sicurezza favorevole se usato alle dosi raccomandate e per brevi periodi. Il rischio principale è rappresentato dal sovradosaggio, che può causare gravi danni al fegato: per questo è essenziale non superare la dose massima giornaliera indicata nel foglietto illustrativo e considerare anche l’eventuale presenza di paracetamolo in altri farmaci assunti contemporaneamente, come alcuni preparati per l’influenza e il raffreddore.

Per quanto riguarda gli antinfiammatori locali, un esempio è il flurbiprofene in pastiglie o spray per la gola, che esercita un’azione antinfiammatoria direttamente sulle mucose orofaringee. Questi prodotti possono essere utili quando il dolore è circoscritto alla gola e non è presente una febbre significativa, oppure come complemento a un analgesico sistemico in caso di sintomi più intensi. Anche in questo caso, però, è necessario rispettare il numero massimo di somministrazioni giornaliere e la durata del trattamento indicata, evitando di utilizzare il farmaco per periodi prolungati senza un controllo medico. In generale, qualunque sia l’antinfiammatorio scelto, è sempre opportuno leggere con attenzione il foglietto illustrativo, verificare le controindicazioni personali e, in caso di dubbi, chiedere consiglio al medico o al farmacista.

Effetti collaterali e precauzioni

I farmaci antinfiammatori non steroidei, pur essendo ampiamente utilizzati e in molti casi disponibili senza obbligo di prescrizione, non sono privi di rischi. Gli effetti collaterali più noti riguardano l’apparato gastrointestinale: nausea, bruciore di stomaco, dolore epigastrico, fino a lesioni più gravi come ulcere, sanguinamenti o perforazioni, soprattutto in caso di uso prolungato, dosi elevate, età avanzata o associazione con altri farmaci gastrolesivi (per esempio cortisonici o anticoagulanti). Per ridurre questi rischi è consigliabile assumere i FANS a stomaco pieno, limitare la durata del trattamento al minimo necessario e, nei soggetti a rischio, valutare con il medico l’eventuale protezione gastrica. Chi ha una storia di ulcera peptica, sanguinamenti gastrointestinali o malattie infiammatorie intestinali dovrebbe usare i FANS solo su indicazione medica e con grande cautela.

Un altro aspetto importante riguarda gli effetti dei FANS su rene e apparato cardiovascolare. In persone con funzione renale compromessa, scompenso cardiaco, ipertensione non controllata o altre patologie cardiovascolari, l’uso di FANS può peggiorare il quadro clinico, favorendo ritenzione di liquidi, aumento della pressione arteriosa e, in rari casi, eventi trombotici come infarto o ictus, soprattutto a dosi elevate e per trattamenti prolungati. Per questo motivo, chi soffre di queste condizioni dovrebbe evitare l’automedicazione con FANS e rivolgersi sempre al medico prima di assumere un antinfiammatorio, anche per un disturbo apparentemente banale come il mal di gola. In molti casi, il paracetamolo, usato correttamente, rappresenta un’opzione più sicura.

Non vanno trascurate le possibili reazioni allergiche o di ipersensibilità ai FANS, che possono manifestarsi con eruzioni cutanee, prurito, orticaria, broncospasmo (soprattutto nei soggetti con asma), fino a reazioni gravi come l’anafilassi, seppur rare. Chi ha già avuto in passato reazioni avverse a un FANS dovrebbe evitare l’intera classe di questi farmaci, a meno che uno specialista non indichi diversamente, e segnalare sempre al medico e al farmacista la propria storia clinica. Anche gli antinfiammatori locali possono causare reazioni di sensibilizzazione a livello della mucosa orale o faringea, con bruciore, gonfiore o formicolii: in presenza di questi sintomi è opportuno sospendere il prodotto e consultare un professionista sanitario.

Infine, esistono situazioni particolari in cui l’uso di antinfiammatori richiede una valutazione ancora più attenta, come la gravidanza, l’allattamento e l’età pediatrica. Alcuni FANS sono controindicati in specifici trimestri di gravidanza perché possono interferire con lo sviluppo del feto o con la funzionalità renale e circolatoria del bambino, mentre in allattamento è necessario considerare il passaggio del farmaco nel latte materno. Nei bambini, oltre alla scelta del principio attivo, è cruciale il corretto calcolo della dose in base al peso e l’uso di formulazioni adeguate all’età. In tutti questi casi, prima di somministrare un antinfiammatorio per il mal di gola è indispensabile chiedere il parere del medico o del pediatra, evitando il fai-da-te.

