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Fava di St. Ignazio

(Strychnos Ignatii Bergius – Fam. Loganiacee/Strychnee)

Fava di St. Ignazio- Ultimo aggiornamento pagina: 27/02/2018

Indice dei contenuti

  1. Generalità
  2. Componenti principali
  3. Proprietà farmacologiche
  4. Estratti e preparati vari
  5. Preparazioni usuali e Formule
  6. Bibliografia

Generalità

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ignazio

Etimologia – Strychnos, dal greco strujnos = amaro.

Ignatii (e Ignàtia) – Secondo alcuni Autori [Lemery (1698)] un gesuita spagnolo fece conoscere per primo il seme ad alcuni mercanti portoghesi e gli diede il nome di Fava di S. Ignazio in omaggio al fondatore del suo ordine, S. Ignazio di Lojola.

Secondo altri (p. Roi, 1955) il primo a far conoscre la droga fu padre Kamel (o Kamell), gesuita tedesco, missionario alle Filippine, che inviò i semi al botanico inglese Giovanni Ray il quale, in collaborazione con Petivier, classificò la pianta, pubblicando una relazione in Transactions of the Royal Society (1698). Altro padre gesuita in seguito, missionario in Cina, p. Raux, fece conoscere, con lettere a Delatour, l’uso terapeutico nella medicina cinese (Pechino 1770-1771).

Nome volgare Ignazia amara Igasur (Filippine) (da cui acido igasurico), Noce pepita, Jesuit’s Bean, Liu song kouo (cinese), Fava indica, Fava febbrifuga.

Habitat Isole Filippine (Samar, Bohol, gruppo delle Visaya) coltivata in Cina, Concincina, India.

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Liana rampicante.

Parti usate I semi.

Componenti principali

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2-3 % di alcaloidi, di cui circa due terzi sono costituiti da stricnina ed il resto da brucina (1) (ved. le tabelle riportate sotto). Un altro alcaloide, struxina, è stato estratto dai semi deteriorati (2).

La composizione chimica della stricnina e della brucina è stata definitivamente stabilita dopo d’essere stata oggetto di lunghe ricerche, che hanno condotto a più di 200 pubblicazioni in questo solo secolo (2a). I più notevoli studi sono quelli dovuti a Tafel (3), Pictet (4), Leuchs (5), Perkin e Robinson (6), Wieland (7), Ciusa (8), Prelog (9), Woodward (10).

La stricnina, C21H22O2N2, è stata isolata per la prima volta nel 1818 dai semi di Strychnos Ignatii da Pelletier e Caventou (11). Successivamente gli stessi AA. la estrassero anche dai semi della Strychnos nux vomica e da altre specie di Strychnos. La composizione centesimale, quale è indicata sopra, è stata stabilita da Regnault (12). La formula di struttura dopo la completa definizione dovuta all’esito degli studi cristallografici (13) (14) ed alla sintesi totale (15) (16), è la seguente:

ignazio Figura 1

La brucina, C23H26O4N2, è stata ottenuta per la prima volta nel 1815, da Pelletier e Caventou (17) dalla corteccia di Strychnos nux vomica e fu poi trovata nella S. Ignatii ed in diverse altre specie di Strychnos. La formula grezza, C23H26O4N2, è stata determinata da Regnault (12). Nella formula di struttura la brucina differisce dalla stricnina per la presenza di due gruppi metossilici, che sono stati assegnati alle posizioni 2 e 3 dell’anello I della formula della stricnina.

La struxina, C21H30O4N2, è stata estratta da semi deteriorati (2) ed è considerata quale prodotto di decomposizione della stricnina o della brucina.

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Nei semi della Strychnos Ignatii è stato trovato il glicoside loganina

(18) (19), che si trova anche nei semi di Noce vomica ed al quale in un primo tempo fu assegnata la formula grezza C26H36O14 oppure C25H34O14. Secondo l’esito degli studi più recenti (20) (21) (22), alla loganina è stata data la formula C17H26O10, mentre la formula di struttura non è stata sinora definitivamente stabilita; Birch e Smith (21) hanno proposto la formula:

ignazio Figura 2

mentre, secondo Merz e Lehmann (22), la probabile struttura è la seguente:

ignazio Figura 3

Mediante processo idrolitico con emulsina la loganina si scinde nell’aglucone loganetina, C11H16O5 e glucosio.

Nei semi di Strychnos Ignatii sono stati trovati inoltre acido caffetannico (23), saccarosio 8,6% (24), resina, amido (25), mannogalattano

(26), ceneri 4 % (27).

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ignazio Figura 4

Proprietà farmacologiche ed impiego terapeutico

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L’azione della Fava di S. Ignazio è uguale a quella della Noce vomica con la sola differenza, di ordine quantitativo, che la sua tossicità è superiore in relazione alla maggior percentuale di stricnina che contiene. (Ved. Noce vomica).

Estratti e preparati vari

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Estratto fluido (g 1 = LV gtt) (Titolo chimico: 1,5 % alcaloidi).