Consigli per la prevenzione

Ridurre la frequenza degli episodi di mal di gola significa, in molti casi, intervenire sui fattori di rischio legati allo stile di vita e all’ambiente. Il primo passo è evitare il fumo di sigaretta, sia attivo sia passivo, che irrita direttamente le mucose delle vie aeree e ne riduce le difese naturali, rendendole più vulnerabili alle infezioni. Anche l’esposizione prolungata a inquinanti atmosferici, polveri o sostanze chimiche sul luogo di lavoro può favorire l’insorgenza di faringiti ricorrenti: in questi contesti è importante utilizzare i dispositivi di protezione individuale previsti (mascherine, sistemi di aspirazione) e rispettare le norme di sicurezza. Mantenere un’adeguata umidità negli ambienti interni, soprattutto in inverno quando il riscaldamento tende a seccare l’aria, può contribuire a prevenire la secchezza e l’irritazione della gola.

Un altro elemento chiave è l’igiene delle mani e delle vie respiratorie, fondamentale per limitare la diffusione dei virus responsabili di molte forme di mal di gola. Lavarsi spesso le mani con acqua e sapone o utilizzare soluzioni idroalcoliche, evitare di toccarsi occhi, naso e bocca con le mani non pulite, coprire naso e bocca con il gomito o con un fazzoletto quando si tossisce o starnutisce, sono semplici abitudini che riducono significativamente il rischio di contagio. Nelle stagioni in cui circolano maggiormente virus respiratori, può essere utile evitare, per quanto possibile, ambienti chiusi e affollati, soprattutto se si è particolarmente suscettibili alle infezioni o si convivono con persone fragili, come anziani o soggetti con malattie croniche.

La cura della voce rappresenta un ulteriore aspetto preventivo spesso sottovalutato. Chi utilizza la voce in modo professionale o intenso dovrebbe imparare tecniche corrette di emissione vocale, evitare di parlare a lungo in ambienti rumorosi o molto secchi, fare pause regolari e idratarsi adeguatamente durante la giornata. Anche sforzare la voce quando si è già raffreddati o si ha un mal di gola in atto può peggiorare l’infiammazione e prolungare i tempi di guarigione. In presenza di disturbi vocali persistenti, come raucedine che dura più di due-tre settimane, è consigliabile una valutazione otorinolaringoiatrica per escludere patologie delle corde vocali o del laringe.

Infine, uno stile di vita complessivamente sano contribuisce a rafforzare il sistema immunitario e a rendere l’organismo più resistente alle infezioni che possono causare mal di gola. Una dieta equilibrata, ricca di frutta, verdura e alimenti freschi, un’adeguata idratazione, un sonno di qualità e regolare attività fisica moderata sono pilastri fondamentali. La gestione dello stress, attraverso tecniche di rilassamento, attività piacevoli o supporto psicologico quando necessario, può anch’essa avere un impatto positivo sulle difese immunitarie. In alcune categorie di persone, come anziani o soggetti con patologie croniche, il medico può valutare l’opportunità di vaccinazioni specifiche (per esempio contro influenza o altre infezioni respiratorie), che indirettamente contribuiscono a ridurre anche gli episodi di mal di gola correlati.

In sintesi, scegliere quale antinfiammatorio prendere per il mal di gola richiede di considerare la causa probabile del disturbo, l’intensità dei sintomi e le condizioni di salute individuali. Nelle forme lievi, spesso sono sufficienti misure non farmacologiche o l’uso mirato di analgesici come il paracetamolo, mentre i FANS sistemici o locali trovano indicazione nei casi di dolore più intenso, sempre nel rispetto delle controindicazioni e per periodi brevi. Prestare attenzione ai segnali di allarme, evitare l’automedicazione prolungata e rivolgersi al medico quando i sintomi persistono o si aggravano sono passi fondamentali per gestire il mal di gola in modo sicuro ed efficace, riducendo al minimo i rischi legati all’uso improprio dei farmaci.

Per approfondire

NICE – Sore throat (acute): antimicrobial prescribing Linea guida internazionale che offre indicazioni aggiornate sulla gestione del mal di gola acuto, con particolare attenzione all’uso di analgesici e antinfiammatori e alla valutazione della necessità di antibiotici.

AIFA – Nota 66 sui farmaci antinfiammatori non steroidei Documento dell’Agenzia Italiana del Farmaco che riassume rischi e raccomandazioni d’uso dei FANS, utile per comprendere meglio benefici e potenziali effetti collaterali degli antinfiammatori sistemici.

AIFA – Aggiornamento sui consigli d’uso di ibuprofene ad alte dosi Comunicazione che approfondisce il profilo di sicurezza cardiovascolare dell’ibuprofene, con indicazioni pratiche sulle dosi considerate sicure nella popolazione generale.

Ministero della Salute – Portale istituzionale Sito ufficiale del Ministero della Salute italiano, che mette a disposizione schede informative, campagne e materiali educativi su infezioni respiratorie, uso corretto dei farmaci e prevenzione delle malattie stagionali.

Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) Portale dell’OMS con risorse in continuo aggiornamento sulla prevenzione e gestione delle infezioni respiratorie, raccomandazioni sull’uso responsabile dei farmaci e indicazioni di sanità pubblica rilevanti a livello globale.