Dosi: I-II gtt. sino a VIII gtt pro die.

Preparazioni usuali e formule galeniche

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Tintura

Estratto fluido fava S. Ignazio…………………………………….. g.. 10

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Alcool di 70°……………………………………………………………….. g.. 90

(X-XX gtt tre-quattro volte pro die)

Pozione antigastralgica

Gocce amare Baumé………………………………………… … gtt XXX

Elisir pepsina……………………………………………………………… g.. 30

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Infuso tiglio………………………………………………………………… g 120

Sodio carbonato…………………………………………………… g 5

(un cucchiaino prima dei pasti)

BIBLIOGRAFIA

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(1) henry T. a.. The Alkalolds, 194», p. 553 – (2) SCHAFER. Pharm. !.. 94. 241, 1915 – (2 a) MANSKB R. H. F, The Alkaloidi, I960, voi. VI, p. 180 – (3) TAFEL, Utb. Ann., 264, 44, 1891; 26B, 229, 1892; 301, 285, 1898 – (4) PICTET, Ber., 3B, 2782 e 2787, 1905 – C5) LEUCHS H, e coll.. Ber., 41, 1711, 1908; 42, 2494, 1909; 46, 3693, 1913; 52, 1443, e 1583, 1919; SS, 3171 e 3738, 1922; 56, 1780, 1923; 57. 1318, 1924; 59,276, 1926; 61, 2349, 1928; 62, 407, 1253 e 2303, 192»; 63,439, 1045, 2215, 3184, 1930; 64, 455, 1931; 65, 1121, 1932; 66. 259. 743, 951 e 1378, 1933; 6B, 91, 1935; 72, 965, 1483 e 2076, 1939; 75, 99, 731, 811, 855, 1392, 1940; 75. 168, 573, 920, 1522. 1942; 76, 1038, 1065, 1943 – (6) ROBINSON e coll., I. Chem. Soc„ 767, 1239, 2305, 1932; 603, 1939 – (7) WIELAND H. e coll., Lleb. Ann., 4B0, 39, 1930; 491, 107, 1931; 494, 191, 1932; 500, 70, 1932; 506, 60, 1933; S3I, 268, 1937 – (8) CIUSA R e AMORUSO V, Ca«. Chlm. ltat„ 67, 723, 1937 – C») PRELOG e coU.^ Helv. Chlm. Acta, 2B. 1669, 1945; 30, 366, 1947: 31, 237-505-2244. 1948; 32, 1052, 1949 – CIO) WOODWARD R. B. e coU., 1. Am. Chem. Soc., 69, 2250, 1947; Nature, 162, 155, 1948 –

(II) PELLETIER e CAVENTOU, ,4nn. Chlm. Phys.. B. 323, 1818; 10, 142, 1819 – (12) REGNAULT, Atmalen, 26, 17, 1838 – (13) ROBERTSON J. H. e BEEVERS C. A., Acla Crytt.; 4, 270. 1951 – (14) BOKHOVEN C, e coll., Acla CrysI., 4, 275, 1951 – (15) WOODWARD R. B. e coll., 1. Am. Chem. Soe., 76, 4749, 1954 – (16) WOODWARD R. B.. Experlealla Sappi., II. 213, 1955 – (17) PELLETIER è CAVENTOU, Ann. Chlm. Phys., B. 323, 1819 – (18) RANSON (cit. da DRAGENDORFF, HeUpOanzen, 534); WEHMER C. Die PflanzenstoSe, 1931, p, 964 – (19) DUNSTAN e SHORT, J. Chem. Soe., 1409, 1884: Arch. Pharm., 222, 824, 1884 – (20) MERZ K. W. e KREBS, Chem. Abs., 31, 5509, 1937 – (21) BIRCH A. J. e SMITH E., Ausirallan 1. Chem., 9, 234, 1956; Chem. Abs., 50, 15436 h, 1956 – (22) MERZ K. W. • e LEHMAN H., Arch. Pharm., 290, 543, 1957; Chem. Abs., 52, 63068. 1958 – (23) SANDOR, DJittit. sttaaaburk 1896; Apoth. Ztg.. 12, 17, 1897 – (24) LAURENT. 1. Pharm. Chlm., 25, 225, 1907 – (25) JORI, Oats. Verona, 1835; Pharm. Zentralh., n. 28. 1835 – (26) BOURQUELOT e LAURENT. Compt. Rend., 130, 1411, 1900: 131, 276 – (27) FlOckIGER, Arch. Pharm., 227, 145, 1889 – (28) GEROCK J. E. c SKIPPARI F. 1., Arch. Pharm., 230, 555, 1892 – (29) LEGER E., 1. Pharm. Chlm., 1904, a. 10 – (30) RUCKSTUHL. DUa. ZUrich, 85. 1944 – (31) DUFILHO E, Bull. Soc. Pharm. Bordeaux, 65, 222, 1927; Chem. Zbl., 1, 949, 1928 – (32) LACHAISE L., Trav. Lab. mal. méd. Faculté pharm, Paris, IB, 1927,

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